GIVE VENT – Intervista

1 – Ciao Marcello Donadelli, alias Give Vent, che differenza c’è secondo te tra i sogni nel cassetto e le canzoni nel cassetto?

Ciao Audiofollia! Le canzoni nel cassetto ce le metti perché a volte coincidono con quello che stai facendo al momento in cui vengono scritte, come nel caso di Give Vent a suo tempo. I sogni nel cassetto non ci dovrebbero proprio mai essere messi, che poi magari te li dimentichi li e diventano rimpianti.


2 – Cosa ti ha spinto a registrare le canzoni in stanze diverse?

Di base per sperimentare,! Far suonare le chitarre e le voci in maniera diversa sui vari pezzi, questo mi ha portato in stanze diverse. Per esempio, alcune voci le ho registrate direttamente cantando nella cassa armonica della chitarra acustica, che di per sé è un “ambiente” anche quello. Il tutto comunque è stato fatto tra la cucina, ill bagno e la camera da letto.

3 – Qual è la motivazione di produrre un’uscita anche in musicassetta?

Ci sono cresciuto con le cassette, per me è un supporto che ha più valore del cd. Per un ep poi, è un formato perfetto! Inoltre la cassetta ti mette a tuo agio e ti fa ascoltare tutto con una certa attenzione, non ti viene da skippare le tracce così facilmente come col cd. Lunga vita all’analogico!

4- Cosa ne sarà della nostra musica, quando non ci saremo più, ci hai mai pensato? Quella che abbiamo scritto col sudore delle nostre emozioni, di quelle parole annotate su un tovagliolo, un taccuino o sulla carta igienica…?

Non ne ho idea! Probabilmente si perderà nei meandri del web. Lasciamo ai posteri sapere che ne sarà!

5- Cosa ti aspetti da questa produzione…oltre a “dare sfogo”, ci sono altre motivazioni che ti portano a diffondere il tuo verbo musicale?

Tolta la mia personale parte “terapeutica” della cosa, mi piace suonare. Mi piace raccontare storie, raccontare quello che vedo. Un po’ come con la fotografia. E mi piace costruire canzoni, vedere come da una “canticchiata” prenda forma una struttura più ampia e solida. È bello, mi fa stare bene.

6- Parlaci di questi 30 concerti, qualche aneddoto, qualche avventura…ti lasciamo tutto lo spazio che vuoi per raccontarci qualcosa. Vanno bene quattro pagine, quaranta o quattrocento.

Ce ne sono un paio, tipo quella volta che suonammo a Rimini, alla Velvet Arena, per la notte rosa con tutta la banda e io il giorno dopo avevo un live alle 10 del mattino a Cremona all’interno del Porte Aperte Festival da solo. Il ritorno da Rimini fu tranquillo ma la mattina dopo risultò piuttosto hardcore con molti km fatti e davvero poco sonno.

Bell’avventura anche a Cento quando un mega acquazzone di quasi due ore rese inagibile il palco con conseguente serata rovinata però, d’accordo con gli organizzatori, suonammo ugualmente  in acustico, senza amplificazione, nel parcheggio della festa in mezzo a un sacco di gente. Fu molto bello!

7 – Quale pensi sia il ruolo oggi di un’etichetta e degli Uffici Stampa…ritieni siano elementi fondamentali per la nascita-crescita di un’artista? Che cosa ti ha spinto a non “fare tutto da solo”?

La saturazione musicale. Oggi suonano tutti e il web da visibilità a ogni persona che carichi le sue canzoni online, però, salvo cose che diventano viralissime, il tutto è a un livello molto base. Io onestamente a volte mi ritrovo un pò a non saper cosa ascoltare vista la mole di proposta. L’etichetta e l’ufficio stampa ti danno quella piccola spinta che serve ad arrivare alle persone e agli addetti ai lavori che in qualche modo veicolano quello che fai alle persone a cui magari non arriveresti altrimenti. Però in primis, entrambe queste realtà devono di credere in quello che producono e promuovono altrimenti servono a poco! Da questo punto di vista, oggi, io posso dire di essere molto fortunato con diNotte Records e Doppio Clic.

8- Per quanto riguarda le date, come ti muovi? Trenta concerti non sono certo pochi…adesso vogliamo sapere di più, ingordi di informazioni. A livello economico, per quanto riguarda la tua esperienza live, come siamo messi? Raccontaci più che puoi.

Per quanto riguarda le date il buon Mirco di THC Booking ha fatto un gran lavoro lo scorso anno, è lui che ci segue per quasi tutta la situazione booking. Oltre a questo, un po’ di amici ci hanno voluto a suonare in eventi che stavano organizzando quindi siamo riusciti a mettere assieme questi 30 e passa concerti del 2016, da quando uscì il disco a Marzo fino a Dicembre. A livello economico siamo abbastanza contenti, riusciamo a pagare le spese il 99% delle volte, spesso ci rimane anche qualcosa da mettere in cassa

9- Ti lanciamo addosso alcuni “macigni” circa tematiche assolutamente generiche, poi tu deciderai se dirci un pensiero per ognuna o meno: politica, droga, music businnes, internet, animali, sesso, viaggiare, filosofia, religione, cibo.

Insomma ti proponiamo questa sorta di “brainstorming”.

Politica: Ad oggi non la ritengo realmente rappresentativa per nessuno. “Divide et impera” piuttosto che condurre.

Droga: Internet

Music Business: Intendi Social Business, vero?

Internet: Droga

Animali: Koala, Panda e Procioni (Anche non in quest’ordine)

Sesso: Spesso, possibilmente!

Viaggiare: Ovunque. Perdendosi.

10 – Te lo diciamo subito: noi siamo delle capre in inglese, quindi ti chiediamo: di cosa parlano i tuoi testi?

Questa domanda è stata fatta per la gioia delle capre come noi, ma che hanno la curiosità di scoprire la tua poetica.

In genere di momenti, di riflessioni, situazioni che coinvolgono la mia vita o la vita di persone che mi sono vicine. Ma a volte scaturiscono anche da film, fumetti, libri o serie di fotografie. Per riassumerlo in modo semplice: parlano al 90% di persone che affrontano la vita e le conseguenze delle proprie scelte e di quelle degli altri.

Un sentito grazie per averci risposto ad ogni domanta, pinzellacchere incluse.

Grazie a voi per la chiaccherata!

Alla prossima!

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