Chat with us, powered by LiveChat

Intervista a DARKAM

1) Ciao e benvenuto! Potresti presentare il tuo singolare progetto ai nostri lettori descrivendo la tua musica e cosa ti ha spinto a realizzare un disco così particolare?

Ciao, questo progetto a nome daRKRam è un viaggio nel sotterraneo, un viaggio nel profondo, il tutto realizzato da solo con tromba e flicorno, senza l’ausilio di nessun sinth o campionamenti. La sfida è quella di finalizzare la sperimentazione di nuove sonorità e concretizzarle in vere e proprie composizioni, questo è quello che mi ha spinto a realizzare “Stone and Death”. Il concept dell’album invece è nato quando un giorno mi son trovato da solo ai piedi di un enorme frana, massi di pietra enormi, migliaia di pietre perfettamente incastrate dopo chilometri di rotolamento e mi son sentito molto piccolo e inerme, dopo pochi minuti me ne sono andato, ho iniziato a fare brutti pensieri.

2)”Stone and Death” è il tuo album d’esordio a nome Darkam, ma la tua carriera è costellata di collaborazioni ecc. Vuoi accennarci qualcosa anche su quello che suoni oltre?

Beh sì, ho suonato con moltissimi musicisti, facendo cose molto diverse, sempre cercando però di mantenere un mio stile e un mio suono. Ho un power trio con Federico Marchesano e Dario Bruna chiamato 3quietmen, con cui suono da quasi vent’anni, ho appena composto le musiche per il film I Cormorani, regia di  Fabio Bobbio, con Paolo Spaccamonti, con cui stiamo portando in giro il live della colonna sonora, ho un duo di trombe con Giorgio Li Calzi, BeTrumpet, facciamo musica elettronica, ho suonato in molti dischi di cantautorato, rock, sperimentazione jazz, insomma svariati frangenti.

3) Quali sono state le influenze musicali? C’è solo dark ambient e black metal o anche altro?

C’è molto jazz, ho ascoltato tutto il jazz dagli anni trenta fino ai giorni nostri, c’è molta musica classica, adoro compositori oscuri e tenebrosi che hanno influenzato moltissimo rock, metal e black metal che ascoltiamo oggi, non sono mai riuscito ad ascoltare musica allegra, in levare o troppo solare, proprio non riesco, è sempre stato così.

4) Scusa la mia ignoranza, ma non avevo idea precedentemente di che strumento fosse il flicorno, però ho molto apprezzato il risultato finale che hai ottenuto con questo strumento e con la tromba. Ci sono altri elementi che vuoi descrivere che hanno contribuito al risultato finale dell’album?

Il flicorno è praticamente una tromba un po’ più grande di dimensioni, con un suono molto ovattato, molto più scuro e vellutato rispetto la tromba, quando suono il flicorno mi sento bene, riesce proprio ad esprimere le melodie che ho in testa. Nel disco non ci sono altri strumenti, negli anni mi sono costruito una pedaliera di effetti, solitamente usati da basso e chitarra elettrica, collegata in questo caso a quattro amplificatori in linea, praticamente un quartetto di amplificatori che reagivano ai miei impulsi ognuno in modo diverso, poi Claudio Tortorici dello studio Superbudda ha mixato e gestito i suoni.

5) Come pensi verrà recepita dal pubblico la tua proposta particolare? Pensi che la gente sia preparata alla tua musica?

Penso che l’ascolto della musica sia molto vicina all’approccio che uno ha con la vita in generale, se hai dei pregiudizi, poca curiosità e poca predisposizione ad aprire la mente allora la vedo dura, poi io non sono una persona presuntuosa, ognuno ha i propri gusti, se non ti piace schiacci stop e cambi. L’unico pensiero che posso avere è che in questi ultimi tempi si ha molta fretta, fretta di fare le cose, fretta di parlare, fretta di affermarsi, fretta di comunicare, c’è sempre qualcuno che ci corre dietro, quindi capisco che ascoltare un disco con delle tracce da undici minuti senza scrivere dieci messaggi e controllare cinque mail, sia una bella sfida.

7) Come mai hai optato per la lussuosa confezione in media book a tiratura limitata di 66 copie per il tuo disco?

Vari motivi: se ti dico quanto ho speso per 66 copie capisci subito il perchè; la gente è preparata ad ascoltare la mia musica? Ecco; ho troppi scatoloni in casa di dischi non venduti; le cose esclusive ti fanno sentire importante; se per caso succede un miracolo, sono sempre in tempo a stampare altre 666 copie.

8 ) Ti piacerebbe che la tua musica venisse usata per dei film o documentari? Io penso che potrebbe starci bene…

Sì sarebbe fantastico, è uno dei miei intenti, devo dire che molte persone mi dicono questa cosa, sarà perché quando suono chiudo gli occhi e viaggio, per cui è come vivere un film.

9) Ultima domanda libera. A te la parola!

Sempre molto difficile la libertà. Voi siete liberi? Vi sentite liberi? Non so. Io cerco sempre di prendermi il tempo che mi permette di sentirmi bene, anche perché siamo appesi ad un filo, questa è una cosa da tenere ben presente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*