Durmast Village: intervista

Durmast Village: intervista

Lo scorso 22 aprile abbiamo avuto il piacere di recensirti presso la nostra webzine, adesso abbiamo l’onore di intervistarti, ecco qui dieci domande per te.
1- Ciao Davide, cominciamo dalle curiosità basilari: perché Durmast e perché Village?
Durmast è un progetto che nell’ultimo anno ho iniziato quasi per scherzo ma col passare del tempo è diventato una cosa a cui dedico molto tempo con piacere. In maniera piuttosto naturale, ma al tempo stesso casuale è venuto fuori Village, disco di musica elettronica quasi del tutto strumentale in cui ho riversato tutte le molteplici emozioni positive e negative che ho provato nel periodo di scrittura, guardando tutto dal paesino di provincia.
2- Cosa pensi degli anni Novanta dal punto di vista musicale?
Adoro gli anni ’90, penso che in quegli anni ci sia stato un sviluppo esponenziale
di tutti generi di musica a partire dal punk/emo, genere che ho sempre suonato e amato come batterista, ad arrivare alla musica elettronica che ha visto una meritatissima attenzione e crescita dovuta anche all’avvento della digitalizzazione.
3- Qual è la tua esperienza antecedente a questo esordio solista?
Ho sempre suonato la batteria e tuttora la suono con Home By Three e Jasmine gli Sbalzi, band d’estrazione punk, in contemporanea ho sempre buttato un occhio alla musica elettronica e appena ne ho avuto l’occasione mi ci sono tuffato con tutto me stesso reinventandomi e guardando la musica da angolazioni diverse.
4- Vita privata: raccontaci un po’di te oltre alla musica.
Caratterialmente non sono molto loquace, ma sono uno tra i migliori sognatori ad occhi aperti del mondo. Amo il mio mare e la mia terra. In un periodo storico in cui molti amici migrano in altri lidi in Italia o all’estero
ho deciso di rimanere nella mia terra natia, decisione che ha comportato scelte e compromessi difficili ma la vita è fatta di queste cose no?
5- Qual è il tuo rapporto con la quotidianità?
La quotidianità è il fulcro del progetto Durmast, come recita la mia biografia: “Tutti scappano dalla routine,
Durmast non può sfuggirle e quando non si può scappare non si ha altra scelta che accoglierla, ecco che questa alienazione viene riversata in sequencer, sintetizzatori, bassi altissimi e ritmiche ridondanti.
Una lotta continua contro loop giornalieri, rispondendo agli attacchi con la stessa identica arma, la ripetitività”
Più chiaro di così!
6 – Qual è la tua visione dell’elettronica a livello musicale?
Ormai l’elettronica intesa come supporto è inevitabile per chi fa musica, ha cambiato profondamente il modo di suonare creare e ascoltare
musica. Snellisce e facilita, ma lo sappiamo tutti che l’analogico trasmette più calore e più emozioni, bisogna trovare
il giusto equilibrio a seconda di cosa si realizzi.
7 – Parlaci di come hai realizzato il disco sia a livello di ideazione che pratico e in che modo lo stai promuovendo.
Village è stato creato in una camera da letto di un quindicenne un po’ cresciuto, tra un canestro attaccato sopra la porta e
un aeroplano appeso nel pomello dell’armadio, con qualche sprazzo di una soffitta che negli anni si è vista attraversare
ore ed ore di musica. Come dicevo prima Village ruota molto sulla quotidinità da me vissuta, e di base è venuto tutto
fuori da sè, con una ricerca del suono piuttosto accurata ma non maniacale. Per adesso ho evitato di stampare il disco
fisico ma con l’aiuto di Big Lakes Records lo si può trovare in tutti gli store e piattaforme digitali.
Novità degli ultimi giorni, comincerò a presentarlo anche Live, quindi cercherò di fare più date possibile.
8 – Cosa pensi della musica che va per la maggiore oggi in Italia? La trap ad esempio.
Una volta un mio amico parlando della trap mi disse che l’autotune è il nuovo distorsore.
Ci ho riflettuto molto ed effettivamente mi sento di non dargli torto, qualcosa mi piace
veramente tanto altro reputo che sia pura immondizia,ma da una visione ottimistica diciamo
che mi prendo quello che c’è di buono.
9 – Qual è il rapporto tra la tua musica e la diffusione all’Estero?
In italia ho avuto molti feedback positivi, ma la vera sorpresa è stata all’estero, è piaciuto molto il disco
infatti mi hanno inserito in diverse playlist e questo mi ha fatto molto piacere. Non posso vantare numeri
esorbitanti e non mi aspetto di farli un giorno, mi basta solo trovare una volta ogni tanto un messaggio
di qualcuno che si è preso bene ascoltando una mia canzone.
10 – Cosa bolle in pentola da qui al prossimo disco?
Il 14 Luglio farò il mio primo live ad un festival a Pesaro a chiusura della serata, l’intento nelle prossime settimane sarà quello
di trovare alcune date in cui esibirisi di pari passo alla creazione di altri brani. Fine estate/inizio autunno mi piacerebbe pubblicare
nuovi brani che ho in cantiere. Village è stato l’inizio di un viaggio, nei viaggi si sa che a prescindere da quello che può succedere
ci si arrichisce sempre.
Grazie per aver risposto pazientemente a tutte le domande.
Alla prossima
Grazie a voi per l’attenzione prestatami, è stato un piacere.

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