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LOLA’S DEAD:REALISMO MUSICALE E SPLEEN

LOLA’S DEAD:REALISMO MUSICALE E SPLEEN

LOLA’S DEAD”the broken weapons society(autopr.)”

I Lola’s Dead sono un quartetto proveniente da Pistoia;la loro musica è un alternative rock(o,se preferite, alternative post-rock) dalle tinte scurissime,ma fascinose.

“The Broken Weapon society”è una sorta di concept album(in uscita il 19 ottobre) dai risvolti malinconici,un dark trip dall’avvolgente bellezza sonora e molto personale,cantato in lingua inglese.

La trama del disco è incentrata sugli orrori della guerra,ma soprattutto sui terribili ricordi e sulle vicende post-belliche dei reduci(e i racconti contenuti nel disco possono essere interpretati come un’unica storia,ma anche come vari riflessioni di vari protagonisti,ma con comune denominatore)

La line-up dei Lola’s Dead è la seguente:Alberto Coco(voce,chitarra,liriche)Lorenzo Cappelli(chitarre e programming),Edoardo Farnioli(basso)e Tommaso Cantini(batteria e percussioni).

Veniamo adesso al contenuto del disco.

Il cd si apre con”the last tolerable day”,uno strumentale struggente e carico di spleen,in cui le chitarre disegnano un tappeto sonoro di grande fascino,un manto malinconico e avvolgente che dà i brividi per la sua bellezza e pacatezza.

“The Assembly”è un brano più rockeggiante,ma sempre in salsa noir e con la personalità della band ben in evidenza;le chitarre creano delle melodie tortuose,in cui appaiono anche delicate e affascinanti dissonanze…molto bella anche la voce,malinconicamente melodica che sa riflettere appieno il feeling pessimista e “apocalittico”presente nel testo(“Float on your tears/zeppelin humbled by a ceiling/narrow streets you can’t fit/try to fake a mistery”).

L’anima dark della band si fa ancora più scura su”Vomiting on a merry go-round”;un brano umbratile che non rinuncia mai ad una sua melodia…grande lavoro chitarristico(che ricorda i primi Sonic Youth,ma in versione post rock)così come per la precisa sezione ritmica e per la voce.

Le liriche sono amare e all’occorrenza sfoggiano una certa visionarietà quasi cinematografica(“I won my goldfish/I won a fish in a bag of tears(…)I’m swallowing my bullet/While I’m vomiting my peace”);la musica emoziona sempre e commuove,anche quando si fa più aspra(ma non si sconfina mai nella violenza sonora,perchè le sensazioni emozionali profuse dai Lola’s Dead giocano sempre più su un equilibrio di inquietudine rarefatta,e per questo riuscitissimo).

“Unrecognizable”è l’essenza del suono dark della band:nerissima come la pece,eppure con improvvisi stacchi che la”scuotono”,è un brano cadenzatissimo….un’ angosciosa riflessione sul dolore umano,palpabile e credibile,con nel testo perfino una citazione di”Jealous guy”,ma virata in nero(“I didn’t mean to ruin you/I didn’t mean to make you cry/I’ll never forgive myself”)…..

Le distorsioni chitarristiche si fanno quasi stoner/doom,e mescolate alle atmosfere tipicamente”post”ed indie,creano un connubio decisamente nuovo ed inedito;la seconda parte è più melodica(complice una bellissima parte vocale,così come sono meravigliosi e tenebrosi gli incastri chitarristici e ritmici),anche se lo spleen non cessa di esistere(e le deflagrazioni ritornano sul finale).

Davvero un bellissimo pezzo,il mio preferito dell’intero lavoro che differenzia i Lola’s Dead dalle altre band del genere…e mai il dolore è stato così”bello”e ricco di poesia lirico-sonora.

“Are you short breathed?”è uno strumentale notturno e cupo,in cui tutti i musicisti sono in gran forma e danno il meglio di sé;in sottofondo all’architettura musicale,inquietanti rumori di contorno,che rendono l’atmosfera ancora più”cruda”e”terrena”.

“I’m a gammy(look at what I’ve done)”è un’altra bellissima pietra angolare del dolore,con le dissonanze delle 6 corde a raschiare la pelle fino all’osso,mentre la sezione ritmica è perfetta e implacabile;come sempre,non viene dimenticata né la forma,nè la melodia,che fa male ed emoziona,mentre le parole del protagonista lacerano e fanno sanguinare il cuore(“butterflies in black&white screens/I only need/the red verginal blood/please look back,look at me/look at what I’ve done”),prima che il feedback suggelli il finale della canzone.

E’ una canzone così credibile che fa davvero male,nell’ascoltare le parole del protagonista che descrive crudamente la sua condizione irreversibile di zoppo(ma ad un’attenta lettura,le chiavi di lettura sono anche altre).

“Trompe l’oeil”chiude il disco,ed è più soffusa..anche l’armonia è più pacata,così come l’atmosfera,anche se i ricordi non sono mai facili e c’è sempre un sentimento di abbandono,di perdita tutt’intorno….solo che qui è tutto più rarefatto,più tranquillo,anche se non privo di una certa ombrosità.

Ed un senso di rimpianto e di calma dopo la distruzione aleggia inquietante in tutto il brano,seppure la melodia sia più ariosa….ma l’inquietudine si rivela palpabile e vertiginosa ancor di più nel finale del brano,che sposa nuovamente distorsioni stoner,alle armonie “Post”il tutto in un’apocalisse dark che chiude il disco,con improvvisi rombi noise nei secondi prima del silenzio.

Davvero un bel lavoro che emoziona,anche perchè”sentito”ed originale:la storia qui raccontata è una storia che,come svela la stessa band,non ha soluzione…anzi ce l’ha,ma”sempre in fondo ad una strada,sia essa fango,sia essa dipinta sulla parete di un bunker”.

Un cd che è la perfetta colonna sonora di un film immaginario,o se preferite,della difficoltà dell’animo umano nel sopravvivere…..sì,perchè la guerra in fondo è una metafora per qualcosa di più ampio,e le sconfitte ed il dolore umano sono una cosa comune a tanti,troppi,che non è difficile ritrovarsi ed identificarsi tra le righe di alcuni passi di questo disco(se si è capaci di leggere tra le righe)…

Complimenti davvero ai Lola’s dead per questo scuro affresco di grande suggestione….se volete qualcosa che vi scuota veramente interiormente,questo è il disco che fa per voi.

Unica avvertenza:indietro non si può tornare,e l’”assaggio”si rivelerà contagioso….a voi la scelta….Noi abbiamo scelto d’immergerci in questi inquietanti interrogativi umani,con le loro fascinose spirali musicali…..provate anche voi il”viaggio”!

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