Massimo Priviero – All’Italia [Recensione]

Massimo Priviero – All’Italia [Recensione]

Salve audiofolli, oggi vi presentiamo “All’Italia” , una sorta di concept album incentrato sul tema dell’emigrazione, tra l’alto tema caldissimo oggi: una riflessione in musica molto profonda che analizza la questione molto da lontino, con accurati approfondimenti storici. L’album è stato creato per essere suonato in versione acustica con voce, chitarra e armonica.
Con il passare del tempo, le canzoni sono state arrangiate e arricchite di fiati, percussioni, archi, ecc
Una delle frasi più significative: “non sono fascista non sono partigiano, mettetevi in testa son solo italiano”

Villa regina: il brano apre subito con l’armonica, chitarra ritmica e voce cantata/narrante, ecco il primo tassello del grande quandro musicale dedicato al tema dell’emigrazione.
Aquitania: un cuore alpino legato al personaggio di Anna, un amore tra viaggi della speranza e lontananza.
Cielo Blu: un violino preziosissimo fa da intro, ancora una nuova storia di partenza. Un figlio dei fiori ribelle che decide di partire, un cielo blu…da brivido.
Friuli ’76: una voce caldissima per la descrizione di un’atmosfera caldissima, una sera dei primi di maggio, fine anni Settanta.
Berlino: dal Friuli ci spostiamo a Berlino e gli anni Settanta sono già finiti, ci troviamo infatti già nel pieno degli anni Ottanta.
Alba Nuova: uno dei brani finora più movimentati e ricchi dell’album, continue suggestioni ambientali, fatti di luci, colori e atmosfere di luoghi lontani.
Rinascimento: ed invece ci sbagliavamo, l’intro di questo brano è quanto di più brioso ascoltato finora. Si rinasce partendo, con la voglia di creare una nuova vita.
Mozambico: il viaggio continua, sempre più in territori lontani. Pensieri in musica rivolti a un amico.
London: gli spostamenti si fanno sempre più estremi l’uno dall’altro, ci troviamo addirittura a Londra, con ritmi serrati e tripudi di energie.
Bataclan: stavolta il destinatario della “lettera” in musica è la madre. Brano lento e suggestivo, arrangiamento minimale che poi si sviluppa arricchendosi molto.
Abbi cura: ritorniamo agli intro in stile “Villa Regina” con tanto di armonica e chitarra. Siamo quasi alla fine di questo viaggio, una penultima/ultima traccia che non perde l’emozione.
Basso piave: è la traccia “bonus”, mantiene il sound delle altre tracce, le medesime tematiche, la stessa forza emozionale, un arrangiamento corposo e leggero allo stesso tempo.

Un grande manifesto musicale dedicato all’emigrazione dove emerge una valorizzazione delle proprie origini nonostante i grandi viaggi e le mille avventure, un pensiero d’amore verso le proprie origini, i propri cari, la propria terra. Una sorta di senso d’appartenenza che esplode in musica con autenticità ed affetto.

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