Neverwhere – Alonetogheter (recensione)

Neverwhere – Alonetogheter (recensione)

Neverwhere 2

Salve audiofolli, ultimamente ci ritroviamo spesso con freschissime proposte.
Prima di partire col track by track, mi lascio catturare dal titolo dell’album : Alonetogheter , progetto solista Neverwhere.
Soli, insieme…che dire? Un concetto bellissimo, che personalmente condivido tra l’altro.
Forever alone? No: alone, but togheter. Soli, ma insieme.
Sicuramente c’è del nuovo dal punto di vista poetico, le liriche sono fresche e i titoli catturano anche un italiano che di inglese ne mastica poco, senza necessariamente aver studiato ad Oxford.
Musicalmente siamo immersi in atmosfere british suggestive, ma tutto sommato abbastanza convenzionali, non ci sono elementi fortemente innovativi dal punto di vista compositivo / armonico , idem dal punto di vista degli arrangiamenti abbastanza canonici, fatta eccezione per qualche traccia dove ci sono invece trovate molto interessanti e tra le righe: vedi “Girl interrupted”, “November” e Winterlight” e per certi versi anche “Christmas eve lonesome bitterness blues” . Bene, procediamo con l’ascolto traccia per traccia.

Ask the stars

Basta solo una chitarra, così sola, ma così appagante, abbinata a una voce soffusa.
Mescolate un po’ di James Blunt, un pizzico di Kings of Convenience, addolcite di molto atmosfere alla Smashing Pumpkins, Oasis e aggiungete una spruzzata di Paolo Nutini.

Better than yesterday, worse than tomorrow

Meglio di ieri, peggio di domani?
Chitarre acustiche ben miscelate ad elettriche, il tutto senza batteria: è questa la trovata del brano che risulta essere comunque potente e “pieno” seppur con pochi interventi.  A colorare l’arrangiamento, qualche linea di chitarra riempitiva dal punto di vista effettistico. Finale quasi noise degno di nota.

November

Stop! Basta con le solite chitarre ritmiche sin dai primi secondi dell’intro, qui c’è un basso che dialoga con una voce senza altri fronzoli. Passa la palla alle care chitarre ritmiche, dove però le scelte timbriche sono azzeccate: abbiamo più linee di chitarra che si intrecciano tra loro e la voce chiara si fa strada, insieme a dei cori molto pastosi e ben amalgamati.
Di sicuro preferiamo questo “November” al “Novembre” di Giusy Ferreri (writed by Roberto Casalino e prodotta da Tiziano Ferro) ;D

Stranded

Le chitarre di questo brano sanno essere silenziose ed energiche allo stesso tempo.
Il tutto sfociando in una piacevole contraddizione tale da rimanere “incagliati”. Finale con intervento di cori bellissimo.

Christmas eve lonesome bitterness blues

Chitarra più povera che mai che fa del minimalismo la sua forza, il tutto rimane sempre in equilibrio, dispensando in punta di piedi cauto groove ed emozioni “natalizie” da lacrimuccia.
Oltre i cinque minuti e mezzo di canzone dove la convenzionalità delle armonie si sposa con soluzioni compositive che risultano essere più elaborate, con cambi di accordi inaspettati.
Armoniche a bocca che “countryeggiano” molto lievemente, chitarre soliste vagheggianti che danzano sulle ritmiche
Anche se siamo in estate, ti viene una fottuta voglia di Natale.

Outcast manifesto

Qui abbiamo una svolta: la comparsa della batteria, che comunque inizia a fare capolino dopo i trenta secondi.
Un brano della durata inferiore ai due minuti, ben fatto, ma sinceramente preferisco gli altri brani con atmosfere più rarefatte e soluzioni armoniche più ricercate.

You&l

Chitarra acustica “caciarosa”, ma essenziale nella sua energia più inglese che mai.
Il torinese Michele Sarda ci dà dentro, chitarra e voce, ti scordi totalmente che l’artista è italiano e ti trovi catapultato in uno di quei party erasmus, dove ti risvegli alle prime luci dell’alba ancora con i postumi della sbornia, destato dal musicista della compagnia che ancora suona e canta, ininterrottamente, dalla sera prima.

Girl interrupted

Due minutini per un brano che finisce troppo presto, le sonorità a metà tra musica aleatoria e noise, sfociando per il nostro standard “songwriting” di avevano preso molto, tant’è che abbiamo ripetuto l’ascolto, deliziati.

One for the missing

Chitarre immancabili, voce solista, cori: atmosfere essenziali, ma funzionali, per ricaricare le batterie alla grande.
Uno dei brani più distensivi dell’album.

Scenes from a wedding

Effettino alla voce: ci voleva. Una piccola sorpresa per spezzare e sorprendere.
Vi ricordate il “countryeggiare” delle armoniche? Qui abbiamo addirittura un banjo o qualcosa che suona inequivocabilmente tale, dove verso l’outro del brano dà il meglio di se, concludendo proprio da solista.

Winterlight

E dopo il “Natale” di qualche brano fa, abbiamo una luce invernale.
Siamo al primo giugno, ma questo sound ti fa davvero tremare dal freddo, soprattutto per le chitarre reverse, inserite davvero in maniera sapiente. Non è facile far quadrare le note e il tempo utilizzando questo effetto,  bisogna sbattersi un po’ affinché questo avvenga, sempre che di reverse si tratti e i produttori di musica potrebbero essere d’accordo con me.

 

Un disco pieno di sorprese che se ascoltato con attenzione può coinvolgervi nel profondo.
Da un ascolto superficiale, il tutto potrebbe apparire come la solita solfa “chitarra e voce” del milionesimo cantautore nel mondo, invece si tratta di un viaggio sincero, semplice, onesto, ma ben calibrato.
Non ci sono grandi virtuosismi perché non occorrono in questo percorso musicale e poetico, c’è intimismo, umiltà, consapevolezza che in punta di piedi ti conquista con la sua disarmante semplicità .
Bellissime le illustrazioni di Chiara Allione per il videoclip di “Ask the Stars” diretto da Luca Vigliani.

GUARDA IL VIDEOCLIP

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Comunicato stampa

Neverwhere è il progetto solista del torinese Michele Sarda, bassista di New Adventures in

Lo-Fi e Caplan, chitarrista degli American Splendor.
Una parlor guitar, una voce malinconica e poco altro per un cantautore che sceglie la strada più semplice e onesta per raccontarsi.

Il progetto prende forma quando una versione demo del brano Christmas eve lonesome bitterness blues viene inserita nella compilation natalizia edizione 2014 di Polaroid – un blog alla radio. Dopo numerosi live, tra cui un’apertura per la band americana Frontier Ruckus, Michele decide di concentrarsi sulla registrazione dell’album d’esordio Alonetogether in uscita per Dotto.

Neverwhere

Alonetogether è la storia di quanto vissuto dal suo autore negli ultimi anni.
È sentirsi rinnegati e oscillare tra la fierezza di essere diversi e il disgusto per se stessi, è cercare conforto a un male che sembra non avere nome né forma, è camminare senza meta per scrollarsi di dosso i pesi che ti schiacciano, riuscendo finalmente ad alzare gli occhi al cielo.

Alonetogether è un viaggio in undici tappe: dall’intimità acustica al fragore delle distorsioni, da riverberi avvolgenti a sfuriate a denti stretti.

Il video del singolo che precede l’uscita dell’album, Ask the stars, è diretto da Luca Vigliani, con illustrazioni di Chiara Allione.

Alonetogether è stato registrato, prodotto e mixato da Loris Spanu, Enrico Viarengo e Michele Sarda negli studi Dotto, a cavallo tra il 2015 e il 2016.

 

Alonetogether front

Alonetogether cover


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