Ovest di Tahiti – intervista

Ovest di Tahiti – intervista

A cura di Mario Mutti

1- Come nasce il vostro gruppo e il vostro nome?

Nasce da una passione comune che quattro amici si accorgono di avere.
Circa tre anni abbiamo pensato potesse essere un bene per tutti provare a mettere su
un gruppo affinché ognuno possa crescere aiutato dall’altro. E poi perché un po’ si sperava
di riuscire a conquistarsela ragazzina di cui ero cotto (almeno per quanto mi riguarda )(sorride).
Il nome invece riprende un passo di una canzone di Lucio Dalla, artista a noi molto caro, in cui il
protagonista della canzone vede Dio ad ovest di Tahiti, non come essenza spirituale o chissà
che, ma nel vesti di un marinaio, cioè vestito da rozzo marinaio. Io penso sia un modo nuovo di
guardare la questione religiosa, completamente diverso da come lo si fa oggi. (luigi)

2-Quali sono le vostre influenze principali?

Sul piano lirico ci é sicuramente vicina la scuola italiana dei cantautori: Dalla, Gaber, e poi Fabi,
Silvestri, oltre a quella anglosassone: Nick Drake, Damien Rice, Ben Harper, Nick Cave,
Richard Hawley, Glen Hansard.. ce ne sarebbero un sacco da citare! Se da i cantautori più
recenti impariamo a saper cogliere l’efficacia di un testo essenziale, i “classici”; ci insegnano
invece a saper raccontare le storie, a rischiare qualche parola in più o qualche verso libero in
piú, insomma a non fermarci all’idea di testo come ornamento, come raccolta di messaggi dalla
facile presa da parte del pubblico. Ultimamente ci piacciono come suonano i Fleet Foxes, Joan
As Police Woman, i Gorillaz, i Tre Allegri Ragazzi Morti e Andrea Laszlo de Simone.(Vincenzo)

3-come nasce un vostro pezzo?

Fino ad ora abbiamo adottato un modus operandi simile per tutti i brani che fanno parte del
disco: Luigi ci propone lo “scheletro” di ogni singolo brano, cioè il testo così com’è,
accompagnato da una bozza di chitarra ritmica. Man mano che suoniamo e aggiungiamo idee e
il brano prende forma, agiamo lì dove riteniamo necessario o sul testo o sulla ritmica. Ad
esempio è capitato, con “Arancione”, di modificare l’ultima strofa insieme per adattarla alla
parte strumentale. Possiamo però affermare che la composizione di ogni singolo brano è stata
spontanea, naturale, quasi come se ce li avessimo già in testa ancora prima di comporli, fin
quando il disco ha raggiunto la sua forma finale in studio. (Lorenzo)

4-Di cosa parlano i testi?

Domanda difficile! i testi sono stati scritti nell’arco di due anni circa, quindi corrispondono tutti ad
un particolare periodo della mia vita. C’è un solo filo rosso, cioè che tutti parlano della vita.
Sono espressione di piccoli eventi separati l’uno dall’altro ma riguardanti tutti la medesima vita.
(luigi)

5 – Com’è stata l’esperienza in studio?

Quella del disco è stata la nostra prima esperienza in studio seria, se così possiamo definirla.
Ci è capitato già qualche volta di registrare qualche demo, ma questa volta ci siamo davvero
rimboccati le maniche in tutto e per tutto. A parte le classiche difficoltà, siamo stati minuziosi e
attenti ad ogni singolo dettaglio e ora possiamo dire di essere soddisfatti del nostro lavoro ma,
soprattutto, un ringraziamento speciale va a Dario Tatoli (in arte Makai) e a Fabio Gesmundo
che hanno lavorato e collaborato con noi da quando abbiamo messo piede in studio, fino
all'ultimo secondo che ci siamo stati e anche oltre, supportandoci e dandoci tutti i consigli del
caso. (Francesco)
6-State supportando l'album con date dal vivo?Cosa si deve aspettare chi viene a sentirvi?
Sí, stiamo facendo il possibile per suonare dal vivo, messo in conto che stiamo facendo tutto
senza l’aiuto di un agenzia e di un tour manager che ci supportino. Ci auguriamo soprattutto di

trovare date al di fuori di quello spicchio di regione che ci ha visti suonare già molto (in tre anni
di attività sono stati più di 50 i concerti tra le provincie della BAT e di Bari). Per chi non ci ha mai
visti dal vivo? Beh diciamo che quasi mai dovrà pagare per vederci, a meno che non sia
(magari) per un festival a cui saremo ospitati. Scherzi a parte, una cosa é certa, che quando
suoniamo niente é mai uguale al disco, ma neanche uguale al concerto appena precedente,
anzi, c’é molto di più a livello di suono e di tensioni ritmiche e dinamiche, cose che impariamo
costantemente dal vivo e che magari si sacrificano in studio per non rinunciare alla
piacevolezza di un suono da disco (Vincenzo)

7-Avete girato un video per “Indifferente”. Avete partecipato alla scrittura della “trama”?

Sí, ed é stato molto divertente, nella fattispecie il merito é di 5 ragazzi che ci hanno seguito
dall’idea nativa fino alla pubblicazione del videoclip. Li vogliamo ringraziare anche in questa
sede, sono Alessandro e Alberto Gramegna, regista e sceneggiatore, Pietro Tedone, colorista e
direttore della fotografia, la costumista Camilla Lombardi e infine Gabriele Ruta. L’apporto
principale alla scrittura della sceneggiatura é stato dato da Alberto Gramegna, che in un
secondo momento ci ha voluto consultare uno per uno in merito alla scelta di dettagli e di luoghi
adatti alle scene e ai momenti della canzone. Siamo pienamente soddisfatti del connubio che si
é creato tra musica, paesaggi e personaggi del video. Abbiamo ricercato un’ambientazione
anonima, che non fosse legata all’immaginario comune di quella parte di Puglia che abbiamo
scelto per le scene, ma che fosse bensí piú selvatica, dai tratti meno limpidi e piú foschi, dal
carattere più desolato che vacanziero .(Vincenzo)

8- Come avete scelto la copertina?

Impresa ardua! Eravamo quasi in procinto di scioglierci (sorride) per quanto la scelta era
difficile, giorni, settimane, mesi, in cui ciascuno faceva proposte ma venivano poi
completamente bannate. Ma, proprio nel momento in cui la resa era imminente, vediamo
un’illustrazione fatta da un ragazza della nostra città (Patrizia MastraPasqua aka MasterEaster)
che sorprendentemente unisce tutti e quattro di nostri gusti. Perciò ci siamo poi quasi
totalmente affidati alla sua creatività e il frutto del suo lavoro è una splendida e perfetta
raffigurazione di tutte le otto canzoni del disco.(Francesco)

9- Dove è possibile acquistare l’album e come contattarvi? Dove è possibile acquistare l’album e come contattarvi?

È possibile acquistare copie fisiche di “Luci della città”; in vari
punti vendita, qui di sotto riportati:
Musikè (Via Ferrucci 102, Andria, BT);
Persepolis (Via Bovio 81, Andria, BT);
Luna di sabbia (Via Pagano 193, Trani, BT);
Centro Musica (Corso Vittorio Emanuele 165, Bari, BA);
A Milano tramite il nostro bassista Vincenzo.
Infine è possibile acquistarlo direttamente da noi contattandoci
tramite Facebook o Instagram.
(Lorenzo)


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