Recensione: The Pier – The Pier (2016)

Recensione: The Pier – The Pier (2016)

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Decimo disco per questa straordinaria collaborazione con Doppio Clic Promotion.
Pochi giorni fa, il 2 dicembre 2016, è uscito l’omonimo album dei The Pier.
Un album che parte sparatissimo con un “alternative-rock” che ti prende da dentro in un turbinio di devastazione trasognata.
Elm Row ed EveryDay Gets Worse trasudano gioventù da tutte le note: pantaloni strappati, canne, bighellonate in periferia, sgommate in motorino e fughe londinesi.
Ritmiche elaborate e grovigli di chitarre in Exit Flowers dove il cantato è sommerso e fascinoso, ci conquista in un inciso assolutamente rilassato che fa prendere al disco una piega melodica davvero intrigante. Da godere e rigodere, questa traccia ha una marcia in più.
Sbarazzina invece assai giocosa SKK9 , sbizzarrendosi in contrappunti rock che rivelano grande competenza tecnica a livello musicale.
Kangoo suona quasi ipnotica in una ninna nanna Settantiana, dove addirittura uno glockenspiel condisce d’infanzia sonorità indie-rock. Suggestiva, davvero suggestiva.
Daedalus è, appunto, un labirinto musicale intricatissimo che non si risparmia neanche un po’, come in acrobazie pirotecniche dà sfoggio di complessità, tecnica, espressività.
Come un gran finale, traccia omonima del disco omonimo, Pier , una sorta di marcia, oltre sette minuti, suona imponente e più solenne che mai, ma un filo ironica dal sapore beatlesiano.
Ad un certo punto sfocia in un ambient e poi ancora in un prog psichedelico, una traccia che non manca certo di sorprese.
E’ un disco da mangiare a colazione, sorseggiare dopo pranzo, ubriacarsi dopo cena.

 

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COMUNICATO STAMPA

Esce il 2 dicembre 2016 per Faro Records l’esordio sulla lunga distanza dei The Pier, enfants terribles dell’alternative rock pugliese. 7 tracce in bilico tra math-rock, post-rock e indie-rock, con richiami ai maestri del genere e una propensione spiccata alla melodia, il tutto assemblato mediante uno stile unico e un approccio allo strumento visionario e ineccepibile.

Registrato e mixato da Dario Tatoli (vedi alla voce Makai) presso il Bobo Studio di Bari e il REH di Terlizzi, il primo album del giovanissimo trio di Molfetta (meno di 60 anni in tre) vede la luce dopo anni di gavetta, chilometri di concerti e apparizioni in festival di un certo peso come Premio Maggio e Dirockato, per una band che ha fatto della sostanza e della dimensione live il proprio credo e la propria palestra. Insomma, il tipico sound d’esportazione ma che ha già fatto parecchie vittime nel nostro Paese.

A credere nel progetto è stata la label pugliese Faro Records, attiva dal 2007 e perennemente concentrata sulla valorizzazione delle “new generations”.

Diretti, concreti e senza fronzoli. Se in questi anni li avete amati dal vivo, da inizio dicembre comincerete a venerarli anche su disco. Enfants terribles, per l’appunto.

INFO

USCITA:

2 dicembre 2016
Faro Records (http://farorecords.com/) Molfetta, Italia
math-rock / post-rock / alternative https:// www.facebook.com/thepier314
thepier314@libero.it

LABEL:

PROVENIENZA:

GENERE:

FACEBOOK:

CONTATTI:

(dal 2 dicembre 2016)

Registrazione e mix a cura di Dario Tatoli presso Bobo Studio (BA) e studio REH presso MAT a Terlizzi Mastering di Claudio Pisi (http://www.pisistudio.com)

Ascolta “Elm Row”, brano di apertura del disco https://goo.gl/QmMd9v
The Pier in azione al Circolo degli Artisti di Roma. Guarda il video live https://goo.gl/4PllBo

BIOGRAFIA The Pier

“The Pier” è un progetto musicale nato a Molfetta nell’autunno 2011 da un’idea di Gabriele Terlizzi e Davide Pasculli (basso e batteria). Nei primi mesi dell’anno 2013, dopo una breve attività live da duo decidono di introdurre nella loro formazione la voce, la chitarra e la versatilità musicale di Danilo de Candia. Nella primavera-estate dello stesso anno conquistano il primo posto sia alla terza edizione del Rec’n’Play Contest di Bari sia all’edizione estiva del Wondermusic Contest di Monopoli, vittorie che li porteranno rispettivamente alla produzione del loro primo video musicale “Planets Keep Moving” e ad esibirsi sul palco del Dirockato di Monopoli assieme ai Gazebo Penguins ed ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Nel 2014 ottengono anche la vittoria al Premio Maggio contest che permetterà loro di esibirsi con nomi del calibro dei Marlene Kuntz, Zeus!, Fabryka, Zibba, Dubioza Kolektiv e Gazebo Penguins (con magno gaudio, di nuovo). In altre occasioni hanno avuto l’onore di condividere il palco con Maria Antonietta, Nobraino, Big Charlie, Valerian Swing, Thegiornalisti, Giò Sada, Calcutta, Ruggine, CRTVTR e Fast Animals And Slow Kids. Nel 2016 si trasferiscono a Roma dove proseguono il proprio percorso musicale.

Gabriele Terlizzi: basso e chitarra Danilo de Candia: chitarra, basso e voce Davide Pasculli: batteria

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LINE-UP:

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