Salvo Mizzle : “Belzebù Pensaci Tu” (recensione)

Salvo Mizzle : “Belzebù Pensaci Tu” (recensione)

front

 

“Belzebù Pensaci Tu” è un album che si preannuncia molto particolare già dal titolo, ma lasciamo le conclusioni alla fine e procediamo con il nostro consueto track by track.

Cielinfrarossi
La prima cosa che mi colpisce è una loudness molto modesta e pacata, decisamente controtendenza rispetto la ricerca attuale degli rms esasperati oltre ogni immaginazione. Se dovessi dare un’etichetta, per quanto difficile, direi che è un brano ambient / mistico-dissacrante / cantautorale.

Cane morto
Mescoliamo un po’ di dadaismo, pensieri associativi, fantasie atonali, mercati dell’Est alla Branduardi, del sano indie alla Dente e…abbiamo un…Cane Morto!
Metteteci anche quel pizzico di elettronica vintage, molto impercettibile.
Chitarre trascinanti e sassofoni alla “Ho visto anche degli zingari felici” di Claudio Lolli, quello dei tempi migliori.

Detestare
Abbiamo bisogno di belle melodie, anche in salse strane, ma ne abbiamo bisogno.
Note di ampio respiro annegate in armonie sapienti, condite da urli ben calibrati.
Forse si dovrebbe detestare di più se questi sono i risultati musicali.

Che Stile
Pastose sonorità che sanno di pioggia, tra radiofonicità e ricercatezza.
Quel brano che dedichi non alla classica bonazza, ma a quella tipa che ti anestetizza, creandoti un effetto psico-fisico quasi psicotropo.
“In te ci si perde!”…”Come la tua schiena non esiste niente”…eccetera.

Un gran giorno
Ritorna quella follia non-sense tipica del teatro di Ionesco.
Vedrei molto bene questo cantautore a musicare tratti di un’opera come “La cantatrice calva”, ad esempio. L’atmosfera è un misto tra Bandabardò e Modena City Ramblers con colpi di testa alla Grignani.

E Gelo Sia
Titolo geniale, ma sono di parte…adoro i giochi di parole!
Brano intimista, testi contorti, ben levigati, melodie costruite con pazienza.
Distorsioni chitarristiche che sporcano con coscienza dove c’è da sporcare.
E delirio sia, verso la fine del brano, sperando di non avervi musicalmente spoilerato.

Sotto Casa Tua
Ritmo alternative country rock pop cantautorale indie, un bel mix che ci regala un sound quasi ballabile, dove non mancano chitarre danzanti ai limiti dell’ubriachezza, seguono postulati sospesi per poi sfociare al ritmo di bossanova, con tanto di fiati raffinati. “Dicono che ci si piglia se non ci si somiglia…ecc” e un contorto scioglilingua tra giochi di parole ti si pianta nella mente.
La svolta bossanova è davvero un tocco di classe…che stile! Giusto per rimanere in tema.

Mi Tratti Come Se Fossi
Finalmente della “becera” elettronica vintage ritornata attualissima, sound che suona più radical chic che mai…le accellerazioni ritmiche sono davvero un tocco di grande nota, insieme agli intrecci dei synth.
A un certo punto abbiamo una grande variazione ritmica che sfocia in un rock lento e truce, per poi sfociare nel reading con un marcato accento pugliese.
Tantissime e bellissime idee concentrate in un solo brano che è una continua sorpresa.

Perpendicolare
Intimissimo pianoforte ovattato con contaminazioni ambientali.
Sempre un grande effetto quello del pianoforte e voce.
Fantastico l’intervento di sassofono, se ne sentiva proprio la necessità a un certo punto. Un brano diverso da tutti gli altri che dà ancora più varietà all’album.

Non è brutto ciò che è brutto
Duetto per chitarra pizzicata, musica concreta (ambientale) e…bambini!
Un divertissement che non può che piacerci.
Tuoni e vento in un brivido ancestrale che ci catapulta nell’inconsapevolezza / innocenza infantile. “Le bollette sono brutte” vi strapperà un sorrisone.

Untitled

Un titolo non serve perché con quel poco/molto che si ascolta durante il brano, c’è già tutto.

Solo alla morte c’è rimedio
Brano riflessivo dove il testo ha la sua principale importanza, messo bene in evidenza da un accompagnamento musicale molto discreto.

Grazie Belzebù (Ghost Track)
E bisogna avere la curiosità di ascoltare ed aspettare.
Come quando finisci un film ed invece di alzarti, rimani lì a leggere tutti i titoli di coda fino a quando non alzi il culo perché quell’idiota dietro il proiettore ha spento tutte le luci, mentre tu volevi stare ancora in sala a respirare i “postumi” del film. E così è nella musica.  Siamo all’ultima traccia? Bene.
C’è silenzio? Bene. I numeri del timer nel nostro player hanno raggiunto la fine o ancora scorrono? Bene, se scorrono ancora, dobbiamo farli scorrere.
Ed ecco la sorpresa: una ghost-track, un brano nel brano, che poi è citazione vaga dell’album: “Belzebù, pensaci tu”.
Un chitarra e voce molto minimale: “Grazie Belzebù / che non mi tratti come quelli / Grazie buon Gesù / che non mi hai fatto male come a quegli altri. Un ironico cinismo/qualunquismo che denuncia se stesso.
Che Gesù e Belzebù siano facce della stessa medaglia? La copertina sembra abbastanza eloquente in tal senso.

E se Salvo Mizzle dice “Grazie Belzebù”, noi di Audiofollia, dopo aver ascoltato l’album diciamo: grazie Salvo Mizzle!

Salvo Mizzle 2 Salvo Mizzle 3 Salvo Mizzle 4 Salvo Mizzle 5 Salvo Mizzle 6 Salvo Mizzle 7 Salvo Mizzle 8 Salvo Mizzle

Comunicato stampa 

“Belzebù Pensaci Tu” è il nuovo album di Salvo Mizzle, seconda fatica discografica dopo “Via Zara” del 2013.

Un album che conferma la grande capacità di scrittura dell’artista pugliese, maturo nei testi e negli arrangiamenti, ma che non perde l’urgenza e l’imprevedibilità tipici di chi ha qualcosa di prezioso da raccontare.

Le influenze sono molteplici: si spazia dai pianoforti del cantautorato italiano tardo anni ’70 alle dilatazioni del post rock, dal folk sperimentale al pop più sognante. Il tutto filtrato tramite uno stile unico e personale, una sorta di cantautorato rock diventato negli anni il marchio di fabbrica del songwriter foggiano.

Lo stesso Salvo Mizzle descrive “Belzebù Pensaci Tu” così:

E‘ un album fatto di tante domande e tante riflessioni. Sull‘imprevedibilità degli eventi. Sull’inutilità del cercare un significato a tutto, perché farlo ci fa stare meglio, ci fa sentire più sicuri.
Sull’importanza di vivere forte l’oggi, sempre e comunque.

Sull’imparare l’amore senza diventarne schiavi né padroni. Sulla mia generazione troppo sottovalutata.
Sulla vita.
Sulla morte.

E‘ un album che all’apparenza può trasmettere una sensazione di smarrimento ma che in verità sa esattamente di cosa sta parlando.

Buon ascolto.

INFO
USCITA: 25 maggio 2016

PROVENIENZA: San Giovanni Rotondo (Foggia)
GENERE: Cantautorato, rock
FACEBOOK: https://www.facebook.com/Salvo-Mizzle-564810306923222 CONTATTI: salvomizzle.band@gmail.com
STREAMING & DOWNLOAD: https://salvomizzle.bandcamp.com/album/belzeb- pensaci-tu

Scritto da Salvatore De Padova
Arrangiato e suonato da Salvatore De Padova, Pietro Latiano, Marco Tricarico e Giuseppe Cocomazzi
Violini in “Che Stile” – Nicola Manzan
Piano e sax in “Perpendicolare” e “Cane Morto” – Andrea Antonacci
Synth e rhodes in “Cane Morto” e “Mi tratti come se fossi” – Donato Turano
Tastiere in “E(‘) Gelo/Sia” – Enzo Esposto
Flauto traversiere in “Sotto casa tua” – Domenico Pompilio

TRACKLIST

1. Cielinfrarossi 2. Cane Morto 3. Detestare
4. Che Stile

5. Un Gran Giorno
6. E(‘) Gelo/Sia
7. Sotto Casa Tua
8. Mi Tratti Come Se Fossi… 9. Perpendicolare

10. Non è brutto ciò che è brutto ma è brutto ciò che piace 11. Untitled
12. Solo alla morte c’è rimedio
13. Grazie Belzebù (Ghost Track)

BIOGRAFIA Salvo Mizzle

Salvatore De Padova, in arte Salvo Mizzle nasce a San Giovanni Rotondo (FG) il 13 Ottobre 1977. Sin da piccolo coltiva la passione per le sonorità rock, ascoltando nella macchina di suo padre le note di Randy Newman, Dottor John, Joe Cocker e di tutti quelli che quest’ultimo amava definire…”quiddi fastidius”.

Inizia a suonare la chitarra da autodidatta all’età di 16 anni e canta in formazioni che esplodono, si ricompongono e si modellano continuamente.

I primi esperimenti di scrittura sono in lingua inglese o qualcosa di simile.
All’età di 18/20 anni si avvicina all’uso della lingua italiana nei testi, scoprendo un mondo di infinite opportunità e variabili offerte dall’uso della stessa.
Nel dicembre 2013 pubblica il suo primo lavoro autoprodotto “Via Zara”, accolto positivamente da critica e pubblico, in collaborazione con amico Matteo Marcucci.
Il 25 maggio 2016 esce ufficialmente il suo secondo album dal titolo “Belzebu’ Pensaci Tu” anticipato dal singolo “Cane Morto”.
E’ un cantautorato rock con influenze che oscillano dal pop alla psichedelia, il tutto cantato rigorosamente in italiano, con un ruolo importantissimo giocato dai testi.

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