Viaggio nella magica terra di Arcandia,grazie al metal sinfonico di Antonio Pantano

 

ANTONIO PANTANO “Arcandia” (autoprodotto)
Quella di cui vi parlerò oggi è un’autoproduzione targata Antonio Pantano,un musicista di grande spessore,dedito ad un progressive metal sinfonico molto affascinante e ben congegnato,oltre che suonato divinamente.
Come lo stesso autore spiega nel sito,”Arcandia” è una sorta di viaggio in una dimensione “parallela”,attraveso mondi inesplorati e fantastici;difatti,Antonio (che,ricordiamolo,oltre a comporre,suona tutti gli strumenti nel disco,a parte un paio di ospiti in alcuni brani) nella sua musica riversa non solo la passione per un certo tipo di sound,ma anche per le letture fantasy,grande fonte d’ispirazione per questo lavoro.
Come in un libro,il disco è diviso in vari capitoli che raccontano questo mondo fantastico,ideato da Antonio;ma c’è di più…difatti il concept dell’album non si ferma qua,ed ecco che nel cd è presente pure una mappa disegnata dallo stesso Pantano,che (di)spiega-per l’appunto-le meraviglie di “Arcandia”.
L’album si apre con un introduzione dal sapore sinfonico (“Intro:march to the frozen plain”),completamente strumentale (come sarà poi il resto dell’album) se non fosse per alcuni brevi interventi“parlati”;tastiere avvolgenti ci trasportano in un universo sconosciuto e magico (e la musica è talmente evocativa,da sembrare adattissima per una colonna sonora).
“Hymn to the “Brave”” è la seconda traccia,ancor più epica e maestosa,in cui arrivano anche le poderose chitarre tipicamente metal ,che si alternano alle tastiere e ai synth (suonate da Gabriels,un altro mitico musicista di cui mi occupai qualche mese fa qua su Audiofollia) in una potente cavalcata (rocciose le ritmiche,intriganti le parti soliste);”Valley of the dragons”,subito dopo,è una ballata dal sapore antico e magico,in cui emergono influenze folk,che ben si sposano alle consuete influenze metal.
“Icy Tempest (The Epic Frost)” è un brano maestoso e potente al tempo stesso,in cui tutte le passioni musicali di Pantano (colonne sonore,Iron Maiden,i Bathory del periodo epico,la scuola power/epic,ambient) si mescolano in maniera avvincente e totalmente inedita;e sembra proprio di averla davanti agli occhi questa tempesta di ghiaccio evocata dal titolo e dalla musica (bellissimo ancora una volta il dialogo tra chitarra e tastiera,melodico e allo stesso tempo ricco,portentoso)….e c’è un ospite alla voce,Peter Baker della BBC che narra la storia nel finale;lo stesso Peter introduce anche la seguente “Heroes of the mighty castle”,una traccia dal sapore orchestrale e “progressivo”,in cui tornano pure elementi folkeggianti (senza rinunciare all’heavy però!).
“Furia divina” è un brano più introspettivo,in cui la chitarra si fa più lirica e meditabonda (ed Antonio dà sfoggio di un assolo che sa davvero emozionare) ed è la protagonista quasi totale del segmento;la title-track arriva subito dopo e amplifica notevolmente la parte progressive della musica di Pantano,perfino con qualche aroma orientaleggiante-psichedelico nell’introduzione,che sfocia subito in una cavalcata metal complessa e affascinante,che alterna momenti spiraliformi ad altri più magniloquenti (Anche le atmosfere da colonna sonora-mai abbandonate in tutto il disco-qui sono una volta di più in evidenza),con la voce di Baker di contorno.
“Ancient folks of the north”,come anticipa il titolo,è un brano che evoca atmosfere nordiche:bellissima melodia dettata dalle chitarre (ma nella parte centrale sono i synth e le tastiere a “sfogarsi”,suonate con abilità tecnica invidiabile,eppure al tempo stesso non stancano mai!),che sfocia in un elaborato prog metal dalle tinte luminose (le tastiere ricalcano anche i flauti,e torna anche quel senso di “magia”,presente spesso nel disco!).
Torna il folk su “Elvish woods”,complice una melodia fascinosa ed oscura;”Born from the cold” è un brevissimo tassello notturno,affidato ad un pianoforte pensieroso ed indagatore,mentre la chitarristica “On top of the world” è più solare e magistrale (ottimo solo alla 6 corde,arioso e pieno di luce).
“Majestic wind of the northlands” è uno dei pezzi più lunghi del disco,ed è una sorta di mini-suite in cui si rincorrono e si evolvono gli elementi salienti di “Arcandia” (una certa maestosità ed epicità nelle tastiere,ricordi folk,strutture prog,chitarre e tastiere che avvolgono l’ascoltatore);anche “Escape from the frost” è un pezzo abbastanza lungo,ma anche molto orecchiabile (il riff dettato dalla tastiera rimane incollato in testa,essendo decisamente irresistibile),che sfocia ben presto in un brano power metal abbastanza veloce (in grande spolvero come sempre la chitarra),mentre il finale mescola ancora una volta folk e ricordi progressive quasi settantiani.
Il finale è pura potenza melodica (“Closing:return to summer lands”) e luminosa (come da titolo),senza tuttavia abbandonare le tipiche cadenze power metal (talvolta la velocità si avvicina allo speed,ma senza esagerare troppo).
Tuttavia su soundcloud si possono ascoltare alcune bonus tracks:”Cooley’s reel”,un traditional irish folk rivisitato in ben due versioni (quella “Neoclassica”-con una chitarra virtuosa e fulminante-e quella “sinfonica”,in cui le tastiere sono in primo piano);la fiabesca “Dragonvale” (una perfetta soundtrack per un mondo dorato ed incantato) e l’ariosa “Eaglewood”.
Un lavoro davvero bellissimo e curato in ogni minimo dettaglio,che sprizza vera passione e genuina musicalità da tutti i pori:merito di quel grande musicista geniale che è Antonio Pantano,in grado di dosare emozioni e tecnica in egual misura,senza stancare mai….Ed inoltre,anche l’originalità fa la sua parte:se è vero che il mondo del metal epico è talvolta un calderone immenso in cui molti gruppi si somigliano,Antonio invece crea una musica inedita,che rivela influenze differenti rispetto ad altri musicisti della stessa categoria:lo stesso gusto per un certo tipo di melodie ancestrali fa la differenza e crea un qualcosa di nuovo,di mai sentito prima,che-come dicevo all’inizio-non sfigurerebbe di certo in una colonna sonora per un film fantasy.
Lasciatevi dunque trasportare nelle magiche terre di Arcandia,per un viaggio indimenticabile che farete e rifarete con piacere moltissime volte poi! Privarvene-come si dice in questi casi-sarebbe un male…..

PS:L’album uscirà a settembre solo su www.arcandia.bandcamp.com

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