A cura di Elena Schipani

L’inizio del nuovo anno ha portato con sé una bella sorpresa, l’album dei Giannutri intitolato “Avventure Tropicali”. I Giannutri, rispettivamente Luca Zaminga ed Edoardo Scaleo, collaborano musicalmente da circa quindici anni ma questo è il loro primo lavoro insieme. I compiti sono così divisi: Luca scrive i testi mentre Edoardo collabora con gli arrangiamenti. La sinergia tra i due ha portato ad un gradevolissimo risultato.
Dodici tracce con un unico filo conduttore: il viaggio. I protagonisti di questo girovagare sono due: Gloria, una ricca ragazza insoddisfatta della vita e depressa, ed il suo coniglietto Rey che, suo malgrado, è costretto ad accompagnare la sua padrona in giro per il mondo.
Quello che compiono Gloria e Rey è un viaggio su due livelli: quello concreto, nel sud del mondo toccando città come Rio, San Paolo e Buenos Aires che subito rimandano ad un’atmosfera vacanziera e spensierata, e quello metaforico. E’ un viaggio nell’animo, e nella vita, di Gloria e sta a simboleggiare il “viaggio” quello più importante e che tutti compiono: la crescita.
Quello di Gloria è un girovagare casuale, disattento senza una meta precisa. Si capisce che la protagonista sta cercando qualcosa ma neanche lei sa effettivamente cosa sia. Stabilità? Amore? Lo troverà mai? Questo non ci è dato sapere.
Ogni canzone è il racconto di una tappa e di un amore lasciato a metà. Sono infatti i vari amanti di Gloria che la ricordano con malinconia e, forse, anche con un po’ di tenerezza perché hanno capito la fragilità di una ragazza che si nasconde dietro al suo “oro in tasca”.
“Soldi di Gloria” è proprio il primo estratto dell’album. In questo pezzo viene presentata, per l’appunto, Gloria. E’ ricca ma depressa ed insoddisfatta della sua vita ed è apparentemente depressa. Se ad un primo ascolto Gloria ci appare come una ragazzina superficiale, per descriverla vengono ripetute queste tre parole “pastiglie, dollari, collane”, scavando un po’ più in profondità ci rendiamo conto che lei stessa si rende conto di questa sua mancanza, di un vuoto che la rende infelice. Ecco perché decide di partire alla ricerca di nuove religioni, luoghi sconosciuti e nuovi amori. Non si capisce se Gloria, alla fine del suo viaggio, abbia colmato il vuoto che sente dentro ma chi ascolta il disco se lo augura perché ci ritroviamo nella stessa situazione degli amanti a cui ha spezzato il cuore durante il suo viaggio.
La prima traccia dell’album è “Buenos Aires”. Inizia il viaggio! Ascoltando questo pezzo bisogna immaginarsi un video girato con la tecnica del time lapse. Davanti agli occhi, ad una velocità aumentata, scorrono immagini e dettagli di luoghi e persone; proprio come i primi minuti trascorsi in una nuova città durante i quali tutto è nuovo e lo spaesamento è forte ma positivo. Molto probabilmente non è un caso che la prima tappa del viaggio sia Buenos Aires. Se si pensa a una città del sud è la prima che viene in mente e quindi quale miglior posto per iniziare.
Il secondo brano dell’album, intitolato “Adolescent”, è relativamente avulso dal contesto. Viene infatti presentato il ritratto di un’adolescente che si mostra agli occhi del mondo come un’adulta fatta e finita mentre nell’intimità e sicurezza della sua cameretta si lascia ancora andare a dei momenti di gioco. La giovinezza scorre veloce, “come un lampo”, ma per i Giannutri è un dato di fatto. Questo brano non vuole essere né una critica alla crescita accelerata né un invito a godersi di più la giovinezza ma una rappresentazione chiara e semplice di un periodo della vita che, di chiaro e semplice, ha ben poco.
Il secondo brano che all’apparenza ha poco a che fare con il tema del viaggio, si intitola “Boom Boom Kid”. Chi è questo bambino? Crescendo perdiamo la vena infantile ma ogni tanto fa bene lasciarsi andare per lasciare esplodere questa creatura che abbiamo dentro. “Figlio dell’ombra, ci sei davvero?”. Talmente presi dalla smania di crescere ci dimentichiamo dell’esistenza di questo spiritello interiore che rimane quindi celato nell’ombra, spaventato dall’idea di mostrarsi.
Il primo amante, di una lunga scia lasciata da Gloria, si trova a “San Paolo”. E’ proprio qui che il tempo sembra essersi fermato. L’invito che questo ragazzo ha fatto alla fanciulla triste è quello di godersi di più le situazioni: chiedersi il perché delle cose, sedersi insieme a chi si vuole bene, imparare a fermarsi. Il ritmo di samba coinvolgente ed allegro fa da contraltare ad un testo malinconico. Più che la tristezza per aver perduto un amore, il sentimento che si percepisce più forte è sicuramente la tenerezza, se non addirittura la pietà, che questo ragazzo prova per Gloria che non sa godersi la vita nonostante la sua posizione privilegiata.
“Curitiba” è una città che, durante il viaggio, viene raggiunta quasi per caso. E’ uno stop dalla frenesia del girovagare. Cosa significa improvvisare sul percorso da compiere? L’attimo di pausa, il tirare il fiato. Ecco quale può essere il significato di “Curitiba”: una città che funge da balsamo per un viaggiatore stanco. Fermati qui, riposati e poi riparti. Ecco cosa sembra dire questo luogo.
“Rio”. Un’altra città, un altro amore lasciato a metà. Chi canta era molto innamorato di Gloria ma la ragazza era un’amante poco attenta al partner; forse una storia iniziata per ammazzare il tempo tra una tappa e l’altra del viaggio, ma questo innamorato ce l’ha messa tutta. Il consiglio che sembra dare alla principessa triste è quello di lasciarsi sorprendere dall’atmosfera magica di Rio. Gloria deve solo imparare a lasciarsi andare senza preoccuparsi di ogni minimo dettaglio.
La sensazione che trasmette “Mama Yole” è quella di una sera in spiaggia, ma non una sera qualunque, l’ultima prima della partenza. C’è tanta malinconia. Chi canta, l’ennesimo innamorato del sud, prende atto del fatto che la sua adorata se ne andrà a breve. E’ un amore con la data di scadenza, come il più classico degli amori estivi. In quelle giornate d’estate dove tutto sembra possibile ed eterno ma quando settembre si avvicina, la luce diventa via via più fioca fino a spegnersi del tutto lasciando solo un vago ricordo.
L’immagine che dà di sé “Otranto” è quella della classica foto delle vacanze appoggiati ad una terrazza naturale con alle spalle il mare e l’orizzonte, magari al tramonto. Nonostante la bellezza del paesaggio, la protagonista qui è Gloria. Sempre al centro dell’attenzione e sempre egocentrica. Gli “occhi di pietra” sono i suoi che sembrano non vedere quello che le sta intorno. L’unica cosa che deve essere ammirata è lei e solo lei.
“Si che lo sai” è un ammonimento. Gloria, tu sai cosa succederà questa estate e la prossima ancora, quindi spezza questa monotonia, cambia rotta e ribalta la tua vita. Non servono grandi parole ma dei fatti.
Una nuova canzone, un nuovo amore. Ma forse, quello raccontato in “Mare di Mezzo”, è l’Amore quello che si aspetta per tutta la vita. Se due persone si amano sinceramente non contano le distanze. Il mare che le separa non è un ostacolo ma un ponte. Il mare, così grande e sconfinato, è il custode di questo amore nato forse per caso ma che, forse, è destinato ad avere un futuro. E’ un futuro che potrebbe cambiare per sempre la vita di due persone ma soprattutto di Gloria che ha finalmente la possibilità di colmare il suo vuoto.
L’ultima traccia dell’album è dedicata al compagno di viaggio, silenzioso ma sempre presente, di Gloria. Il coniglio Rey, “Bunny Rey” per l’appunto. Dopo tutto questo girovagare, la creaturina è stanca e vorrebbe solo tornare a casa a correre su un prato in collina. Questo brano non è solo l’urlo disperato di un coniglietto stufo di accontentare i capricci della sua padrona ma anche, e soprattutto, una bella metafora: per trovare se stessi non serve andare in capo al mondo ma, alle volte, basta accorgersi delle cose che si hanno più vicine per scovare la felicità.

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