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A step to delirium

a cura di FRANCESCO LENZI

“First step”(demo cd)

Ma chi lo dice che il rock&roll è morto? Io no di certo!E chi pensa che i giovani d’oggi ascoltino solo dance, hip hop e sbruffonate commerciali, fortunatamente, sbaglia altrettanto.
Giorni fa ho scoperto questo gruppo umbro chiamato A step to delirium,sono dei ragazzi giovanissimi,ma col cuore ben piantato nelle radici del rock e blues anni ’60-’70;mi hanno fatto subito ben sperare fin da quando ho sentito le prime note del loro demo,perchè si tratta di un lavoro ben fatto,considerando anche l’età di questi ragazzi,(tra i 16 e i 20 anni)e tra l’altro pure di recente formazione(il gruppo è nato proprio un anno fa!).La formazione è quella classica del  quartetto rock  ovvero Roberto Mencarelli(basso e voce),Lorenzo Flavi(chitarra e cori),Filippo Apostolico(chitarra)e Mattia Minelli (batteria).
Ma veniamo alla musica del demo.

“Going to play some rock&roll”è esattamente quello che il titolo promette,nè più nè meno,e non delude. Un rock&roll col cuore nei seventies (e ne sono strafelice!),tra riff corposi e accenni blueseggianti.Il pezzo accende l’entusiasmo,impossibile stare fermi ascoltandolo:è il potere del rock!Inoltre,il gruppo,propone un ritornello nient’affatto scontato,farcito da intermezzi di wha wha anche nel breve,ma efficace,solo di chitarra.
“Pretty little baby”è un altro classico pezzo rock&roll influenzato dagli ac/dc(e un pizzico,forse di Stones),gioioso,col suo tempo “boogie”e le sue venature blues.Ottimo il solo di chitarra,e l’atmosfera del brano è come sempre gioiosa,giocherellona,dà proprio l’idea di un gruppo di amici che si divertono a suonare(e quando c’è passione,anche gli ascoltatori la percepiscono).
“Deep cut”,invece ci porta dalle parti del rock-blues più viscerale, sentito,sempre con un’attitudine allegra e anche abbastanza personale;un amalgama corposo  in cui la band dà il meglio di sè,sospeso tra i riff saltellanti e la voce melodica del bassista;altro assolo di chitarra ben fatto e sezione ritmica compatta.Un blues quasi”californiano”nella sua andatura solare.
“Blue eyes”è una rock ballad classica,dall’atmosfera quasi “southern”,col cuore negli anni ’70,dalle improvvise impennate hard(ma mai sopra le righe) nel ritornello.Le due chitarre si rincorrono e si incrociano,con un fare molto”americano”,in una coda come nella tradizione delle migliori rock band.
Infine,c’è posto anche per una riuscita cover di”Helter skelter”dei Beatles,che mi rende particolarmente felice,sia per la scelta non scontata,sia perchè si tratta di un classico che amo.Il pezzo scorre che è un piacere,tra l’altro non solo eseguito molto bene,ma anche con quel pizzico di personalità che non dovrebbe mai mancare nell’interpretare una cover.E infatti la personalità traspare,perchè i nostri ne fanno una rilettura dalle tinte quasi hard(senza esagerare),però senza lasciarsi influenzare dalle precedenti versioni”heavy”di Aerosmith e Motley Crue,ma bensì (più che altro) dal sound delle band protohard di fine anni ’60/primi anni’70,con un riuscitissimo finale al rallentatore che mancava nelle altre versioni del brano.
Il demo si conclude così, nella sua brevità,e comunque si fa ascoltare con molto piacere(è registrato e suonato molto bene) e di sicuro sarà un preludio a qualcosa di più ampio e lungo che verrà partorito in seguito;adesso ci manca solo di sentire il gruppo dal vivo,e da quello che leggo,la band si sta già dando molto da fare.Inoltre su soundcloud ho già ascoltato anche le versioni live di alcuni dei brani già presenti nel demo,e devo dire che i brani non perdono in compattezza,anzi,questa è una band nata per suonare live,come  ogni rock band che si rispetti.Quindi un applauso anche per le versioni live,ancora più potenti che in studio(e comunque che sia un gruppo essenzialmente”live”,lo si capisce anche dall’energia e allegria del demo).Energia,sudore e attitudine”fun”non mancano,tipicamente rock&roll….e come ho già detto,non ci sono grandi sbavature,ma anzi per la giovane età del quartetto,si auspica sicuramente un futuro radioso…le influenze ci sono,ed il gruppo sta dimostrando anche di avere personalità nel rielaborarle,e “si farà”,quindi sono davvero felice che anche tra i gruppi più giovani ci siano ragazzi come gli A step to delirium che sanno il fatto loro e con ampi margini di crescita;adesso sono curioso di ascoltare le loro prossime mosse,che siamo sicuri non deluderanno,anzi,potrebbero riservare delle vere e proprie sorprese!

Concludo,parafrasando i rolling Stones:é solo rock’n’roll,ma ci piace…..e come dargli torto?