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Absynthe Effect – Frozen Statue In The Sun (Recensione)

Absynthe Effect – Frozen Statue In The Sun (Recensione)

Difficile farsi ascoltare quando si è bravi.
Sembra tutto troppo perfetto, troppo bello per fermarsi a prestare un po’ di attenzione.
Tutto tropo curato, nulla per cui arrabbiarsi e litigare nei commenti su Youtube o in qualche altra piattaforma web. Oggi se non si fa trash e se non si spendono millemila bilioni in pubblicità, oppure non sei l’amico super amico di tiziofamoso, non vai da nessuna parte, praticamente.
Noi, invece, dobbiamo andare oltre a questi meccanismi.
Dovessimo essere gli ultimi degli ascoltatori, figli dei padri che spacchettavano vinili, s’indebitavano per comprare puntine di diamante, cavi, amplificatori e casse.
A noi ci è rimasto Spotify, che è un universo infinito, se solo non si facesse zapping o si ascoltassero le solite cose, potrebbe essere un mezzo infinito per scoprire musica infinita, proprio come in questo caso con gli Absynthe Effect e il loro Ep Frozen Statue In The Sun.
Io me l’immagino questa band, che ama suonare perché non può fare a meno di suonare, se ne sbatte il cazzo di fare un videoclip all’ultimo grido in 4K, pensa ai riff di chitarra, di batteria, ai temi musicali che s’intrecciano. A quello pensano. A descrivere immagini come in Froze , viaggiando per panorami variegati del rock, tra Linkin Park, Korn, Blink (in versione “sad”) , new metal, pop, crossover, indie, stoner. Amanda è una ballata dolce ed amara, con arpeggi morbidi ed ossessivi, cambi armonici, esplosioni dark finali, a tratti death metal con growl del tutto antitetici al mood cantautorale iniziale e questo è il bello del brano. Non mancano ritmi sincopati e quasi ipnotici in questo album, come Siren ad esempio, coniugate ad atmosfere distese ed orecchiabili.
Concludiamo con un po’ di cazzutaggine, è la volta di Miss Crearwater con un groove di chitarra fantastico, seguono a ruota batteria, basso e voce lacerata e lacerante, con un’intensità molto appagante. E c’è anche qualcosa che ricorda il blues in mezzo, ma non solo, qualcos’altro che ricorda il sitar indiano e simili atmosfere. Ascoltatevi questo assenzio musicale, ma tutto d’un colpo.

 

Informazioni aggiuntive

l progetto Absynthe Effect nasce nel 2017 da un’idea di Stefano Soggiu e Gavino Santoni. Dopo un lavoro di composizione la band è entrata in studio di registrazione pubblicando il demo “P” composto da 4 tracce. Conclusi i lavori del demo entra in formazione il chitarrista Andrea Biosa. La sua entrata ha aiutato a definire il sound degli Absynthe Effect sia in fase compositiva che in fase di registrazione cercando di basarsi su uno stile grunge anni 90 con alcune influenze moderne.

Gli attuali Absynthe Effect sono composti da: Stefano Soggiu alla voce e alla chitarra, Andrea Biosa alla chitarra, Gavino Santoni al basso e Marco Sitzía alla batteria. Nell’agosto 2018 la band entra in studio per la realizzazione del loro primo EP “Frozen Statue In The Sun” uscito il 5 maggio in digitale.

Presentazione di “Frozen Statue In The Sun”:

“Frozen Statue In The Sun” è un EP che nasce dall’unione di esperienze e influenze musicali dei vari componenti della band. Disponibile in streaming digitale (Spotify, Deezer, Apple Music) e negli store digitali (Bandcamp, iTunes)

Per l’ascolto Spotify (clicca)

 

Tracklist:

1. Froze
2. Amanda
3. Siren
4. Miss Clearwater

Line Up:

Stefano Soggiu: voce, chitarra

Andrea Biosa: chitarra

Gavino Santoni: basso

Marco Sitzía: batteria

“Frozen Statue In The Sun”:

Data release:
5 maggio 2018

Genere:
Alternative Rock

Etichetta:
Autoproduzione

Weblinks:

Facebook

Instagram

Email:
absyntheeffect@gmail.com

YouTube

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