Bikini Death Race – Party Animals [Recensione]

Bikini Death Race – Party Animals [Recensione]

Salve audiofolli, oggi vi presentiamo un disco energico e dal sound incisivo.  Procediamo con il nostro consueto track by track.
Parlerò di punk, anche se per l’esattezza il genere viene definito come “electroclash”
Celestico è un brano electro punk, voce femminile irriverente, dalla ritmica ossessiva e ipnotica che riesce subito a catturare l’ascoltatore.  Poco più di due minuti che ti martellano la mente e non l’abbandonano più.
The Rabbit Hole è ancora più martellante, con inserti elettronici ancora più pugenti che ti obbligano a un headbanding forsennatissimo, ma non mancano episodi leggermente più sospesi, per poi esplodere nuovamente in un rock-drop per un ultimo ritornello più “fulminato” che mai, gli inserti elettronici diventano più che schizofrenici.
Zombie Posers è un gioco “bachiano” di chitarre e synth fin dall’inizio, per un sound molto anni Ottanta, il tutto mi ricorda un po’ i gruppi punk di una giovanissima Bjork, ovvero gli Sugarcubes o “peggio” (in senso buono) i Tappi Tikarrass.
Oh Ooh unisce a tutti gli elementi che abbiamo menzionato finora, la voglia di essere scanzonati fino in fondo, dove ancora ai tre minuti del fottuto pop, non ci arriviamo nemmeno. Il ritornello apre ad appena cinquanta secondi.
Don’t Talk con una drum machine estremamente anni Ottanta, ha finalmente intenzioni vagamente pop, infatti raggiungiamo i tre minuti spaccati, oscilliamo tra Madonna e i Depeche Mode. Bellissima traccia, trascinante ed ariosa, quanto oscura.
Ed ecco la title track dell’album, questa Party Animals che descrive perfettamente il mood del disco, questo gruppo mascherato che durante un concerto farebbe pogare chiunque con la sua straordinaria forza coinvolgente.
Fuck Off And Die già dal titolo dice tutto e nonostante il ritmo non sia sparatissimo come gli altri brani, ancora non raggiungiamo, orgogliosamente, i tre minuti e si oscilla tra suadente parlato, chitarre nervose e a volte dissonanti.
Addirittura abbiamo degli inserti quasi death metal, bellissimi, dal growl superbo.
Not Sorry conduce piano piano il disco verso la fine, ma spara al meglio tutti i fuochi d’artificio, senza risparmiarsi.
Have You Ever è chiassosa come non mai, ma allo stesso tempo melodiosissima, sciorinando scioglilingua di cui a nessuno importa il significato, ma ti fanno saltare il culo, i piedi, le gambe. Ti fanno saltare in aria e basta.
Se Have You Ever fosse un brano pop, sarebbe Asereje dei Las Ketchup, ma fortunamente è un brano electro-punk! 😀
Ed ecco il secondo brano che addirittura supera i tre minuti, ma di poco, avendo vagamente un mood electro-pop, questo è l’ultima canzone del disco, ovvero Time machine , questa macchina del tempo che poeticamente potrebbe portarci dove vuole, in posti spazio-tempo lontani o semplicemente all’inizio del disco, per riascoltarlo di nuovo.
Ragazzi, il disco è finito, andate in punk, pochi progetti di questo genere, oggi, ti riportano ad un sincero e divertente devasto.
   



l ragazzo con la maschera da panda aveva sempre sognato di formare un gruppo electroclash con voce femminile. Nel corso degli anni aveva desistito dal suo intento perché impegnato in altri progetti. Aveva inoltre deciso che, prima di approcciarsi alla musica elettronica ed alla programmazione, sarebbe stato il caso di imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Raggiunti tali obbiettivi di affermazione personale, il ragazzo con la maschera da panda incontrò la ragazza con la maschera da gatto (in realtà lei letteralmente irruppe in un bagno pubblico da lui in quel momento occupato, complice una serratura non proprio affidabile) la quale, giunta in Italia direttamente dalle campagne dello Yorkshire, pensava fosse il caso di dare credito alle farneticazioni del primo sconosciuto incontrato. Così, a settembre 2016, i due tizi mascherati iniziarono a comporre i brani di un album che non poteva che chiamarsi “Party Animals”. La musica dei Bikini Death Race trae ispirazione da gruppi come i Ramones, Le Tigre, Kap Bambino, Crystal Castles, Tuxedo Moon, Ladytron, Depeche Mode, Cock Sparrer e…gli Ace of Base!

Presentazione di Party Animals:

Party Animals” è diventato il loro personale esorcismo. Una bolla di sapone che hanno costruito ed all’interno della quale si nascondono quando il male di vivere diventa insopportabile. Hanno scelto l’idiozia come psicoterapia. E il dadaismo come filosofia di vita.

Il concept

La bellezza del disagio in dieci piccole commedie dell’assurdo. C’è Alice nel Paese delle Meraviglie che sperimenta tecniche di sopravvivenza in una realtà parallela in cui regna la moda dell’eccesso e del cattivo gusto. C’è il dramma che si consuma da secoli in ogni contesto che preveda presentazioni più o meno formali, cioè gente che ti saluta calorosamente chiamandoti per nome e tu ignori chi sia. Ci sono i rituali del social media. La foto del profilo con le tette di fuori e il trucco goth. Lo sguardo equivoco e calze a righe. I pettorali, le cosce wurstel, le vacanze al mare, la settimana bianca. Tutti sorridenti, tutti morti dentro. E un nano che ti aspetta a casa pieno d’amore ma troppo ubriaco per fare sesso. C’è che devi tacere ogni tanto per poter essere baciato. C’è che mi piaceva tantissimo lo zoo da bambino e forse per questo ho cercato di ricostruirne l’atmosfera in salsa techno negli annifelici dell’adolescenza e dei rave. C’è la gente che si riempie la bocca di parole inutili e la devi ascoltare per forza. La tortura quotidiana di un ufficio. La rivalutazione dell’odio. Sai che c’è? Non mi dispiace affatto. Anche se ho rotto una bottiglia in testa al tuo amico pittore che ha vissuto a Bali, ha scritto un libro e ha fatto un film inguardabile. E poi, vuoi mettere? Io ho inventato una macchina del tempo! È giù in garage…è solo che non ho mai il tempo di usarla.

Party Animals è disponibile sia su supporto fisico (CD e Cassetta) che in versione “virtuale” (BandCamp, Spotify, itunes, googleplay e tanti altri).

Links per lo streaming dell’album:

https://bikinideathrace.bandcamp.com/

https://open.spotify.com/artist/1lr3Ubloaq7HMeydjNhnXb?si=f2jvOwOZRPGXNVs2Xxp6Lw

Track list:

1. Celestico (02:09)

2. The Rabbit Hole (02:47)

3. Zombie Posers (02:42)

4. Oh Ooh (02:44)

5. Don’t Talk (03:00)

6. Party Animals (01:57)

7. Fuck Off And Die (02:42)

8. Not Sorry (02:51)

9. Have You Ever? (02:26)

10. Time Machine (03:05)

Line Up:

Il ragazzo con la maschera da panda (basso, elettronica, voce)
La ragazza con la maschera da gatto (voce)

Data release:

23 Aprile 2018

Genere:

Elettroclash/Post-Punk

Etichetta:

Ghost Factory Records & Arts

https://ghostfactoryrecords.wordpress.com/

Weblinks:

https://www.facebook.com/BikiniDeathRace/


https://www.instagram.com/bikinideathrace/


https://twitter.com/BikiniDeathRace

https://www.youtube.com/channel/UCMWIivBvQfamIhNXBavzlsw


 

Rispondere qui
Salve, come possiamo essere d'aiuto?
Powered by