Demiurgo con Holographic Ghost Stories: strepitoso album strumentale

Demiurgo con Holographic Ghost Stories: strepitoso album strumentale

Demiurgo con Holographic Ghost Stories

Demiurgo con Holographic Ghost Stories

Salve audiofolli, andiamoci ad ascoltare questo album davvero sostanzioso, pieno di spunti interessanti, traccia per traccia. Holographic Ghost Stories , a meno che non sia stato realizzato anche con macchine analogiche, mi fa pensare subito al mitico plug in RC-20 della XLN Audio o meglio conosciuto come “Retro Color”. Quel suono iniziale caldissimo, rovinato, vintage e moderno allo stesso tempo, nella modalità “vinile”, ma con tutte le rielaborazioni del caso.
Già dalla prima traccia Demiurgo ci fa  capire che non si produce la solita dubstep dozzinale, ma qualcosa di veramente maturo e “importante”. La copertina dell’album mi ricorda vagamente quella di “The Bends” dei Radiohead.
Qui il sound è molto più spinto, un misto tra i mitici Kraftwerk e il buon Skrillex, ma non solo…anche la fantastica musica in 8bit delle celebri console anni 80-90, comunemente conosciuta anche come “computer music” o “nerd music”, oppure i fantastici Royksopp, strepitoso gruppo norvegese o gli islandesi Sigur Ros.
Come dimenticare quei suoni che hanno permeato l’infanzia di alcuni tra noi. Overwritten Identities ha un che di spirituale e cyborg, una sorta di…reincarnazione elettronica? Symbiotic parte immediatamente nel farmi venire la pelle d’oca non appena comincia a martellare il “kick” in maniera sincopata, oscura e solenne. E che dire della sinfonia di synth…in simbiosi? Tra automazioni di filtri “cutoff”, drum machine ben programmate e non solo…un tripudio di quasi sette minuti.
Un pezzo più appagante dell’altro, davvero una meritevole scoperta. Proseguiamo con Lifecycles e vediamo che…buon sound non mente. Bellissima trovata i “kick” che si incasinano quasi presi da un raptus di schizofrenia. Stavolta poco più di due minuti e mezzo, quasi a voler bilanciare quei sei minuti abbondantissimi del brano precedente.
Attenzione, un’altra peculiarità di questo progetto, è la ricerca non solo del suono / dei suoni, ma anche delle armonie!
La maggior parte della musica elettronica si basa su “mono-accordi” o al massimo un paio di variazioni, qui invece c’è ben altro. E ce lo dimostrano con un pezzo dopo l’altro. Here Ends the Year of Empty Cities ha il mood del rock, pur avendo l’impalcatura di un brano puramente elettronico. Temple of the Algorithm si spinge nel cuore dei più bei synth analogici d’epoca, sinuosamente e con trasognata ispirazione. Recompile Human Feelings mi ricorda in qualche modo la bellissima serie andata in onda nel 2015, “Humans” dove vi erano dei “synth” intesi come esseri umani artificiali. Delle macchine, dei robot, ma dove era stata programmata la coscienza in laboratorio. Queste sono tematiche che mi hanno sempre affascinato, in quanto penso siano realtà possibilissime da qui a non troppo, nel futuro. La musica di Demiurgo incarna perfettamente queste possibilità. Epiphany conserva quei dettami “vintage” pur strizzando l’occhio a quei groove vagamente techno / progressive house, ma inaspettatamente vira per un new-age ambient estremamente onirico.
L’unica traccia che infatti presenta una collaborazione, con Frankie&RikiAbi.
Da brivido questa After-Lifecycles , per un attimo mi immagino di essere morto, mentre i medici mi stanno rianimando a scosse violente di defibrillatori, il mio “quid” esce fuori dal corpo ed osserva tutta la scena con una serenità e pace inaspettata. Osserva tutto librandosi verso il soffitto, mentre tutti hanno un gran agitarsi, piangere disperarsi.
Sarà questo che succede dopo il ciclo della vita…in attesa di una nuova vita? Chissà su quale altro pianeta o magari reincarnati in un androide appositamente per noi fabbricato, ma con le sembianze migliorate e le prestazioni potenziate.
Si viaggia con questo album, anche dentro i sogni, dentro le anime, la natura e la tecnologia, benissimo e in maniera convincente, per niente stereotipata con A Replican’ts Dream , You Still Appear e Ghost Hacking Chronicles.
Quando si dice: la potenza della musica! Si trattano tematiche importantissime senza neanche essere presenti i testi.
Quando qualche “webete” dice: “eh, ma non c’è più la musica di una volta…eh, ma i Pink Floyd, eh…la roba che passa in radio e in tv. Lo sbatterei su una sedia, stile Arancia Meccanica e anziché aprirgli gli occhi a forza, gli aprirei brutalmente le orecchie, costringendolo ad ascoltare ore, ore ed ore di “certa” buona musica.

 

Holographic Ghost Stories - Demiurgo

Ghost Stories – Demiurgo


INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Demiurgo, annuncia la pubblicazione del nuovo album “Holographic Ghost Stories”, disponibile su tutti i servizi musicali e le piattaforme di streaming dall’11 Giugno 2021 per fornire una nuova esperienza di ascolto in musica elettronica.

L’album è un viaggio musicale in un tetro mondo cyberpunk dove i confini tra umano e artificiale, memoria e immaginazione, vita e morte, tecnologia e fede sono sfocati e in costante trasformazione. Le 12 tracce sono un concentrato di stili elettronici, IDM/glitch con schemi dubstep e suoni synth retrowave.

Le composizioni di Demiurgo evitano l’eccessiva ripetizione e l’adozione dei più comuni canoni di genere. In ciascun brano troviamo idee originali, cambi di misura, strutture inusuali, evoluzioni armoniche complesse sempre restando su linee melodiche semplici senza mai sfociare nella sperimentazione. L’uso di suoni acidi, di sovrapposizioni poli-ritmiche, metriche ternarie, e l’uso creativo del rumore sono altri tratti stilistici distintivi.

La principale ispirazione viene dai classici della musica elettronica come Jarre e Vangelis, dal rock progressivo elettronico come Mike Oldfield o Ratatat, dalla musiche dei videogiochi vintage e dalle colonne sonore dei film horror anni 80 come i Goblin o Carpenter. Ci sono anche forti richiami a stili elettronici più contemporanei come The Glitch Mob, Amon Tobin, Röyksopp, Paul Hartnoll, Trentemøller.

Demiurgo è un progetto di musica elettronica iniziato nel 1997 da Paolo Di Pierdomenico, che ha rilasciato due album con Luca Galli e alcuni EP durante i primi anni 2000. È oggi diventato un progetto solista che Paolo Di Pierdomenico ha rilanciato nel 2020 durante i mesi di lockdown.

Holographic Ghost Stories” è il primo album distribuito a livello globale, come un vero e proprio nuovo esordio sottolineato da un rinnovato stile visuale e da nuove scelte nel sound design e nella strumentazione.

Links per lo streaming:

Spotify: https://open.spotify.com/album/1UQjAAyhattRFum9H4ij7t

Other platforms: https://li.sten.to/holographic

Tracklist:

I. Holographic Ghost Stories
II. Overwritten Identities
III. Symbiotic
IV. Lifecycles
V. Here Ends the Year of Empty Cities
VI. Temple of the Algorithm
VII. Recompile Human Feelings
VIII. Epiphany (feat. Frankie&RikiAbi)
IX. After-Lifecycles
X. A Replicant’s Dream
XI. You Still Appear
XII. Ghost Hacking Chronicles

Nome artista:

Demiurgo

Titolo dell’Album:

Holographic Ghost Stories

Genere:

Electronic (sottogeneri: IDM, Glitch, Retrowave)

Artwork:

Luca Tranfaglia

Label:

autoproduzione

web links:

Facebook: https://www.facebook.com/DemiurgoProject

Twitter: https://twitter.com/DemiurgoMusic

Instagram: https://www.instagram.com/demiurgo_it/

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