Gli Over The Edge compiono il miracolo e rivitalizzano il rock&roll

Gli Over The Edge compiono il miracolo e rivitalizzano il rock&roll

OVER THE EDGE”Held breath”(hot steel records)
Gli Over The Edge sono un freschissimo nuovo gruppo casertano che è giunto al primo album,dopo 2 EP e anni di gavetta fatti di concerti in giro non solo per l’Italia,ma anche per il mondo.
La formazione è composta da 2 ragazze e 2 ragazzi:Jen Blossom(voce,chitarra),Vinz Baratta(chitarra solista),Fabe Xmass(Basso)e Tory Liar(batteria).
“Held breath”è un vorticoso viaggio rock&roll,potente e corposo,con melodica aggressività,tra chitarre abrasive e vocals contagiose.
Fin dal primo pezzo,”If God was a lesbian”non si hanno dubbi sul potenziale della band:tra hard rock,post grunge e ricordi punk,la personalità degli Over The Edge schizza subito fuori,energica,provocatoria e ribelle;molto bella e personale la voce di Jen,su un tappeto praticamente perfetto,formato da raffiche di chitarre laceranti e una sezione ritmica rocciosa.
Un pezzo potentissimo,senza rinunciare alla melodia,e sempre imprevedibile nel suo”divenire”….ed è solo l’inizio!
Pesante come un macigno la cadenzatissima”Into a thousand pieces”,carica d’introspezione senza rinunciare ad improvvise bordate stoner:bellissima la fusione tra voce femminile e la potenza sonora decisamente heavy che funge da tappeto musicale.
Bellissimo il break a metà brano,con un ottimo assolo chitarristico e cambi di tempo come sempre mai banali e dinamici,con un finale quasi psichedelico:una ventata di sano e robusto rock come non si sentiva da tempo!!!!
Energia pura su”days of fuckin’prayers”,un hard-rock&roll all’ennesima potenza che rimescola influenze”americane” in una formula inedita,sempre in bilico tra ritornelli a presa rapida(irresistibili)e furiose impennate sonore,tra Seattle e L.A.,con attitudine sempre grintosa e al top della forma.
Gli Over the Edge,però,stupiscono traccia dopo traccia:difatti l’andatura tortuosa e articolata di”Full of emptiness”lascia ancora una volta di stucco,con la sua particolare struttura serrata,che non rinuncia però ancora una volta al feeling e all’immediatezza:tra arpeggi oscuri,riff mastodontici e risvolti metal,l’introspezione intimista non è mai stata così furente e “catchy”allo stesso tempo.
“Restless”è un brano per cui moltissime band americane -e non solo-ucciderebbero,ed è una sorta di destrutturazione di influenze post-hardcore ,miscelate a venature alternative,in cui i violenti stop and go ritmico-chitarristici adornano la voce graffiante di Jen.
Ad alto tasso emozionale la parte finale della canzone,dominata da un arpeggio darkeggiante e da insolite melodie,prima di rituffarsi nel vortice distorto che caratterizzava la prima parte.
Un brano originalissimo,che lascia a bocca aperta.
L’intimismo e la ricerca interiore sono ancora più presenti in “A deep breath”,una sorta di blues rivisitato e corretto secondo la personale ottica degli Over The Edge.
Affidato nella prima parte essenzialmente alla chitarra e alla voce di Jen,è un brano che accarezza e seduce inizialmente,per poi trasformarsi in un pezzo dai connotati più pesanti, ma cangianti,nella seconda parte.
Come sempre imprevedibili e perfetti,senza sbavature e senza mai risultare prolissi o anacronistici,ma sempre diritti al cuore e all’anima di chi ascolta.
“7X7 theory”è un altro lato della band,insolito,che mescola diverse anime tra di loro e non ha paura di osare,miscelando attitudine punk e nervosi ritmi”saltellanti”con un groove da paura quasi”crossover”,ma carico come sempre di chitarre al vetriolo:un breve lampo elettrico,nervoso e carico quanto basta per farti impazzire.
Uno dei brani più belli dell’album è,a mio avviso,la successiva”Walls”:un sinuoso trip avvolgente che scava nel profondo,tra melodie suadenti ad opera di Jen e gli arpeggi malati di Vinz,mentre fabe e Tony disegnano un implacabile disegno ritmico senza sosta,con un deflagrante ritornello che incatena l’anima.
Da applauso veramente la performance di tutti i musicisti,dicevo,che non delude mai nell’arco dell’album,e questo ne è uno degli esempi più riusciti:compatti,massicci,energici,ma dotati sempre di una scrittura lucida che non rinuncia mai alla forma”canzone”.
“Gust of Wind”continua il viaggio,come una sorta di moderna rivisitazione di sentimenti”grunge”,riverniciati a lucido,e mescolando come sempre le carte in tavola,tra aggressività e momenti più pacati(ma mai”tranquilli”),sempre con gusto,tiro ed estrema personalità.
“Wake me up early”è un ritorno ad una visione sporca del R&R,con sonorità settantiane che vengono rimodellate e ribaltate dagli Over The Edge con la loro dirompente personalità e attitudine.
Il disco si chiude con un titolo che è tutto un programma,”I’m searching myself under the bed”,tra ironia e intimimità che aggredisce;all’inizio parte come un pezzo dall’anima punk,per poi evolversi tra lancinanti stacchi stoner grunge e hard”schizzato”,tra improvvise pause e violenti rientri di tutta la band.
Le dinamiche non vengono mai meno,e la tensione sonora si evolve all’ennesima potenza con il finale del brano,fino a sfociare nelle sparate quasi noise degli ultimi secondi che chiudono il disco.
Gli Over the Edge potrebbero benissimo essere in grado di rivaleggiare con le band d’oltremanica,e non è detto che non ci riescano;le carte in regola ci sono tutte,anzi,potrebbero benissimo passare per una band”americana”dato il loro sound”internazionale”e la perfetta pronuncia inglese.
Sono dotati,allo stesso tempo,di evidente personalità e hanno quel raro pregio di non suonare mai risaputi;anni e anni di concerti,e probabilmente anche di ascolti giusti,hanno fatto sì che oggi gli Over The Edge siano una band decisa a spaccare il culo al mondo ,con tutti i numeri giusti per poterlo fare e una spiccata originalità.
Noi ne siamo rimasti entusiasti,adesso sta a voi supportare la band,scoprirla e ascoltarla:fatelo,non ve ne pentirete.
Se anche voi siete convinti che il rock&roll non è morto,e del fatto che non morirà mai,date una chance agli Over The Edge:sono la vostra band e ”held breath”è il disco che fa per voi…..non solo perchè la sua attitudine”straight from the heart in your face”è onesta e dannatamente sincera,ma perchè oggi non sono molti i dischi suonati con vera passione e con i controglioni come il cd in questione….
Quindi,se amate tutto questo,come noi del resto,gli Over The Edge sono la band giusta,pronta a rivitalizzare un certo tipo di rock e a portarne alta la bandiera.
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