Il gran ritorno di Bruce Springsteen con Letter To You

Il gran ritorno di Bruce Springsteen con Letter To You

A cura di Fabrizio Racis 

Il 23 ottobre 2020 ad un anno di distanza dal disco semi – acustico Western Stars arriva Letter To You , la lettera che Bruce Springsteen ha inviato a tutti i fans che adorano la sua musica e agli amici che purtroppo ha perso per strada. Composto da 12 canzoni è  uno dei dischi  più intimi e personali di Bruce Springsteen di puro rock, schietto, sincero, registrato in soli cinque giorni e in presa diretta nella sua  casa a Colts  Neck nel New Jersey  con la sua “macchina da guerra “,  l’E- Street Band, nella sua attuale formazione: Stevie Van Zandt,  Roy Bittan, Max Weinberg, Patti Scialfa , Garry Tallent, Nils Lofgren , Charlie Giordano e Jake Clemons. Un viaggio di quasi  50 anni targato Bruce che si può vedere anche nel documentario uscito nello stesso giorno sulla piattaforma Apple TV + che celebra questo lungo sodalizio artistico per tutti gli anni trascorsi insieme nel palco e negli studi di registrazione. Nel film si osserva il processo creativo che ha portato a fare nascere le canzoni di questo disco entrando nell’ intimità dello studio grazie ai materiali d’ archivio . Apre il disco  ” One Minute  You’re Here ” , una ballata acustica intima e minimale  che sembra uscita da The Ghost Of Tom Joad  e Devil & Dust che descrive la morte improvvisa  di chi amiamo senza darci il tempo di prepararci. Un  Brano  su cui aleggia la tristezza e la malinconia per il tempo che scorre inesorabile assumendo le sembianze di un grosso treno nero ( “big train black)” che corre e fischia lungo i binari . Si ricorda degli  amici scomparsi e  sempre cari della E – Street Band , Clarence  Clemons e Danny Federici e del suo amico e assistente Terry. ” Letter To  You”  il singolo che a metà settembre ha anticipato l’ uscita dell’ album, è un messaggio a se stesso e ai fans sotto forma di lettera firmata con il suo nome  che descrive i momenti belli sia i momenti difficili del suo passato scritti con “inchiostro e sangue”. Ancora sotto  un tripudio e rasoiate  di chitarre si scivola in Burnin’ Train , brano di amore e redenzione dal ritmo incalzante e la batteria di Max Weinberg in grande risalto. Si salta indietro nel tempo con i tre brani inediti  scritti tra il 1970 e il 1972,  perduti e  recuperati dagli archivi  per questo album: “Janey Needs A Shooter”, “Songs For Orphans “,” If I Was The Priest”, canzoni vecchie e nuove al tempo stesso rivestite di rock’ n’ roll , ricche di immagini visionarie come nello stile del primo Springsteen ispirato da Bob Dylan, suonate con calore e passione accompagnata dall’ armonica e una splendida chitarra slide con arrangiamenti pieni e corali. Tre vere perle ritrovate. “Last Man Standing” è introdotta dalla chitarra acustica, ma il ritmo cresce con l’attacco della batteria e il piano di Roy Bittan e gli assoli di sax di Jake Clemons , nipote del compianto zio. Brano  intriso di ricordi dove Bruce  riflette sugli inizi della sua carriera con la consapevolezza che molti se ne sono andati e lui, nonostante tutto , è ancora qui. In un intervista, Bruce ha detto che lo scrisse dopo dopo aver fatto visita sul letto di morte al suo vecchio amico George Theiss, membro dei Castiles (sua prima band) e di essersi reso conto, dopo la morte di Theiss, di essere l’unico sopravvissuto.  “The Power Of Prayer” è uno dei brani più belli dell’ album, carica di una melodia meravigliosa. Il potere della preghiera è il potere della musica, dell’ amore  che si crea anche in ” House Of A Thousand Guitars”, introdotta da una meravigliosa melodia del piano di Roy Bittan. In questa casa si ritrova rifugio e speranza per chi è fuori al freddo. Metafora sull’ America divisa e bisognosa di unità. A seguire l’ unico pezzo politico del disco, ” Rainmaker” , sulla figura di un demagogo e sul potere che esercita sulle persone che hanno bisogno di credere in qualcosa pur di sopravvivere.”Sometimes Folks Need To Believe/ In Something So Bad, So Bad, So Bad / They’ll Hire A Rainmaker». Dietro c’è sempre il sound perfetto, potente e compatto, della E -Street  Band che sa quando e come accelerare, quando rallentare. ” Ghosts” , il secondo singolo uscito da poco, è un brano poderoso con selvaggi incroci di chitarre e basso sostenuti dalla batteria e la voce di Bruce impressionante che urla di essere ancora vivo e riflette sul tempo che passa e  i ricordi che richiamano la morte. Nel videoclip scorrono le immagini di tutta la carriera di Springsteen e i suoi compagni di viaggio. Dai live nei locali con i Castiles ai numerosi  concerti negli stadi con la E- Street Band  che si concentrano e si divertono in studio. La degna conclusione del disco è affidata a ” I’ ll See You In My Dreams”, brano acustico in progressione,  emozionante,  dalla melodia memorabile  e la magistrale interpretazione vocale dove ancora una volta evoca gli amici persi per strada sperando sempre in qualcosa di meglio con la consapevolezza che ” Death Is Not The End” e come in “ Ghosts”  suggella la vittoria del tempo sulla morte.  Questo album credo che sia la migliore uscita del 2020 e segna un gran ritorno del Boss che continua a emozionarci, nonostante,   in ogni parola, ogni verso e ogni  strofa delle canzoni presenti in “ Letter To You” ci sia una pregnante malinconia, ma la potenza vocale e musicale dell’ E- Street Band intervengono a spronarci e rasserenarci le nostre menti e i nostri cuori con altrettanti messaggi positivi. Come l’ espressione di Bruce Springsteen della copertina del disco che camminando sotto la tormenta di neve,  attende sereno la rinascita della primavera dopo il grande freddo dell’ inverno, si dirige sulla strada che porta a casa. E magari in tempi migliori sopra un palco per i suoi fans.