IL REBUS “a cosa stai pensando?”

IL REBUS “a cosa stai pensando?”

Il Rebus sono una band proveniente da Como e nata nel 2008 (la line-up è la seguente:Daniele Molteni: Chitarre e Programmazione-Paolo Ghirimoldi: Voce e Chitarra Acustica-Cristian Oberti: Basso-Fabio Zago: Batteria e Voce).
La musica targata Rebus è un viaggio nell’attualità,con tutte le difficoltà del caso:”Gerontocomi”,il brano iniziale,è una prima prova di questo contesto,in quanto fotografa perfettamente la disillusione di questa generazione,sulle note di un alternative rock molto moderno e dalle gustose venature pop.

“Quello che non dico”,subito dopo,ha potenzialità da singolo di successo:”Non mi riesce di parlare di quello che veramente succede” recita la frase iniziale,che spiega molto del significato della canzone,che fa leva sull’inquietudine dei nostri giorni su un sound sempre al passo coi tempi.

“Avere trent’anni” è un altro amaro manifesto generazionale,uno spaccato coerente e riuscito sulle difficoltà dei giovani (ma non solo)  in cui molti di noi potranno ritrovarsi;”Roma brucia” è un brano che alterna strofe riflessive dalle note struggenti a ritornelli potenti e corposi:una meditazione amara (“Ma roma brucia/e non basterà questo per farci cambiare”) che punta il dito sui “potenti” con originalità.

“LA notte urla” è un brano più introspettivo e sottilmente darkeggiante (ma non troppo);”Nei ghetti d’Italia” tornano tematiche sociali e d’attualità,un bellissimo brano contro ogni forma di razzismo e contro la mala società,affidato ad un reading incisivo e ad un sound che si sposa benissimo alle crude parole.

Anche la ballad elettroacustica “Vuoti a rendere” sintetizza al meglio le difficoltà dell’attualità,con le sue (dis)illusioni;”Questo non è un uomo” è una brevissima traccia che  torna alla forma “reading” ed ha una curiosa introduzione un pò orientaleggiante-Beatlesiana:il brano,però,prosegue su coordinate notturne molto interessanti e perfino inquietanti.

“Scie” potrebbe essere un’altra potenziale hitsingle:si ritorna al pop rock di classe e all’introspezione;”Equità” è un altro bel brano che sintetizza al meglio il mondo in cui viviamo (“che rumore fanno quelli che cadono/e che parole dicono quando si rialzano?”),tra rock moderno e qualche curiosa strizzata d’occhio etnica (specie nelle chitarre acustiche delle strofe).

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

“Brava Sara” è una canzone riuscita-tra le mie preferite del disco- aspramente critica nei confronti di una ragazza viziata e senza scrupoli (“chi la caga una suorina?meglio troia e chiacchierata,che restare nell’anonimato”)…..e chi non ha mai conosciuto una persona così vuota? La band fotografa ancora una volta un doloroso spaccato di vita reale,con un sarcasmo amaro.

Un ottimo disco di rock d’autore,ed una band che ha delle ottime frecce nel suo arco,in grado di colpirti profondamente.Bravi!

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