Il ritorno di Ricky Portera, tra rock e melodia

Il ritorno di Ricky Portera, tra rock e melodia

A cura di Francesco Lenzi

RICKY PORTERA “Fottili” (Videoradio )

Torna il mitico guitar hero italiano con questo nuovo disco (il terzo da solista) in cui Ricky non dà solo sfoggio della sua indiscutibile tecnica, ma si conferma anche ottimo cantautore rock.

“Santi e religiosi” apre il disco con fare metal:e difatti è un brano robusto e corposo,in cui la melodia si sposa a delle belle chitarre pesanti (inutile dire che ci sono anche dei virtuosismi nella parte solista,che evidenziano il trademark inconfondibile di Ricky),mentre le liriche sono riflessioni,a metà tra la sfera personale e l’attualità.

“Che figura” ha un potenziale da hitsingle,e si riallaccia alla grande scuola del rock italiano degli ultimi 20-25 anni (quello dei grandi numeri),eppure la personalità di Portera viene sempre fuori,in maniera affilata e grintosa (bello anche il cantato,perfettamente cadenzato e in grande spolvero la parte solista);la title-track arriva subito dopo ed è anche questa un hard rock molto moderno e perfettamente congegnato,con un riff melodico che si stampa subito in testa:liricamente,è una critica verso l’ipocrisia che ci circonda (e,verosimilmente,verso tutti i politici italiani-o almeno questa è un’importante chiave di lettura secondo me)….ed alla voce appare un altro grande mito del metal italiano,Pino Scotto.

“Ma pensa te” è una rock ballad molto intensa (o,se preferite,una canzone d’amore rockeggiante) che vede la partecipazione di Pierdavide Carone alla voce (una piacevole sorpresa,non l’avrei mai detto!);poi è la volta dell’esplicita “mari di merda”,dall’iniziale sapore hard-fusion.

Bella e melodica “Sicilia”,un’altra canzone dal potenziale radiofonico enorme,con un testo che evoca ricordi personali dell’autore in maniera sincera e coinvolgente;”Solo un po’,giusto un pò” è raffinatissima,e coniuga qualche nota jazzata in un brano pop rock avvolgente,che ha una sua poesia sensuale.

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

Ed il disco scorre quindi dimamicamente,alternando momenti più soft ad altri più robusti;ed ecco quindi arrivare”la tua vita” è una ballata mai doma,con un testo che invita a non darsi per vinti mai (“se questa vita è una gran follia/non cambiarla tu,lascia che sia”),in cui Ricky ritrova il suo vecchio amico Gaetano Curreri,che ha condiviso con il nostro tantissime storie di vita e musica nei primi Stadio.

“Provaci” ha un’andatura decisamente moderna,e tornano anche le chitarrone metal (favoloso e ricco d’inventiva il solo ):è una sorta di hard blues del nuovo millennio (o del futuro,se preferite),che ironizza su un’avventura “one night only”;si torna alla morbidezza con “Che male fai”,una ballata sofisticata e raffinata,che mescola insieme pop,rock e tappeti ambient molto ariosi.

“Quelle come te” è una vecchia canzone,per l’occasione ri-registrata dal vivo a “Stazione Birra”;”Piazza Maggiore” è uno strumentale che è puro hard rock stradaiolo,con una chitarra selvaggia e precisissima (il pezzo farebbe gola allo Steve Vai più rock and roll!).

“Vicoli di modena “ chiude il disco ed è una ballata rock melodica eppure robusta ed energica al tempo stesso (solcata anche da soffici reverse psichedelici a fine strofa):un altro brano che ha un potenziale da hitsingle (caratteristica,però,che accomuna quasi tutti i brani del disco:sono tutti potenziali successi).

Un ottimo disco che spero abbia il successo che si merita,perchè adatto a più tipi di ascoltatore:Ricky coniuga con intelligenza feeling e brani ben strutturati,in cui la tecnica non è mai fine a sé stessa,ma anzi,è sempre funzionale al pezzo (un’altra caratteristica fondamentale dell’album e non da poco).

Davvero una bella sorpresa,una conferma e un graditissimo ritorno:tutto nello stesso album!

ricky portera cover


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