DAVIDE SERRA”Crescendo”(autoprod.2012)
Ci sono dei dischi che non sono solo una piacevole sorpresa,ma sono talmente intimi,raccolti,che si coglie appieno l’anima sincera dell’artista che li ha concepiti.
Non solo:questi dischi sono ottimi da ascoltare in solitudine,in una sorta di raccoglimento appunto ,si prendono il tempo che desiderano,e ricambiano con una bellezza e poesia sonora disarmante.
Ovviamente,questo esordio di Davide Serra è tutto questo e molto di più:un lavoro insolito,poetico,molto bello ,che brilla di una propria luce…..
Davide Serra è un pianista/cantante/compositore di Cagliari,che arriva alla prima prova solista,dopo aver suonato per anni nella band doom/gothic metal Frozen Caress;ma questo inizio in solitudine,continuerà di pari passo con la carriera della stessa band, che è tutt’ora in attività e quindi andrà avanti.
Questo “Crescendo” è un lavoro”pieno”,un diamante molto particolare che brilla nella notte:e la cosa bella è che è affidato esclusivamente a piano e voce….ma non è così “spartano” come apparentemente potrebbe sembrare (nel comunicato uscito dopo l’uscita del disco,l’autore stesso parla molto umilmente di lavoro minimale”lo-fi”….ma magari i dischi lo-fi fossero tutti così!!!!Infatti,secondo me, è registrato benissimo),perchè la particolarità della bella voce di Davide e la sua maestrìa al piano “riempiono” i solchi di questo lavoro,dall’atmosfera-come dicevo all’inizio-molto intimista,molto personale.
La traccia d’apertura,”Lovely shades” ti fa scivolare nel mondo sonoro e lirico di Davide:un brano malinconico dall’andatura darkeggiante,soffuso,da ascoltare al buio e in silenzio,perchè molto suggestivo e unico nel suo genere. Al centro la voce personalissima di Davide,su un tappeto pianistico molto scuro.
“j16”prosegue il viaggio”notturno”,con una particolarissima drum machine “fatta a voce”da Davide stesso:un brano essenzialmente strumentale,che potremmo quasi definire”minimal progressive”,mescolato ad una matrice”scura”.
Teatrali sono le suggestioni che affiorano su “Orchestra empties”,un condensato in pochi minuti di quella che potrebbe essere una visione da rock opera;ma dare una definizione del genere o dello stile proposto da Davide è puramente intuitivo e francamente anche riduttivo,perchè la sua personalità emerge in maniera così chiara e trasparente,che non si possono fare paragoni con altre realtà,proprio perchè non somiglia a nessun’altro.
“Anchormountaintale” è una traccia da brividi,in cui le emozioni scavano nel profondo;sicuramente uno dei brani migliori del disco,con una melodia ricercata. Un brano che improvvisamente va ancora più nel profondo,nella rallentata seconda parte:e anche questo insolito cambio di tempo,fa sì che il brano non si dimentichi tanto facilmente,scavando profondi solchi nel cuore di chi ascolta.
Nemmeno un minuto”Untitled”,dove emerge un insolito lato sperimentale del nostro,affidato a delle scarne percussioni (via”piano”)e voci stranite;poi è la volta della struggente e avvolgente”Isis”,una ballata chiaroscura,che gioca sui contrasti,e con un sorprendente finale. Molto complessa,ma allo stesso tempo scorrevolissima e dotata di una melodia che incatena l’ascoltatore.
Luminosa è “Jasse the chameleon”,in cui il lato più melodico di Serra,si sposa forse a quello più”ironico”: eleganza sposata ad un’andatura originale,a tratti persino maestosa…..una canzone in cui si fondono magistralmente diverse anime…..
“The latitude”è intenso nella sua brevità,ed affidato unicamente alla voce; e l’intensità non viene meno nemmeno in “A hoped sexual act”,in cui la sfera personale si affaccia prepotentemente.
Una traccia molto suggestiva,in cui il timbro della voce si fa brevemente più umbratile nella parte parlata,stesa sul dolce tappeto sonoro del pianoforte.
“Grow,grow,grow”è l’unica cover del disco,essendo un pezzo di PJ Harvey. Ma non aspettatevi una trita riproposizione,perchè anche questo rifacimento è di gran classe. La versione di Davide è completamente differente,ed è come fosse un suo brano,per il fatto di essere stata in un certo senso”riscritta”:questa cover riassume il concetto che sta dietro al titolo dell’album,essendo un “crescendo”di umori e sensazioni di grande tensione emotiva.
Il lato”sperimentale”presente in maniera lieve anche in altri brani del disco si riaffaccia in “Closter”:una short song a metà strada tra divertissment e nuove strutture sonore,in attesa del finale del disco.
La chiusura è affidata a “00:22”,ancora una volta un titolo azzeccatissimo:ritorna l’atmosfera “notturna”,che qui si sviluppa ulteriormente con la sua melodia spettrale. Un finale riuscitissimo,affidato ad una cavalcata pianistica dal sapore seventies,che dopo le ultime parti cantate affidate ad un mood malinconico,si spegne su dei lievi rumori in sottofondo(passi lontani?).
Finisce così questo lavoro che ,come dicevamo, tocca delle corde emozionali molto intime;il fatto poi che sia stato registrato solo piano e voce dona ad esso quel qualcosa in più….le atmosfere rarefatte sono così “palpabili”che pare quasi di essere di fronte a Davide mentre lo registra e lo compone.
Raramente capita di imbatterci in lavori così onesti,personali e densi di passione…..e”Crescendo” risponde a tutte queste caratteristiche!. La sincerità del suo autore è palpabile,questo è un disco”vero”,addirittura disarmante nella sua-solo apparente-semplicità. E la cosa impressionante è anche la maturità artistica che scaturisce da esso,considerando che il suo autore è giovanissimo(21 anni). La voce tutta particolare di Davide,affidata ai suoi virtuosi registri alti-anzi,altissimi- poi fa il resto,come ho accennato nell’introduzione(ed è il punto di forza del disco):non somiglia a nulla di ascoltato prima,per la sua estensione mi viene in mente quella di King Diamond,giusto per rendere l’idea,ma non è assolutamente un paragone,perchè Davide ha un timbro unico,oltre che ad un’inedita forza espressiva( tra gli ascolti che vengono citati nella bio ci sono anche Bjork e Tori Amos,ma Davide ha dimostrato di riassemblare e assorbire le influenze in maniera del tutto personale,creando così un prodotto nuovo,completamente originale). Così come è ottimo d’altro canto anche il suo songwriting ed eccellente la tenica pianistica.
Un artista quindi da non perdere,e che non smetteremo di tenere d’occhio,sia da solista,che con il suo gruppo metal,entrambi progetti notevoli e diversissimi tra loro!
Ps:Potete scaricare gratuitamente l’intero lavoro,artwork compreso, qua: http://www.mediafire.com/?dadl61dtdgbsb16
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