Intervista a Kill Dafne

Chi ha avuto l’idea del nome e qual è il suo significato?

Michele: io non ne so niente, sono arrivato che il danno ormai era fatto.
Fabiana: è nato per scherzo alla seconda prova in cantina con Elisa, ma solo perché ci serviva un nome da
scrivere sulla locandina del primo live, fissato per la settimana successiva. “Dafne” è il mio secondo nome e
“Kill” sembrava starci bene. Il significato poi è diventato sia scaramantico che intimidatorio, per ogni volta
che i miei compagni meditano di farmi star zitta in qualche modo.
Elisa annuisce.

Come nasce un vostro brano?

Elisa: i brani nascono da quella lì (indica Fabiana).
Michele: arriva Fabiana, dice che ha scritto una canzone e ce la fa sentire chitarra e voce. Poi troviamo il
modo di distruggerla.
Fabiana: in genere porto alle prove (o invio nottetempo) bozze vecchie di anni o fresche intuizioni deliranti
e le do in pasto alle belve che le fanno a brandelli, per poi cucirle e rivestirle più preziose, complete,
assurde, aggiornate e deliranti che mai. Il resto del tempo lo passo a capirle e digerirle (ride rassegnata).
Come capite che un pezzo è “pronto” per uscire dalla sala prove?
Michele: quando tutte le cose stanno al loro posto.
Elisa: un pezzo è pronto quando sentiamo che gira bene, che il cerchio quadra e ci dà soddisfazione.
Fabiana: per me tutto è meritevole di un palco se riusciamo a eseguirlo da A a Z, anche se è da 6-: è
capitato che, nell’urgenza di un live, abbiamo portato sul palco un brano suonato anche solo due volte in
sala prove.

Come convivono una chitarra acustica da cantautrice e una elettrica da rocker?

Elisa (ridacchia malefica): affari loro, tanto io suono li basso!
Michele: io cerco di suonare cose che non intralcino l’acustica e di solito chiedo a Fabiana di suonare una
parte diversa da quella che esegue normalmente.
Fabiana: siamo due coinquiline con orari diversi ma che pagano puntualmente, quindi andiamo d’accordo.
Peccato che più o meno ogni settimana Michele si sogni e inventi un nuovo arrangiamento per sé e per me.
Mentre io sto ancora cercando di imparare (da due anni) le notine del primissimo arrangiamento.
Maledetto! (ride o forse piange, non si capisce).

Di cosa trattano i testi?

Elisa: Fabiana, sii sintetica…
Fabiana: di relazioni quotidiane: storie malsane, in stanca, avventure, violenza domestica, amicizie,
passioni, stress, denaro, criminalità…

Un motivo per acquistare il vostro ep e uno per venire a un vostro concerto?

Michele: Perché ci abbiamo sudato per farlo e le canzoni girano bene. Poi vedere Fabiana che suona al
contrario non ha prezzo (ridacchia).
Elisa: Perché abbiamo investito energie e cuore.
Fabiana: il disco merita di essere ascoltato e maneggiato perché è artigianale in tutto. Un nostro live
merita di essere vissuto perché le nostre canzoni così le facciamo solo noi, ahah, inoltre condiamo il tutto
con qualche cover internazionale non abusata. E poi, se giriamo live da 3 anni significa che in fondo non
siamo così fastidiosi, dai.

Com’è stata l’esperienza in studio?

Elisa: In studio da noi è stato più facile perché abbiamo potuto sistemare con calma i brani; lo studio
esterno non era il nostro ambiente abituale ma è stato arricchente perché abbiamo potuto confrontarci
con altre orecchie.
Michele: Per me positiva, anche perché 4 brani su 5 li abbiamo registrati nel mio studio.
Fabiana (nasconde il viso tra le mani): inizialmente devastante per alcune problematiche tecniche e
dinamiche tra noi non proprio oliate, ma nel complesso molto formativa. Lo studio è stato necessario per
capire dove siamo e dove andare, come una foto di gruppo. Lo studio ci ha uniti ma anche divisi, infatti.

Come vi state muovendo per promuovere l’ep e dove è possibile trovarlo?

Michele: Per ora lo proponiamo direttamente ai nostri live e sulle classiche piattaforme social.

Lasciate andare la fantasia: con quale band famosa vorreste andare in tour?
Elisa: magari ci fossero ancora i Rage Against The Machine, anche se è un genere completamente diverso…
Michele: Sarebbe un onore aprire a qualunque band perché c’è sempre da imparare.
Fabiana: italiana? Ministri, Perturbazione; straniera? Kooks, Foals, Daughter, Blue October, ma sto
delirando di nuovo.

il significato della copertina e chi la ha realizzata?
Michele: sempre colpa delle due tipe.
Elisa: Fabiana ci spiegherà tutte le sue teorie contorte al riguardo, ma OK, l’ho disegnata a carboncino io,
perciò è anche colpa mia.
Fabiana: Elisa ha parecchi talenti, tra cui il disegno, quindi perché non sfruttarla?! Mi aveva fatto vedere
degli schizzi e le ho semplicemente chiesto se avesse voglia di disegnarci la copertina. Lei ha realizzato degli
studi di occhio a carboncino, io li ho trattati minimamente in digitale, aggiungendo l’effetto sbiadito che
richiama il titolo del nostro EP, gli scarabocchi, le cancellature interne e un font tipico da macchina da
scrivere. Il background bianco è per insistere sull’aspetto manuale, artigiano, semplice e senza fronzoli della
nostra produzione. Io interpreto quest’occhio femmineo come la reazione alle cinque storie che
raccontiamo in musica: una coppia che si lascia, due amici che non si capiscono più perché uno dei due
vuole di più, una moglie che ricomincia a vivere e amare dopo le botte e la morte del marito, la mancanza
di denaro per realizzare i propri sogni, la nostalgia di una storia estiva incancellabile che non tornerà più.
Chi non avrebbe almeno gli occhi lucidi se si trovasse catapultato in una sola di queste situazioni? Ciò che
liquefa e sbiadisce gli occhi è il passare inesorabile del tempo, le delusioni, l’esperienza. È lo sguardo della
maturità, ma rock, quindi giovanile.
Michele (sbadiglia): senti… hai davvero il dono della sintesi.

Come è possibile contattarvi?

Michele: tramite la nostra pagina Facebook: Kill Dafne http://www.facebook.com/killdafne
Elisa: sì, ma anche via mail all’indirizzo killdafne2018@gmail.com
Fabiana: allora diciamo anche del sito: https://killdafne2018.wixsite.com/killdafne
Grazie Mario e Audiofollia per questo ampio spazio dedicatoci!

 

A cura di Mario Mutti


 

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