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KREYK,tra sperimentazione ed elettronica “intelligente”

KREYK “Alteregodram” (Xonar records)

Nuova uscita per la Sonar,ad opera di Kreyk,un artista dedito ad un elettronica venata di striature scure.

La title-track apre il disco,ed entriamo subito in un trip sonoro di grande fascino:l’ambientazione non sfigurerebbe in qualche colonna sonora noir,i synth dettano un tappeto sonoro darkeggiante e dal sapore anni ’80 (grazie anche ai glaciali beat elettronici sullo sfondo),ma riletto in chiave oscura e personale,mentre il finale lancia lo sguardo sulla sperimentazione,che non tarda a venire….

Ed ecco infatti la breve “Black Moon”,un pezzo in cui l’avanguardia sonora si sposa ad un industrial criptico e scurissimo;è l’introduzione ad “Avatar”,una traccia che amplifica l’amore per certi eighties cupi e sperimentali,ma che può piacere anche a chi ama l’elettronica più “accessibile”,anche se sempre “Intelligente” (per l’estrema orecchiabilità del brano,nonostante il mood rimanga color pece).

“Inner cavity” è un frammento electro-ambient,che non rinuncia a scenari plumbei,seppur illuminati da screziature noise appena accennate;con “Dualism”,invece,ci riallacciamo alle sonorità di qualche brano fa,con qualche inquietante sample di contorno (i dialoghi tratti da film appaiono sullo sfondo anche in altre tracce del disco) e qualche interferenza rumorista,prima che il brano ripiombi nella più estrema e apocalittica dark ambient,com’era stato per l’introduzione.

“Dissolved matter” estremizza il concetto di “oscurità elettronica”:il mood ricorda un po’ quello di Simonetti nelle colonne sonore dei vecchi film di Argento (degli anni ’80),anche se traghettato in un immaginario ancora più criptico e inquietante;”Deep cave” è un viaggio all’interno dell’ambient più riflessiva e meditabonda,con improvvise lacerazioni “noise drone” che donano un tocco originale (ed ipnoticamente tagliente ) all’insieme.

“Violet’s mouth” è un brano lievemente più accessibile,ma non dovete pensare che si tratti di un affievolimento del sound che anzi rimane molto dark e cupo,anche se più “melodico” per così dire.

“Battaglia del cielo” è un remix di un brano apparso precedentemente su un altro EP (“Error”),che ci viene restituita con incedere introspettivo e quasi onirico,talvolta perfino sognante;”Demiurge” chiude il cerchio,con inquietanti campionamenti ossessivi ed un introduzione minimalista,che sfocia poi nel noise sperimentale del finale.

Un disco godibile ed originale,in cui l’elettronica incontra nuove possibilità e scenari talvolta inconsueti:per tutti gli appassionati e anche per gli amanti di certa ambient “non allineata”.

KREYK