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L’electro pop dei Crema madre

CREMA MADRE “Catene” (Damprogressive,EP)

I Crema madre sono un duo pop-dance che cerca di dare una propria visione della scena elettronica,mescolando pop,ritmi electro e testi introspettivi/impegnati;il loro nome deriva dall’anagramma dei nomi dei suoi componenti,Ermanno Cecchetto e Damiano Marangoni.

C’è da fare una premessa prima di andare avanti:io non sono un fan del genere proposto dal duo,però ho la mentalità sufficientemente aperta e “non inquadrata” per dare spazio a tutti in questa umile mia rubrica….primo,perchè penso che ognuno debba essere in grado di esprimersi e dire la sua,indipendentemente da ciò che suona,e secondo,perchè io apprezzo lo sforzo di chiunque faccia musica propria,indipendentemente dal genere proposto.

Tolto questo,cominciamo ad avventuriarci insieme in questo nuovo EP dei Cremamadre.

Il disco si apre con “La mia presenza”,un brano pop-dance dalle liriche introspettive (“nello spazio e nel tempo/e dietro me/la mia presenza”) e dall’attitudine molto spontanea (la registrazione sembra in presa diretta,soprattutto per quel che concerne la voce,volutamente sporca e poco curata;credo che l’effetto sia davvero voluto,per mantenere una spontaneità grezza quasi “punk”,trasportata in un genere completamente diverso).

Anche “Mantra” segue un po’ la sfera personale,ma la registrazione è migliore;stavolta è il testo ad essere minimale,quasi un haiku riflessivo,mentre il sound rimane sulle consuete tematiche dance,ma con più “ampio respiro”.

“Io vivo” è un brano molto orecchiabile e semplice(“io vivo leggero senza tempo,tra passato e futuro/io vivo leggero come foglia d’autunno”);”Aria”,per contro,è una canzone leggermente più elaborata (ma non troppo),in cui la voce si fa a tratti più sussurrata,ed esemplifica il contenuto del testo,come sempre molto introspettivo.

La title-track chiude il disco,ed è una critica verso l’attuale sistema politico (“camicie rosse,camicie nere/liberiamo il mondo dalle catene di questo oscuro potere/che ci tiene sotto il suo piede”) con un ritmo da dancefloor.

A mio avviso “Catene” è un lavoro ancora un po’ acerbo:la cosa che mi è piaciuta di più sono alcuni testi,e l’attitudine,che sembra voler trasmettere un po’ del seme”cantautorale”nella dance,riuscendoci a fasi alterne;le cose che mi sono piaciute meno sono essenzialmente due (ma è un parere strettamente personale)….Una è la registrazione,che in alcuni punti mi sembra un po’ troppo lo-fi:non che questo sia disprezzabile,può anche essere voluta la cosa;la seconda è la voce,che in alcuni punti risulta un po’ monocorde e “da sgrezzare”….per carità,anche in questo caso tutto può essere voluto….in tal caso se si vuole ricreare con fedeltà il feeling “buona la prima”,la cosa non è disprezzabile:questo dipende essenzialmente da cosa volevano esprimere gli autori…

Dunque,riassumendo,i Crema madre in un certo senso incuriosiscono seppur con qualche imperfezione e seppur distanti dal mio mondo musicale:attendo novità del loro percorso,perchè son sicuro che alcune idee in questo lavoro ci siano,anche se vanno limate;già il fatto di abbattere alcune barriere tra i generi è un dato che si fa apprezzare….Rimando il mio giudizio definitivo in attesa di ascoltare qualcosa di più compiuto e più rifinito:in fondo la band rimane anche simpatica nel suo modo di porsi,nonostante-lo ripeto-io non sia avvezzo a tali sonorità e che quindi mi riesca difficile digerire l’EP nella sua totalità.

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