LUKASZ MROZINSKI “Mad pride” (I DISCHI DEL MINOLLO, EDISONBOX,VITTEK RECORDS)

LUKASZ MROZINSKI “Mad pride” (I DISCHI DEL MINOLLO, EDISONBOX,VITTEK RECORDS)

LUKASZ MROZINSKI “Mad pride”

Lukasz Mrozinski è un musicista e scrittore italo-polacco,dalla lunga e interessante carriera musicale,culminata in varie esperienze musicali con varie formazioni noise e alternative (Merce vivo,Toda,Seminole e altre ancora);”Mad pride” è il suo secondo lavoro solista (dopo un Ep di due anni fa) ed è un disco personalissimo,in cui tutte le esperienze accumulate si mescolano e si compenetrano per creare una sorta di concept “autobiografico”,dai contorni talvolta metaforici.

Fin dalle prime note di “lapis revisited”,si ha la sensazione di essere davanti ad un disco interessante e insolito:tra melodia giocosa e ritmiche grezze ma robuste ed efficaci,si snoda questo pezzo,mentre la successiva “l’inquilino” è uno scampolo dark dal sapore cinematografico,con l’introspezione che rimane intatta sullo sfondo (“e questa differenza che ci scivola/trasformando ogni colore in pietra dura/l’amore è l’unica cosa che non si può trattare”).

“Percezioni finissime” è una ballata chiaroscura dalla melodia struggente che riflette il testo,ampiamente meditativo e poetico (“siamo ancora distanti da qui/un soffio ci può bastare/per raggiungerci”);”Helika”,per contro,è una canzone più solare,ma dalla struttura talvolta “storta”,in un gioco di contrasti molto riuscito.

“Iv elementare” è un altro trip oscuro,dalle cadenze psichedeliche ed oniriche;si mescolano i ricordi del protagonista,e riaffioriano pian piano in una girandola di sensazioni forti….è anche uno dei brani più lunghi del disco,un vero e proprio viaggio interiore che sorprende ascolto dopo ascolto.

“Doppio standard” è un brano dall’andatura “teatrale” (caratteristica che accomuna anche altri titoli dell’album),non esente ancora una volta da frangenti psichedelici che si mescolano al curioso mood notturno;”Il dottore” è in assoluto il brano più lungo dell’album (quasi 13 minuti) ed estremizza i tratti onirici mescolandoli a curiosi samples di cronaca (via tg) nell’introduzione….Poi il brano si evolve su sentieri ancora più ostici e avanguardistici,in cui la verve sperimentale di Mrozinski viene fuori senza compromessi (e anche le influenze noise rimangono in evidenza,sposandosi bene all’inquietudine delle liriche,amplificate da una voce distorta e filtratissima).

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

“Esordio” è un brano che rievoca ancora ricordi personali di Lukasz,con una certa amara ironia e talvolta un po’ disincanto;si torna ad un mood “teatrale”,senza rinunciare ad una certa cupezza di fondo (“vedo la gente morta/vedo la linea morta” recita lo scurissimo cantato)….Il finale elenca tutti i musicisti che hanno partecipato al disco ( e alla canzone).

“L’uomo dagli occhi rotti” è un’altra dark ballad,ma stavolta con un pizzico di riflessione e meditazione in più;bella la chitarra acustica sullo sfondo,che si sposa magnificamente alle percussioni “noir” della canzone, e c’è perfino un pizzico di jazz,grazie ad un sassofono dalle venature notturne.

“torino mad pride” continua su sentieri stranianti e sghembi,sottilmente dissonanti;”Ancora di noi” è forse il mio pezzo preferito del disco (ed è anche quello più minimale),e sperimenta su un mood notturno e lievemente jazzato.

“La strada di neve” è il dolce finale,quasi commovente a tratti,con una delicata poesia in evidenza.

Un disco insolito,questo “mad pride”,ma estremamente affascinante;come ho già detto per casi analoghi,è uno di quegli album che va gustato molto lentamente…..una volta entrati dentro lo spirito del disco,però,non si può fare a meno di essere conquistati dalla sua strana originalità:interessante davvero,dunque,ed una spanna sopra a tanti dischi “indie” della nostra generazione….Davvero bravo Lukasz,un’ottima penna rock in grado di emozionare.

madpride_cover_Mrozinski

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