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Massimo Sorgente : Sogni e canzoni (2018) [Recensione]

Massimo Sorgente : Sogni e canzoni (2018) [Recensione]

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Massimo Sorgente ci ha deliziato in questi anni con brani di grande raffinatezza compositiva, basta fare un giro in rete tra Spotify e Youtube, se volete avere un’idea generica di ciò che stiamo parlando, immaginate un buon mix tra la tradizione di Jobim, Fabio Concato, Pino Daniele, Sergio Cammariere, Stefano Bollani, Bruno Martino.
Uscito proprio ieri  18 dicembre 2018, l’album Sogni e canzoni e noi ci fiondiamo ad ascoltarlo. Il primo dei dieci brani è la “title track”, una bossanova con un arrangiamento di grande qualità, un cantato da crooner, un cantante confidenziale d’altri tempi, un testo semplice, ma intimo ed emozionale. Il risultato è un potenziale evergreen.
Bella è la seconda traccia dell’album, stavolta ci delizia l’intervento dei fiati, soffusi che si insinuano ed impreziosiscono il tutto.
La dedica d’amore che qualsiasi donna vorrebbe, un brivido fatto di sentimenti d’altri tempi, valori profondi e sensazioni importanti. Un assolo di chitarra jazz davvero degno di nota, con un gusto tra un Wes Montgomery e un Pat Metheny.
Con Marechiaro e tu si cita la tradizione napoletana, background del nostro Massimo; questo terzo brano è un’altra bossanova slow jazz, di grandissima classe, con un assolo di tromba che si fonde ad armonie ricercate, con linee melodiche che dialogano con una composizione certosina e divertimenti ritmici.
Una sera che mi ispira è una citazione inconscia tra “Samba di una nota sola” e “Acqua di Marzo”, titoli italianizzati.
Racconti di vita vissuta che si susseguono come un diario personalissimo con grande maturità artistica, “fatta di pagine colorate, di canzoni ancora non cantate”. Stavolta la fa da protagonista un sax soprano che volteggia fino alla fine del brano.
E invece sei tu molto più pop e cantautorale, ma senza abbandonare le atmosfere jazz, tra accordi di settima e di nona; le tematiche rimangono sempre nell’ambito dell’amore, il tutto trattato con cura ed introspezione.
Dialogo, un brano dal sapore tra il funky e il fusion, con una bellissima intro di sax alto e un suadente “dialogo” di cori femminili. Tematica delicata che affonda l’indagine in questioni personali che riguardano la propria “oscurità” interiore, dove però la musica riesce a risollevare e far magie.
Quando un giorno tornerai ha una poetica con suggestioni tra Tenco ed Endrigo, mentre le armonie si fanno sempre più rarefatte e raffinate, stavolta tra gli elementi “classici” del pop / jazz / bossanova , si aggiunge anche un piacevolissimo pad che rende tutto più ovattato ed avvolgente.
Musica sei tu è un’altra dichiarazione d’amore nei confronti della musica, così come in “Dialogo”, stavolta però con dei toni più spensierati. La melodia ricorda vagamente quella di “Canzoni stonate” di un Gianni Morandi primi anni Ottanta e un mood alla Ornella Vanoni, il tutto con quell’immancabile groove di musicisti la cui sostanza è evidentemente percepibile.
Perché ti voglio ancora bene è una bossanova sottovoce, con una chitarra sincopata in prima linea e una melodia del cantato sempre più coinvolgente ed emozionante.
E concludiamo l’ascolto di questo disco con l’ultimo brano, Adesso libero , un’ottima chiusa “liberatoria” che ci congeda da questo piacevolissimo ascolto. Canzone di memoria, racconti, sensazioni, riflessioni, introspezioni, libertà, sogni…e canzoni!
Chi l’ha detto che la buona musica non esiste più?
Questo è un falsissimo e becero luogo comune, Massimo Sorgente ce lo dimostra ampiamente, uno schiaffo nei confronti di tutti quei bacucchi che credono non ci siano più proposte interessanti. La grande tradizione dei cantautori italiani riparte da qui.

 

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