Oniricide – Revenge of Souls


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Mara Cek Cecconato(voce), Andrea Pelliccioni(chitarra), Luca Liuk Abate(basso) e Daniele Pelliccioni(batteria, Keyboards, Orchestral Arrangements) sono i componenti della band symphonic metal/gothic metal/power metal dal nome Oniricide.

La band si forma tra il 2014 e il 2015. Dal 2015 la band entra in studio prima per registrare una demo che avrà un notevole riscontro su Soundcloud, per poi entrare nuovamente in studio per la registrazione dell’album Revenge of Souls. Mentre in studio si procede con le varie sessioni di registrazione, sui social i primi fans della band partecipano attivamente alla Crowdfunding DIY proposta, pre-ordinando l’album dagli Stati Uniti, dal Giappone, dall’Australia e dall’Europa.

Revenge of Souls comincia con l’atmosferica Oneiros: in questa canzone Oniricide offre un paesaggio sonoro tra l’horror e il fiabesco, due componenti molto ricorrenti nella loro musica. Un altro punto forte della band è la voce energica e vibrante di Mara Cek Cecconato. La possiamo subito ascoltare nella title-track dell’album Revenge of Souls.

Gli arrangiamenti orchestrali sono di grande effetto in questa formazione che fa pensare a band come Lacuna Coil, Tristania, Evanescence, Within Temptation, Nightwish, Therion, Cradle of Filth. C’è tanta potenza e tanta forza nella loro musica. Ci sono melodie oltremodo affascinanti. Le orchestrazioni sinfoniche sono ispirate a musiche dei film e videogiochi, senza dimenticare la notevole influenza della musica classica. Inoltre, Oniricide riesce a fondere un grande vigore sonoro con tanta leggiadria e delicatezza.

Noxy è una delle migliori canzoni di questo album. Qui velocità e potenza vanno a braccetto. Mara Cek Cecconato è davvero esplosiva in questa canzone. Le magnifiche bordate metalliche di questa canzone travolgono l’ascoltatore. Vision from the mirror comincia con sonorità di grande solennità, altra componente molto ricorrente in questa band della provincia di Torino. Anche Vision from the mirror spicca molto in questo album.

Con Gipsy and the cards la componente metal si fa sentire sempre più e la voce di Mara Cek Cecconato trasmette tanta energia oltre ad essere tanto suadente. Più ascolto questa band e più mi viene in mente la band gothic metal dal nome Unsun con il suo disco Clinic for dolls. Anche Mother of Pain è stupendamente metallica: qui ci sono evoluzioni sonore davvero stupefacenti. I riff sono duri e marcati come spesso succede in questo album.

Becoming a different man porta l’ascoltatore in una favola alquanto tenebrosa: ascoltando questa canzone ci sembra di essere stati “teletrasportati” in un mondo di ineffabile bellezza. Infatti, Oniricide trasmette, tra l’altro, una malinconia di eccezionale bellezza, trasmette un senso di vuoto abissale. Tale malinconia è molto palpabile in A good place to die, canzone che, a tratti, è davvero toccante ed emozionante. Stesse parole si possono usare anche per la breve The illusion of the Abyss. The beast, invece, sembra una cavalcata sonora.

Come non dare un giudizio estremamente favorevole a questo album. È un piccolo gioiello per gli amanti del symphonic metal e del gothic metal, è un ottimo disco da non perdere assolutamente!

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