SALVO MIZZLE, intervista per Audiofollia

SALVO MIZZLE, intervista per Audiofollia

Abbiamo il piacere di avere con noi oggi Salvo Mizzle, recensito non molto tempo fa.
Vi ricordate “Belzebù Pensaci Tu” ? Ecco, proprio lui.
E se non avete letto la recensione (malandrini!), cliccate qua

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1- Salvatore de Padova, in arte Salvo Mizzle. Da dove è nato questo pseudonimo? Spieghiamolo.

Quando avevo circa 19/20 anni, io e un mio amico “Andrea Antonacci” (che tra l’altro ha suonato anche nell’ultimo album), passavamo interi pomeriggi con due chitarre scassate in una mansarda disabitata di proprietà della sua famiglia.

Entrambi avevamo due voci discretamente intonate e tra una cazzeggiata e l’altra, vennero fuori un po’ di brani che ancora adesso quando li suono non mi dispiacciono affatto.

Decidemmo di dare un nome al progetto ma nessuno di quelli a cui pensavamo ci convinceva, così facemmo un gioco.

Andrea aprì una pagina a caso di un vocabolario di inglese ed io ad occhi chiusi buttai un dito (o viceversa non ricordo bene) che finì dritto sulla parola “Mizzle” ovvero “Pioggerellina”.

Ci è piaciuto subito e subito dopo siamo scoppiati a ridere perché pensammo che poteva andarci molto peggio!

I Mizzle registrarono due album, uno nel 97 “Oasi Ferite” e uno nel 2000 “Antiasmatico”.

Artisticamente e umanamente sono stati anni fantastici e da allora il nome Mizzle non è più andato via.

2 – Che ne pensi del music-business oggi? Insomma, quanto ci si deve fare il culo per proporre la propria musica…e poi: è un business? Una perdita? Una missione spirituale?

Mi becchi in un periodo particolare. Spesso mi pongo le stesse domande ma non riesco mai a trovare una risposta reale o meglio unica.

Sarò breve. Resto dell’idea che lavorando bene e duro, prima o poi qualcosa viene fuori. Anche se penso che se a tutto questo ci metti vicino qualche soldino, quel “Poi” (se deve arrivare, chiaramente), arriva molto prima.

3- Belzebù, pensaci tu: titolo esilarante. Noi ci abbiamo visto un Gesù e Belzebù, facce della stessa medaglia, quasi un’ispirazione Tao. Tu invece che ci dici, quali sono state le tue intime intenzioni del disco?

In realtà ho voluto solamente giocare un po’ con l’argomento.

Spesso sento frasi del tipo “… se Dio vuole…” o “…Gesù mio aiutaci tu…” e cose così.

Sono di San Giovanni Rotondo, meglio noto come il paese di San Pio. Una volta dei turisti mi hanno detto che venendo a S. Giovanni R. in pellegrinaggio gli si è rotta l’auto per strada e che sicuramente era stato San Pio a fare ciò, per mettere alla prova la loro fede. Quindi hanno noleggiato un’altra auto e sono riusciti ad arrivare….

Ho pensato “Ma Siamo matti!?!”.

Credo che la gente senta il bisogno di chiedere aiuto a delle figure più grandi per non prendersi la responsabilità di come gestisce male la propria vita.

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

4- Cosa ne pensano della tua musica (e del tuo fare musica) le persone che ti circondano: genitori, amici, donne, ecc?

Penso che la cosa piaccia, in qualche modo. Frequento tutta gente che per qualche motivo ha a che fare con la musica o con l’arte in generale, quindi voglio sperare che il loro pensiero riguardo all’argomento sia sincero. Poi di cosa ne pensano gli altri non ne ho idea, e sinceramente a quasi 39 anni, ho imparato anche a fregarmene abbastanza.

Ogni tanto qualcuno incontra mia madre e le dice “…oh ma lo sai che tuo figlio è bravo, …ho sentito qualcosa, …non sapevo…”. Lei è felice ma sicuramente lo sarebbe ancor di più se mi vedesse (come dice lei) SISTEMATO.

5- Parlaci di “Non è brutto ciò che è brutto” : come è nata, qualche aneddoto sul work in progress…e così via.

Avevo questo giro di armonici e decisi che ci volevo sopra un testo recitato, che parlasse di quanto è soggettivo il concetto di “bello” e di “brutto”. Scrissi un testo che inizialmente avrei recitato io, poi cambiai idea. Io e il batterista portammo mio figlio Fabrizio di sette anni a fare una passeggiata e gli chiedemmo di dirci cosa secondo lui era brutto e cosa bello. Tutto ripreso con un registratore portatile. Risultato? Un testo molto più interessante, spontaneo e romantico di quello che avevo scritto io.

“LA POSTA E’ BRUTTA E LE BOLLETTE SONO BRUTTE” ….. Fabrizio for president!!!

6 – Hai avuto qualche problema per la (latente) blasfemia del titolo/copertina…insomma, ti è capitato di avere a che fare con qualche “leone da tastiera” alias “cagacazzo 2.0” che ti ha accusato di istigazione al satanismo? Se si, raccontaci. Se no, facciamo un sospiro di sollievo

Pensavo peggio visto che come ti ho detto vengo da un paese molto religioso. In realtà solo qualcosa del tipo “…si però quel titolo…”, insomma niente di che. Sono stati tutti molto sportivi fortunatamente.

7- Chi sono i tuoi mostri sacri della musica?

“Sting! Sting è uno che io posso definire un eroe! Della musica che ha creato in questi anni non sono un grande ascoltatore, ma il fatto che l’ha creata merita il mio rispetto!” (cit. Hansel “Zoolander 1”)

Si scherza!

Sinceramente non saprei, ascolto tanta roba e non credo ci sia qualcuno in particolare.

8 – Parlaci della tua ispirazione, a livello di testi, musicale…quali sono i tuoi “mantra”, i tuoi riti personali che ti conducono alla creatività?

le cose migliori mi vengono quando cammino per strada, poi cerco di tornare a casa il prima possibile per fissare le idee. Prendo la chitarra, stappo una bottiglia di vino e riempio la casa di fumo per ore, sperando di non arrivare a fine serata con un gran mal di testa e nulla che mi convinca.

9- Cos’è che ti fa davvero paura? E qui diventiamo marzulliani! Anche se sappiamo che solo alla morte c’è rimedio…

la solitudine! Sono terrorizzato dall’idea di non avere nessuno intorno, anche se adoro passare del tempo da solo. W Marzullo, mito sempre!

10- Ghost Track? Parliamone.

Grazie Salvo per aver risposto a tutte le domande, anche a quelle più stupide, te ne siamo grati.
Condividici che noi ti condividiamo, così in Facebook, come in YouTube, Twitter, WhatsApp, Instagram, Telegram, Viber, ReverbNation, Myspace no, perché ormai è morto.
Amen

E’ in un certo senso la traccia che spiega il titolo dell’album. In modo molto leggero parlo di come, per me, il bene e il male siano due cose (inseparabili) che fanno parte dell’essere umano. Non credo in figure che accendono falò nel sottosuolo o che nei cieli fanno a gara a chi lava più bianco dell’altro.

la cosa che mi fa più ridere è che quasi non volevo metterla nell’album… bahhh.

Grazie Belzebù, grazie buon Gesù e grazie a voi di Audiofollia per la bella intervista.

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