Santa Sangre – Ali d’amianto (recensione)

Santa Sangre – Ali d’amianto (recensione)

SANTA SANGRE - cover

Il gruppo ideale per chi ama i brani in lingua italiana e il genere trash metal di razza, due elementi che non sempre vanno d’accordo ed invece i Santa Sangre ci dimostrano che possono benissimo legarsi tra loro.
Ali d’amianto è il loro album di debutto, i componenti della band sono Alessandro Parrini (chitarra) , Antonio Viggiani (voce e batteria) e Paolo Bencivenga (bassista e seconda voce), un trio “power metal” in pratica. Adesso andiamo direttamente al nostro amatissimo track by track.

1- ALI D’AMIANTO
Introduzione maestosissima a bpm piuttosto grave e funereo, già da prima della strofa, abbiamo un cambio di tempo assai energico e violento.
Il brano non ha un vero e proprio ritornello, ma si sviluppa in maniera potente ed articolata attraverso dei growl credibilissimi e graffianti che ribadiscono la dignità della lingua italiana anche in ambito hardcore / thrash metal.
Non mancano i colpi di scena sonori e i “divertissement” ritmici.

2- SCHEGGE
Schegge sonore per un brano al vetriolo! Ritmica originale e variegata per un immancabile headbanging nel cuore del brano.
Un cantato / urlato limitato al minimo per una grande esplosione strumentale di groove saporosissimo per veri amanti del metallo.

3- AL GUINZAGLIO
Ci colpisce un basso grezzo ed efficace per questo brano acidissimo dove delle linee profondissime di chitarra distorta scavano all’interno della struttura del pezzo.
Espressivo il cantante che sa giocare con il suo timbro in maniera creativa e consapevole.

4- MANIFESTO
Fantasia rivoluzionaria con tinte vagamente punk, testo dalla tematica sociale, traccia di soli 55 secondi !

5- PASSI DI PIOMBO
Colpisce un rullante mitragliante più che mai che dà vita al brano, linee di chitarra disinvolte e fiere, il tutto per un tripudio onomatopeico perfettamente in linea con il titolo.
Struttura abbastanza complessa, dove ogni elemento non è mai forzato.

6- VISIONE ESOTERICA
Un brano che non deluderebbe certo gli amanti dei Korn più esigenti, uno dei brani più lunghi dell’album.
La colonna sonora ideale per un horror all’italiana, ma di qualità. Anche i testi sono piuttosto oscuri: “le mise una moneta / nella bocca / e la baciò / esoterica visione / domani, domani nero / domani nero”.

7- LA GENTE CHE CONVIENE
Ritorna l’argomento sociale in stile “Manifesto” dove musicalmente si riprendono tutti gli elementi a cui siamo stati abituati finora nel corso dell’album.
Puro delirio al morire del brano, in grande e folle stile.

8- SAMSARA
Finalmente un intro vagamente “noise / ambient” per un’atmosfera tetra e rarefatta.
Meno presenti del solito gli interventi vocali, molto interessante nella metà del brano il “duetto” tra una chitarra distorta e impazzita sul canale destro e un recitato “mostruoso” su quello sinistro.
Un outro oscurissimo, graffiante e roccioso.

9- SERPENTE DI CENERE

Un brano di chiusura di tutto rispetto dove questo “serpente di cenere” striscia dentro ogni suggestione portandoti ad un delirio di sensazioni uditive e suggestive molto potenti.
Come in uno spettacolo pirotecnico, gli ultimi “colpi” sono sempre quelli più potenti e colorati, chiude un coro estremamente mistico, vagamente alla Sepultura.

Nove brani al vetriolo per un album davvero potentissimo che non deluderebbe i fan di gruppi come i Korn, Sepultura, Slayer , Napalm Death, Kreator.
I Santa Sangre sono una valida risposta a tutti gli spocchiosi che ripudiano la lingua madre in favore della lingua inglese per la produzione di generi come il thrash metal e dintorni.

Unica nota negativa: per quanto il nome del trio sia molto d’effetto e suggestivo, su Google (così come su Facebook e affini) fatica a farsi trovare; prima viene fuori il film di Alejandro Jodorowsky Prullansky, poi un altro gruppo famoso nato nel 1994 e così via, cosa che in un progetto musicale di così alto livello non dovrebbe mai accadere, ciò genera non poca confusione al navigatore-ascoltatore.

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Palco Grigiocoma

Presentazione ufficiale: 

I  Santa Sangre sono un powertrio grossetano dedito al thrash metal con tinte hardcore che predilige i testi in madrelingua. Nascono alla fine del 2011 da un idea di Alessandro Parrini e Antonio Viggiani (rispettivamente chitarra/voce e batteria) e dopo diversi cambi di line-up si assestano con la formazione attuale che vede come bassista e seconda voce Paolo Bencivenga. Hanno avuto l’onore di condividere il palco e aprire concerti a band come BioHazard, Nido di Vespe, Vibratacore, Rebeldevil. Dopo alcune produzioni di vario tipo da ottobre 2015 sono nel Roster della Quarock records con cui uscirà il loro Debut Album ALI D’AMIANTO a febbraio 2016. Il disco, cantato interamente in italiano, è composto da nove tracce di matrice thrash / HC con influenze stoner metal e  con atmosfere varie, senza però mai calare d’intensità. La tracklist è così composta:

1- ALI D’AMIANTO    Apre le danze la titletrack e primo singolo dell’album. Un arpeggio potente e malato introduce a botta cadenzati, ritmiche hardcore, riff thrash e un urlo di rabbia nichilista

2- SCHEGGE   pochi attimi e subito un passagio di batteria da il via al secondo brano dove un ritmo crescente si evolve in riff rocciosi con interessanti intrecci di basso. Un cantato con metriche cross-over e un tipo di testo che disegnano un atmosfera decadente e massiccia.

3- AL GUINZAGLIO  Brano con molte più influenze HC rispetto agli altri con un intro in cui la fanno da padroni cassa e basso distorto. Si insinua la chitarra in modo tagliente fino ad un evoluzione finale del brano che oltre ad evocare il circle-pit apre verso una sensazione d’assoluto

4- MANIFESTO  Uno sfrenata corsa ritmica accompagnata da una linea di chitarra minimale e un basso continuo che inneggia allo stare in guardia dalla vita che insegnano i massmedia.

5- PASSI DI PIOMBO La canzone forse più articolata dell’album in cui un leitmotiv orecchiabile  ricorre tra ritmiche thrash metal old school e momenti di pura cadenza stoner. Da non sottovalutare il finale “Radio-friendly” sebbene con un testo audace e tagliente.

6- VISIONE ESOTERICA Cinque minuti e passa di canzone in cui tra botte di timpani e arpeggi quasi NU Metal l’ascoltatore viene coinvolto in un’allucinazione a tratti rock’n roll fino a tempi doom in cui, in modo dinamico, emerge un dipinto sonoro dalle tinte esaltanti ed oscure.

7- LA GENTE CHE CONVIENE Si torna alla vecchia guardia Thrash / HC con un testo vitreo in cui il martellare frenetico degli strumenti e della cassa accompagnano una visione misantropica del mondo. Molto apprezzabile il break centrale con gli armonici e il finale: una pura sfuriata thrash

8- SAMSARA Un intro mistica con un arpeggio molto caldo. Ci sono richiami continui al crossover con riff pesanti e cadenzati e un basso martellante nei midtempos. Il testo riassume quello che spesso nasconde la band tra le righe: andare oltre i propri limiti per un evoluzione individuale

9- SERPENTE DI CENERE Chiude il disco una canzone con un’anima HC italiano riarrangiata con  spirito metal. Un lungo coro subliminale conclude un viaggio pazzesco e allucinante che invita a ripartire subito a palla per immergersi in quella che è la bufera che infuria nel bicchiere dei Santa Sangre (cit.)

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