SANTO BARBARO:Geografia di un corpo

SANTO BARBARO:Geografia di un corpo

SANTO BARBARO “Geografia di un corpo” (dinotte records)

I Santo Barbaro sono una interessante realtà rock dalle venature dark:questo “Geografia di un corpo” è il loro nuovo album,un disco molto interessante…:E pensare che poco prima di pubblicarlo,si erano sciolti!

Per fortuna,lo split è stato ibernato e il leader Pier Alberto Valli ha rimesso insieme il gruppo,che per l’occasione è diventato un “gruppone” (ben 9 elementi!).

Ma veniamo insieme subito al contenuto del disco.

“Lacrime di Androide” apre le danze con il cuore nella new wave e nel dark degli ’80,con un certo pessimismo di fondo nelle liriche (“Non ho mai amato,me ne guardo bene”):è una bella canzone,che ricorda come attitudine i primi Diaframma e i CCCP più ricercati,traghettati con personalità ai giorni nostri.

Anche “pavlov” continua ad indagare su sentimenti oscuri (“Lei è la sua crepa”),con un pizzico di psichedelia e sperimentazione in più;”Cosmonauta” è una ballata dalla melodia luminosa,adornata da una bella melodia e da una struggente malinconia.

E il disco continua a scorrere con piacere con l’amara “La necessità di un isola” e la plumbea “Zolfo” (il titolo è tutto un programma) dalle cadenze rarefatte ma possenti,che non sfigurerebbe in un album degli Einsturzende Nebauten (forse sarà per l’impiego delle percussoni “metalliche” che mi li riporta alla mente;ovvio,però,che la musica dei Santo Barbaro è un’altra cosa:difatti poi arrivano riverberazioni e arpeggi chiaroscuri che spostano la melodia su un’asse musicale diversa).

“Corpo non menti” è un tassello più diretto,puro punk rock “Ruspante” con un po’ di ironia in evidenza (“Romagna mia capitale/geografia vaginale”);”Finchè c’è vita” torna sui sentieri della psichedelia notturna,sempre con vezzo dark (“non sono santo di mente/non santo per niente”).

Con “Ora il presente” ritornano le venature punkeggianti,(ma sempre con la personalità originale che contraddistingue la band),così come su “Ti cammino dentro” riprende cadenze oniriche,eppure più solari che in altri momenti del disco:è comunque un bel brano rilassante,con delle bellissime chitarre (idem la melodia) in evidenza.

“Tra gli alberi” e “In memoria di nessuno” chiudono in maniera riuscita il disco:la prima una ballata,la seconda una canzone ombrosa e misteriosa nel suo incedere.

Un bel disco ed una band davvero intelligente e creativa:da tenere assolutamente d’occhio!

Santo Barbaro allargati3 (foto di Christoph Brehme) Santo Barbaro allargati2 (foto di Christoph Brehme) Santo Barbaro allargati1 (foto di Christoph Brehme) Santo Barbaro allargati in studio (foto di Christoph Brehme) Santo Barbaro (foto di Christoph Brehme)copertina

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