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SPIN MARVEL “Infolding” (Rare Noise records)

SPIN MARVEL “Infolding” (Rare Noise records)

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Nuova uscita targata Rare Noise e nuovo viaggio all’interno del jazz “fuori dagli schemi”.
Sì, si tratta di un vero e proprio trip sonoro quello creato dagli Spin Marvel (Martin France-batteria;
Tim Harries-basso;Terje Evensen-addetto all’elettronica;Nils Petter Molvaer-tromba,con la partecipazione di Emre Ramazanoglu -il produttore dell’intero lavoro-alla batteria in un brano),in cui il jazz è solo l’idea di partenza per arrivare ad una visione moderna e “totale” della psichedelia.
Il disco nasce da una registrazione che gli Spin Marvel avevano “messo insieme” per la BBC,poi “trattata” da Ramazanoglu in sede di produzione;come avrete capito si tratta di un lavoro da non perdere,in cui l’immaginazione e la creatività volano alte.
Si parte con “Canonical”,dalla lunga introduzione onirica e dichiaratamente psichedelica,che si trasforma poi in un brano progressive fusion dall’andatura tesa e tortuosa,ma affascinante;ma le sorprese non si esauriscono qua,difatti verso metà brano,avviene un’ulteriore trasformazione sonora,che assume le caratteristiche di un “jazz doom” dalle spericolate venature free e dal finale noise-ambient.
“Tuesday’s blues” è un brano ancora più sperimentale,in cui note di jazz notturno si sposano ad un mood sottilmente inquietante,che diventa una libera jam nella seconda parte;”Two hill town” è misteriosa ed enigmatica,non si esauriscono le sequenze dark,ma acquistano qua  uno spessore più compiuto ed elaborato,per poi sfociare nuovamente in tensioni sperimentali,con un pizzico di avanguardia e oriente.
“Leap second” è un brano più soffuso,dallo sfondo darkeggiante,con qualche rimando ambient,ma con una sua scorrevolezza;”Same hand swiss double pug” è un ulteriore tassello dal curioso groove slow-funk,rivisitato in chiave “scura” e tesa,ma che risulta ancora una volta molto piacevole  e perfino distensivo a tratti…..il finale sfocia nuovamente su trame free vorticose e vertiginose:trame che ritroviamo nella traccia conclusiva “Minus two”,che vede Emre Ramazonoglu sedere alla batteria ed in cui i samples “elettronici” vengono estremizzati-così come il sound stesso-più che in altri episodi del disco.
Un disco consigliatissimo,che conferma la qualità della scena jazz d’avanguardia e della Rare Noise,sempre attenta a queste particolari sonorità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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