Il mio zibaldone

2016-06-01 12:12:06 AM

Questa cosa che appena entri in un profilo e già inquadri una persona mi mette una tristezza infinita.
Una specie di radioscopia dei pensieri, delle sensazioni.
L’ho fatto anche io qualche volta, ma poi mi stanca.
Questo spiare in maniera ipnotica la vita degli altri mi toglie tempo, tempo preziosissimo.
Ecco perché ho creato un profilo vuoto per la gestione delle pagine (quella lavorativa – che non posso fare a meno di gestire per rispondere ai messaggi privati soprattutto – e questa di “svago”).
Il pregio delle pagine è che puoi programmare i post in un momento libero e poi vanno avanti da soli.
Sarà passata più di una settimana da quando ho disattivato il profilo personale.
Chi ti vuole, sa come trovarti.
Da allora lavoro molto di più, faccio più cose, mi perdo molto di meno.
Il tasso di produttività ed equilibrio giornaliero è aumentato in maniera esponenziale.
Non so se questa è una soluzione definitiva o meno.
Forse ritornerò come sempre, a fare il cazzone come gli altri.
Per ora vado di disintossicazione.

11/15/2014 10:04:00 AM

Pazzesco, era un anno che non scrivevo qui.
Questa è una pagina nascosta del sito che può essere trovata solo da ricerche su google e non ci sono link che rimandano al sito stesso.
Anziché avere un blog personale esterno, utilizzo il sito…perché no.

2014-01-25 14:56:23

Ascoltare la musica è una tempesta di brividi.
Si vive la vita di altri e si rivive la propria ancora più intensamente.
Ho l’ora di pausa. Questa settimana sono andato un palestra solo una volta e ho anche la scheda nuova.
Il lavoro è triplocato. Ci vuole costanza, altrimenti la fatica è ingestibile.
Bisogna educarsi alla fatica, fino a quando non sentirla.
Fino a quando possa essere puro piacere e rigenerazione.
Mi ascolto Luigi Tenco, intramontabile.

10:28:26 2014-01-25

Ho appena fatto colazione con cappuccino e cornetto integrale col miele.
Mi sto riposando e fra un po’ devo andare in palestra.
Nel pomeriggio curerò un progetto hip hop, anche se è sabato.
Ieri è mancata la luce e non è stato possibile andare avanti.
In programma due progetti, uno per San Valentino,  l’altro una base alquanto complicata.
Intanto sono già iniziate le registrazioni per il nostro secondo disco.
E prossimamente il primo sarà in tutti gli store.

 

14:20:14 2013-10-07

Rimandato l’appuntamento di stamattina per vendere la batteria elettronica.
Mi è arrivata la richiesta da un sito che si spacciava per “collaborazione” e invece si trattava di mera volgare pubblicità.
A quanto pare la pubblicità ha le forme più subdole e allora che sia ben piazzata anche da queste parti.
D’altra parte le spese ci sono sempre…e comunque, quindi qualche introito in più non guasta, anche per mantenimento hosting e dominio, acquistare template, migliorare tutto.
Quanto al lavoro, oltre la vendita di uno strumento usato, avrei un colloquio con dei clienti, è sempre un piacere poter parlare di persona.
Detto questo, in pausa pranzo, non c’è momento migliore per sbrigare le faccende quotidiane.
Ci vorrebbe una colf che faccia la spesa per te, faccia le dovute pulizie, ecc…
ma l’importante è fare le normali otto ore e mantenere vivo tutto…

2013-10-06 23:30:56

Quasi da una settimana che non scrivevo.
Oggi è stata una domenica molto rilassante dopo una settimana abbastanza intensa.
Ho realizzato una nuova dedica richiesta tra due donne, una base musicale e un arrangiamento per una canzone in rumeno.
Ho scritto nuovi articoli ed aggiornato il sito, intanto le visite sembrano aumentare vertiginosamente.
Si collegano anche ad orari assurdi, lo vedo dalla chat.
Visto questo incremento, ho intenzione di inserire la pubblicità, ma solo negli articoli,
non nelle pagine, in modo tale ci possano essere dell’entrate anche per i collaboratori più stretti e prolifici.
Una cosa da risolvere invece è la faccenda dell’upload.
Ci si farà?
Odio i siti morti, fatti di pagine che non vengono mai aggiornati.
Dove ci sta due secondi e poi esci.
No, Audiofollia non vuole e non deve essere questo.
Deve essere massimo dinamismo.
Creatività imprenditoriale sempre in crescita, simbolo di innovazione.
E in culo alla concorrenza.
Sempre.

2013-10-0110:10:24

Mi sono svegliato molto bene, facendo colazione come fossi in albergo.
Cappuccino fatto in casa, fette biscottate burro e marmellata.
Per quanto ultimamente faccia a meno di carboidrati e zuccheri, penso che la mattina bisogni fare il pieno di energia.
Oggi lavorerò a un brano dance in lingua rumena, così come mi è stato commissionato.
All’inizio ero un po’ perplesso sulla cosa, ma adesso sembra che tutto stia prendendo forma piacevolmente.

 

21:07 20/09/2013

Volevo andare in palestra oggi, ma tra una cosa è l’altra è saltato l’orario magico. Penso che ci andrò domani.
Ho intenzione di passare un venerdì sera diverso…lavorando!
Dovevo finire quel medley oggi, ma il lavoro è stato molto lungo…voglio diventare un lavoratore instancabile.
Se la terminassi stasera non sarebbe mica male, domani sarebbe un giorno più leggero e con pensieri diversi.

23.38 16/09/2013

Questa notte avrò dormito quattro ore, tante le cose da fare.
Attendevo stamattina la pubblicazione del nuovo sito e dopo mille peripezie ce l’abbiamo fatta.
Adesso ho una gestione completa, da parte mia e dei miei collaboratori.
Ancora ci sono molte pagine da aggiustare, da arricchire da creare.
Francesco ha avuto delle ottime idee per scrivere degli articoli e vedo che le visite sono
incessanti.
Sebbene ci fossero tante cose da scrivere e da raccontare, non perderò troppo tempo.
Piuttosto andrò a dormire e domani mi concentrerò totalmente al settimo brano di Myranoir.
Mentre per il nostro disco, quello degli Assassini del pop, mancano solo due brani.
Inoltre dovrei ripassare il repertorio per un matrimonio che si terrà a dicembre.
Si attendono risposte da parte di due clienti.
Personalmente sono per l’efficienza e per il rispetto della parola data.
Se qualcuno ti dice “entro questo giorno effettuo il pagamento”, il giorno andrebbe
rispettato…salvo avvisare, prima o dopo, non importa.
Nel lavoro ho questi valori, la reperibilità massima, la precisione e così pretendo che anche le
altre persone facciano lo stesso.

00:36 13/09/2013

Oggi è stato un giorno molto intenso.
Stamattina abbiamo registrato le tracce per il terzo brano di un cliente sardo, dopodichè le prove con gli “Assassini del pop”.
In sospeso diversi lavori: dieci spartiti da scrivere, ammesso che parta il pagamento, un pezzo da arrangiare…una canzone degli anni 90 da rinfrescare, tuttavia bisogna parlarne per telefono, ci sarebbero diverse cose da concordare.
Ci sono molte cose che potrei raccontare riguardo alle questioni da risolvere e alle avventure passate in questo lavoro.
Sto cercando di organizzare e personalizzare al massimo questo portale, dove l’autonomia deve essere il primo aspetto in assoluto.
Chiaramente anche la funzionalità e la professionalità, ci sono tanti aspetti da puntualizzare, da sperimentare e da portare fino in fondo.
Questo è uno zibaldone a ruota libera spesso aggiornato, dove chi è curioso potrà fermarsi a leggere e dove i post più recenti si trovano più in alto.
Anche se non è un vero e proprio blog, ma un’unica pagina.
Non deve avere rilievo dal punto di vista dell’indicizzazione o del posizionamento, ma deve essere un piccolo spazio “pubblico” e “riservato” allo stesso tempo.
Beh, è tardi…domani si prosegue, sempre tante cose da fare.
Buonanotte audiofolli

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

Lunga è la barba, vorrei che fosse blu.
Ristoranti pieni come uova senza crisi.
Viaggi, fave e piccioni da incastrare.Strade parallele che
s’incrociano,
dall’India a Rio, dalle Isole Britanniche a Posillipo.
Tonicità della coscienza inamidata.Sparabolate icone da bloccare
per non guardarle perché mute.
Ignobili nel silenzio torbido.Rivelazioni elettroniche senza pari,
desiderio dell’evoluzione professionale.
Il ghigno dall’ira di Moira.Chi di mandorle ferisce,
di mandorle perisce,
è l’inarrestabile karma.Cambierò società,
ad una ad una,
farò parte di nuove.Giro intorno
ad un tavolo,
sudo.

DOMENICA 13 GENNAIO 2013

Occhi azzurri.
Baguette in borsa di soppiatto.
Sospiro del nulla.
Irrisolutezza nel tempo infinito,
negli anni orsono.
La capitale lontana
tra metropolitane verdi.
Sospiro inutile
di un passato assente.
Se io ho abbandonato il ruolo,
tu hai abbandonato me.
Echi del nulla,
tracce nei dischi.
Nei secoli
sempre così sarà.

MARTEDÌ 1 GENNAIO 2013

Buon anno un cazzo

Se c’è una cosa che non sopporto…sono i messaggi di auguri ad invio
multiplo.
Non è sempre facile sgamarli…potrebbero essere diretti solo a te
oppure no.
Per non parlare delle catene poi…se non mandi questo messaggio a 25
persone entro 2 minuti, toccandoti il naso con l’indice del piede
destro, ti si ammoscerà il testicolo sinistro il 3 gennaio alle 3 e 3,
nel cuore della notte.
Oppure quelli che che su facebook ti taggano in mezzo a un miliardo di
altri sconosciuti in una foto in cui c’è un cane vestito da babbo
natale dentro la grotta con giuseppe, la madonna, visnu, Confucio e il
Dalhai Lama.
Se ti arriva un messaggio di cui sospetti la sua natura multipla, puoi
sempre indagare…
Non so, chiedi a un amico comune l’esatto contenuto da parte di X,
probabilmente scoprirete di trovarvi dinanzi a un invio multiplo!
Un messaggio che mi ha divertito molto e che mi ha ispirato questo
breve video, è stato quello di una mia amica:
“Augurissimi di buon anno”, ti auguro di poterlo trascorrere come
avevi desiderato, due punti, parentesi…il sorrisino, è un messaggio
ad invio multiplo, ma vi voglio bene distintamente! ahahah…
Mi ha fatto ridere e l’ho apprezzato.
Un altro messaggio che mi è arrivato e mi ha fatto pensare, è stato:

Che oggi e in tutto il Nuovo Anno tu possa avere la
pace interiore. Possa avere la certezza di essere
esattamente dove vuoi essere. Non si possono
dimenticare le infinite possibilità che nascono dalla
fede in se stessi e negli altri. Possa tu utilizzare i doni
che hai ricevuto e trasmettere l’amore che ti è stato
dato.
Che tu sia felice, Sempre!
Me l’ha mandato un mio amico che è solito dire stronzate, non mi
scriverebbe mai una cosa simile.Allora mi sono insospettito e ho
cercato su google “frasi auguri buon anno”.Questa esatta, identica
frase è stato il primo risultato in assoluto.Ma almeno personalizzala
un po’, metti il mio nome, nutrendo così il mio ego… metti il tuo
nome…e poi non devi consumare per forza tutti i messaggi gratis che
ti hanno dato per le feste.
A questo mio amico per sms, ho risposto…
Buon anno un cazzo!

(pausa)

Non voglio essere gratuitamente volgare, ma il titolo mi è stato
proprio suggerito dall’autrice del messaggio degli invii multipli che
ho citato prima.Buon anno a voi sperando che quest’anno sia davvero
proficuo, sereno e produttivo…oddio, mi sembra di essere
Napolitano!Un saluto a tutti gli amici della Tv di Biluè e un grazie
speciale ad Anna Battiato!
Attenzione, una novità in arrivo!Se volete essere salutati nel
prossimo video ( non quelli musicali, ma quelli parlati) , mandatemi
un messaggio attraverso il link che trovate nella descrizione!Un caro
saluto dal vostro Biluè

(Biluè)

 

LUNEDÌ 31 DICEMBRE 2012

Inseguirò i miei desideri con ogni frammento di felicità emotiva.
Mi aspetterò tutto il buono, mettendo in moto le energie della legge
di attrazione.
L’universo è il mio babbo natale e lui mi ascolta, perché siamo tutti
collegati.
Parole d’ordine: guadagnare, risparmiare, investire.

Propositi 2013

Credo che mi nutrirò di minori quantità di cibo.
L’organismo lavora meglio, insomma, ottimizzare tutto.
Ho davvero troppe cose da fare, obiettivi ben precisi da raggiungere e
devo concentrarmi.
Voglio stilare un po’ di propositi random per il nuovo anno.

– Sviluppare alcune linee di marketing per l’attività lavorativa

– Acquisto / vendita alcune attrezzature

– Corsi di aggiornamento mirati

– Risoluzione impegni presi l’anno precedente

– Produzione LP con gli “Assassini del pop”

– Cover e rivisitazioni mirate

– Lettura libri

– Visione film

– Attività fisica

– Meditazione regolare

– Arricchimento gastronomico, imparare nuove ricette

– Vlog regolari

– Aggiornamento blog regolare

– Annotare tutto in agendina

– Faccende domestiche regolari

– Viaggi fotografici

– Archiviazioni regolari

– Scrivere un libro ( ho già alcune idee)

– Portare avanti la faccenda “E, F – G – ed X ”

VENERDÌ 14 DICEMBRE 2012

Non mi fermo un attimo e aggiorno poco il blog.
Fino alle festività, lavori per Audiofollia e altri progetti in corso.
Gli aggiornamenti video potete guardarli attraverso le playlist sotto,
altri pensieri veloci, attraverso il facebook pubblico.
Buon fine settimana!

E-mail che fanno piacere
Ciao Giovanni sono ***. Sai che ti seguo

sempre con affetto in tutto quello che fai e stimo la tua

professionalità ma credo che con questo ultimo videoclip hai

dato il massimo. E’ bellissimo ed emozionante,lo ho

riguardato molte volte.

Ho letto la tua firma nell’individuare il modo di

intendere l’amore in senso universale, e il modo di

interpretare il testo della canzone scritta dalla tua amica,

anche lei bravissima,. da pelle d’oca!!!

________

[…]

tu sei veramente un talento ed un artista completo, sei

bravo sia a cantare ma anche a suonare , comporre ,

montare i video e fare regia. Sfido a trovare in Italia quanti

artisti ci sono che siano completi fino a questo punto. Hai dei

valori aggiunti al tuo estro ed alla tua innata intuizione che

pochi hanno.

Continua così. Considerata la tua giovanissima

età, crediamo che farai molta strada. Riesci a leggere nelle

cose emozioni che noi non vediamo e poi quando le proponi

in video, si comprende quello che volevi dire.

Ti auguriamo tutto il bene e la fortuna che meriti.

Grazie ancora per la bellissima esperienza che ci hai fatto

vivere e per il dolce sogno che hai consentito che ***

realizzasse.

Con affetto

***
_________________

Ho visto i vostri video sopratutto quello di Olgamaria sonofantastici,
l’ultimo è bellissimo, mi sono innamorato della canzone

*_*

 

 

 

MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2012

Stanno tornando venti d’equilibrio.
Fermenti d’attività intensa e soddisfazioni.
Dal nero al bianco brillante come fosse niente.
Quando la sveglia che suona non è un macigno,
ma una melodia celestiale.

 

LUNEDÌ 19 NOVEMBRE 2012

Quasi alla fine delle riprese del videoclip di Letizia.
Mancano ancora un paio di inquadrature da concludere in serata.
Nei prossimi giorni il montaggio e poi la pubblicazione.
Prevista un’intervista / backstage a distanza di una settimana.

 

SABATO 17 NOVEMBRE 2012

Danzo su note di decenni passati,
oggi con distacco godo.
Lontano dal torbido
sento il calore del vero.

 

Capire niente

Tu non hai capito niente di me,
credi che io sia su un piedistallo
mentre vivo sottoterra
dentro a un pianto,
Orfeo ferito.
Ti affacci alla finestra
come una ninfomane agguerrita
coi super poteri.

Rit

Tu non hai capito niente
Io non ho capito niente.
Capire niente,
bruciare adesso
per sempre.

Bridge

Me lo potevi dire
che ti volevi divertire,
mica nulla di male.
Sei brava a giocare
tra amore falso
e vanità,
bugia e mezza verità.

Tu non hai capito niente di te,
sei brava a lamentarti,
poi a punirti e maltrattarti.
Ancora sento ciò
che abbiamo immaginato.
Un film ancora vivo,
ma da pisciarci su
al più presto.

 

GIOVEDÌ 1 NOVEMBRE 2012

Io vado oltre.
Sono presente
solo nel presente.

 

MERCOLEDÌ 24 OTTOBRE 2012

Le mani fredde,
il cielo scuro.
Nessuno ti chiede
se il rumore fracassa.
Il cielo scuro,
nessuno ti chiede
del cuore spezzato.
Il cielo terso,
nessuno ti chiede
del cazzo vissuto.
Dei baci morti,
dei saluti abortiti,
gli sfaceli agli angoli.
Il piscio dall’alto
pensa il suo.
Non bussa
e non ti chiede.
Ti scuote se disturbi,
se ne fotte se masturbi
purché non urli.
Nessuno ti chiede
dei sogni sognati,
delle tue aurore,
dei propositi veri.
Nessuno ti chiede
se eri un eroe
calpestato dal codardo,
dei pensieri turbati.
Nessuno ti chiede
di ciò che non chiedi.
Nessuno, nessuno.

 

VENERDÌ 19 OTTOBRE 2012

Fatti valere, luce.

Mai vietate le parole.
Mai vietato sporcare la carta.
Mai vietata l’azione.
Mai vietata la voce.
Mai vietato osare.
Mai vietata la rivoluzione.
Mai vietato il citofono.
Mai vietata la telepatia.
Mai vietati gli ufo.
Mai vietato chiedere.
Mai vietato ricevere.
Armani, Dior, D&G ?
Vivono ancora nel sogno.
Il silenzio non sta in silenzio,
ma sta in silenzio.
I fichi erano fighi,
l’odore di caffè.
Risolvere i tarli,
chiarire le falle,
il disastro del dubbio.
L’azione, il fervore…
sono adesso stasi nere.
Solo grandi battaglie
coraggiose,
trasformare possono
la nuova apatia
nell’antico fuoco.
Fatti valere…luce.

 

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE 2012

Energie creative.
Gomme che cancellano strisce di sangue.
Tuffo nel nuovo sconfinato
dell’ascetismo solitario.
Produzione.
Progresso.
Avanti.

 

MARTEDÌ 16 OTTOBRE 2012

Nell’alba scura

Non si voltavano i tuoi occhi
nell’alba scura.
Occhiali sexy e mesta parabola
nell’impermeabil nero.
Ti fissavo dalla finestra immobile,
guardami, guardami.
Spuntar potevo qua e là,
ma a che pro?
Dimentichi il profumo,
era magia?
Il tuo era nettare drogato
da mane a sera.
Afferrami, ai bordi,
io non ce la faccio.
Nel bilico estremo,
salvami com’io
ti salvavo.
Lotta com’io
lottavo.
Dimostrami il vero,
davvero.
Mi arresi alla minaccia
dell’uomo etilico
che non uccidesti.
Mi arresi ai temporali
che non allontanasti.
Mi arresi al muso duro
sul quale m’infransi.
Non perderti prima
di perdermi.
Ritrovati e
poi ritrovami.

 

DOMENICA 7 OTTOBRE 2012

Sto caricando ben 4 video per il secondo canale.
In una notte dovrebbero caricare.
Sono tornato da una sorta di manifestazione paesana, gente che balla,
persone che suonavano, burlesque, il sosia di Massimo Ceccherini, il
tragitto in macchina.
Real life, sempre e comunque.

 

MERCOLEDÌ 3 OTTOBRE 2012

La maledizione dei numeri

I numeri a volte possono essere maledetti.
Se un milione fossero stati i baci concessi quella sera, Sergej
sarebbe stato con lei un milione di mesi, anziché tre.
Anzi, probabilmente, avrebbe perso il conto e sarebbe stato con lei
per sempre.
Lorina aveva la fissa della gradualità e combatté tutta la sera
affinché non più di tre baci fossero concessi.
Centellinò il tempo passato con Sergej per paura di coinvolgersi
troppo, per paura che si stancasse troppo in fretta.
Il tempo passava, ma erano più i vuoti che i pieni.
Lorina si risparmiava e risparmiava Sergej, non voleva che lui la
venisse a prendere nella sua reggia con la sua carrozza.
Credeva che certe cose potessero accadere solo dopo un anno magari;
che una una cena a corte accorciasse i tempi.
Ma Sergej non era come tutti gli altri che si stancavano della
presenza della loro amata.
Egli si stancava della sua assenza, del suo finto o vero
menefreghismo.
E il risparmiare di Lorina non è servito a nulla, se non a peggiorare
ogni afflato benevolo di Sergej.
O forse ella voleva vendicarsi, riversare i torti subiti, cambiare
ruolo una volta tanto.
Sta di fatto che se tre furono i baci, tre le rose, tre i mesi di
agonia e tre i mesi in cui, con mille limitazioni, vissero insieme nel
castello di Aquisgrana…l’insegnamento di questo piccolo episodio è
fin troppo semplice.
Tutto ciò che non si è dato, tutto ciò che non si è ricevuto…è
finito nell’oblio, nell’abisso.
Così come i tempi vuoti, la desolazione degli attimi solitari.
Perché l’abbondanza porta abbondanza e la penuria porta penuria.

 

MERCOLEDÌ 3 OTTOBRE 2012

La zia Lucia chiamò

Mentre scrivevo le parole dell’apocalisse, mi chiamava al telefono mia
zia Lucia.
Ero distratto, mi diceva…”mi ascolti?” “Mi ascolti?”
“Si, si, zia.”
Quando qualcosa non ti quadra, allora è un cerchio.
E ciò che nasce tondo non può morire quadrato.
Quello che non sai, non sai, ma quello che senti, senti.
Chi va al supermercato e risparmia troppo finirà per comprare merda. E
i soldi risparmiati li rispenderà, il doppio, in medicine.
Chi ha paura, attira tutto ciò da cui sta fuggendo.
Chi non sceglie, sceglie il peggio.
Chi ha una pianta a cui tiene tanto, non può innaffiarla a profusione
un giorno e niente un altro giorno.
Morirà.

 

DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012

Ho stoppato l’attività di video real life per il momento.
Riprenderò prossimamente.
Ieri mi è venuta un’idea circa organizzare degli aforismi in forma
visiva, pronti per la condivisione.
In modo tale da dare un po’ di vita alla pagina pubblica ed
incrementare il traffico per i video.
Viste le limitazioni di facebook stesso che vorrebbe essere pagato per
una completa diffusione dei contenuti, così come fanno le stesse
aziende.

 

DOMENICA 23 SETTEMBRE 2012

Leggo, poi ballo.
Il ritmo è incalzante e respiro il cielo della finestra di fuori.
Scrivo propositi e abbozzo idee.
Questa è domenica.
Profumo di buono e ho addosso i postumi della serenità.
Nessuno mi vede e ballo.

 

SABATO 22 SETTEMBRE 2012

Mi sono svegliato nuovo, con l’attenzione verso il centro di me
stesso.
Voglia di organizzare, di vedere gente, uscire, organizzare progetti
artistici.
Intensificare il mio lavoro, produrre di più.

 

VENERDÌ 21 SETTEMBRE 2012

Boom

Avete presente le bombe ad orologeria?
Puoi sentire il ticchettio per un bel po’ di tempo…per tanto tempo.
Ti avvisano…puoi disinnescarle, allontanarti da esse, trovare una
fottuta soluzione per non morire.
Se stai lì impassibile…qualcosa non va, non puoi restare
indifferente ad un ordigno che sta per esplodere.
Non per tutto il tempo, qualcosa dovrai fare, Cristo.
Non puoi meravigliarti quando tutto sarà saltato in aria, non puoi.
Non puoi lamentarti.
A meno che non ce l’hai messa proprio tutta per morire, per farti
fuori da solo.
Beh, se ce l’hai messa proprio tutta, allora…che dire.
E se la vita ti avesse offerto la possibilità di disinnescare questa
bomba piazzata in una serena villa beata…e tu pensavi che era troppo
bello per essere vero.
E hai fatto di tutto per farti esplodere insieme alla confortevole e
accogliente villa con una schiera di camerieri pronti ad occuparsi di
te.
Hai fatto di tutto per annientare tutto…per il timore che qualcosa
potesse andar bene.
Allora meglio fare esplodere tutto…perché niente può andar bene,
allora io mi impegno affinché tutto vada per il disastro. Ecco questo
è l’impegno vero. Impegnarsi per lo scatafascio.
E se i camerieri saranno amorevoli, faranno di tutto affinché questo
non avvenga.
Ma fino a un certo punto. Perché la bomba e lì’.
I camerieri non hanno il potere di disinnescarla…perlomeno, non da
soli.
I camerieri e il Marajà dovranno venirsi incontro affinché tutti
possano sopravvivere felici.
Ma se il Marajà ha continuato con la sua incredulità, ha perseverato
verso l’indifferenza, l’arroganza, la resistenza, l’acidità, l’impegno
caparbio verso la distruzione…beh, allora ha meritato di morire.
Questa è solo una piccola fiaba dalla morale fin troppo banale.
Non esistono cose troppo belle per essere vere…perché se le
ostacolerai a tutti i costi, esse si trasformeranno abbrutendosi, fino
a quando non ti svaniranno tra le mani.
Per sempre.

 

GIOVEDÌ 20 SETTEMBRE 2012

Il presente assente

Guardo un documentario su Mia Martini.
Quanta grandezza in quei capelli scompigliati.
Quanta verità in quelle vesti essenziali, quotidiane.
Quanta indifferenza nel presente e voglia di abbracciare nel futuro,
quando ormai è troppo tardi.
Quando si è già sotto tre metri sepolti nella terra.
Abbiamo paura del futuro, viviamo nel passato e il presente intriso di
passato diventa futuro e il futuro diventerà ancora presente intriso
di passato.
Insomma ci troviamo inevitabilmente in un presente assente.
Viviamo in un tempo immaginario, in un senza-tempo.

 

GIOVEDÌ 20 SETTEMBRE 2012

Pianificando il tempo dalle 18 e 15 alle 20 e 15.
Intanto faccio un giro sulla piattaforma di Blogger, vedo che la
grafica è cambiata.
Pensare a cosa preparare per cena, scongelare, predisporre.
Completare una sigla ed inviarla. Scrivere uno spartito. Cercare delle
informazioni in rete.
Oggi credo non verrà fuori nessun video per il secondo canale.
O forse si. Magari parlerò dei film visti. Non si sa.
Oggi pomeriggio è stato fatto metà di lavoro e metà di “salva-stress”.
Piccoli acquisti in giro per la città e giri in bici meditativi.
Non è così male come pensavo questa grafica, forse dovrei scriverci
più spesso.

 

 

MERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE 2012

Sto caricando ben due video.
Uno è un video musicale e un altro nel vecchio canale.
Si, ho intenzione di ripristinarlo.
Dove caricherò video con la vecchia telecamera e senza montaggio.
Vediamo come andrà l’esperimento, ogni caricamento verrà comunque
postato in questo blog.

 

LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012

La rivoluzione parte dal basso.
Parte dal come che si trasforma in cosa.
La rivoluzione è la chiave di ogni rinascita.”Mangio speranza, sogni e
arcobaleno…e bevo acqua frizzante.”

 

 

Non starò a guardare il Tamigi.
Non chiuderò barbaramente la finestra principale.
La lascio socchiusa e non vado in quella stanza.
Lascerò tutto sopito, tutto così com’è, staccherò la presa della
radio. Lo stand-by logora i circuiti interni dell’apparecchio.
Semplicemente avrò da fare nelle altre stanze, non penserò a quella
stanza.
Avrò da correre per le vie alberate.
Non esisteranno arrampicamenti vorticosi e faticosi, non ci saranno
accanimenti terapeutici nella metafora del sentire.
E nemmeno eutanasie, soltanto il naturale corso delle cose.
Il respiro è e deve essere positivo.
Non ci sono stratagemmi che tengano fin quando non raggiungi ogni
consapevolezza.
E la cosa fondamentale è…che tutto sta nella testa.

 

DOMENICA 16 SETTEMBRE 2012

Forse bisognerebbe vivere con l’idea di rinunciare alle cose preziose.
Se si vive con la consapevolezza di rinunciarvi, di perderle, allora
forse si può avere il diritto di conservarle.
La paura di perdere le cose preziose credo non giovi alla loro
conservazione.
La gelosia del proprio regno è forse il tallone di achille affinché
questo venga attaccato e distrutto?
Può darsi.
Proiettare sempre sul proprio centro e lasciare agli eventi un minimo
di respiro, affinché da soli facciano il loro corso, senza
continuamente stare con le dita a tormentare quel dannato joystick che
comunque fa quel cazzo che gli pare.

 

DOMENICA 16 SETTEMBRE 2012

Si, non volevo imbrattare, ma imbratto.
Sembra che il quadro sia ok, ma c’è ancora qualche tarlo che si
arrampica.
Si dovrà rivoluzionare, siamo ancora abbastanza nella stasi.
O si rivoluziona o si muore.

SABATO 15 SETTEMBRE 2012

Non starò a replicare, lascerò correre.
Siamo nella fase dell’onda irrazionale quindi tutto quello che succede
sino a lunedì pomeriggio almeno non ha valore.
Scrivo e basta. Passeggio, girovago, non starò a pensare il processo
pensante. No, non lo farò.
Scriverò e basta. Scriverò al mondo ed a nessuno.
Perché di fatto, scrivere in un blog come questo, paradossalmente è
ancora più riservato che scrivere a penna su un foglio chiuso in un
cassetto chiuso.
C’è più curiosità nello spulciare in un posto nascosto che in un posto
esposto.
Ho il mio spazio mentale e mi rifugerò in esso.
Non indagherò, no. Aspetterò il ciclo successivo.
Il meccanismo è questo. E se non dovrebbe essere questo, ad ogni cosa
c’è una via. Una via e un vita.
Avevo sbagliato a scrivere via ed è uscito “vita”.
Questo blog va ripreso in mano.
Sia per i flussi di coscienza che per veri articoli di attualità,
pensieri.
Il solito ricettacolo di parole da aggiornare costantemente.
I video vanno fatti in modo ponderato.
L’importante è vomitare parole, mettere nero su bianco giorno per
giorno.
E contemplare l’animo sereno.
Osservare le albe ogni giorno e respirare profondamente il buono che
c’è, ignorando tutto il resto.
Il focus.
Del resto non mi interessa, vedo quello che voglio vedere.
Quello che voglio.
E mi va bene così.

 

SABATO 15 SETTEMBRE 2012

Stamattina andrò dritto all’obiettivo.
L’unica cosa più noiosa del mio lavoro è trascrivere gli spartiti per
deposizione S.i.a.e.
Soprattutto se si tratta di brani hip hop, dove ricavare le parti
melodiche.
Devo contare tutte le battute, individuare la tonalità, il tema
principale.
Ma spesso un tema principale non c’è, ma ci sono le parti
melodiche…è qualcosa di pesante da fare.
Ma il lavoro è lavoro e prima finisco, prima posso dedicarmi alla
realizzazione del prossimo progetto video-musicale, che ho già
iniziato e che entro la prossima settimana dovrei finire.
Facciamo così, fissiamo l’obiettivo…entro stamattina, almeno due
spartiti li devo stampare.
Entro la fine del mese devono essere pronti tutti.Pomeriggio sarà
libero e anche tutto il giorno di domani.
Da lunedì, si ricomincia.
Inoltre ho altri preventivi da inviare…la gente è strana; vuole
tanto e spendere troppo poco.
Non mettendo in conto che per certe cose occorre un’infinità di tempo.
Bisognerà fare una selezione prossimamente, per un lavoro più
equilibrato.

 

VENERDÌ 14 SETTEMBRE 2012

Farò cose sane.
E il mio animo sarà sereno.
Non penserò più di tanto.
Ho registrato le voci di una nuova cover, ma ancora devo trattarla.
Se continuo di questo passo, forse raggiungerò il “quid” emotivo
prefissato.
Decido che farò cose sane.
Scriverò poco e continuo, così come il cibo.
L’ascetismo è la via.
Non serve rovinarsi con gli orpelli, andare al nocciolo e respirare.

 

VENERDÌ 14 SETTEMBRE 2012

Stamattina è arrivato l’angelo della frutta.
Mi sono svegliato all’alba, l’aria sa di respiro a quell’ora.
Pesche, susine, uva, pomodorini. Profumo di buono nell’aria.

 

GIOVEDÌ 13 SETTEMBRE 2012

Sono passate le otto da poco ed io sono già operativo.
Mi trovo nel mio studio di Audiofollia e pianifico le cose da fare
durante la giornata, scrivendo sul mio blog personale.
Sveglia alle sette, colazione, web-giornale, telegiornale, oroscopo,
un po’ di web.
Sono riuscito a fare le mie otto ore di sonno, andando a dormire alle
23.
Questa è la via della salute psico-fisica.
Oggi sarà una giornata piena, devo inviare una lettera d’incarico per
un cliente di Pescara che ha un ristorante e gli serviva una sigla per
uno spazio ludico adibito ai bambini.
Inoltre ho altri due preventivi da preparare per arrangiamenti e
sigle.
In mattinata devo stampare almeno un paio di spartiti che mi sono
stati commissionati.
Nel pomeriggio, pensavo di dedicarmi al pianoforte, al canto, alla
cura di una cover che sto preparando che non voglio spoilerarvi
troppo.
Ho da fare dei backup di progetti, scannerizzazione documenti e
controllare alcuni siti che mi interessano.
Vorrei scrivere ogni mattina, riprendere l’abitudine, lasciare
scorrere il flusso.
Questo blog andrebbe curato.
Adesso è appena entrato un visitatore, facendo la solita
ricerca…”tecniche di suicidio indolore”…per via di quel video che
ho fatto, un inno alla vita, ma che porta quel titolo, in maniera
strategica dal punto di vista del marketing.
Adesso, in ogni caso, al presente post, allego un video che ho
“girato” un paio di giorni fa, dove rispolveravo vecchi scritti.
Spero di fare altre puntate e che soprattutto la rubrica “funzioni”.
Io vi do appuntamento ai pensieri di domani e allego sotto il video.
Condividetelo, mi raccomando, la condivisione nel web è fondamentale.

 

Frammenti d’irrazionalità

Oggi sarà un giorno molto particolare, silenzioso, infinito, calmo,
meditativo, pericoloso, ultimo.
Questo giorno è un progetto, è una prova del 9.
Il 9, multiplo del 3.
Tuttavia, tutto sarà normale.
Non darà nell’occhio.
Questo post potrebbe dare nell’occhio, ma è così incomprensibile che è
come se scrivessi dentro un cassetto.
In questo giorno si deciderà se oscillare verso il tutto o verso il
niente.
Non mi basta il fumo dell’incenso, è logorante.
Sono importanti le sculture, solide, da toccare e da vedere.
Che non crollano nemmeno con la mitraglia.
Oggi sarà il giorno del rispetto, del puntiglio, della logica.
Oggi sarà il giorno della musica e del respiro.
Oggi sarà il giorno della vittoria e mai della sconfitta, qualsiasi
siano i venti, caldi o freddi.
Il sindacato, lo sciopero, i contratti a tempo determinato o
indeterminato.
Dare l’anima vuol dire dare l’anima.
I giorni successivi saranno i giorni della rivoluzione, in ogni caso.
La stasi, l’ignavia, la discrepanza tra dire e fare sono il peggiore
dei peccati.

 

VENERDÌ 20 LUGLIO 2012

Se vogliamo modificare la realtà che ci sta intorno, non dobbiamo
agitarci come un pesce che è uscito fuori dall’acqua. Dobbiamo avere
pazienza estrema e studiare innanzitutto i nostri moti dell’animo.
Bisogna capire senza fretta. Respirare e lasciare respirare.
Bisogna comunicare, osando. Ma senza esagerare.
Non ci possiamo aspettare nessun risultato dalle nostre azioni, ma
ogni risultato può suggerirci altre azioni.
E queste ultime, frutto di ogni nuova considerazione, sono d’aiuto per
un migliore risultato.
Per una migliore costruzione.
Non tutto può essere come lo vorremmo noi subito.
Mettercela tutta sempre, ma senza affannarsi.
Respirare, leggere, cambiare le cose. Spiattellando la nostra
rettitudine.
Se gli altri vogliono coglierla o meno, non è un problema nostro.
Noi facciamo tutto il possibile e anche l’impossibile per porgerla su
un piatto d’argento.
Senza rimpianti, né rimorsi.

 

LUNEDÌ 11 GIUGNO 2012

In bicicletta, su e giù per salite impervie, vicino al negozio del
pane.
Tre ore per una scommessa, alla radio “Amarsi un po’” dei Negramaro,
uno spuntino al Crispi.
Due volte il gioco spezzato e la memoria della rabbia langue, mentre
affiora “The River” shirt.
Meccanismo inevitabile, come un ciclo vitale.
Lacrime prima di un lungo viaggio, inaspettate.
Lettere con calligrafia composta, caramelle, torte salate.
Dimensioni metropolitane evidenziano pigrizie doloranti.

 

SABATO 5 MAGGIO 2012

Deciso tutto all’ultimo per Bari.
Prenotato il treno e il bed and breakfast, giusto due giorni fa.
Tutto da internet, ormai non ha senso andare alla stazione e fare
mezz’ora di fila.
Non prenoto mai niente mesi prima, non so mai cosa hai da fare e il
pensiero mi stressa.
Quando torno sarà un mese duro, oltre ad un paio di arrangiamenti e un
brano low budget da scrivere, ho da lavorare sulla produzione
artistica di un giovanissimo talento di origine calabrese.
Una talentuosa ragazza di 13 anni che scrive testi e melodie,
fortunatamente ha l’appoggio e l’approvazione dei suoi genitori che la
seguono in tutte le sue imprese.
Desidero dare il massimo per questo progetto.

 

LUNEDÌ 23 APRILE 2012

Non ci sono e non ci sarò.
Ma ci sono e ci sarò, eccome se ci sono.
Mangio una caramella gommosa e vado a dormire.
Chissà cosa pensano batuffoli, scoiattoli ed ornitorinchi.
Penseranno il male perché in letargo d’oblio.
So che a nulla serve il mio sterile pensiero,
ma c’è e basta, sta in un angolo.
E’ qui, silenzioso, sereno e solitario.

Le dieci regole per farmi innamorare

Ho voluto creare questo video di risposta al fenomeno relativo a
Willwoosh…”Le dieci regole per fare innamorare”.
Vorrei leggere per curiosità il libro e vedere il film, ho soltanto
visto un video relativo al fenomeno.
Sinceramente, seppur Guglielmo Scilla, sempre bravissimo, credo ci
siano molte manipolazioni esterne di tipo industriale, commerciale.
Credo che Willwoosh non sia realmente libero di gestire la propria
immagine e i propri contenuti al 100% come prima.
Non sto dicendo che la sua sia una scelta giusta o sbagliata, sto
esprimendo semplicemente la mia teoria.
La mia idea è…perché non andare totalmente in direzione opposta con
“Le dieci regole per farmi innamorare”?
Non esistono regole per fare innamorare, non ci sono consigli che
tengano, solo la persona in questione potrà dirti come fare per farla
innamorare. Anche se non è sempre così.
Che gliene freghi a qualcuno o meno, io ti sparo le mie regole, anche
se non ti garantisco il loro funzionamento…perché ad ogni regola, ci
sono mille eccezioni. E per ogni eccezione, ci sono mille regole.
Prima di iniziare il mio decalogo, vorrei invitare tutti a una
riflessione post-video.
Chi vuole provare con un commento o un video di risposta a stilare il
proprio decalogo?
Potrebbe essere divertente. Preparate il vostro, io vi espongo il mio.
Andiamo alla prima regola.

Devi essere interattiva, cogliere le sfumature e rispondere a tono,
anche senza dover spiegare nulla. Non devi ricadere sempre negli
stessi errori, non devi approfittare della mia disponibilità, non devi
farti desiderare perché così facendo, io smetterò ben presto di
desiderarti.
Devi essere una regina incontrastata delle lenzuola, non tanto nelle
capacità innate, quanto nella buona volontà che si traduce in qualità
e in quantità. Varietà e completezza assoluta. E soprattutto costanza.
Non devi essere mai polemica, né divertirti a stuzzicare la mia
gelosia. Devi ostentare dolcezza, sorrisi e mai superbia.
Non devi dare mai per scontato il mio modo di essere…perché arriverà
il momento che qualcosa si romperà dentro di me e non tornerà mai più
come prima.
Devi darmi attenzioni, ma non soffocarmi, devi interessarti a quello
che faccio. Devi consigliarmi, non contrariarmi gratuitamente.
Se vorrai un futuro con me, l’ultima cosa a cui dovrai pensare è un
futuro con me.
Non devi essere necessariamente bellissima, né vestirti in modo
particolare. Non devi criticare il mio abbigliamento, ma mi puoi
consigliare.
Devi essere coerente, sincera e trasparente, ma soprattutto complice.
Puoi criticarmi in privato, ma risparmiarti di attaccarmi in pubblico.
Devi essere discreta. Tutto ciò che è tra me e te, non dovrà mai
giungere alle orecchie di altre persone, anche se si tratta di
banalità estreme.
Devi rispettare la mia famiglia, i miei spazi e soprattutto i miei
interessi.
E voi, che aspettate a preparare il vostro? Al lavoro!
Un caro saluto dal vostro Biluè.

 

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2012

E’ accaduto qualcosa dentro di te.
C’è un vento di sofferenza che si appiccica come pece sulle facciate
splendenti delle case serene.
C’è vento di ribellione.
Ribellione verso i ruoli, verso gli stereotipi delle associazioni.
C’è voglia di cambiamento per rimanere come si è.
Le rimembranze sono dietro l’angolo e non si dimenticano certo torte
salate all’ombra dei Beatles, gelati alla meringa o al caramello.
Ma cosa posso farci? Ogni passo è errato, dunque viaggio nell’oblio,
nella disintossicazione di ogni orpello esterno alla solitaria ascesa
del sereno musicale.
Fuggo dall’incoerenza di palazzi meravigliosi che vedo sgretolarsi
davanti ai miei occhi.
Fuggo dall’alienazione del banale e mi immergo nel lago della vera
volontà e della realizzazione interna ed esterna, nel rispetto delle
più colorate ed intime sfumature.
Assecondo la fedeltà dell’autenticità estrema.

 

MARTEDÌ 17 APRILE 2012

Ogni nuovo minuto è fatto di piccole scoperte e ogni piccola scoperta
è la scintilla per un nuovo progresso.
Non c’è niente di meglio che un milione di note che esplodono in una
serie di attimi che forse saranno una sbalorditiva profezia.

 

LUNEDÌ 16 APRILE 2012

Non si dimentica nulla.
Persone che per anni hanno fatto parte della nostra vita non vengono
mai cancellate.
Ci siamo semplicemente abituati alla loro assenza, ma non sono state
annientate nella nostra memoria e continuano a vivere ogni giorno,
così come nel passato.

 

DOMENICA 8 APRILE 2012

“Un cosmo sul comò” stasera su canale cinque.
Un film del 2008, all’inizio, a mio parere, di ispirazione
“verdoniana”.
I vari personaggi interpretati dai vari attori, la divisione in
episodi, alcuni stereotipi simili a quei modelli soprattutto di
“Bianco Rosso e Verdone”, ecc.
Molto piacevole l’utilizzo di effetti speciali e sorprendente in un
episodio dove i protagonisti incarnano molti quadri celeberrimi.
Nel complesso un film fruibile e gradevole, formato famiglia.

 

SABATO 7 APRILE 2012

Ho comprato delle nuove cuffie per il lettore mp3.
Tutto un altro mondo.
E’ proprio vero che due auricolari di qualità ti fanno ascoltare
strumenti che non avevi mai notato prima.

 

VENERDÌ 6 APRILE 2012

Scriverei mille cose, ma perché dovrei?
Questo spazio deve rivelare ben poco di ogni collegamento con il mondo
esterno.
Può essere al massimo la rappresentazione di quello che vedono i miei
occhi, oppure del mio sentire emotivo in maniera del tutto scollegata
e indipendente dalla realtà.
Sbadiglio.
Tutto è silenzioso, persino la ventola del pc si sente pochissimo e i
tasti scorrono morbidi.
Mi piace scrivere al pc, anche se scrivo del nulla.
Pian piano il sonno si fa sentire e se alcuni tormenti e lacerazioni
interne prima erano infuocate, adesso si placano e lasciano il posto a
una discreta serenità.
Lasciano spazio a una voglia mista e matta di cervello e spiritualità.
La spiritualità è in collegamento con il mistero.
Tu stesso puoi essere mistero nella misura in cui tutto ciò che ti
circonda è mistero.
Il mistero è tutto quello che credi di sapere ed in realtà è tutto
tranne ciò di cui sei convinto.

 

VENERDÌ 6 APRILE 2012

Scriverei mille cose, ma perché dovrei?
Questo spazio deve rivelare ben poco di ogni collegamento con il mondo
esterno.
Può essere al massimo la rappresentazione di quello che vedono i miei
occhi, oppure del mio sentire emotivo in maniera del tutto scollegata
e indipendente dalla realtà.
Sbadiglio.
Tutto è silenzioso, persino la ventola del pc si sente pochissimo e i
tasti scorrono morbidi.
Mi piace scrivere al pc, anche se scrivo del nulla.
Pian piano il sonno si fa sentire e se alcuni tormenti e lacerazioni
interne prima erano infuocate, adesso si placano e lasciano il posto a
una discreta serenità.
Lasciano spazio a una voglia mista e matta di cervello e spiritualità.
La spiritualità è in collegamento con il mistero.
Tu stesso puoi essere mistero nella misura in cui tutto ciò che ti
circonda è mistero.
Il mistero è tutto quello che credi di sapere ed in realtà è tutto
tranne ciò di cui sei convinto.

 

GIOVEDÌ 5 APRILE 2012

Bisogna ricercare il fascino nel salutismo.
L’equilibrio che si espande nel tempo, l’infinito che sta nelle
energie prodotte e ricevute.
La magia del contrasto. Il cerchio di luce che porta all’ascesa.
Ripulire la propria essenza da ogni aggancio invalidante.

 

MERCOLEDÌ 4 APRILE 2012

Mi ha contattato un’operatrice della redazione di X-factor, avendomi
trovato su youtube.
Sono sempre stato restio a partecipare a questo format, ma ricevendo
un incoraggiamento, che ci perdo?
Mi ha chiesto di inviare una biografia formale, non tecnica, il più
umana possibile, due foto e qualche link di cover.

Mi chiamo Giovanni e nasco a Comiso, in Sicilia nel lontano o vicino 3
marzo dell’ 83.
Ho sempre avuto una voglia matta di esprimermi, così a tredici anni,
imparo a suonare un po’ le tastiere. Nel frattempo dipingo centinaia
di quadri, dove la costante è il sangue, la morte, la distruzione.
Intorno ai quattordici anni, inizio a scrivere poesie astrusissime dal
sapore aulico e dalle tendenze suicide. Le poesie diventano testi.
Piano piano, inizio a musicare questi testi, scrivendo le prime
canzoni.
Non sono mai stato troppo intonato, quindi le facevo cantare ad un mio
amico.
Gradualmente, nonostante la mancanza di tecnica, ho preferito cantarle
da sole, mirando più sull’interpretazione e sviluppando una filosofia
del canto personale, fatta di un timbro vocale molto grave, caldo,
qualche volta sbavato, tra il sofferto e il disincantato…tuttavia
migliorando l’estensione vocale e l’intonazione attraverso esercizi
che ho imparato in un mese di studio canoro.
Dovevo scegliere un “nome d’arte” come cantautore e fu così che dal
cielo piovve Biluè.
Un nome di totale fantasia e cosa importante, non esistente su google!
La mia costante filosofica è la contraddizione, il contrasto.
Sempre in bilico tra il classico e l’innovativo, tra il nichilismo e
l’ottimisimo più trasognato.
Ho studiato pianoforte classico nell’adolescenza.
Durante il periodo dell’università, ho studiato lettere con indirizzo
spettacolo per cinque anni, mi sono avvicinato all’ambiente teatrale e
ho recitato con una compagnia in tutta la toscana per un anno.
Nel 2010 scopro il vlogging, creando un canale dal nome
“Sputacanzoni”.
Ovvero mi metto davanti alla telecamera ed espongo le mie idee, poi
monto e carico su youtube, insieme a videoclip, cover e rubriche.
Attualmente lavoro attraverso il mio poartale di servizi musicali dove
mi occupo di arrangiamenti, composizioni inedite su misura, colonne
sonore, basi, trascrizione spartiti, ecc
Prima di fondare il portale e dopo aver seguito un corso di tecnico
audio a Firenze, ho creato una sala di registrazione nella mia
abitazione dove lavoro.
Il mio lavoro mi piace molto e preferirei farlo in contesti più
stimolanti piuttosto che per privati, come cinema e soprattutto
produzione televisiva ( jingle, sigle, ecc ).
In cantiere ho centinaia di canzoni inedite e migliaia di testi,
nonché idee di arrangiamenti e progetti musicali di tipo strumentale.
Oltre alla mia attività musicale “su commissione”, vorrei realizzare e
distribuire degli album come cantautore e dischi strumentali in stile
ambient / lounge.
Di progetti per la mente per la mente ne ho diversi, anche extra-
musicali, come sceneggiare cortometraggi o pubblicare libri.
Passando all’aspetto umano, mi ritengo una persona multi-tasking, a
seconda delle corde che si toccano.
Sono molto buono e molto cattivo, abitudinario e rivoluzionario.
Ho una grande passione per il sesso, credo di essere un erotomane.
Cosa non sopporto ? La mancanza di curiosità, di sensibilità, di
attenzione per le sfumature e gli schemi mentali troppo rigidi in
generale.
Vita sentimentale? Sono stato fidanzato per molto tempo e adesso non
lo sono da un bel po’, troppo preso da una sfrenata voglia
d’indipendenza.
Adesso sto invecchiando e forse ho messo un po’ di sale in zucca.
Forse.

 

MERCOLEDÌ 4 APRILE 2012

Ho disattivato i profili facebook per un po’, a parte le pagine
pubbliche.
Ho eliminato un numero telefonico. Uno basta ed avanza.
Tra l’altro queste ultime hanno anche il pulsante “messaggio” vicino
al “mi piace”.
Sono sparito un po’ dappertutto, a parte i canali principali di lavoro
e artistici.
In ogni caso, chi vuole trovarti sa come fare.
E chi ha cose giuste da dire o da fare, le fa…non occorre avere un
profilo facebook.
Bisogna imparare ad essere assenti nella vita degli altri e più
presenti in quella propria.

 

MARTEDÌ 3 APRILE 2012

Poche parole che ti cambiano il modo di vedere le cose.
Affinché si prendano direzioni diverse.
Distruggere e ricostruire.

 

MARTEDÌ 20 MARZO 2012

La mia missione di questi giorni è quella di digitalizzare delle
vecchie videocassette che contengono riprese del 2003 con la vecchia
videocamera.
Sempre tantissime faccende da svolgere.
Più tardi andrò dal tizio del pc per mettere un lettore di schede
decente, in modo tale da poter montare meglio i video, acquisire
direttamente dalla scheda sd.
Inoltre nel pomeriggio dovrei iniziare a lavorare su una sigla per una
web-tv di documentari.
Ieri ho già spedito la lettera d’incarico con tutte le modalità.
Adoro produrre.
Ieri ho anche abbozzato un nuovo brano per il nuovo album.
Devo darmi da fare, la giornata è lunga.

 

MERCOLEDÌ 7 MARZO 2012

Dovrei spedire un pacco, dei pre-amplificatori della Grace da
riparare.
Apparecchi di una qualità incredibile, è un mistero come abbiano avuto
inconvenienti.
Spero il pacco sia a posto. La posta mi aspetta.

 

MARTEDÌ 6 MARZO 2012

La fiera delle buone abitudini

Prima di farsi travolgere dalle migliori abitudini, bisogna
individuare quelle cattive.
Evitare l’abuso dei social-network come la peste, sono una grossa
perdita di tempo, a meno che non se ne faccia un uso mirato ed
intelligente per promuovere le proprie attività.
Appassionarsi alla cura della persona in ogni minimo dettaglio, così
come al mantenimento dell’ordine e della pulizia del proprio habitat.
Ordine non solo dell’ambiente, ma anche informatico, sviluppare quindi
una pignoleria profonda nell’organizzazione delle proprie faccende e
in quella degli affari, pianificare dunque ogni minimo dettaglio e non
avere mai fretta di concludere.
Credere nelle proprie idee e portarle avanti con estrema tenacia.
Sviluppare un piano di lavoro giornaliero, con tanto di orari ben
stabiliti.
Proporsi sempre nuovi obiettivi e lavorare per raggiungerli.

 

LUNEDÌ 5 MARZO 2012

Mi aspetta una montagna di piatti arretrati da lavare.
Approfitto dei momenti morti per occuparmi delle faccende di casa.
Ascolto Radio Deejay in questo momento e aspetto la telefonata del
tizio per far potenziare il pc musicale.
Qualche giorno di ritardo e i lavori incombono.
Credo che appena sarò operativo mi rintanerò per un bel po’.

 

SABATO 3 MARZO 2012

Compleanno

Tutti gli anni, a quanto pare faccio il compleanno!
Sempre nello stesso giorno, così sembra…e addirittura sempre alla
stessa ora.
C’è una bella atmosfera nell’aria.
Sinceramente non mi piacciono le solite feste di compleanno con
palloncini, candeline e torte, tipo con venti invitati.
Il mio compleanno ideale è una cena, con un’altra persona, al massimo
due.
Ecco perché, da un po’ di anni a questa parte lo passo così, con
persone sempre diverse.
Una volta con un amico, un’altra volta con la fidanzata, con un’amica
o un paio di amici.
Questa volta ho organizzato una cena con due miei amici sposati.
Ho invitato solo loro perché è come se fossero una persona sola,
perché se fai “una festa” e inviti sei persone…ci saranno sempre
altre ventiquattro che si offenderanno perché non li hai invitati.
Oppure inviti una persona e automaticamente devi invitare il suo
amico, la sua amica, il suo fidanzato, eccetera eccetera…e poi c’è
lo strano imbarazzo delle persone che non si conoscono tra di loro e
si sentono isolate durante una cena.
E poi era da tanto tempo che volevo invitare questi due miei amici,
tipo dal 2008.
Ma tra una cosa e l’altra…
E allora perché non far coincidere questa mia filosofia del compleanno
con una semplice cena da me preparata, ecc?
E poi mi diverte molto cucinare, inventarmi delle ricette, avere degli
ospiti a cena ecc.
Come di rito, dovevo scrivere un post per il mio compleanno.
Oggi avrei un po’ di cose da fare oltre alla cena di stasera.
Ritirare il pc della musica con qualche potenziamento, completare le
ultime pulizie in casa, letture, pianoforte, canto, passeggiate in
bici e footing se ci sarà tempo.
In ogni caso, già da domenica inizierò a procedere con i lavori del
mio portale.
Adesso mi dò una mossa e procedo con la mia giornata.

 

 

 

MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO 2012
Vecchi scritti d’estate di anni e anni fa
Dei luoghi e delle situazioni d’infanzia
Torno nei luoghi d’infanzia per riconoscerli, per tornare indietro nel
tempo, ma non li riconosco.
Busso a casa di mia zia, ma mi guarda stranita, io con tutta quella
barba, sorrido come da bambino, ma non è più la stessa cosa.
Ricordo quei luoghi dove giocavo con mio cugino, ormai tossicomane e
scapestrato.
Faccio un giro per la mia casa natale (suona bene, ma non sono nato
lì, ci sono solo cresciuto).
In questa casa non ho più un mio spazio, non faccio che andare su e
giù.
La musica jazz dei dischi paterni impazza, ma non l’ascolto, non so
che fare, allora per fuggire da tutto questo, chiedo a mia madre se
posso fregarle uno splendido quaderno intonso e mi metto a scrivere.
Prima di far ciò, la noia mi aveva portato al telefono, qualche
squillo qua e là e qualche chiamata agli amici che hanno un numero
fisso, visto che quel tipo di chiamate non le pago.
Improvvisamente, mi ricordo di una mia amica dell’elementari e delle
medie.
Ebbene sì, ho passato con lei otto anni della mia vita e fino ad ora
ci siamo tenuti vagamente in contatto, roba di una telefonata l’anno,
di un incontrarsi per caso o anche meno.
Qualche giorno fa mi ha mandato una mail, le risposi, ma niente, il
fratello le aveva tramortito il pc.
Non so come, pomeriggio mi è tornato alla mente il suo numero di
telefono fisso di una ventina di anni fa.
E’ incredibile come lo sapessi a memoria.
In un attimo mi risponde lei che non riconosce la mia voce ed io che
non riconosco la sua.
Ha la voce di una donna ormai, ma non più di una bambina.
La maggior parte delle persone che conoscevo quando abitavo in
Sicilia, hanno cambiato pelle e voce, bruscamente per i miei occhi e
questo è l’effetto strano di fronte a cui mi trovo spesso faccia a
faccia.
Con questa mia cara amica non mi vedo da almeno due anni e sentendoci
per telefono è come se mai avessimo smesso di sentirci.
Quante cose da raccontarci, un tempo potevo dire fosse la mia migliore
amica.
Ora tendo a non avere una “migliore amica”.
Per me gli amici, pur nella loro diversità, sono tutti uguali.
Io mi sentirei offeso se sono molto amico di una persona e questa
persona elegge a miglior amico chiunque altro.
Per me le amicizie devono essere sincere, ma non molto strette e senza
rotture di balle.
Mi ha fatto piacere sentire quest’amica, magari ci si beccherà prima
della mia partenza per l’Inghilterra e ci si racconterà dopo un po’ di
anni.
Cambiando totalmente discorso, penso sia una buona trovata portare
dietro un quaderno e una penna, non solo il blocchetto per scrivere i
testi delle canzoni.
La mia passione di blogger che fra qualche giorno compirà un anno,
deve vivere anche al di fuori del web.
E’ bello raccontarsi, esprimere i propri pensieri in ambito pubblico,
senza morbosità privata e chissà quali segreti.
Si deve esprimere un’opinione, ci si deve schierare da qualche parte.
Questo perché non solo un musicista esecutore, ma un aspirante
cantautore/personaggio e il cantautore vive della parola e del
pensiero.
Ciò non ha fini artistici, ma vuole essere un piacevole esercizio per
la mia penna e una curiosità per coloro che mi seguono e hanno voglia
di spiare nella mia testa.
La mia testa accaldata e frastornata da un clima pesante, ma che ogni
tanto mi riserva qualche soffio di vento, seduto sul marmo del
terrazzo

 

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Whitney houston è morta
Io non capisco.
Perché bisogna drogarsi avendo una voce stellare e vendendo milioni di
dischi??
Disponendo di MURI DI OUTBOARD, discografici, fiumi di microfoni, fior
di musicisti e chi più ne ha più ne metta.
Che motivo c’è di essere depressi?
Il mio sarà un discorso ultra-banale, ma io lotto giorno per giorno,
non avendo neanche lontanamente la sua voce e non vendendo centinaia
di milioni di dischi e non avendo il suo conto in banca.
Ma se avessi tutto questo, non credo che ciò potesse essere motivo di
infelicità…
DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012
Preghiera cosmica
Sii una parte dell’universo
perfettamente in sintonia,
imperturbabile ai moti del mondo,
agli scossoni dell’animo.
Fa che il tuo satellite
abbia libera luce
così come te stesso.
Fiducia e sincerità
sempre ed infinite.
Illimitato amore
per il pensiero fluente
come un fiume
senza vento.
la musica è il velo
che sempre indosserai,
così come il suono
del flusso del tempo.
L’armonia sarà
la gioia dei colori
che soppianterà il vuoto
che genera follia.
Sconfinato il positivo
irradia l’agire
e calibra di splendore
lo specchio sociale,
così nel pensiero
così nel corpo,
puro nel suo
soddisfacimento.

 

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

(Questa è una lettera di anni e anni prima che nascesse questo
portale)

Lettere da lettori del mio blog
Ciao Biluè. mi chiamo ** e mi rivolgo a te perchè ho bisogno di
SOS!!!!!!!!!
Sono la mamma di una bimba che, con le sue compagne, al 31 maggio
faranno la
festa di addio alla scuola materna.
Io, incosciente come al solito, ho proposto un’idea originale…
perchè non
scrivere una canzoncina da cantare noi genitori ed i bimbi alle
maestre?Mi
sembrava un modo carino per poterle ringraziare del meraviglioso
lavoro fatto
con i nostri bimbi in questi anni. Hanno tutti accolto con molto
entusiasmo
questa SPLENDIDA idea peccato , però, che come si suol dire armiamoci
e
partite…. Mi trovo da sola a mettere giù il testo e, giuro, sono
proprio
negata. Ho provato a fare delle modifiche personalizzate a testi
esistenti, ad
esempio grazie 1000 degli 883… un disastro! Tu forse non avrai tempo
per
queste stupidaggini, ma mi sai dire a chi posso chiedere aiuto?Non so
dove
sbattere la testa. Confido nel fatto che tu abbia un attimino almeno
per
rispondermi.
Grazie molte in anticipo. Sono disperata, anche perchè adesso non
posso
deluderli. ciao grazie ancora **

 

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Recensione a cura di Fabio Gallato. Emergenti: Biluè – Cantautore
Digitale
Prendere Capossela e gli 883, Bugo e gli Skiantos, Caparezza e Alberto
Camerini, Paolo Conte e Gino Paoli e ficcarseli nella testa,
scuotersela per bene e sputare fuori i 4 pezzi che compongono questo
“Cantautore Digitale” dev’essere un’esperienza unica e
indimenticabile.

Giovanni D’Iapico, in arte Biluè, giovane cantautore e tuttofare
musicale, riesce nel magico intento di forgiare 4 piccoli pezzi, 4
piccoli gioiellini di (neanche troppa) spensieratezza, ironia,
demenzialità, intelligenza e qualità da rivendere.
Biluè è qualcosa da ascoltare con cura e disattenzione, con impegno e
disinvoltura, con passione e con scioltezza.

Eclettico e spiazzante, “Cantautore Digitale” si apre con “Qualcuno mi
produca”, ironico appello di un aspirante e disperato cantautore, a
metà tra Capossela e Caparezza, in cerca di un’immediata ed essenziale
produzione che salvi la vena artistica da una sicura morte civica
dietro una qualsiasi scriviania della pubblica amministrativa.
“Eva Come Faceva” è autentica e demenziale genialità. Ode o parodia,
dichiarazione d’amore o rispettosa presa in giro, è il pezzo per chi
come il sottoscritto, ed evidentemente per il Biluè in questione, ha
osservato con dubbio e ammirazione l’ascesa (e la discesa) dei Prozac
+. Citazioni più o meno colte (e la sento veramente quando il cielo
ride la la la la la la) e sentimenti sinceri verso l’angelica Eva
Poles (voce della band friulana), su di una base electro a metà tra
“Sei un mito” degli 883 e “Violentami” di Jo Squillo.

Più in sordina, ma non meno soddisfacente, la seconda parte del lavoro
chiude il cerchio con inaspettata varietà di toni.
Con “Cedrata Shock” gli Skiantos e gli abissi del trash fanno una
breve e tagliente capatina nel disco. 2 minuti di disturbi psicopatici
condensati in un’ode per agrumi, bevande e balli di gruppo.
Nell’ultimo pezzo, “Attimi”, Biluè veste i panni del raffinato
cantautore che canta di amori sfocati e sfumati, corrisposti solo in
sogno e con la forza del pensiero e dello sconforto che ci
domina.Quando solo la musica serve a dare il giusto rifugio a
sentimenti maltrattati, calpestati, desiderati e raccontati con
incantevole leggerezza.

Biluè prende, ritaglia, incolla e ricompone graditi frammenti di
musica più o meno nota, stimolando neuroni sopiti e ricordi quasi
repressi e ritornati in auge con prepotenza.
Gradita sorpresa che, vista l’incredibile mole di pezzi prodotta,
merita più di una leggera sbirciata.
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

La lotta è sempre aperta
Miss Hong Kong ed io. Lotta all’ultimo sangue.
Ormai non ci sopportiamo, non ci salutiamo nemmeno.
Quel putrido essere nauseabondo ha deciso di rompere i coglioni alla
fine dell’ultimo mese.
La cosa che mi fa innervosire maggiormente è che quell’abnorme e
maleodorante schifezza umana, pecca di delitti domestici.
Dimentica continuamente la luce accesa delle scale, della cucina e
dell’ingresso.
Riempie la doccia di lunghi capelli sporchi e di materia grassa
nauseabonda.
Spegne i termosifoni a gennaio e li accende a giugno.
Stasera non abbiamo fatto altro che accenderli e spegnerli.
L’ultima volta sono andato scalzo per non fare rumore. A che livello
siamo arrivati.
Sporca la cucina di sbobba spinaciosa che pulisce dopo un secolo.
Questo abominevole mostro, si permette, mentre ho il morso in gola, di
dirmi che sui fornelli c’è qualche goccia di caffè.
Si permette di dire che dovrei pagare una quota maggiore delle
bollette se ho avuto ospiti o sono rimasto durante il periodo delle
vacanze natalizie.
Questa lottatrice di Sumo, si permette di entrare in camera mia mentre
non ci sono, con la scusa di aver trovato la mia macchina fotografica
in cucina. Non vero.
Al prossimo turno di pulizie, farò tutto, tranne la doccia.
C’è da vomitare, non la tocco neanche con un dito.
Nessun’altro ha i capelli neri e lunghi. Io ce ne ho pochi, la
francese li ha biondi, la londinese usa l’altra doccia come gli altri.
E il tanfo nauseabondo che lascia in bagno è il suo, insieme all’acqua
sui pavimenti che non asciuga dopo essere uscita, da bravo ippopotamo.
Ieri notte ha dimenticato i termosifoni accesi. Tutta la notte. E
siamo a giugno.
Col cazzo che pago quote supplementari. Col cazzo che ascolto le sue
parole.
Tanto ormai è quasi finita. E la luce fioca del cielo e della stanza,
smetterà di smorzare il mio entusiasmo.
Col cazzo che mi incazzo.
Lascerò incazzare lei, con la mia disgustata e disgustosa calma.
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Un sabato qualunque

La mattinata è iniziata mediamente bene, a parte un risveglio
nebuloso, dovuto a sogni completamente assurdi.
Un sabato qualunque, un sabato italiano, all’insegna del riposo,
dell’amato videoplaying dopo mille peripezie dietro a viaggi,
colloqui, provini e pratiche burocratiche.
Dopo pranzo ho sentito discendere le energie, dunque ho messo in moto
e ho deciso una meta a caso. Città di Castello.
Una passeggiata in centro, senza un fine, respirando l’odore di
arrosto nell’aria e addentrandomi nei vicoli. Un caffè e la lettura
del giornale locale.
Al ritorno, mi sentivo già carico di energie, sono dunque entrato nel
tunnel della pulizia. Spazzare, aspirapolvere, lavare, spolverare.
Un’ottima terapia contro la disoccupazione che quasi, quasi è un bene.
E’ un segno che non devo fare nessun lavoro del tutto extra-artistico,
perché in questo modo posso concentrarmi con la musica.
Quest’ultima l’ho un pò abbandonata in quest’ultimo periodo.
L’ispirazione ha bisogno di rivoluzioni, sconvolgimenti di ordini
pre-costituiti.
Appena finita l’università, subito a cercare una prima occupazione,
una qualunque. E invece no. Si deve selezionare.
Ricavare l’idea dalla tragedia italiana attuale, trovare la via
positiva dall’intoppo. E quanti intoppi. Ok, fanculo, respiro, mi
annaffio i piedi e cresco.
Probabilmente, inaspettatamente.
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Una serata improvvisa
Avevo per la verità pronosticato una serata volutamente “anziana”.
Ho finito di cenare verso le 20, pensavo di leggere qualcosa a letto e
mettermi a dormire alle nove. Cosa che non faccio mai, se non sono
mezzanotte o l’una.
Squilla il telefono. E’ il mio amico attore.
“Passo tra due minuti, vieni a vedere uno spettacolo che c’è il
Sasso”?
“Perché no”. Rispondo.
Il tempo di lavarmi i denti, spegnere i termosifoni e uscire.
Lo spettacolo era assai scalcinato, un suggeritore che si sentiva
anche quando non si doveva sentire e tantissimi attori artefatti e
poco sinceri.
Fatta eccezione di alcuni, davvero bravi.
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Dall’io passato all’io presente
14 gennaio 2010
Mi è arrivato il commento a un vecchio post sul rinvio del suicidio di
almeno due anni fa, citando Battiato.
Me lo sono riletto. Mi sono incoraggiato da solo.
E’ incredibile quanto possa essere “ricco” e me ne dimentico, quanto
possa ripescare nel passato.
Oggi è stata una giornata ricca da un lato: quattro contratti al
lavoro, ma allo stesso tempo disastrosa.
Porto dietro il mio computer perché quello in dotazione è anti-
diluviano…uso la mia penna usb per stampare in un altro computer
lontano quattro metri e prendo il materiale che mi serve a dieci metri
lontano.
Spesso non è disponibile. Lavoro con una connessione internet da sesto
mondo.
Con una chiavetta. Non si può lavorare con una chiavetta. Ci puoi fare
qualcosa, quando sei in vacanza, ma non lavorare, fare contratti.
E’ disumano e contro gli interessi della stessa azienda.
Mi sono protratto oltre mezz’ora la chiusura, compilando male il
report e mandando il fax oltre orario.
Fotocopiatrice che s’inceppava, il sito lentissimo.
Difficoltà tecniche mostruose che spesso non si presentano quando
arrivano pochi clienti.
Spesso queste miserie mi demoralizzano.
Così come mi demoralizza la gente ottusa o l’ironia beffarda della
vita in generale.
Ma a volte le parole giuste ti fanno ritrovare il buonumore.
Con questa scusa, con questo clima mentale…sto scrivendo molto di
meno.
La mancanza di serietà delle persone o la loro saccenza, mi spinge a
creare meno.
Magari studiare sì, ma non creare.
Che fine ha fatto quel dannato batterista sempre in cerca di
puttanelle, anziché pensare alla musica?
Che fine ha fatto…che fine hanno fatto questi coraggiosi temerari?
E perché dare “spremute di cuore”, così…come se fosse una cosa da
nulla.
La mia voglia di esprimermi è sempre infinita, ma al momento sta in
una piccola valigetta.
Vi sta scrutando, osserva le vostre reazioni…è in procinto di
decidere cosa o meno è giusto fare.
Per quanto riguarda “la grande idea” di cui qualche volta ho
segretamente accennatto a qualcuno…quanto ne vale la pena davvero?
Quanto?
Così come mi domando della vera utilità di questo blog.
In fondo scrivo di cose personali sì, ma non troppo.
Che senso ha questo mio modo di scrivere, molto strascicato che in
realtà non racconta nulla?
Che volto hanno queste centiaia di lettori giornalieri, dove ogni
tanto spunta qualche lettore anonimo che fa la sua comparsa attraverso
qualche commento…oppure qualche affezionato lettore che legge muto e
qualche volta commenta?
Quante cose mi chiedo e quante cosa ancora cercano risposta.
L’unico modo per liberarsi davvero è scrivere.
Bisogna farlo pubblicamente, come faccio io, esprimendo il filo
depurato dei propri pensieri al mondo.
Senza timore del giudizio. Perché la condivisione di un pensiero e
l’interazione da parte di uno o più destinatari rappresenta una
maggiore soddisfazione rispetto a un’espressione muta.
Che senso ha scrivere per se stessi?
Ascoltarsi le proprie canzoni, leggersi i propri racconti, creare
mondi e rinchiuderli in una gabbia.
Non ha senso. Partecipare al businness di tutto questo? Che favola
è…sto diventando disilluso?
Sto veramente concretizzando quello che ho costruito? O sto
fabbricando impalcature diverse, così dal nulla?
L’università è un’incubatrice magica in cui si proietta il futuro che
si desidera, ma poi questo futuro che diventa presente…che
caratteristiche ha? Devo ancora capirlo.
Solo la costumista era in estasi alla vista delle sue piccole opere in
scena.
Salvezza dello spettacolo era la presenza di bellissime ragazze,
notevoli davvero, non tutte brave, ma una di queste è stata bravissima
come sempre, nonostante avesse provato pochissimo.
Già giovanissima ha un talento naturale, qualcosa di incredibile,
sfonderà, lo so.
Il posto era molto caratteristico, un ex-pub trasformato in teatro, un
bell’ambiente, peccato il livello dello spettacolo.
Il testo era piuttosto apprezzabile, trattandosi di un classico.
Dopo lo spettacolo, siamo approdati in un ristorante deserto, gestito
da napoletani.
Nonostante avessi cenato, non ho resistito alla tentazione di una
mezza margherita, poche patatine fritte e una coca light.
Adesso è tardi e domani si lavora, a quanto pare, si aggiungono due
nuovi giorni al calendario.

 

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Un porta a porta alla mia porta
Ha suonato un tizio. Pelato, ben vestito.
Dice di lavorare per il gas e l’energia elettrica. Una nuova
compagnia, sconti del trenta per cento. Maccheccacchio.
L’idea è pure allettante. Ma chi si fida della gente?
Non ho aperto neanche il cancello, l’ho lasciato andare via.
Poteva essere un rapinatore, un truffarolo. Sì, lo so che si dice
truffatore, ma “truffarolo” mi piace di più.
Ammesso che sia tutto vero..io penso che non ci sia pubblicità
peggiore del porta a porta. La gente non capisce una mappina di
marketing.
Persino io ne capisco di più che non ne capisco per nulla.
La sua faccia non mi piaceva, questo è quanto.
E se fosse stata una venditrice super-sexy?
Quella sì che sarebbe stata una trappola. Sarebbe facile non fidarsi,
ma sarebbe altrettanto facile “ascoltarla”.
“Sono di fretta, sto uscendo”. Così ho detto.
Non potevo inventare una scusa più banale e stupida. La prossima volta
devo fare di meglio. Che so…”non posso perché ho le mie cose e il
veterinario mi ha detto che non posso pronunciare più di dieci parole
ogni dieci minuti e non posso nemmeno pigiare pulsanti”.
Era davvero una cosa stupida, ma almeno meno usuale.
Al diavolo il porta a porta. Mi abbandono sul divano soporifero.
Stamattina c’ho dato dentro con la musica, posso dormire beatamente.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Tra il non esistere…e il non esistere
22 febbraio 2010
Riflettevo su una cosa, alla fine banale, ma a cui nessuno pensa.
Ho 26 anni, dunque non mi pare il caso di avere paura della morte,
visto che sono in salute. Facendo scongiuri, imprevisti permettendo.
Stasera quello a cui penso è la condizione che sicuramente mi
aspetterà.
Praticamente sto viaggiando nel tempo. Nel momento in cui sto
scrivendo, è come se un “timer” comunque stesse scorrendo. Dopo che
avrò finito di scrivere questa nota, mi mancheranno perlomeno una
decina di minuti da vivere. Cioè capite? Mi troverò con dieci minuti
in meno.
E pensate a tutte quelle volte che “buttiamo” il tempo in maniera
peggiore? Non so, aspettando il solito ritardatario, oppure facendo la
fila alla posta o guardando uno spettacolo vuoto.
Il nostro viaggio è verso il nulla. Anche se sono convinto che la
scienza possa fare qualcosa. Credo nell’immortalità, ma è solo dovuta
a un’alchimia di tipo tecnico, che verrà scoperta fra qualche
decennio…e vi spiegherò un’altra volta come potrebbe accadere.
Questo stadio tra questi due non esistere, è una benedizione oppure
una maledizione?
Riflettiamo spesso sul non esistere che ci aspetta (per i non
credenti) e non per il non esistere che in qualche modo abbiamo già
sperimentato.
O meglio “non sperimentato”.
Mi chiedo dove ci trovassimo noi prima della nostra esistenza, se
davvero eravamo non esistenza, oppure esistenza non cosciente, oppure
semplicemente altro.
E’ un gioco molto complesso: anche il nostro esistere è pieno di mille
“non esistere”. Ovvero quello che noi non sappiamo, ciò che noi
ignoriamo.
Abbiamo mai pensato a quante cose ignoriamo? Anche della nostra vita
stessa. Rifletteteci, tutto ciò è abominevole.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
Pillole di parole per dormire
Non ho sonno. Sarà forse colpa della cipolla sulla pizza.
Almeno avessi cucinato una frittata di cipolle, potevo invitare Piero
Ciampi. Avrebbe gradito. Con un bicchiere di vino.
In tutta questa confusione mentale sto riordinando un pò di idee.
E più passa il tempo e più capisco che voglio essere un uomo libero.
Con tanta voglia di lavorare, ma facendo ciò che mi piace.
E forse la strada l’ho trovata. C’è stato un periodo che stavo
diventando pazzamente normale. Cercavo di non scrivere sul blog perché
temevo che le aziende non mi assumessero qualora collegassero il mio
nome alla mia temibile identità-biluè, a tratti spinosamente
anticonformista.
Che poi non sono anticonformista a tutti i costi.
O perlomeno…lo sono a tal punto da essere conformista per
anticonformismo.
Quello che voglio dalla vita non è che qualcuno necessariamente mi dia
una pacca sulle spalle e mi dica “bravo”. Perché non mi importa di
essere “bravo”. Bravo a che? I bambini bravi sono bravi. I bravi di
don Rodrigo sono bravi. I bravi ragazzi sono bravi, ma mi fanno
addormentare.
Io voglio avere le lampadine in testa. E cioè che ogni tanto se ne
accende una e mi dice…cazzo, sai che questa cosa è divertente?
Cazzo, questa cosa t’interesserebbe molto…cazzo, questa cosa sarebbe
una figata. Mi piacciono le figate. Mi piace la figa.
E qui sono un maledetto conformista. Un becero tradizionalista.
La figa? La figa?? Nel 2010 la figa?? C’è da essere tacciati da
estremisti di destra. La figa…ma io sono del partito di Gaber. Che
cos’è la destra? Che cos’è la sinistra?
Ma perché siamo arrivati alla figa? Per via delle lampadine.
Io voglio vivere per le lampadine e quando queste sono fulminate per
vari fattori, allora mi sento come una pila Duracell contraffatta.
Le parole chiave sono “costruire e ricostruire”, “interazione”,
“distruzione immaginaria”, “Infinità”, “Possibilità”.
Oh, a furia di blaterare sento chiudersi le palpebre.
Se facessi ancora il promoter, riuscirei a farmi turlupinare da me
stesso.

 

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
Agenzia Biluè
Stavo mangiando un gelato succulentissimo al gusto di caffè, creme
caramel e pistacchio, quando mi arriva una telefonata.
E sì, nonostante il freddo gelido di questo marzo, io mangio il
gelato.
Tremo ancora dal freddo. E’ davvero un tempo bislacco.
Insomma, mi chiama un tizio da un numero di rete fissa con prefisso
06.
Mi dice che mi ha visto su internet.
Dice che è un folk-singer e sta cercando qualcuno che lo produce, che
gli faccia registrare i pezzi, concerti e dischi.
Questo tizio dalla voce avrà avuto una cinquantina d’anni.
Gli ho detto chiaramente che io non produco nessuno, anzi cerco
qualcuno che lo fa per me.
Al massimo potrei fargli qualche registrazione per due lire.
Gli ho detto di farmi ascoltare qualcosa di suo per curiosità.
Questo tizio non ha mai registrato nulla perché non ha nessuna
attrezzatura. Non sa nemmeno usare il pc, però mi ha visto.
Forse da qualche suo amico.
Insisteva affinché mi mandasse un curriculum.
Gli ho fatto capire che non me ne fregava un tubo del suo curriculum,
che non potevo far nulla per lui…però se proprio ci teneva poteva
anche mandarlo per e-mail.
Non sa usare una mail.
Ripeto, questo tizio mi ha detto: che sta cercando qualcuno che lo
produce, che gli faccia registrare i pezzi, faccia fare concerti e
produrre dischi.
Io ridevo dentro di me come un forsennato.
Volevo dirgli: vuoi anche una fetta di culo? Non vuole spendere
neanche una lira per registrare una pezzo decentemente e pretende che
qualcuno faccia tutto per lui.
Io mi sbatto da una vita e nessuno si è mai preso la briga di fare
miracoli.
La gente si sveglia a cinquant’anni e vuole fare un disco, magari
pensando di venderne un milione di copie.
Dice che il computer gli fa schifo, voleva “scrivermi”.
E io l’apprezzo la cosa, scambiarsi delle idee con chiunque può essere
stimolante. Ma…voleva il mio indirizzo di casa.
Mi ha salutato sconsolato della mia risposta negativa.
Come dicono gli Afterhours, la gente sta male…
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
Una prolunga usb di dieci metri
Drovrebbe arrivare stamattina.
E’ uno di quegli acquisti pseudo-inutili che mi mette entusiasmo.
A parte che mi serve a priori per poter stampare nell’altra stanza
senza acquistare due stampanti, ma l’uso primario è per la mia tv.
Sembra stia prendendo piede.; il lifecasting amatoriale viene molto
seguito nel mondo. Anche se i visitatori “contemporanei” non sono
molti (qualche volta anche zero o uno solo), le persone che si
“affacciano” per qualche manciata di minuti, sono tantissime.
Mi scrivono persone da Finlandia, Canada, California, Italia,
Inghilterra, Argentina, eccetera.
Ma cosa c’è di bello nella vita reale? Stesse azioni, stesso posto,
ecc…
Assolutamente nulla. Per me non c’è niente di più spettacolare della
quotidianità. E ho dedicato moltissimi post a questa.
Non sono le cose straordinarie che mi attirano,ma quelle di tutti i
giorni, perché in queste si deve trovare la magia.
E’ divertente interagire con qualcuno che si affaccia nella tua
quotidianità di tanto in tanto e ti chiede, che stai mangiando?
Una prolunga usb mi consente di allargare la finestra in tutte le mie
attività, creando una sorta di spazio verso delle “prove aperte”.
Ovvero dare la possibilità di osservare un “work in progress” nella
musica.
Non c’è nulla di divertente nel vedere e sentire un milione di
esercizi stonati, imperfetti, solfeggi e stramberie varie.
Ma “affacciandoti” ogni tanto verso di essi, puoi capire l’origine di
ogni piccolo progresso e divertirti ad osservare i miglioramenti,
qualora ci fossero.
Scrivo canzoni da più di un decennio, ho studiato musica da ragazzo,
ma ho totalmente abbandonato lo studio durante l’università per poi
riprenderlo adesso. Un pò grandicello? Chi se ne frega. Inoltre non ho
mai studiato canto (e molti diranno…e si sente), comincio adesso. Ne
ho voglia, lo faccio. Dunque studiare, “creando” qualcosa, per me è
stimolante.
Un pò scomoda come soluzione quella della prolunga usb, ma non è
facile trovare cam wireless ad ampio raggio d’azione e basso costo.
Con pochissime decine di euro risolvo col cavo…precedentemente usavo
una Ip cam…ma è quasi impossibile configurarla con Justin, non puoi
vedere i visitatori e non c’è un’interfaccia-chat. Serve più per
video-sorveglianza. Dovrei rivenderla su ebay se mi riesce.
Inoltre non c’era microfono, mentre in una semplice, piccola, super
economica webcam c’è.
L’ideale, dico sempre, sarebbe una camera che porti dappertutto nel
mondo, hd, a raggi infrarossi di notte e che non necessita di un pc
acceso.
Per il momento il mio canale lo imposto così…ovviamente non
trasmetto sempre. Quando ho da fare fuori casa, quando ci sono amici
che non vogliono essere ripresi ecc, stacco tutto. In questo momento
vanno in onda i miei video da youtube in una playlist di almeno
cinquanta video.
L’idea è quella di lanciare il canale e poi far si che coloro che si
“affacciano” quando sei online, guardino i contenuti offline.
Il tutto è un accessorio chicca per il mio blog, visto che ad ogni
post puoi entrare in diretta a curiosare.
Adesso sono quasi le nove e dopo aver carburato, si parte.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
Memorie d’Inghilterra
15.54 06/10/2008

Saranno almeno una ventina di minuti che aspetto l’autobus.
Basta, mi sono rotto le palle e sono rientrato.
La prossima volta, vedrò di prenderlo da un’altra fermata, ho la
sensazione che questa sia a richiesta.
Sicché mi metto a scrivere un po’per sciogliere il malumore.
Intanto un deficiente si è appena piazzato davanti alla mia finestra,
oscurandomi la luce.
Se il pomeriggio sta andando un po’ male, la giornata però è
cominciata bene.
Sta andando male per via dell’autobus, ma anche perché mi sono accorto
di aver perso l’ombrello.
Credo sull’autobus o non so dove.
Maremma cinghiala.
E in più sta piovendo.
Mi sono alzato verso le sette così come avevo programmato, poi in
mattinata, chiedendo mille informazioni, ho ottenuto i dati che mi
servivano sul corso di inglese per stranieri.
Ho anche studiato pianoforte per un’oretta e scritto un pezzo in
inglese.
Tornato a casa per pranzo, ho socializzo con un tedesco, amico di
Emily, la francese.
Ci capiamo perfettamente, si parla del più e del meno.
Lui odia Coventry e ama il paese in cui mi trovo, si discuteva dei
supermercati, della Germania, lui è di Monaco; dell’Italia, era stato
a Firenze e della pigrizia sul fatto di cucinare, stava infatti
riscaldando in forno una pizza surgelata, mentre io mangiavo uno di
quei piatti giapponesi già pronti.
Dopo pranzo, sono andato a fare la spesa in un supermercato dove ero
stato solo una volta, il nome non me lo ricordo, ma è tutto sommato
conveniente.
Certo, 28 pound sono una mazzatina, ma ho riempito a dismisura tre
buste e spero mi basti per tutta la settimana ed oltre.
Il tedesco, di cui non ricordo il nome, mi ha anche dato
un’informazione molto preziosa.
Proprio vicino all’università, c’è un posto dove è possibile fare
sport, attrezzatissimo a quanto pare, l’abbonamento annuale è 40
pound…non male, per il fatto che sempre è sempre aperto, fino a
tardi e anche di domenica.
Prossimo problema da risolvere è: comprare un ombrello nuovo (maremma
impestata) e un contenitore per cibi, così non devo mangiare porcate
(più di quelle che mangio già) e preparo già tutto prima, così mi
piazzo in facoltà e tra studio, lezioni, pianoforte e sport, sono
occupato tutto il tempo.
Quasi quasi, riprendo l’autobus per l’università, anche se è tardi,
voglio “abitare” un po’ la biblioteca.

16.10 06/10/2008

E’appena passata davanti alla mia finestra la mia coinquilina di Honk
Kong…ma quanto sarà brutta??
Orribile, brutta dentro.
E fuori. E dentro.
Il fidanzato sembra uno normale, però tutti e due mi sanno di losco…
Li ho anche sognati una notte.
Che so…magari hanno un’attività illegale come traffico umano a fini
alimentari…o che so…spaccio di farmaci fasulli, oppure un
allevamento di sanguisughe o molto tranquillamente, sono una coppia di
torturatori.
Lo so, non devo lasciarmi prendere dalla fantasia…ehi, aiutoooooooo,
aiutooooooooo…ghhh…frr…aaahhh…
Mi connetto magicamente.
Domani dovrebbe arrivare la linea internet. Ha bussato prima la
londinese di colore di cui ignoro il nome.
Inoltre: meeting di tutti i coinquilini alle 8 ‘o clock.
Io credo di registrare tutti a sgamo, così invierò il file a qualcuno
che l’inglese lo sa bene e mi farò dire cosa avranno detto.
Io farò con loro bella figura e annuirò sempre, magari qualche volta
facendo finta di ridere alle eventuali battute.
Sorriderò e mi renderò simpatico, oppure mi sgameranno e starò sul
cazzo a tutti.
Credo di stare sul cazzo all’americano Nerd…mi guarda con una faccia
per dire: tu non sei normale, eh beh si certo, come no…mah…ecc
ecc…io vorrei dirgli…ma sarai normale tu che ceni alle sei del
pomeriggio e te ne stai con un cappello enorme in casa mentre cucini??
Ok…alle francesi sto più simpatico, un po’ meno ad Emily che ha
perso ogni loquacità.
Forse ha scoperto che l’amico tedesco è fidanzato e allora le manca le
trombament e per quello è scazzata. Chi lo sa.
La bionda è diventata più loquace e aperta alla conversazione, anche
la londinese, seppur credo abbia voglia di comandare.
Honk Kong, non ne parliamo, è una fantasma vivente, si aggira per la
casa con le bacchette, cucina strani cibi che impregnano la casa di
fetore, ecc…ma scambiate due chiacchere con lei.
Neanche il suo ragazzo, Philip, anche lui cinese, parla mai. Ma
poi…una che si chiama Elèna, può venire da Honk Kong?
Questa casa è un mistero e ne vedremo delle belle.
Per quanto riguarda pomeriggio, ho sbagliato autobus e anziché andare
in facoltà ho fatto un giro lunghissimo per Lemington.
Tornato a casa, ho visto che la linea andava e mi sono connesso con la
Sicilia in videoconferenza, partecipavano i miei, mia cugina e
suppongo mia zia.
Non c’è nulla da fare, internet ormai è diventato indispensabile,
senza di esso, ci si sente tagliati fuori dal mondo.

 

 

per la prima volta sto “abitando” la library della facolta.
Ci sono stato qualche volta, ma la trovo stupenda, la sto utilizzando,
ci sono un sacco di pc e non devo andare ai social studies.
qui e spaziale.
Ho scritto tanti post stamattina, ma non ho con me la penna usb e non
posso trasferirli.
see you later
22.48 06/10/2008

La linea è scomparsa, lasciando tutte le conversazioni su msn a metà.
Ho sonno, davvero.
Sarà che mi sono svegliato alle sette o sarà che stasera ho mangiato
troppo pork…e il pork non è così facile da digerire.
Ok, metterò il pigiama e la vestaglia blu per coltivare l’igiene
orale, che a quanto pare in Inghilterra non è molto osservata.
A volte vedi tipe bellissime per la strada, poi ti sorridono e hanno i
denti, non marci, ma marcissimi!!
L’americano invece mi sembra fissato, una volta ho intravisto un filo
interdentale e un sacco di roba apposta per l’igiene orale.
E’ proprio un Nerd secondo me, uno di quelli fissati per guerre
stellari e che collezionano le roms del Nintendo otto bit.
Beh, io per qualche aspetto sono un po’ Nerd, avrò un venti per
cento…l’altro dieci per cento è figaggine…il restante settanta per
cento è tutto sano e puro naif.
Io sono professionalmente naif…e questa non è nè una nota di merito,
nè una nota di demerito.
7.29 07/10/2008

Questo blog sta degenerando, un tempo non avrei scritto certe cose in
un blog pubblico con tanto di nome e cognome, ma l’Inghilterra mi
rende più spregiudicato nella scrittura.
Mi sento libero da un lato perché non parlo la loro lingua.
Scrivo maldicenze sui miei coinquilini perché so che non conoscono
l’italiano, ma di fatto è una gran ingenua stronzata…perché basta
cercare il mio nome e arrivare al mio blog, basta arrivare al mio blog
e tradurre tutto alla meno peggio con un sito automatico.
Che fragilità. E che fascino di questa fottuta fragilità.
Dicevo…al risveglio non ero molto entusiasta di questo sogno, non
sono affatto un patito per le vintage, lei mi diceva nel sogno:
“scopami, così evidenziamo il contrasto”.
Ma i sogni sono sogni, causati da mille fattori, niente è
matematicamente prevedibile, magari qualcuno mi avrà parlato di
gerontofilia e ho trasformato un normalissimo sogno erotico in questa
cosa.

7.37 07/10/2008

Stavo pensando, quando faccio qualcosa, devo chiudere msn.
Altrimenti si rischia di non dar soddisfazione.
Qualche volta sto studiando inglese, altre volte scrivo un post o un
racconto o un testo di una canzone, oppure semplicemente metto in
ordine e cose del genere…e avvisare tutti di quello che stai facendo
è un casino.
La prossima volta, mi metterò in invisibile e parlerò solo con
pochissime persone.
Dovete sapere che ho un milione di contatti su msn, in verità, ne
conosco solo una trentina.
Gli altri, sono per me come fantasmi, ma ogni tanto qualcuno mi
contatta, mi chiede della mia musica,ecc
Mi capita che qualcuno mi aggiunga, trovandomi online.
Oppure c’era un tempo che pescavo contatti trovati in rete per
pubblicizzare il mio sito, invitando a un passaparola.
In verità è cosa vana, alla fine, chi vuole, ti trova e se arriva una
collaborazione, è sempre frutto dell’intenzione e della volontà di chi
ha voglia di creare.
7.45 07/10/2008

Si è fatto tardi e devo prendere il bus per andare in facoltà.
Oggi dovrebbero portare la linea internet, ma una nuova camurria si
sta insinuando: il mio pc non vede la presa di corrente e sta
funzionando a batteria.
Così non va bene e sono cazzi, perché se si scarica la batteria non
posso utilizzare il portatile e devo portarlo in riparazione…meno
male che ho trovato un piccolo negozio che fa questo genere di cose.
Il fatto è: deve tornare a funzionare questa maledetta presa,
altrimenti si risolve una cosa e ne va a male un’altra.
E ripeto: camurria.
17.33 07/10/2008

Problemi: la batteria del portatile si sta staccando, porto il pc a
riparare. (Pomeriggio di merda)
Tante cose da raccontare, alla prossima.

 

 

 

Merda.
Sto iniziando ad odiare questo luogo.
Non perche sia un brutto luogo, anzi, mi piace molto…ma ha dell
incredibile quello che mi capita ogni giorno. E mi sto incazzando di
molto.
Ieri hanno portato magicamente la linea internet, abbiamo pure il
wireless, una bomba.
Tutti felici, tranne io che mi incazzo come una biscia perche l
alimentatore del portatile e andato. A quanto pare e dentro che non
funziona. E scusate la scrittura cosi ma e per questa fottutissima
tastiera inglese.
Stamattina mi sono alzato alle sette e mezzo, ormai mi viene
automatico.
Ubriacatomi con due tazzone di latte intero inglese (pesantissimo) con
cereali, mi reco verso il punto dove riparano i computer, punto che ho
magicamente trovato tramite le mie accurate indagini per Kenilworth.
Risultato: trovo il posto chiuso e questi sfaticati, iniziano a
lavorare tardissimo.
Io che ero li alle otto e un quarto, ho aspettato davanti alla
serranda chiusa, con lo zaino contenente il pc, fino alle nove e
dieci!!
Il tizio apre il negozio, tutto arzillo, gli faccio presente il
problema, lui sparisce per almeno dieci minuti nel retrobottega e poi
io dico: Are there a problems?
E lui: Yeeeeeeeees.
Good.
Insomma mi illustra quanto mi verrebbe a costare la faccenda e spara
un bel: 129 sterline.
Bene…bene un cazzo!!!
A parte il fatto che si terra il pc per almeno una settimana.
Bastard. Se va bene.
In ogni caso, ho pregato di mandarmi una mail quando fosse pronto
perche se mi avesse telefonato, uno: avrebbe speso un botto lui e due,
io non avrei capito una mazza.
Speriamo bene.
Ma le rotture di coglioni non sono ancora finite…
Stamattina, dopo aver aspettato l autobus per l universita per almeno
tre quarti d ora…vado alla university house per risolvere il
problema della id card, una carta che ti consente di entrare in
biblioteca, senno non entri, in palestra e mille altre cose.
A proposito, mi sono iscritto in palestra : 32 pounds, abbonamento
illimitato per tutto l anno, ma ve ne parlero piu avanti.
Insomma, mi reco verso questo edificio…una tizia mi manda da un
tizio, un tizio mi manda da una tizia e cosi via dicendo.
Fino a quando non trovo una tipa sessantenne che sapeva si e no due
parole d italiano e le ripeteva in continuazione.
Lei mi ha aiutato a compilare un modulo lunghissimo (siamo stati mezz
ora e non sto scherzando), l ernolemente, che non ho capito che cazzo
sia, ma a quanto pare e importantissimo, cosicche la mia id card possa
funzionare.
Arrivato in library, passo l id card e isn t work…non so se e
scritto giusto, ma sta di fatto che non funzionava…mi spiegano che
funzionera da domani.
Si spera, perche altrimenti, io faccio un inglesicidio.
NON
NE
POSSO
PIU
DI
QUESTE
ROTTURE
DI
STRACOGLIONI
E scusate la volgarita creativa, ma quando ci vuole ci vuole.
Ora che mi sono sfogato e mi sento libero e felice, mi posso sparare
un capitolazzo di Bjork, poi trangugio il mio pranzo (due corote, due
prugne e due mele) e cerco di accaparrarmi una sala di pianoforte.
E se mi gira, vado in palestra a farmi dei muscolazzi da paura.
Vorrei vedere un film in lingua in sala video (strafotonica), ma senza
l id card funzionante non va.
Ok ok…aspetteremo domani.
See you, people
E’ andato piuttosto bene il meeting.
A parte il fatto di averlo saputo tre ore prima e se fino a mezz’ora
prima ero in palestra, per forza di cose, mi sono presentato in tuta
da ginnastica, scarpe da tennis e sudato come un caciucco islandese.
Abbiamo fatto dei giochi tra italiani e inglesi, raggruppati per
squadre, poi conversazione a turno, giusto qualcosa da bere e cose di
questo tipo.
Ovviamente, avendo tutti i pori intasati, dovuti all’esercizio fisico
intenso (pesi, addominali, tapis roulant e altri attrezzi ginnici),
evitavo di inquinare l’olfatto della gente e me ne stavo a debita
distanza, in attesa di tornare a casa e fare una doccia rigenerante.
Ho conosciuto: un catanese che faceva morire dalle risate, una inglese
semi inferma che non si capiva una mazza di quello che diceva, un
tizio bresciano, una di Matera che viveva a Lussemburgo, un cinese
pieno di acne che parlava romanesco, una tizia tettona che sembrava
una delle Spice Girl (a quanto pare le faceva la corte il presidente
che organizzava il meeting), un tizio che mi ha dato tutta
l’impressione di essere gayssimo…che non faceva altro che rivolgermi
la parola…vabe’…poi un sacco di gente almeno il doppio di me come
altezza, che io a confronto mi sentivo Denny De Vito…insomma, un
venerdi sera un po’ diverso, visto che in quel di K, la cose piu vive
sono le bare… chissa’ stasera, non saprei…chiedero’ alla londinese
che a quanto pare ne sa di posti…ieri sera si e’ presentata alla
fermata dell’autobus truccata da indiana e che rideva come una pazza.
Secondo me si era inciuccata.
Io ho bevuto una birra very small…che alla fine ero piu’ sobrio di
un cavallo irlandese.
Non ho intenzione di incuccarmi il fegato…mi ubriachero’ di fitness.
Davvero…terapeutico.
E se diventassi indù?
08/10/08

Solo io posso fare certe cose.
E gli “amici miei” dell’omonimo film.
Mentre uscivo dalla library, vedo una riunione di gente strana
attraverso la finestra.
Cazzo, stanno mangiando e l’odore sembra buono.
Allora seguo la scia come un cane da caccia affamato e trovo questa
sorta di meeting esotico.
Insomma, erano un centinaio di indiani che ingurgitavano samosa,
bevevano cocacola e si ingozzavano di un dolce stranissimo che sapeva
vagamente di formaggio.
Di samosa ne avrò mangiati una decina, buonissimi, anche un po’
piccanti.
All’entrata un tipo mi chiede se anche io facevo parte della società
indù.
Con la faccia che mi ritrovo, ho potute rispondere con un sonoro: yes,
of course.
Il tipo mi sorride, mi stringe la mano e mi catapulta nel bel mezzo
dell’ingozzamento.
Se leggete nei post precedenti a pranzo, potete comprendere quale fame
avesse potuto spingermi ad improvvisarmi di un’altra religione.
Che poi…”cambiare”, fino a un certo punto…perché sarei ateo…e
precisamente agnostico fradicio, marcio.
Ho piacevolmente riempito lo stomaco in cambio di una svendita
spirituale.
Sono una puttana?
Forse, ma era una bella atmosfera, con quell’altarino con Visnu,
l’incenso e le candeline comprate da 99p.
Uno spettacolo…avrei mangiato altri sessanta samosa come minimo.
Se non sapete cosa sono, cercateli su google, sfaticati. Esiste google
immagini, così vedete come sono fatti.
Quasi quasi divento induù e poi ci sono un sacco di eventi musicali e
un sacco di roba fighissima.
Cazzo, mi sento un adolescente, dico figo, fottutissimo e shit ogni
due secondi.
Ogni tanto dico che sono depresso, che se mi sentisse un depresso
vero, mi suiciderebbe.
Non so perché, ma sto pensando a un catamarano.
Nessuno ci pensa mai ai catamarani?
Chissà se gli indù ci pensano.
Ahh…e della serie che posso essere sputtanato in qualsiasi
momento…a un tipo indiano, Victor, ho dato il mio sito, cosicché
potessero comunicarmi tutti gli eventi.
Basta che becchi un amico italiano o traduca le pagine automaticamente
e sono fottuto.
Dopo aver conversato intensamente l’altra sera con l’americano, ho
scoperto che è sposato (!!!) e sua moglie conosce alla perfezione
l’italiano perché ha fatto un college figo e l’ha imparato lì.
Comunque, è stato parecchio affabile qualche giorno fa, l’ho
rivalutato e forse lui ha rivalutato me.
Non sarà un indù anche lui?
Peti e rutti all’estero

 

08/10/08

21.55

Qualche ora fa ero in library, seduto al pc mentre facevo le mie cose.
Una giapponese bruttisima non mi spara un bel ruttazzo megagalattico?
Ci rimango allibito e facendo finta di nulla, continua a succhiare la
sua bevanda.
E questa è una.
L’altra è Honk Kong girl, Eléna insomma, la donna cannone, nel senso
che è anche rintronata.
Quanto tu le chiedi qualcosa, lei ti risponde con quello che tu hai
domandato.
Grazie al cazzo.
E’ un pappagallo insomma.
Ieri però l’ho rivalutata.
Si è offerta di farmi provare il suo cavo del pc perché il mio non
andava.
La prova non è andata a buon fine, ma lei ci ha guadagnato qualche
punto, per poi perderlo poco dopo.
Mentre cucinava…non sento un botto sordo ed acido che il mio
orecchio sinistro e il mio naso indignato hanno dolorosamente
percepito?!
E si, chiamala come vuoi, ma era aria calda dal culo.
E ha fatto un bel rumore. Per l’esattezza…prarapapup-papà!
Dopo un po’, non so se per quel motivo o per altro, è scattato
l’allarme anti fumo.
E’ arrivato poi il tedesco e con metodi hitleriani ha fatto zittare
tutta quella caciarona.
Sì, mi piace il verbo zittare, ok?
Io non ho niente contro i peti e i rutti, ma guai a far scattare
l’allarme antifumo.

Gli autobus di Kenilworth
Mi è appena passato davanti l’autobus che dovevo prendere.
L’ultima volta è passato alle 8:31 e ora alle 8:22.
Ok ok, mi direte che passa ogni dieci minuti, ma non è sempre così!!!!
Magari per due o tre giorni è così e una volta non passa affatto.
Ok, la timetable ce l’ho, ma non serve a una miccia, fanno quello che
vogliono loro.
Sono capaci di non fermarsi alla fermata prestabilita quando fai cenno
con la mano!!
Poi quando sta per arrivare un autobus, c’è l’insegna luminosa che
dice dove va esattamente e dove passa.
Tu sali, convinto di andare in quella direzione e quando sei salito
sull’autobus, l’insegna cambia e tu vai a finire in culo al mondo.
Bello, molto piacevole perdere tempo. Mannagg a chi t’è stramuort…
Avevo programmato una mattinata pianistica, visto che per trovare un
pianoforte libero devo andarci prestissimo.
Riuscirò ad andare in palestra e a prendere il film in lingua da
guardare pomeriggio.
…ed ero persino riuscito ad uscire da casa senza accendere il pc la
mattina…
Dovrei capire come si fa arrivare alla festa di stasera.
Bene, l’indirizzo ce l’ho, devo solo studiarlo meglio su Google
Earth…e prendere l’autobus giusto.
L’alcolico (leggero) da portare ce l’ho, i viveri per oggi pure.
Dopo un’ora e mezzo di palestra, sono andato a giocare a basket e una
nipponica mi ha cacciato, non ho ancora capito perché, forse perché a
quell’ora era programmato l’allenamento di una tale squadra.
Poi ho preso un dvd (che si può riconsegnare entro tre giorni), “Edge
of Darkness”, almeno lo guardo al pc e con i sottotitoli in inglese.
Quando stavo uscendo dalla library, la tipa che sta all’uscita e sta a
vegetare dalla mattina alla sera, si mette a blaterare qualcosa che
aveva a che fare con il mio dvd (i madrelingua non li capisco). Magari
pensava che l’avessi rubato, ma se così fosse stato, scattava
l’allarme.
‘Cazzo vuole??? Ho usato la mia card regolarmente e avevo la ricevuta
della consegna.
Rompono troppo le palle, lasciateci vivere.
Le gocce si azzuffavano per rilassarmi.
Avvertivo brividi di maturità e sfornavo nuove melodie, ripensavo a
tante persone della mia terra natia e non natia.
Pensavo alla mia famiglia, cosa che faccio con più frequenza
all’estero.
Eppure mi lamento della logorroicità di mia madre.
E’ come se stesse cambiando qualcosa, senza dare nessun valore
positivo o negativo, ma sta cambiando.
Intanto le gocce fluivano insieme ai pensieri.
Sta cambiando qualcosa su cui sto lavorando e da un pensiero passo ad
un altro.
E’ vero sono Inghilterra, mi ero proposto di scrivere delle canzoni in
inglese; ne ho scritta una, ma la mia lingua è l’italiano e se non
voglio sfornare ridicolaggini, devo comporre in questa lingua.
L’inglese può aspettare, cerco solo di arricchirlo un po’ per la
sopravvivenza.
Riflettevo sul passato, sul presente e sul futuro…ma alla fine mi
sono concentrato su quelle gocce calde che sul mio corpo in
trasformazione distruggevano il gelo, dunque ho scelto il presente.

 

Ritorno da un party etilico
Strano odore di arance nella mia stanza.
Eppure non ho mai comprato arance da quando sono qui…vabè.
Sono appena rientrato da una festa vagamente etilica, partita
dall’idea di pochi intimi e trasformatasi in una borgia infernale e
multiculturale.
Sarà forse perché ho messo la mappa di Google Earth su gruppo di
facebook?
Non saprei, il tavolo si è riempito di alcolici e gli immancabili
italiani cucinavano immancabile pasta al pomodoro.
Ho bevuto abbastanza, ma non troppo, ridevo di gusto, ma ero nel pieno
delle mie facoltà mentali.
Qualche foto e qualche video per immortalare questi primi veri momenti
erasmus.
Ridendo e scherzando si son fatte le quattro e ormai era troppo tardi
per qualsiasi autobus, sicchè sono rimasto a dormire in soggiorno, sul
divano, a casa di Tommaso, gentilissimo, che ringrazio fervidamente.
Adesso batto queste poche parole, ascoltando musica strumentale, non
prima di essermi ubriacato di “Wanderlust” di Bjork…perché adoro le
melodie di ampio respiro.

 

Il delirio delle mosche, crocchette, ornitorinchi e polpette
Questa è la perdizione della mente.
Più scacci una mosca astratta e più diventa mostruosamente concreta.
Una mosca che con la fantasia è divenuta di miele e rose.
Allora faccio il pieno di zaini elettronici dal peso di 25 kg.
Sto scivolando in un vortice e la mosca intelligente non lo sa, non ha
compreso il mio scivolare.
Chissà se tra queste arie, spalanca gli occhi rossi.
Le spade che si battono, si sono battute a vuoto e la mente fa brutti
scherzi…oppure è il palpitante che delira?
E’ forse bipolarismo ciclico, si attende la manna dal cielo. Mannala.
…Ma tu ??? … io forse ancora e terribilmente, ma ormai è tardi per
il camper del nord Europa, siamo nel futuro, è troppo oltre…
La confusione altalenante nell’arrosto; c’è la guerra e vietarono i
telegrafi.
Una crocchetta impazzita, esausta, arrivata al capolinea.
Poteva essere recuperata in extremis da un ornitorinco, invece ancora
più impazzito.
Le parole e il modus operandi avrebbero potuto fare miracoli, anche a
dispetto della polpetta col marciume arretrato, accumulato.
Quei due hanno fatto harakiri, chi in un modo, chi in un altro.
Io so che la dedizione ostinata della crocchetta, apparsa ovvia, verrà
rimpianta nel regno del venturo.
La polpetta non era poi così tanto appresa da aceto balsamico.
Le mosche paranoiche hanno divorato tutto, ma ci sono larve che
sopravvivono.

 

Oggi non mi va proprio di scrivere niente.
Beh…scrivendo queste parole, già mi vien voglia di scrivere
qualcosa.
Un po’ di parole senza senso, fluide.
Allora posso dire che l’eco della polpetta mi ha dato gioia e
ascolterei volentieri echi polpettosi, anche se non sta nel piatto ma
sulla luna, perché i bomboloni (scippi cuppi di lignati di bumbuluni),
sono sempre vivi nella mia milza…coi biscotti dark, sex and the city
e un tiramisù con 2005 caffè, la sfoglia al forno e la granita gran
soleil…gioia sì, un po’ meno per la portata ovviamente, il fatto che
nell’eco ci fossero onde sonore amare che illustravano situazioni
delicate e un po’ afraid.
Per tutta la mattinata c’era una crocchetta gigante che col
cervelletto stringeva la pinna a un ornitorinco, mentre la dottoressa
faceva le sue cose e blaterava.
E Santa Maria Goretti? Forse è sempre vestita di rosa.
Sarei curioso di vedere il topo napoletano dal cazzo moscio dove
sgattaiola.
Fotografo quel mondo, dove l’orso portava gli occhiali, poi un autobus
con le ali e la padella col cous cous.
Renzino a cavallo tra una bomba e l’altra.
Stasera non c’è niente da mangiare, una piadina può salvare.
Per finire, il fiordilatte.
Gerdo, zi, nu, gome? Guando? Berghé?
Si stanno finendo i dindini.
Camurria.
Era da tanto che non scrivevo un post, a parte poche parole.
Giornata produttiva oggi; ho finito una unit d’inglese, un’ora piena
di palestra, scendendo di peso addirittura oltre i 68 kg e bruciando
in un’ora almeno oltre le 300 calorie.
Ho esaminato un po’ di pezzi di Bjork e letto un po’ sul web.
Dopo una certa ora, ho addirittura trovato una sala pianoforte libera,
dove c’era persino una batteria elettronica che ho provato con gusto,
l’unico problema era che non c’erano le bacchette, ma mi sono servito
delle mani.
Folle desiderio di avere una batteria elettronica per il mio prossimo
studio insonorizzato.
Mi sono esercitato per almeno un’ora e mezzo, poi per riposarmi, ho
trovato gli accordi di Singin in the rain, brano che vorrei
interpretare piano e voce pro youtube.
Poi a concludere bene la giornata, l’autobus che è arrivato quasi
subito, evitando di farmi congelare fuori.
Oggi forse è Halloween, ma non so, non mi andava di pagliacciarmi,
forse non ho più l’età.
Sono stato davvero bene stasera, non facendo un bel niente, stando al
pc a leggere e ascoltare musica jazz, a chattare con gli amici e a
condividere contenuti.
Non per forza bisogna andare a divertirsi…per divertirsi.
Appena fatto il biglietto dell’autobus per Londra.
Bisogna solo trovare un posto per stamparlo, oppure comprare il
credito online e stampare in biblioteca.
Bastardi, almeno alla biblioteca di Arezzo si stampa a go go.
Comunque buone notizie, si parte martedì, dovremmo essere in 14, ma
ancora non è sicuro.
In ostello si spende poco e anche l’autobus è a basso costo.
Inoltre anziché rientrare giovedì, rientrerei domenica sera, visto che
il mio amico cantautore Marco è lì dal fratello.
Si prospetta anche un concerto di Stockausen.
Credo di portarmi anche il portatile, così posso sentire la famiglia
in questa settimana…ok…non è solo per questo, forse sono un po’
drogato…ma vuoi mettere la soddisfazione di bloggare proprio a
London, fare le tue quattro cose internettiane prima di dormire, ecc?
Ma poi, se non te lo porti, il portatile, che portatile è…

 

Peripezie londinesi
Ho lasciato Londra alle spalle e ora mi godo un po’ di silenzio.
Questa città mi ha preso per mano gradualmente.
All’inizio, entrando per le vie per riferiche, sono rimasto quasi
indifferente. Già dai primi giorni, ho avuto modo di vedere gran parte
di essa, ma sempre di corsa, con un paio di pantaloni senza cintura,
puntualmente alle ginocchia e il fiato alla gola.
Ho cercato di trovare un equilibrio alimentare, ma è difficile.
Per forza di cose, pur evitando il Mac Donald, si è passati dalla Cina
e dal Bangladesh.
Ma non troppe volte, fortunatamente.
In questa città, ho avuto modo di capire, come fosse facile
telefonare, anche se sei a zero sul cellulare.
Ho speso trenta secondi per chiamare una persona speciale, senza che
fosse un evento particolare, senza un motivo, ma solo per far sentire
la mia voce. Bastano pochi secondi.
Davvero facile telefonare, anche se sei a meno zero. Non ci sono scuse
che tengono.
Bastano pochi secondi.
Ad esempio, metti che non hai soldi, è il compleanno di una persona a
cui tieni, che so…il tuo ragazzo, ad esempio…e vuoi chiamarlo per
fargli gli auguri, anche per una trentina di secondi, basta mettere un
fottutissimo pound, una moneta che è impossibile non avere, in una
delle mille cabine, fare lo zero zero trentanove e il numero di
cellulare che già sai a memoria.
Addirittura molte vanno anche con la carta di credito!!!
Ho capito questa cosa e a distanza di anni, mi ha fatto un po’ rabbia
ripensare a un certo episodio che non sto qui a spiegare nei minimi
dettagli, ma che se qualcuno dovesse trovarsi a leggere, potrebbe
capire.
Episodio che si è ripresentato e ha suscitato paradossi.
In ogni caso, questa città mi ha dato uno squarcio di mondo ed
attraverso le foto e i video, ho rubato questo squarcio.
In questa città mi sono perso, sono stato recuperato dagli altri e ho
trovato le giuste direzioni, che dopo qualche giorno, non sembrano
essere così ardue da trovare.
Questa visita si è divisa in due: con i colleghi dell’erasmus e con il
mio amico Marco.
La seconda parte è stata più rilassata, fatta di passeggiate lungo il
Tamigi, chiacchere sulle panchine dei parchi immensi, locali jazz,
concerti, giri per i negozi e le vie illuminate.
Molto interessante il concerto-tributo a Stockhausen.
La prima parte l’ho apprezzata molto, la seconda un po’ meno.
Interessante l’idea di un miscuglio atonale sonoro, intrecciato con
delle linee vocali sgembe. Ma non puoi farlo durare mezz’ora, ho
trovato questa cosa un po’ ridicola, tant’è che dopo venti minuti, mi
sono messo a chiaccherare con il mio amico, a bassa voce.
Due matusalemme, uno davanti e uno dietro, urlano shhh…e addirittura
uno dietro mi dà un colpo di settimanale durissimo sulle spalle.
Ma fa questo effetto violento Stockhausen??
Un altro ancora mi fa cenno con la mano che vuole darmi un
pugno…avrei sputato loro in un occhio…limitati a fare “shhh”, ma
non minacciarmi o percuotermi. Allibito. L’ho insultato in inglese tra
i denti e finita lì.
Poi ho scoperto che non si può tenere acceso il cellulare, nemmeno
senza soneria!! Va bè…
Adesso sono tornato e la fine del viaggio è stata tremenda, ma tutto
sommato fortunata.
Dovevo partire da Victoria Coach Station.
Già per raggiungere la stazione degli autobus, non ho fatto altro che
cambiare metropolitane, in quanto proprio quella che mi interessava
era stata chiusa ieri.
Dopo aver cambiato almeno quattro o cinque volte, chiedendo
informazioni ai passanti e guardando le mappe sul muro, ho raggiunto
il fantomatico posto.
Ah dimenticavo una cosa di Londra: costa.
Non “Costa”, la catena in cui puoi prendere un cappuccino semi-
italiano, ecc…
Ma costa…costa mangiare, costa tanto, costa respirare e anche
cagare.
Minimo venti pences.
Ne ho avuto bisogno e per cagare ho speso almeno due pound in una
settimana.
Bel sistema per ricavare soldi dalla merda.
Comunque.
Arrivato alla stazione degli autobus, ho aspettato tre ore abbondanti,
a causa di un mostruoso ritardo del mio pullman diretto a Birmingham
via Coventry.
Risultato: sono arrivato all’una di notte. Paesaggio scuro e gelido e
ovviamente gli autobus per Kenilworth non c’erano a quell’ora.
Dove dormire? Non potevo disturbare qualcuno dei miei colleghi a
quell’ora.
Dove andare? La fermata era davvero in culo al mondo.
Ok ok, non perdiamoci d’animo.
Ho seguito, non so perché, un po’ di persone che scendevano
dall’autobus.
Una volta mi aggregavo a un gruppo e una volta mi aggregavo a un altro
gruppo, fino al punto che mi sono trovato a seguire due ragazze.
Ero conciato con il cappello e una sciarpa fino a sotto gli occhi.
Insomma, facevo paura e credo che quelle due povere ragazze avessero
avuto paura.
Ogni tanto si giravano e mi guardavano con un punto interrogativo
gigante stampato sulla faccia.
L’altra mi guardava impaurita. Ma le seguivo.
Poi si è aggiunto a loro un gruppo di giapponesi e ho seguito loro.
Fino a quando, camminando camminando, non mi trovo vicino al campus
universitario di Warwick.
Ad un certo punto, ho smesso di seguire tutti, in quanto si erano
insospettiti, mi guardavano spesso e stavano all’erta.
Solo allora avevo capito il mio piano.
Cercavo un tetto, un posto caldo dove dormire.
Seguendo qualcuno di loro, sarei entrato negli alloggi del campus,
spacciandomi per un residente e avrei dormito in qualche angolo
dell’edificio.
Niente, piano fallito.
Dove cazzo dormire?? Si congelava.
Qualcosa dentro di me però mi diceva che non avrei passato la notte al
freddo e al gelo.
Feci il giro del campus (in cui avevo già alloggiato), in cerca di una
porta aperta per imbucarmi.
Alla fine sono edifici molto impersonali e nessuno ti nota, a limite,
avrei mostrato la mia Id card da studente erasmus, avrei inventato
qualche scusa e non mi avrebbero detto nulla.
Avrò vagliato almeno una ventina di porte.
Vedo un edificio illuminato, vedo gente in cucina, forse hanno fatto
una festa.
Ok ok, vediamo se la porta è aperta.
E’ aperta.
Nessuno mi vede, entro.
Il posto è riscaldatissimo.
Faccio un giro dell’edificio, che tutto sommato conosco, visti i tre
giorni erasmus iniziali, passati in quelle zone.
Trovo una mega cucina. A terra c’è la moquette. I riscaldamenti sono a
palla, mi spoglio, si sta bene. Mi adagio.
Sono quasi le due di notte, spengo tutto e mi metto a dormire.
Ho trovato il mio posto, appoggio il giubotto che mi fa da cuscino e
passo la notte lì.
Nessuno se ne accorge, nessuno mi dice niente. Nessuno entra in cucina
di notte.
Mi sveglio alle sette del mattino, esco dal campus faccio una corsa
verso la fermata dell’autobus e becco quasi subito il twelve per
Leamington.
Ce l’ho fatta, ritorno a casa e mi fiondo al pc per rispondere alle
numerose e-mail arrivatemi in queste giorni, scaricare le foto e
scrivere qui.
Adesso penso a studiare, almeno fino all’ora di pranzo, dopodiché
penserò a fare il solito su e giù dall’università, con una nuvola in
testa fatta di Tower Bridge, Big Ben, Millenium Bridge, il Tate, il
British Museum, istantanee di Trafalgar Square e altre icone classiche
londinesi.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
10.57 04/10/2008

Sognando sogni rarefatti, visioni e scrivendo scritture, pensando
pensieri, meditando meditazioni, fantasticando fantasie di fuoco come
allucinazioni mistiche.
Adesso viene il fare, l’agire, concentrarsi sulle attività.
Arriva la produttività con la coscienza piena dell’oggi.
Obiettivi e serenità di mente, animo e corpo.
Sport…perché lo schifo subito si fa sentire sul corpo, è matematico.
Mi organizzerò, portando portate portatili a Coventry e in quel luogo
mi organizzerò, tornando con l’ultimo autobus a K.
Mille cose da fare e da capire,una vita nuova nella vita nuova.
9.06 05/10/2008

Quando quel soffio di vento caldo si sarà dileguato, si piomberà
ancora nel vuoto.
I salici piangenti torneranno a lacrimare e la pioggia sarà inclinata.
L’ingenuità verrà ovattata da un coma bianco e sanguinolento.
Quando quel soffio di vento caldo sarà lontano, un vortice di silenzio
invecchierà tutte le cose e abbasserà gli sguardi al nuovo.
13.24 05/10/2008

Davvero strani coinquilini in casa.
L’americano preparara il cibo, mi vede che mangio in cucina e tutto
quello che prepara se lo porta in camera.
Come tutti del resto.
Non si può fare una conversazione, devo essere io a tirare le parole
di bocca agli altri.
Io che con l’inglese ho litigato e loro che lo padroneggiano stanno
zitti.
Fuori continua a piovere e si inizia a gelare, intanto i riscaldamenti
sembrano funzionare bene, anche troppo.
Dovrei mettere in ordine e lo farò, intanto fisso il computer e penso
a cosa mi manca, a chi mi manca.
Qualcosa graffia, non c’è niente da fare.
20.01 05/10/2008

Credo che in questa fottutissima casa, comandi la londinese.
Da quando c’è lei, i riscaldamenti non funzionano più.
Inoltre se ne sta a piedi nudi sul pavimento. Qua non sta bene la
gente, ha una percezione del freddo e del caldo assolutamente
alterata.
Mentre cenavo, la coinquilina obesa di Hong Kong, preparava strani
intrugli in cucina e ogni tanto assaggiava qualcosa con le bacchette.
Ho cercato di mettere un po’ di musica, qui non ascolta nessuno
niente.
Ho regolato il telefonino affinché diventasse un ricevitore fm.
Le provviste alimentari sembrano scarseggiare, domani farò colazione
con the e cereali.
E’ da domani che comincia una nuova routine.
20.33 05/10/2008

Cose da fare per domani.
Sveglia alle sette e colazione.
Alle otto partire da K ed essere in facoltà verso le otto e mezzo.
Cercare il mio dipartimento e informarmi per le lezioni da seguire.
Un’ora su internet, trasferire dati vari e controllare la posta.
Suonare pianoforte fino a mezzogiorno e mezzo, poi partire per K e
cenare.
Fare la spesa dopo pranzo (farsi bastare 30 pound per tutta la
settimana, altrimenti sono cazzi) e ripartire per K.
Trovare la biblioteca e continuare il libro, un’altra ora di suonare e
poi ritornare per la cena a K.
Ultima serata senza internet domani, si spera, mi sento un po’ fuori
dal mondo.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
10.38 28/09/2008

Ieri, proprio mentre rincasavo, apro la porta e vedo un valigione.
Ho pensato: ma chi è questa razza di sfigato che si porta una valigia
così grande?
Ehi…ma su quel cartellino sembra esserci scritto il mio
nome…hei…ma è la mia valigiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
Beh, ho saltato di gioia per almeno tre quarti d’ora.
Perlomeno ho messo le lenzuola al letto e una coperta, dormendo per la
prima volta con un pigiama e non coi i jeans.
Poi ieri sera ho conosciuto l’altra coinquilina, mi bussa e si
presenta.
E’ francese anche lei, non mi ricordo il suo nome. Bionda, aspetto
nordico, si fa capire quando parla in inglese.
Sono io che ogni tanto non mi faccio capire, ma la breve conversazione
regge tutto sommato.
Si parla del fatto che lei ha comprato i patti per tutti e che quindi
dovremmo versare una quota…io ho comprato qualcosa del genere nel
pomeriggio.
Poi ho scoperto che dovremmo essere sei coinquilini!!!
Per quanto riguarda la mattinata, la cosa è stata più complicata.
Qualcosa l’ho risolta, come prendere un piccolo vocabolario d’inglese,
dei tacquini e una penna, spazzolino, dentifricio, ma c’era ancora da
risolvere per la valigia.
Allora sono andato dalla tipa italiana dell’ufficio, ma non è che
stata così disponibile come credevo e mi ha spedito all’ufficio
internazionale.
Sbagliando ufficio, mi sono in battuto in un cinese che si è fatto in
quattro per aiutarmi.
Dopo dieci minuti ormai eravamo amiconi, parlavamo del più e del meno.
Per raggiungere quest’ufficio abbiamo fatto chilometri a piedi.
Arrivati lì, il cinese comincia a sbraitare perché si accorge di aver
sbagliato e poi torniamo indietro fino a quando non lo troviamo.
Conosco finalmente colei che mi aveva tempestato di e-mail per tutto
il mese di agosto, colei che era diventata la mia ossessione virtuale.
Insomma, la mia afflizione burocratica.
AMANDA!
Non è italiana, è un’inglese doc, una vecchiaccia gentilissima che si
è preposta di risolvere i miei problemi, ma che sotto i baffi se la
rideva per le mie avventure tragicomiche.
Secondo me mi prendeva per il culo, mi ha detto pure che il mio
inglese è “fine”. Mah, non l’ho bevuto il complimento.
Poi ha iniziato a fare le battute lei…della serie che non mi
cambiavo da quattro giorni, che forse qualcuno poteva fare un gesto di
carità…vabbè.
Vicino ad Amanda, c’era un inglese slavato che parlava a rallentatore
per farsi capire.
Aveva forse intuito con che sorta di ritardato linguistico aveva a che
fare.
Lo capivo un po’più degli altri, ma ormai capisco più i vietnamiti che
non gli inglesi.
L’altra sera un gruppo di vietnamiti, senza che dicessi nulla loro, mi
ha tempestato di domande, alla fine ho parlato loro della mia musica e
si sono segnati lo space affinché ascoltassero.
Proprio quella sera, ho cercato di fare il bis con la cena, ma la cosa
è andata in fallimento.
Un tipo stava già versandomi il cibo, ma una tipa vide che non avevo
il vassoio e sgamò la cosa, allora mi sgranò gli occhi e mi disse:
ONCE!!
Ok, ok…una volta sola…in compenso però fregai un pezzo di torta a
uno dei vietnamiti che neanche l’aveva toccata.
Quando la fame arriva, arriva.
Comunque, dopo tutta questa parentesi che vi aggiorna sugli episodi
passati, torniamo al presente: ora sono a K, la mattina fa sempre un
freddo cane, al piano di sopra sento passi misteriosi di gente che non
conosco, non ho una vestaglia per ripararmi dal freddo e quindi sto
utilizzando un accappatoio blu, dopodiché adesso mi accingo a mangiare
(non con le mani come ieri mattina), ma con un cucchiaio vergine, uno
yogurt invitante.
Ah, a proposito di casini che non finiscono mai…arrivata la valigia,
mi sistemo tutto contento, ma che succede? Va via luce…cioè solo
nella mia stanza, quindi sono al buio, devo arrangiarmi con una
torcia…mah, si cercherà di risolvere anche questa…
10.56 28/09/2008

Prima che io facessi colazione, ho beccato tre persone.
La terza coinquilina è una cicciona di colore proveniente da Londra.
Con lei c’era la madre, una sorellina di cinque anni e un orsacchiotto
enorme. Forse il surrogato del fidanzato.
Presumo l’abbiano accompagnata, lei ha la faccia seria e poco affabile
e una maglietta grigia di Warwick.
Mentre facevo colazione, si è ripresentata Emily o Amelie, che ancora
non ho capito bene.
Non l’avevo riconosciuta perché l’altra sera c’era poca luce.
E’ stata lei a prendere la valigia, due chiacchiere e poi è salita su
a sistemare i suoi bagali.
Gli altri due coinquilini, si pronostica siano due inglesi, ma nessuno
ne è sicuro.
Qui fa sempre più freddo di mattina e io mi illudo che il mio
accappatoio blu possa riscaldarmi e invece no.
Forse ci vuole una persona per riscaldarmi veramente, qualcuna di
veramente folle, qualcuna che non si stanchi mai, qualcuna che è
magica, qualcuna che non mi faccia sentire in colpa per qualcosa,
qualcuna che legge i miei pensieri anziché fraintenderli.
Perché non bisogna ascoltare solo le cose che si dicono, ma quelle che
non si dicono.
Io so che esiste questa persona da qualche parte, chissà, magari si
materializzerà a breve, tra note orientali e tra contrasti di dolcezza
e perversione.
Attenderò con pazienza.

11.11 28/09/2008

Mi sono sbagliato, sono solo io al pianterrenno…ecco perché credevo
che tutti entrassero in una stanza, in realtà lì ci sono le scale e
salgono di sopra.
Meglio, niente persone tra i piedi nello stesso piano.
Ci si può permettere qualche rumore molesto in più, senza avere altre
stanze vicine, anche se al piano di sopra.
Devo ancora fare tante cose, una doccia, sistemare qualcosa, provare
la tastiera midi.
Essa, proveniente dall’Italia dentro la valigia, ora ritrovata.
A volte un oggetto ti ricorda qualcosa che non c’entra nulla, tipo: un
paio di scarpe, ti ricordano un camino.
Una tenda ti ricorda un ombrellone e una lampadina ti ricorda uno
specchio.
Un cassetto ti ricorda una barca o un piatto rustico con i wuesterl ti
ricorda qualcosa di osceno.
Lo so, il mio cervello è andato.
Quella tastiera mi ricorda un piatto fatto di polpette e crocchette,
un piatto buono, magari agrodolce, che amavo tantissimo.
Adesso l’ho provata, ma a quanto pare ho dimenticato il cavo,
pazienza, non è difficile da trovare, si troverà.

11.21 28/09/2008

Non mi stacco da questo pc, sono inchiodato dal gelo, ma devo alzarmi
da qui…one, two, tre…

11.25 28/09/2008

Avevo tralasciato un altro casino…ieri sera mentre cucinavo è
scattato un allarme, non so di cosa…ero da solo in casa.
Il rumore era divenuto incredibilmente assordante, è continuato per
dieci minuti ed io stavo perdendo i timpani, ma poi ha smesso e adesso
ci sento benissimo.

Qualcuno di voi ha detto qualcosa per caso?
13.20 28/09/2008

Sono appena tornato da un giro in centro, ho fatto anche un video tra
le tombe.
C’è una sorta di cimitero vicino a una chiesa, ma non è così lugubre,
proprio vicino c’è un campo e i bambini che giocano.
La gente si siede sulle panchine vicino alle lapidi. E tutti hanno
un’aria serena.
Per il resto…devo decidere cosa fare oggi.
O rimanere qui, andare al supermarket (che c’è un sacco di strada) e
prendere qualcosa da mangiare per i prossimi giorni o andare a
Coventry e vedere se sono aperti nel pomeriggio alla Primark, negozio
economico di vestiti, giusto per comprare un piumone.
Solo che di domenica gli orari sono di merda…e se sbaglio qualche
autobus, rimango lì praticamente.
Ok, forse è meglio rimanere qui e andare al supermarket che è aperto
fino alle quattro e prendere ciò che è possibile.
Inoltre dovrei comprare una piccola lampada da tavolo perché senza
luce in camera sono fottuto.
Ho deciso proprio scrivendo: mangio quel cavolo di piatto liofilizzato
sperando venga decentemente e vado pazientemente al supermarket.
Nel pomeriggio aggiusto tutti i vestiti della valigia e domani vado
prestissimo a Coventry, in modo tale da risolvere tutto, tornare qui e
posare la roba e ripartire per Londra nel pomeriggio, visto che volevo
fare un giro…
Devo sbrigarmi a fare queste cose, perché dopo questi giorni di
assestamento, si lavora sodo, si va a lezione e si studia pianoforte.
Bisogna solo organizzarsi con calma, una cosa per volta.

16.12 28/09/2008

Le cose cominciano ad andare meglio.
Tornando da far la spesa, ho trovato in casa un piacevole calore.
A quanto pare hanno reso attivi i riscaldamenti.
Inoltre la luce della mia camera che misteriosamente non si accendeva
più adesso si accende.

20.23 28/09/2008

Adesso non ci sono: nè wireless, nè riscaldamenti.
Sono salito sopra per vedere se ci fosse un posto dove si potessero
accendere questi dannati riscaldamenti, forse sono a tempo.
Salendo ho visto la cicciona di colore dentro il letto che stava
leggendo, aveva lasciato la porta spalancata.
Ai piedi del letto quella specie di pelouche enorme che mi guardava
sospettoso.
Scendo e mi siedo al pc, senza molto da fare perché non c’è la rete.
Beh ho provato il microfono non professionale e ho visto che va, per
fare qualche lavoro di fortuna va bene, credevo molto peggio.
L’unica cosa è che non ho trovato il pedale della tastiera e non mi
ricordo se non l’ho portato o si è perso.
In ogni caso, il prossimo passo è prendere quel cavetto e una
ciabatta, cosicché possa iniziare a incidere qualche pezzo alla meno
peggio.
Dopo vorrei chiedere agli altri coinquilini di mettere la linea
internet, visto che è già tutto predisposto a livello di cavi.
Adesso cerco di studiare un po’ di inglese, prepararmi per tutte le
evenienze, imparare i vocaboli che non ti vengono mai.
E intanto aspetto Godot, che magari arriva domani sera.

22.46 28/09/2008

Due Unit del corso di inglese in cd rom le ho consumate per bene, in
alcuni esercizi non me la sono cavata affatto male.
Inoltre cerco di scrivere sul mio glossario le parole che non mi
ricordo, solo così posso memorizzarle.
Per quanto riguarda il freddo, forse ho risolto, per ora che non ho il
piumone.
Ho messo tre paia di lenzuola e una coperta leggera sul letto e
addosso, due pigiami. E’ meglio che uno.
Sono quasi le undici e in questa casa c’è un silenzio assoluto.
Mi piace il silenzio, ma cazzo, sono in erasmus.
Ho l’impressione che questi coinquilini siano un po’dei morti.
E’ domenica sera, usciamo, qui vicino c’è un pub.
Ma ok, me ne frego, tanto le mie cose da fare ce l’ho, fra non molto
vado a dormire e domani mi alzo molto presto, bello pimpante, attivo e
meditabondo.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
7.22 27/09/2008

Qui va sempre peggio. Un freddo cane, ma cane cane.
Visto che ho lasciato il campus e quindi una stanza calda e un letto
caldo, con tanto di lenzuola e di piumone, adesso la situazione si
mette male.
E’ freddissimo, forse dovrei solo regolare i riscaldamenti, capire
cioè come funzionano.
Stanotte ho dormito come un barbone, sul letto non ci sono le lenzuola
ed io queste ce l’ho nella valigia.
Ho dormito quindi vestito sul materasso con una copertina ridicola e
un giubotto.
Inutile dire che ho sentito nelle ossa un cazzo di freddo.
Ma tanto provvederò…o arriverà oggi la valigia o vado alla Primark a
Coventry e compro un po’ di roba per sopravvivere: un mega piumone
magari.
Altra triste scoperta: non ci sono pentole, piatti e posate.
Sicché come stracazzo facevo a mangiare lo yogurt stamattina?
Di certo non mi facevo quattro chilometri a piedi per comprare le
posate al supertore.
Bene, l’ho mangiato con le mani, come un selvaggio.
Al tatto un po’ freddino, ma mi sono nutrito.
Ma il freddo continuava, allora ho risolto anche quello: mi sono messo
a fare ginnastica e un po’ la situazione è migliorata.
Altre considerazioni: il letto è di una piazza e a starci con un’altra
persona è un po’ scomodo, però almeno si sta appiccicati e si risolve
la bega del freddo.
Altra nuova scoperta.
Ieri sera, verso le undici e mezzo, rincasavo dall’ultimo party
dell’orientation.
Con me scende una ragazza e si dirige verso la mia stessa direzione.
Io stavo andando a casa, quindi sembrava che io le seguissi, ma non
era così.
Lei accelerava il passo, che so, magari credeva l’aggredissi…e ogni
tanto si guardava indietro quasi spaventata.
Non sono un maniaco, cazzo, stai calma.
Lei si ferma, apre una porta ed io mi fermo dietro di lei.
Bene, abitiamo nella stessa casa.
Lei è ancora incredula e vuole vedere la chiave.
Appena l’ha vista, si è rincuorata.
What’s your name? Emily.
Where are you from? France.
Due chiacchere brevissime e ognuno entriamo nelle nostre stanze a
pianterreno.
Degli altri coinquilini non so nulla, a parte che c’è un’altra ragazza
francese che non ho mai visto.
Cercherò di scoprirlo oggi, ma sta di fatto che devo risolvere ancora
delle cose.
Devo beccare la tipa italiana dell’ufficio e farmi dare una mano
definitiva per la valigia. Magari lei potrebbe chiamare il numero di
emergenza e darmi spiegazioni più chiare.
Oggi potrei passare tutto il giorno a Coventry e rientrare qui per il
pranzo.
Potrei continuare il libro di Bjork, magari in biblioteca (capire dove
sia), studiare un po’ pianoforte, andare su internet, girare la città
e comprare piatti e posate, almeno quelle; ma rimane il problema delle
pentole, quelle le usiamo tutti e si dovrebbero comprare insieme.
Inoltre, cosa importante, dovrei prendere un piccolo vocabolario
inglese/italiano e viceversa, da portare sempre dietro, è per la
sopravvivenza.
Cosa importante: spero non piova, l’ombrello è in valigia, ovviamente,
mi romperebbe un po’ comprarne un altro.
Dovrei anche prelevare un centinaio di sterline, lunedì vorrei
visitare Londra, non posso fare affidamento totalmente alla carta di
credito che ieri al supermarket non ha funzionato, mentre quando ho
fatto l’abbonamento per i coaches, sì.
Insomma, qui è tutto strano, la mia barba cresce a dismisura, almeno
quella, mi tiene caldo.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
15.05 26/09/2008

Non ci posso credere, sono arrivato a destinazione.
Almeno questo è un inizio.
Sono arrivato al piccolo paese e chiedendo informazioni in inglese ho
trovato la casa.
E’ megagalattica, ci sono tre bagni, un sacco di bagni, due divani,
una cucina favolosa e un sacco di piccoli spazi.
Il paesino è meraviglioso, quasi surreale, il paesino dei miei sogni.
Non conosco ancora gli altri coinquilini, ho solo visto un paio di
valige al piano di sopra, ma non c’è nessuno.
Staremo a vedere.
Stamattina me ne sono successe di tutti i colori, farò un breve
riassunto.
Dopo una colazione inglese leggerissima: uova, due salsicce e un
wusterl, fagioli e salsa di podoro, succo di arancia e tost con
margarina, ho risolto un po’ di cose.
Ben 190 sterline per un anno di abbonamento illimitato verso tutti i
pullman locali.
Ho dovuto fare anche quattro foto tessera, un pound l’una.
Lo prenderò continuamente, non potrò farne a meno e in un anno
rienterò nella spesa.
Adesso dopo aver perlustrato la casa, ho acceso il computer e ho
constatato se ci fosse internet.
Nulla da fare, ci sono tre reti wireless protette e nonostante ci sia
la presa per il cavo lan, la linea non c’è.
Ho comunque il modo di collegarmi, grazie alla mia chiavetta usb
esporterò i contenuti che produco e li metterò in rete tramite i pc di
facoltà.
Dicevo, me ne sono successe di tutti i colori.
Stamattina avevo un sonno macerante, ma ho dovuto seguire una
conferenza di due ore in inglese.
Un’ora l’ho seguita e l’altra ho dormito, spudoratamente in prima
fila.
Quell’ora di sonno mi è servita, poi ho preso uno schifosissimo caffè
e ho tirato avanti.
Allo stesso tempo ci hanno consegnato l’incartamento dove ci sono
tutti i documenti e le indicazioni sul nostro percorso.
L’avevo perso e così vado in uno stato disperato.
Decido di tornare a casa a K, ma appena sono alla fermata, mi rendo
conto di aver perso per strada tutti i buoni per la cena di stasera e
la festa d’addio riguardante l’orientation.
Rifaccio il percorso e ritrovo i foglietti, sparsi per strada, ma
intatti, rischiando la vita, li raccolgo.
Tre tutte le altre stronzate, mi chiama un numero privato, ovviamente
parlano in inglese.
Ma come fanno ad avere il mio numero italiano?
Incredibile, passo il telefono a chi sa parlare l’inglese veramente e
mi fa capire che qualcuno mi aveva chiesto dove mandare la racchetta
da tennis che avevo ordinato.
Ma sarà che arrivo in Inghilterra e ordino una racchetta da tennis?!!?
Adesso mi rimane di risolvere l’ultima bega: la valigia all’ufficio
postale, la troverò.
Almeno qualcosa ho concluso…dopo due ore…e dico, due ore di fila,
ho ottenuto l’id card, mi hanno fatto anche una foto con una webcam in
cui sono venuto malissimo.
Ma va bene, l’importante è avere risolto, tra mille sudori (non mi
cambio da tre giorni per via di questa fottuta valigia mancante), il
peso dello zaino che pesa un quintale sulle spalle e giubbotti
pesantissimi legati intorno al mio corpo, credendo che qui faccia
davvero freddo e invece in alcuni momenti si crepa dal caldo.
Prossimo capitolo: i nuovi coinquilini.
Restate sintonizzati, le disavventure continuano…

17.48 26/09/2008

La missione recupero valigia è fallita.
Perlomeno ho perlustrato K, bellissima, incantevole, le case sono
particolarissime, c’è una tranquillità surreale e il verde si spreca.
Appena arrivato, ho chiesto informazioni ad un inglese doc e come dal
nulla, tira fuori una mappa ingiallita e mi indica il mio indirizzo.
Vado alla posta per vedere se c’è la mia valigia. Non c’è, in realtà
esiste un altro ufficio postale, quello centrale ed è lì che dovrebbe
essere.
Tra mille indicazioni, riesco a trovarlo.
Chiedo, un’inglesina fighissima mi fa cadere le palle a terra, perché
non si capisce nulla di quello che dice e allora mi manda da una
cicciona, ma molto affabile.
Tant’è che in qualche modo ci capiamo, io le dò il numero da chiamare
che mi hanno dato in aeroporto e lei è così gentile da chiamarlo e
spiegare tutta la mia situazione per capire dove cazzo e stracazzo sia
finita la mia valigia.
E finalmente si scopre dov’è.
A Londra.
Non all’aeroporto, ma a Londra da qualcuno in qualche indirizzo
sbagliato.
Che nervi, sono proprio dei rottinculo e farò in modo di farmi
rimborsare per questo danno, se sarà possibile.
Ma io dico, cazzo…sono in condizioni indecenti…è da mercoledì che
dormo vestito, ho solo un cambio di mutande, mi lavo i denti con le
dita…insomma mi faccio schifo da solo…ma dovrebbe arrivare
domani…o dopodomani…o lunedì…perché se è così, oltre ad
incazzarmi come una biscia, dovrò comprarmi qualcosa, che so un
pigiama, qualche paio di calzini, due paia di mutande…perché così
non si può tirare avanti.
A parte questo, ho scoperto che vicino alla mia abitazione c’è un
delizioso ristorante orientale, credo anche take away.
Dopo aver chiesto molteplici informazioni e dopo aver vagato per
chilometri e chilometri, scovo un supermarket super galattico…così
faccio la spesa.
12 pound, due sacchetti con quattro cose precise…pasta integrale,
sugo giapponese, verdure congelate, cibi pronti liofilizzati da
preparare con il forno microonde e un po’ di frutta.
Della quale ho già divorato due mele perché ho saltato il pranzo con
tutti questi casini.
Adesso mi preparo perché è l’ora di prendere il bus e rientrare a
Coventry, si prevede mega cena galattica a scrocco e party, ma sarò di
ritorno entro mezzanotte, i bus non vanno oltre quell’ora.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012
0.44 24/09/2008 (ora inglese)
Ci ho tentato, ma nella mia stanza del campus, il wireless non va.
Solo in una particolare area e in quella particolare area ci sono
diversi computer, un po’ lenti ed elementari su cui poter navigare.
Giusto per mandare qualche e-mail e cose di questo genere.
Adesso sto ascoltando una radio inglese con l’Ipod, un’emittente che
non fa che ripetere “Coventry”, la città in cui mi trovo.
Precisamente al Warwick art center.
Oggi è stata una giornata alquanto avventurosa e stancante.
La notte non ho dormito per niente e ho sistemato tante piccole cose
fin quando non giungessero le sette di mattina.
A quell’ora, il mio caro amico Lorenzo, è passato da casa a prendermi
per darmi uno strappo fino alla stazione, il tutto, prima di andare a
lavorare.
Tutto pronto, ok, ma sempre qualcosa l’ho dimenticata, anche
importante.
Un taccuino e la penna per scrivere le canzoni, ma mi rifornirò qui.
Stessa cosa per il piccolo vocabolario d’inglese e l’adattatore di
prese, qui ci sono degli attacchi assurdi.
Deduco quindi che non appena l’autonomia di tutti i miei apparecchi
tecnologici giungerà alla fine, allora sarò nella merda.
Non potrò più utilizzare il portatile, lo stesso vale per i cellulari,
per l’Ipod, la fotocamera, ecc…Non appena saranno finiti questi tre
giorni di orientamento, dovrò provvedere.
Prevedo tre giorni stranissimi, per molti motivi, ma devo fare un
salto indietro nel tempo.
Il viaggio fino a Roma è andato piuttosto bene, ho dormito come un
sasso e l’imbarco fino a Londra, non è stato malissimo.
La British è un’ottima compagnia, il volo è stato molto comodo…se
non fosse per un considerevole ritardo e per il fatto che mi hanno
perso il bagaglio…cioè, perso no, ma sarebbe arrivato in ritardo
mostruoso.
Di conseguenza sono andato a Coventry senza bagaglio e per questi tre
giorni non potrò cambiarmi con una conseguenza di repulsione sociale
altissima.
Compagna di sventura, una pugliese di Foggia.
Eh già, le disavventure di Giovanni e Giovanna, che anche lei ha perso
i compagni con cui doveva riunirsi. E già, oltre aver perso il
bagaglio, ho perso di vista i compagni di viaggio che ho conosciuto
proprio oggi.
Persone che conoscevo di vista all’Università.
Persone dal look già british, tutti studenti di lingue.
Giovanna ed io, abbiamo preso il taxi dividendo la spesa e siamo
giunti al luogo dove si sarebbero riuniti tutti i neo-erasmus.
Un gran bordello. Tutti vestiti con delle magliettine rosse con
scritto “Warwick”, palloncini rossi e un party.
Musica del cavolo, ma l’atmosfera era allegra.
Poi ho perso di vista anche lei, ma ho attaccato bottone con un gruppo
di italiani, metà di loro, rigorosamente siciliani.
Teoricamente si poteva bere a dismisura, ma io ho preferito della sana
acqua che sgorgava da una fontanella artificiale igienizzata.
In questi nove mesi, non ho intenzione di macerarmi il fegato con
l’alcol.
Già sto trangugiando schifezze immani, come quelle dateci in dotazione
in aereo, cibi irripetibili e come la cena di stasera.
E’ meglio che non cerco di ricordarla, altrimenti vomito.
A questo schifo alimentare, non voglio aggiungere dell’alcol, iper
calorico.
Dopo tante peripezie, nonostante non mi fossi iscritto in Italia a
quest’orientamento, sono riuscito all’ultimo momento a farlo, di
straforo.
Sono stato per un quarto d’ora a parlare stentamente in inglese con
una tizia che ho scoperto dopo essere italiana e dopo una risata, mi
ha dato tante utilissime informazioni sul paese dove devo andare, mi
ha dato le chiavi della casa e le chiavi della mia stanza provvisoria
in campus.
Infatti, quest’orientation consiste in tre giorni di permanenza in
campus, dove sono compresi diversi eventi che favoriscono la
socializzazione e appunto, l’orientamento all’interno dell’università
straniera.
Il cibo è compreso e anche qualche escursione, da valutare tra Oxford,
Coventry, Stretford e altro.
Credo di scegliere la prima opzione, perché è l’unica città che non ho
visitato.
Quando potrò navigare decentemente da casa, posterò qualche foto
direttamente da qui.
Intanto non so se nel paese in cui mi trovo, ci sarà o meno il
wireless a sgamo, ma presto si dovrà provvedere, in modo tale da
mantenere tutti i contatti utili e iniziare tutto il lavoro che mi
sono prefissato.
Dunque, per questi tre giorni me ne sto in campus, intanto la valigia
dovrebbe arrivare domani a casa ed io non ci sarò, sicché al mio
ritorno, dovrò cercare l’ufficio postale, i pullman che porteranno lì
e ritirarla, altrimenti non potrò usufruire della mia roba.
Già stanotte sarà un problema, dovrò dormire vestito.
Ciò che mi consola è che posso utilizzare il pc che era nel bagaglio a
mano, ma poco ci faccio, senza connessione e con un’autonomia
limitata.
Dovranno pur passare questi giorni, in attesa della stabilità.

 

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Ho una voglia matta di fotografia.
Ho capito quanto è importante, quanto è entusiasmante.
Sto raccogliendo tutto il mio archivio fotografico, da quando avevo
una digitale della qualità di una webcam.
Dovrei scannerizzare le vecchie foto piano piano, quando torno giù.
Ordinare questo patrimonio personale è un’azione importante per la
propria memoria.
Raccogliendo tutte le foto digitali, ho rivissuto tanti ricordi.
La fotografia è un mezzo ineffabile, sia dal punto di vista della
memoria, sia da quello artistico.
Per il momento la priorità è finire questi dannati esami e poi una
buona catalogazione non farebbe male, soprattutto per non lasciare che
si perda questo archivio.
Con il digitale è facile che tutto vada a puttane se non ci stai
attento.
Bisogna fotografare mese per mese e ordinare mese per mese, non far
accumulare le foto senza nessuna logica.

VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

Voglia di scrivere
Finalmente mi torna la vena della scrittura.
Questa volta sento che un libro lo posso iniziare e finire.
Non ne parlerò molto in questa sede, se non quando sarà finito.
Penso che non è necessario raccontare chissà che cosa, basta ripescare
nel passato della propria vita, prendere degli spunti e rielaborarli
con la fantasia.
Come nella nostra vita, come nella vita degli altri.
Avendo tempo, vorrei mettere mano anche ai vecchi testi e
“confezionarli” meglio.
Sto tenendo una piccola pennina solo per i file di testo, quella da
256 mb.
Io dico che per scrivere dei libri, basta e avanza, per le altre cose
utilizzo le altre pennine.
Penso che bisogna seguire la voglia che si ha di raccontare, di
dipingere, non per forza si devono architettare centinaia di
personaggi con dinamiche complicate, ritengo che puoi far vedere al
lettore quello che stai “visionando”, semplicemente dando delle
immagini.
Inoltre, perché scrivere un libro?
A differenza delle altre arti, penso sia meno dispendioso, ci vuole
solo più tempo.
E’ rara la pirateria letteraria, inoltre un ebook non potrà mai
sostituire il cartaceo, per non parlare del fatto che i costi di
produzione primaria sono zero.
Per incidere un disco devi avere migliaia di euro di macchinari, per
scrivere un libro, basterebbe solo un po’ di carta e calamaio, ma se
vogliamo andare alla grande, un pc obsoleto con word va benissimo.
E’ ovvio che è assai difficile farsi pubblicare, ma non deve essere
questo l’obiettivo principale, si deve scrivere per il gusto di
scrivere, poi avendo un libro in mano, si vede come collocarlo al
meglio.
VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2012

2008
E’ incredibile…anche se non dovrebbe esserlo, quasi 24 ore esatte e
siamo nel 2008.
Cosa mi dice questo anno?
Non saprei…non voglio esprimermi sostanzialmente, perché se mi
esprimo positivamente, mi porterei sfiga da solo, se faccio il
pessimista è peggio uguale, tanto vale porsi in posizione di
agnosticismo e affrontare con saggezza ogni accadimento possibile ed
immaginabile.
Ho in mente un sacco di argomenti da trattare, nei prossimi post,
tuttavia non mi sono molto dedicato a questo spazio, credo che lo farò
sporadicamente, nonostante fiumi di idee per spendere aprole…più che
argomenti direi, punti, piccole gemme di quotidianità, piccole
scoperte, piaceri, sensazioni e istantanee di quel dato momento.
Domani sicuramente andrò al concerto di Giuliano Palma qui ad Arezzo.
Fede mi aveva proposto di andare con le sue amiche fuori arezzo ad una
cena + discoteca…
Non è che non avessi piacere di stare con loro, anzi, ma ormai sono
giunto alla conclusione di voler fare quello che più mi far star
bene…se ho voglia di concerto, vado al concerto…non è che la
discoteca mi faccia impazzire; posso anche andarci, ma non è il mio
ambiente, ecco…preferisco luoghi alternativi in generale…inoltre,
altro problema, la guida…chi non beve a capodanno?
Non voglio fare il moralista scassapalle, perché sono tutt’altro che
questo…sinceramente non amo ubriacarmi, ma bevo con gusto quando mi
va…il fatto che sono intransigente su una cosa: guida e alcol.
Chiunque si ubriachi come una pezza, ma non si azzardi a toccare il
volante; ci tengo alla mia pellaccia e ritengo sia giusto non mettere
a rischio quella degli altri.
Stasera mi ha confermato che non guida lei, ma una sua amica, ma per
quanto la conosca vagamente, non la conosco automobilisticamente…e
poi non so, se fossi andato, ho percepito come un brutto
presentimento, legato al tragitto in macchina…come uno scherzo della
sorte incline a impedire di varcare il nuovo anno e tutti i progetti
relativi.
Questo riguarda solo me, non so, sono un po’ sensitivo a volte, mi
fido quindi delle mie intuizioni, giuste o sbagliate che siano.
Ho però apprezzato molto che ha preso la briga di organizzare; mentre
mi dispiace se altri amici non mi hanno fatto saper nulla, ma li
comprendo, non sono uno che attacca brighe, nè mi piace insistere,
eviterò quindi di contattare ulteriormente.
Pare invece che Lore e altri suoi amici siano per il concerto, in ogni
caso, io non mi lascio scoraggiare da nessuna circostanza…ho deciso
che vado al concerto e andrò al concerto; chi condivide, condivide.
Come sempre, il tempo fugge, anche qualche minuto fa, morivo dal
sonno, ma continuavo a scrivere lo stesso, volevo scrivere l’ultimo
post dell’anno che voltasse lo sguardo verso l’anno successivo, senza
terminare con un triste post sul raffreddore.
Oggi devo dire, ho passato una giornata piacevole, anche se un po’
assonnata e concludo con qualche pennellata di malinconia e
canto…”…si fa sentire solo dopo tre minuti”, una frase di una mia
canzone parafrasando i Negramaro.
Magari non esterno queste note, ma è così.
E passando da un discorso all’altro riflettevo su quanto posso essere
burbero qualche volta, disinteressato e contradditorio, ma dietro una
massa di nubi, nere, pesanti e grevi di pioggia acida, c’è un prato
fiorito.
E con questo finale, autobiografico e incredibilmente fuori tema,
auguro buon anno a tutti i lettori, che noto sono stati davvero
parecchi nel frattempo in cui non ci sono stato.
Un 2008 all’insegna della musica, dell’amore, dell’arte, della follia,
della saggezza e della contraddizione, sacra e santa.

MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO 2012
Monologhi sconclusionati n.1
Amore, stasera siamo a cena da Lisa Germano, ci ha preparato una bella
parmigiana.
Ci vengono a prendere Pat Metheney e i King Crismon.
Durante il tragitto ascolteremo tanta musica da strabordare.
Mi ha chiamato il Lolli, mi ha detto che non può venire, andava a bere
un Wisky con Ivano Fossati.
Ci siamo messi d’accordo per la prossima settimana.
Vorrei andare in montagna la prossima settimana, mi manca il mare, ma
dopo due settimane mi rompe le palle e avrei voglia di rinfrescarmi,
gelarmi le chiappe sulla funivia; c’è un panorama incantevole, vuoi
partecipare alla mia gioia?
Ho scoperto che non ami molto la droga…nemmeno io, a dire il vero
sono un gran salutista, sì vabbè, vorrei esserlo, mangia sano, torna
alla natura…ma chi me lo fa fare?
Tanto quel fegatuccio che ti ritrovi non potrà mica durare per sempre?
Sai la mia barba ormai è folta, mi chiedo fino a che punto possa
crescere, mi domando se possa giungere il momento di arrivarmi ai
piedi, si metta a gonfiare coprendomi la faccia, come un cartone
animato degli anni ’80.
Tanto domani la raderò questa fottuta barba, ma per nostalgia non
riuscirò a eliminarla tutta.
Sì, ho provato a leggere i racconti di Calvino, ma mi annoio
terribilmente e per questo mi sento in colpa…è che preferisco
Bukoski o Italo Svevo, anche se non piace a nessuno.
Forse perché giosco a volte a sentirmi un inetto.
Senza la mia preziosa inettitudine perderei un prezioso compagno di
giochi.
La verità…la verità è che sono inutile, sai, penso di essere
orgoglioso di essere inutile, in fondo chi è utile?
Utile…che termine orrendo…utile come utilitaristico o come
utilitaria.
Inutile è senza dubbio più poetico.
Non so tu, ma io non riesco ad essere generoso con gli sconosciuti.
Riesco ad essere cattivo e indifferente, il che è ancora peggio.
Ma se con una persona c’ho parlato almeno una volta, allora non è più
ignota, abbiamo scambiato delle parole, delle banalissime e
preziosissime parole.
Gentile pubblico, ho la vescica che mi scoppia, forse sarà colpa del
the alla pesca che ho bevuto nel pomeriggio, devo ammettere che
d’inverno non ha più lo stesso significato che aveva ad agosto.
Chissà come guarda uno strabico, se ha una visione delle cose da più
punti di vista, oppure combatte lo strabismo con i paraocchi.
Chissà se masticare una gomma con la bocca spalancata e con i residui
che filano rende più disinvolti o semplicemente più tamarri.
MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO 2012
Il venditore di piante rantolante

Salendo per le ripidissime salite di un borgo toscano, ad un certo
punto ho notato un carretto malmesso pieno di piante in vendita.
Insomma, proprio pieno non direi e non giurerei nemmeno sulla
freschezza di tutte le piante.
Osservavo il carretto e la cosa peculiare erano decine e decine di
cartelli.
Sono stato attirato da uno in particolare, quello messo in evidenza.
Mi ha catturato la scrittura a stampatello e soprattutto la
grammatica, non completamente errata, ma senza un virgola.
Ogni parola era divisa da un trattino.
Erano parole di accusa contro il sindaco e l’edicolante, qualche volta
contro ignoti.
Peccato che non avevo con me il mio registratore portatile, altrimenti
avrei annotato il testo esatto di tutti i cartelli.
Non so perché, ma quella grafia mi ha colpito particolarmente, come se
rispecchiasse una precisa psiche, un particolare vissuto e qui
cartelli raccontavano, eccome se raccontavano.
Probabilmente poco di reale, ma la realtà del vissuto patologico è
tutto in questo caso.
Sullo sfondo di questo bancone fatto di piante malmesse e cartelli che
imprecavano contro questi due personaggi di cui erano specificato nome
e cognome, ho potuto notare quello che probabilmente poteva essere il
venditore.
Un tizio sulla sessantina, piuttosto degradato, dalla barba rada e
incolta che emetteva un verso altalenante, rantolava in modo alternato
come una protesta, un lamento crucciato continuo.
Chissà cosa balenava in quel momento a quell’uomo autore di tutti quei
cartelli, perseguitato da “chi lo pigliava per il culo”, da chi non lo
credeva o che probabilmente lo prendeva in giro per le piante rubate,
di cui specificava il nome preciso di ogni esemplare vegetale.
Pochi i cartelli indicanti soltanto il nome e il prezzo della pianta,
solo la traccia di un vissuto maniacale persecutorio, così delineato
da sembrare autentico.

MARTEDÌ 7 FEBBRAIO 2012
Madame

Lei era quella che con tutta la sua calma ti metteva in imbarazzo, con
la sua freddezza ti faceva sbiancare o ti umiliava solo guardandoti.
Solo per un anno ha insegnato nella mia scuola, prima media.
Periodo di transizione, non sai perché stai passando da una scuola
all’altra, ti chiedi chi cazzo sia tutta quella gente nuova che non
hai voglia di conoscere.
Ti chiedi se tutto sarà diverso, invece tutto è sempre la stessa
solfa, forse peggio.
La brillantezza mi ha accompagnato per tutti i miei primi cinque anni,
dopodiché frequentando catechismo, una tizia davvero obbrobriosa, pur
sapendo che non avevo frequentato agli incontri, si accaniva a farmi
domande bibliche alle quali ovviamente non sapevo rispondere.
Era la prima volta che non sapevo rispondere ad una domanda, era come
se mi avessero trafitto nel tallone di Achille.
Da lì forse fu la via dal periodo delle certezze a quello delle
incertezze; quelle domande a cui non sapevo rispondere erano come un
simbolo.
Con quello spirito inizia la prima media.
Madame spiegava francese ed io ero molto interessato, ma quando facevo
gli esercizi, gli errori di distrazione erano cospicui.
Primo voto: D. Un trauma. E così fu l’abbattimento.
Madame era una vecchia zitella glaciale, aveva una certa classe, ma
c’era qualcosa di inumano in lei.
Momenti di commozione quando andò in pensione; ovviamente io non
versavo lacrime, non capivo che cosa ci fosse tanto da piangere.
I miei compagni versavano lacrime così, se qualcuno andava via, se
qualcuno tornava.
Che bisogno c’era di versare lacrime?
Forse era più urgente versare lacrime al sopraggiungere della pubertà,
quando ti chiedevi se qui primi peli sulle gambe, sul petto, fossero
una malattia o le prime polluzioni notturne fossero qualcosa di simile
ad un fantasma che non ti aspettavi.
A quei tempi non c’era internet, c’era l’enciclopedia per ragazzi e le
parolacce venivano censurate.
In quel periodo Madame ti faceva ingoiare le D, anche se avevi fatto
un solo errore e allora ti faceva sentire una merda.
Un giorno scrissi un bigliettino a un fleurt dell’altra classe, lei,
sempre con freddezza, me lo strappò di mano, lo lesse e poi senza fare
alcuna espressione lo cestinò.
Madame era strana, nessuno fiatava, lei non aveva un accento
siciliano, non l’ho mai capita.
Il giorno quando andò in pensione racconto una barzelletta sconcia
che, ripensandoci adesso, non capisco cosa c’entrasse con dei
dodicenni…
Tra l’altro una barzelletta che neanche fa ridere adesso e non so
neanche se facesse ridere allora.
“Un ragazzo va dal padre tutto contento e dice: babbo, ho fatto
l’amore.
Il padre tutto contento gli fa una paternale, dando dei consigli utili
per non farsi del male in queste situazioni.
Il figlio infatti dice che infatti gli faceva male il deretano.”
Deretano, usò proprio questa parola.
Barzelletta di dubbio gusto con un termine di una certa raffinatezza
che non credo che dei dodicenni abbiano capito.
Ma tutti ridevano.
Forse per compiacerla, oggi nessuno ride se qualcosa non fa ridere;
oggi direbbero: prof fai cagare.
Oltre a sparare queste puttanate, Madame era anche sadica.
A un ricevimento dei genitori disse che avevo bisogno delle lezioni
private di francese.
Volava basso con i voti.
Dopo che avevo seguito tutte le lezioni private, l’ultimo compito mi
mise A.
Ma il mio livello non era mai cambiato più di tanto.
Disse che in realtà non avevo così bisogno di lezioni private, era
solo un suo piacere.
Vecchia maledetta, forse non è neanche viva.

MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO 2012

Fuori nevica.
Ho iniziato questa giornata verso le sei.
Adoro la mattina presto e mi piace svegliarmi dopo una soddisfacente
dormita.
C’è chi si stressa conducendo una vita sociale continua, giorno per
giorno, sera per sera, molto intensa.
Spesso gradisco isolarmi, di proposito.
Stacco cellulari alle nove e trenta, il citofono e anche il pc.
Mi metto a letto, a leggere. Con un sottofondo di musica chillout,
perché no.
Guardare un buon film magari.
Questo mi fa stare incredibilmente bene…se poi vedo dalla finestra
il bianco della neve e nell’aria sento un lontano odore di incenso. E’
il paradiso.
Il tutto dopo un pomeriggio intenso in sala di registrazione.
E la felicità è fatta di piccolissime cose.
Stamattina ho provato ad accendere il decoder, ma a quanto pare la
neve si è depositata sulla parabola e il segnale era assente.
Ieri ho pagato il canone tv, è una tassa di possesso.
Quindi anche se non avessi un televisore, avendo un pc, bisogna
comunque assolvere.
Sono quindi andato sul sito della Rai e ho usufruito della funzione
“replay”.
Sono andato indietro di qualche giorno e facendo colazione, ho visto
una puntata di Voyager.
Continuo a guardare fuori che nevica, dopo mi metterò al pianoforte e
nel pomeriggio completerò alcuni di lavori audio.

MARTEDÌ 31 GENNAIO 2012
Il vero spam
Verso le dodici di oggi, sono andato a vedere la posta, non quella
elettronica, quella “materiale”.
Piena di pubblicità, depliant di supermercati, volantini di ogni
sorta.
Alla fine in mezzo c’era un documento e sono stato un sacco di tempo
affinché riuscissi a trovarlo.
Beh questo è vero spam. Quella è davvero posta indesiderata.
Non mettere un link in un forum, in un blog, in una chat, in un sito,
in uno spazio pubblico virtuale.
Penso che riempire la posta della gente di materiale cartaceo
indesiderato dovrebbe essere considerato un vero reato.
Dovrebbero impedire di stampare volantini perché è uno spreco di
materie prime mostruoso, a parte che un danno ecologico non
indifferente.
Tutto dovrebbe avvenire digitalmente, legalizzare quindi lo spam a
precise condizioni.
Ognuno di noi dovrebbe avere una casella postale APPOSITA per tutto lo
spam possibile ed immaginabile.
Mentre la casella postale che utilizziamo normalmente dovrebbe
rimanere immacolata.
La pubblicità non deve essere considerata disturbo, se regolamentata,
ma informazione.
Tuttavia il processo di digitalizzazione della pubblicità potrebbe
essere una buona idea.
Dovrebbe esistere un sito dove immettere tutte le e-mail destinate
allo spam di tutti gli utenti.
Legalizziamo e regolamentiamo lo spam quindi, per smaltire i tempi e
per dare una svolta ecologica alla situazione.

SABATO 28 GENNAIO 2012

Delirio digitale
Io vago.
Di luogo in luogo virtuale.
E’ come se cambiassi fissa, di volta in volta. Attraverso ambienti
diversi che mi possano divertire.
Adesso, come avrete notato, è la volta del blog, dico questo blog…mi
sono innamorato dell’interfaccia digitale…di tutte le funzioni e i
pulsantini che offre questo spazio.
La mia fissa precedente era “myspace”…adesso è uno spazio che ho un
po’ abbandonato, anche se non del tutto…alla fine ad aggiungere
contatti per far numero ti stufi…anche se ogni tanto scopro nuovi
gruppi musicali, proprio da questa pratica ripetitiva.
Un’altra fissa era skype, poi last.fm, poi ancora tutti i giochi anni
’80 online, l’universo musicale sconfinato di jamendo…l’arrovellarsi
per costruire il sito internet personale…la scoperta delle
videocamere di sorveglianza sui luoghi più disparati della terra, il
sito di raiclick con tutti i filmati in streaming…per non parlare di
youtube…la droga delle droghe digitali…e adesso il blog, questo
blog.
Almeno è costruttivo…non te ne stai inebetito per mezzore a fissare
lo schermo…perlomeno rielabori un qualsiasi pensiero e batti le dita
sulla tastiera scrivendo.
Grazie a questo sito ne ho scoperto un altro…flirck…più o
meno…dove inserisci le tue foto e guardi quelle degli altri…penso
sia diverso da facebook, è qualcosa di più specifico…per i fissati
della fotografia digitale…sarà quindi il mio archivio personale
condiviso dove potrò dare un titolo alle mie foto più bizarre e
sentite.
Chissà che non sarà la volta di Secondlife…ma ancora non ho gli
strumenti tecnologici per fronteggiarlo (e soprattutto il tempo).
Sì, lo ammetto, è vero; sono un drogato del digitale…l’ho sempre
sognato da quando non esisteva.
Osservavo una macchina fotografica con il rullino e mi chiedevo…ma
perché non posso farne mille e guardarle subito??
Esigevo che il mio registratore a cassetta immagazzinasse a qualità
stereo ore ed ore di audio…volevo comporre la mia musica
vivisezionando i suoni pezzettino per pezzettino…già da quando avevo
sedici anni.
Prima che esistesse internet, desideravo poter scrivere in tempo reale
con un mio amico lontano…volevo una macchina a cui io facessi una
domanda e ricevessi una risposta.
Tutto questo oggi è possibile, ma la maggior parte delle persone,
soprattutto i più giovani che sono nati in questo clima digitale, non
apprezzano questo mondo fantastico, illimitato, cangiante, fantasioso,
limpido ed estremamente affascinante.
Il mio delirio potrebbe potrarsi ancora, ma è molto tardi e domani mi
aspetta una giornata reale, fatta di motostudio, faccende
quotidiane…forse inizierò a registrare la prima puntata radiofonica
della seconda edizione di Eclettica…chissà…sta di fatto che il
tempo è rigorosamente analogico e fai fatica a gestirlo…è per questo
che saluto tutti i nottambuli online e vado in orizzontale.

VENERDÌ 27 GENNAIO 2012
Il fantastico mondo del tapis roulant
31 agosto 2007 – 17.35

Sono esausto, ma soddisfatto.
Piccolissime scoperte nel quotidiano fanno andare avanti; piccolissime scoperte e nuove fisse.
Dall’estate maturavo l’idea di scolpire il mio fisico…l’idea di licenziare quelle che eufemisticamente si chiamano “maniglie dell’amore”…pezzi di carne superflua che appesantiscono le tue giornate e offuscano la mente.
Cercavo un modo per fare un po’ di movimento, ma relegarlo tuttavia nelle mie attività.
Il mio proposito covava dall’inizio dell’estate, ma non era ancora del tutto definito…quando un mio amico super-palestrato, dipinge il mio auto-apprezzato fisico come quello di un “quarantenne”.
Beh è vero…in generale amo essere lievemente retrò e vintage, ma un po’ di leggerezza non mi guasterebbe affatto.
Durante la mia permanenza a mare, mi sono si e no cimentato due volte nell’attività del footing.
A meno che non sia aerobicamente avviato, penso che non faccia per me così a freddo…anche per il fatto che ho molto da fare, non posso dedicarmi allo sport a tempo perso.
La soluzione migliore è un allenamento costante, ma non troppo faticoso.
Indeciso tra l’acquisto di uno step e un tapis-roulant, opto per quest’ultimo…meno faticoso e più stimolante…anche perché ho brevettato una delle mie stramberie di turno che spero di mantenere: il moto-studio.
Anziché montare al manubrio del tapis-roulant quella sorta di mini-computer che serve a misurare i battiti, la velocità, le calorie consumate e via dicendo…ho pensato bene di andare a recuperare il mio vecchio leggìo in legno e tra esercizi di equilibrio ed elastico, sono riuscito perfettamente ad installarlo…sicché studiare per me vuol dire anche passeggiare e sudare…l’obiettivo è non smettere per almeno due pagine…poi un sorso d’acqua, asciugare il sudore della fronte e riprendere…in questo modo ho smaltito almeno una cinquantina di pagine e senz’altro avverto un senso di benessere e di fatica positiva.
Passeggiare studiando, come vedere un canale francese e ripassare la lingua, immergersi in un film durante lo statico tragitto, ascoltare musica a volontà direttamente dalle casse a volume sostenuto.
Quando non avrò troppi pensieri per la testa, potrò magari fissare un orario preciso e fare footing all’aria aperta, correndo e non camminando a velocità sostenuta come faccio adesso.
Ovviamente questo è solo il primo giorno, ma ho intenzione di non mollare, è un piccolo traguardo da portare avanti…nel fantastico mondo del tapis-roulant.

GIOVEDÌ 26 GENNAIO 2012
Dimensione siciliana
6 agosto 2007

Parola d’ordine: relax! Esatto, ho abbandonato tutti gli impegni possibili e immaginabili e mi sono dedicato al mare e sole per almeno un mese circa, a tempo pieno.
Altra occupazione: ingurgitare film senza sosta, anche tre al giorno nelle ore calde del pomeriggio, poi uscire tutte le sere, anche senza far nulla di speciale. Incontrare gente, seguire i concerti in piazza e chiacchierare per ore con il mio amico cantautore, chiacchierare e partorire idee, scrivere testi e abbozzare le melodie nel piccolo registratore. Così scorre l’estate, tra giorni splendidi e pomeriggi di “provenza”, il vento che soffia a Scoglitti… il vento che si lamenta per interminabili ore.
Altra occupazione :degustare tutti i gusti che la gelateria sulla riviera può offrire, deliziarsi senza ritegno. Poi ci sono le osservazioni…
si comincia a parlare più in dialetto e si fanno delle osservazioni… almeno io le faccio su di me… il mio sguardo si fa meno toscano e più siciliano…
persino salutare i propri amici diventa salutare alla vittoriese…
un saluto che detestavo… dove contemporaneamente si batte il cinque con una mano, più o meno e ci si dà un bacio con la faccia tenendo la debita distanza che fa sì che non venga turbata la nostra ferma virilità.
Inoltre si fa man bassa di cibo, diventa tutto un mangiare…
dove la madre s’impegna calorosamente a rispolverare tutte le proprie migliori ricette e accudisce il figlio con alte prelibatezze e fiumi di olio, olio che fingo di ignorare per gustare al meglio tutti i piatti senza sensi di colpa. Anche gli orari sono del tutto sballati, ma ormai mi sono abituato, mentre aspetto guardo qualche puntata di qualche insulso vecchissimo telefilm al computer, o beandomi di becero ozio, mi dedico a qualche partita di flipper. O semplicemente inizio a vedere un film, senza preoccuparmi di doverlo finire, ma di doverlo continuare appena possibile riprendendolo dal punto dove lo avevo lasciato. Questa è una piccola banale scoperta di quest’estate… ho superato un blocco che mi portava lontano dal vedere molti film… considerare che un film lo si può iniziare quando si vuole, non per forza si deve avere il tempo di finirlo tutto, l’importante è continuarlo il giorno stesso o male che vada il giorno dopo. Certo, è ovvio che un film andrebbe visto dall’inizio alla fine senza interruzioni, ma se si procede alla vecchia maniera, si finisce per sprecare molto tempo in cose futili e trascurare un po’ di sana cinefilia.
Detto questo, comincio a vedere qualcosa. Qualcosa da continuare dopo pranzo.

Patate terra e mare

Sono solito inventarmi sempre nuove ricette.
Oggi a pranzo, è stata la volta delle “patate terra e mare”.
Porzione per una singola persona: si prende una patata di grosse dimensioni e si taglia a pezzi molto sottili.
Dopodiché si versa in padella un po’ d’acqua in modo tale da coprire tutte le patate.
Si prendono 5-6 spicchi di cipolla rossa di Tropea e si triturano, mescolare insieme alle patate.
Aggiungere una decina do olive snocciolate, da tagliare in piccoli pezzi.
Prendete una boccetta di uova di sgombro e aggiungerne una terza parte al tutto, facendo in modo che si versi parte dell’olio della boccetta, ma non molto.
Dopodiché si lascia rosolare, nel frattempo, mescolare sempre, pestando le patate con il mestolo.
Aggiungere poi una foglia di alloro e un pizzico di sale quando inizia a cuocere.
In seguito spolverare con un pizzico di pepe.
Quando il tutto inizia a diventare cotto, spruzzate a freddo un po’ di aceto balsamico, senza esagerare.
E voilà!
MERCOLEDÌ 25 GENNAIO 2012
Una notte, un aeroporto, tante ore
30 giugno 2007

Sono le 3.53 a.m , inglesi. Ma questo è già riportato proprio vicino al titolo. Devo deciderlo il titolo effettivamente, anche perché questo non è un vero e proprio racconto, ma solo il diario di bordo o il mio delirio di una notte passata in aeroporto per ore ed ore, forse dodici, in attesa del volo per ritornare in Italia. Il tragitto che mi avrebbe portato a questo non-luogo era Coventry – Est Midland, tratto in bus in cui mi sono addormentato più volte riascoltando l’unico file che avevo a disposizione, la nona puntata di Eclettica, impegnandomi di svegliarmi ad ogni fermata, in modo tale da essere sicuro che fosse quella giusta. Grazie al mio inglese maccheronico, sono riuscito a farmi dare le giuste indicazioni dal “driver” e quindi avere la pallida idea di scendere al momento giusto, altrimenti chissà in quale parte dell’Inghilterra sarei andato a finire. Insomma, ad arrivare all’aeroporto ce l’ho fatta, appena giunto mi sono precipitato verso la toilette per svuotare la mia sovraccarica e borbottante vescica.
Punto due, ancora il mio maccheronico inglese è riuscito a farmi rassicurare da un’operatrice dell’aeroporto che mi ha annunciato che il “non-luogo” sarebbe rimasto aperto tutta la notte. Punto tre, ho cercato una presa per poter attaccare il portatile…appena trovata, mi sono disperatamente precipitato nel cercare di scoprire se ci fosse qualche rete wireless disponibile in aeroporto. Ovviamente c’era, ma protetta. Bastardi. Dopo qualche minuto di sconforto, ho cercato di decidere se vedere un film o mettermi a scrivere…ho pensato che per il film c’era tempo…allora, strappando gli auricolari al mio primitivo lettore mp3, ho posto in play un album di Amalia Grè e lasciandomi trasportare dalla musica in questo non luogo, scrivo tutto quello che mi passa per la testa, senza curare la forma. Scrivo, scrivo, così, per passare la nottata, qualcosa da dire la trovo sempre, non posso fare a meno di non dire qualcosa. Basta solo che mi guardi intorno. Devo dire, che ho trovato una buona collocazione in questo non-luogo, uno spazio riservato, schiere di poltrone vuote, nessuna corrente d’aria e soprattutto delle fottutissime prese inglesi ad utile distanza. L’unico disturbo è quell’odiosa troietta elettronica che ogni tanto annuncia i voli rigorosamente in inglese. Sono circondato da un vetro trasparente e posso osservare vagamente il vai e vieni delle auto, dei bus che approdano in questo spazio. Ogni tanto però dovrei cambiare la posizione della gamba su cui appoggio il portatile, in modo tale da evitare la cancrena imminente…tutto sommato non è un grosso problema, d’altra parte dovrò restare in questi pochi metri quadrati per molto tempo…anche se potrei spostarmi e spendere gli ultimi pochi pound per comprare qualche fresca bevanda di qualche distributore…
Di dormire non ne ho voglia…ho dormito a rate durante la giornata, soprattutto durante il viaggio…e sinceramente avendo un computer tra le mani durante la notte, non trovo la ragione per cui dormire…soprattutto per il fatto che ho a disposizione tanta musica che non ho mai ascoltato e qualche film mai visto…e non sarà questa luce per niente pacata e accomodante a dissuadermi dalla mia nottata all’insegna della musica, della scrittura terapeutica e di qualche film scelto casualmente.
Se decido di dormire, dovrà essere un decisione ponderata, ovvero se decido di dormire, devo dormire, devo crollare.
Dormire significherà spegnere il computer, nasconderlo nello zaino e aggrapparmi a tutti i bagagli…ci sono delle bellissime poltrone, comode, nonostante siano di metallo, ma non permettono di sdraiarsi, in quanto i braccioli lo impediscono. Dovrei dormire a terra, ammassato sui pochi panni che ho portato con me…tanto vale dormire seduto, magari abbracciato al portatile, non mio, gentilmente affidatomi.
Forse lei se leggerà si starà domandando perché solitamente non parlo di lei e probabilmente non ne parlerò nei miei scritti di getto. Non perché non è importante, oppure perché non me ne frega niente, come lei erroneamente pensa, ma perché ho un modo tutto singolare di raccontare il mio privato. Adesso mi sto sbilanciando soffermandomi su questa parentesi, ma posso dire un sacco di cose senza dire niente. Ecco, è il niente che io voglio raccontare e lei certamente non è il niente. Così come il niente non è il mio privato. Il niente che io racconto è come un percorso personale all’interno del mio privato dove ad essere rivelati sono i tratti meno salienti, ma allo stesso tempo riflessivamente gustosi.
Ad esempio, adesso mi sono fatto illudere dall’ora italiana che figura sia sul portatile che sul mio orologio da polso, mi sono illuso che fossero quasi le quattro e mezzo, invece in Inghilterra è esattamente un’ora prima, il che mi fa percepire che la notte è davvero lunga e il mio perverso appetito si diverte a stuzzicarmi…accanto a me i viveri preparati amorevolmente mi ricordano che servono per domani, ma giusto un morso…solo un morso…
Mangiare, a volte, è un modo estremamente piacevole per passare il tempo…ok, arriviamo ad un compromesso, non toccherò il pranzo di domani, ma mi limiterò ad arraffare qualche biscotto della colazione di domani…Ma cosa succede?
Pare che quella luce così decisa e insistente, sia stata staccata, quindi mi limito ad essere illuminato dalle luci di fuori che filtrano attraverso il vetro e il chiarore dello schermo del portatile…ecco che è ritornata, mi ero quasi abituato all’idea di quell’atmosfera soffusa, ma è durata troppo poco, ritorna a prendere il comando quella luce impavida e per niente avvolgente.

 

MERCOLEDÌ 25 GENNAIO 2012

Pensieri associativi

Ho intenzione di riproporre, tra un post nuovo e l’altro, i vecchi post del vecchio blog, indicandone puntualmente la data.

Eccone uno del 10 aprile 2007 alle 2.00

Ciao, come stai? Domanda inutile. La luce è a sinistra e intorno c’è un cerchio di buio, ma mi piace. A destra c’è un Napoleone azzurro che ogni tanto annuisce o dissente. A centro c’è la piattaforma e da qui partono tutti gli aerei. Avrei voluto si accendesse il faro della torre di controllo perché poi si brancola nel silenzio.
Aspetterò il prossimo fischio affinché risalga il mago dai capelli inesistenti.
Adesso, proprio in questo momento, ho nella grotta due Indù che scaldano una bistecca di Gnu.
Vorrei aiutar loro nella cottura, ma manca la bistecca, anzi credo proprio non ci sia neanche il pane.
Domani prendo l’autobus e vado in Gran Bretagna, forse dovrei incamminarmi in modo tale da trovare la valigia appena arrivata, a meno che non sia andata in Australia, oppure nell’isola di Caucciù.
La cosa certa è che voglio andare a vivere in campagna, dove c’è la rugiada che mi bagna, solo che prima devo vedere gli orari in cui viene coltivato il maggese.
Quattro per quattro? Beh quarantotto, non ci sono dubbi, non ho sonno, ma vorrei, non vorrei, allora Dario dovrebbe smetterla una volta per tutte, altrimenti gli restituirò il suo putrido argento.
Ma che crede? Sì, ma forse scherza, possibilmente scherza di ciò che ovviamente non è.
Mi manca il mondo, vorrei fosse con me adesso, ma forse lo troverò sulla barca che mi aspetta, visto che sto già viaggiando… Mi distenderò sull’altro ponente, vicino alla finestra, è lì che lo troverò.
Meglio staccare la ventola fino a domani pomeriggio, andare nel tempio e desinare nell’ostello, quello popolato da pigmei dal grigio muso, a volte ottuso. Ambarabà ciccì coccò, un uovo mi farebbe bene, ma non oggi, bensì dopodomani, o meglio l’altro giorno ancora, la caffeina può fare brutti scherzi, non trovi?
Ecco cosa ho sognato: avevo in mano un aggeggio a metà tra un porta-ombrelli e uno strumento musicale, era pesantissimo, aveva il prezzo minimo di cinquemila yen, ma mentre lo trasportavo, un nano rabbioso mi mordeva la mano, che fastidio! Nulla contro i nani, ma se li abbeverassero forse sarebbero più cordiali o forse più bagnati.
La storia è questa qui… c’era un ragazzo che come me amava i Beatles o i Pizzicato Five… a proposito… che fine hanno fatto i Jalisse? No perché io una volta mentre facevo un glissato ci ho rimesso un pollice, sanguinava così tanto che ho sostituito tutti i glissati con i trilli, poi mia madre si mise a strillare e interruppi la registrazione.
Adesso che sono un eremita, non strilla nessuno, ma ci sono tanti folletti barbuti che battono la scopa alle dieci meno dieci della sera, adesso è primavera, svegliatevi bambini. Sara, non devi andare a scuola?
Abbassa la tua radio per favore, niente contro Tiziano Ferro, ma la domenica alle nove non è il massimo, soprattutto se lo canta tuo figlio, meglio sani che malati.
Forse è l’ora di andare in orizzontale, come disse il Barone rampante, domani è un altro giorno e chi s’è visto s’è visto.
E chi non s’è visto?
postato da Direzione artistica alle 03:23

MARTEDÌ 24 GENNAIO 2012
Dopo aver preso l’autobus dalla parte sbagliata, ho raggiunto non prima di un lunghissimo giro, l’officina per la revisione dell’auto.
Nonostante fossero le undici avanzate del mattino, mi sono trovato in zone sperdutissime, completamente confuse nella nebbia.
Un’atmosfera assolutamente suggestiva e intanto mi perdevo ad osservare i volti pensierosi, ascoltare le anziane signore chiacchierare dei loro acciacchi, sfuggire dalle maleodoranti criniere delle tardone immerse in un tanfo di lacca.
Dovrebbero essere sempre così le giornate, tra una cosa da fare e l’altra. Non solo dentro casa, ma anche fuori.
Si avvicina l’ora del pranzo e nel pomeriggio dalle 15.30 in poi, sarò in studio, in diretta webcam. Proseguo l’arrangiamento della sigla, perlomeno fino alle 20.
Mi sono ricordato che la semplicissima videocamera che ho, fa anche da macchina fotografica.
Ecco che mi trasformerò in un giapponese al suo primo viaggio in Italia, fotografando tutto quello che mi sta intorno.

MARTEDÌ 24 GENNAIO 2012
La prima bozza della sigla “Tre moschettieri” è stata completata.
E’ stato scritto il testo insieme alla musica, ho registrato una bozza piano e voce e ho inciso i primi secondi della traccia di batteria.
In sei ore, qualcosa ha preso forma, ma c’è ancora tanto da limare.
Passando alla quotidianità…in mattinata dovrei ritirare l’auto che è in revisione e sto cercando un autobus per raggiungere l’officina sperduta in lande sperdute.
Ieri mi son fatto dieci chilometri a piedi…davvero soddisfacente, altro che palestra.

LUNEDÌ 23 GENNAIO 2012
Stamattina è la musica ambient a farla da padrona.
Su Blog Tv mi scrivono dalle hawaai, in inglese…e ciò è divertente.
Ieri sera ho abbozzato i primissimi versi del testo della sigla che mi hanno commissionato ed ho in mente la melodia.
Ma è tutto da limare…mi serve l’approvazione dell’agenzia e poi…via libera.
Già da oggi pomeriggio. Perlomeno arrivare a metà della bozza-musica testo, ovviamente della prima stesura che subirà comunque delle variazioni durante la lavorazione.
Inoltre ho da sentire il webmaster del sito per alcune modifiche, si spera di concludere i lavori entro la fine del mese.
I prossimi minuti li impiegherò leggendo il quotidiano online…anche l’informazione è importante.
E poi da risolvere per la revisione della macchina.
Facevo una riflessione a riguardo…inutile dire…non prendere l’auto per risparmiare.
Viste tutte le spese, invece, conviene godersela il più possibile.
Perché tanto dopo alcuni anni varrà meno di niente…le spese costanti, a parte il carburante, ci saranno sempre, ecc.
Detto questo, al prossimo post.

DOMENICA 22 GENNAIO 2012

Bisogna trattarsi bene la domenica a pranzo.
Ho pensato quindi di cucinare dei fusilli al salmone ed uova di sgombro.
E’ una ricetta un po’ anomala, in quanto occorrerebbero la panna e le uova di lombo, succedaneo del caviale.
Ho tuttavia sostituito la panna con il latte, una pietanza molto più leggera in questo modo.
Il tutto accompagnato da un pizzico di olio e pepe.

DOMENICA 22 GENNAIO 2012
Non c’è niente di meglio che immergersi nella musica barocca, nel bel mezzo della mattinata.
Incenso “anti-stress” ed una piacevole, radiosa luce che entra dalla finestra.
La temperatura non è glaciale, ma nemmeno delle migliori.
Qualsiasi cosa accada oggi, mi sento dell’umore giusto.
Ho in programma di fare le grandi pulizie appena avrò finito di scrivere questo post.
Inizierò poi a scrivere i post-it con le cose da fare.
Domani mattina mi aspetta la revisione della macchina, mi hanno appena inviato un sms per ricordarmelo. Di domenica.
Terranno la vettura bloccata dalla mattina alla sera…e quindi dovrò trovare un modo per ritornare a casa. Trovare un autobus.
Nel pomeriggio, inizierò a lavorare sul testo della sigla per il Camping Vacanze “I Tre Moschettieri”.
Credo che abbozzerò contemporaneamente la musica, in modo tale di avere un accenno di metrica.
Se faccio in tempo, invierò l’e-mail per l’approvazione del testo, in modo tale da procedere con il lavoro.
Intanto, qualche giorno fa, mi ha contattato una drag-queen di Venezia.
Desidera fare un disco….dovrei quindi comporre ex-novo alcuni pezzi…aspetto quindi qualche spunto per lavorare.
Questo blog funge anche da promemoria…non solo da “materiale di indicizzazione” in più, traffico aggiuntivo da portare al portale.
Non solo un modo per curiosare nella mia quotidianità, ma anche una testimonianza costante circa il mio operato all’interno del portale di servizi musicali.
Fondere i due canali youtube in uno

(senza data)

Stavo riflettendo sul fatto che la scissione dei due canali “Sputacanzoni” e “bilueddu” è un po’ deleteria.
Ovvero, suona un po’ anomalo il canale di uno sputacanzoni in cui non ci sono canzoni.
Inoltre, chi mi conosce per Bilu and Tv, andrà sempre e comunque a visitare il canale musicale?
E’ una cosa troppo separata. A parte il fatto che il nick “bilueddu” è orrendo.
Sputacanzoni non è un granché, ma almeno dà un’idea in generale.
Per non parlare del fatto che ho aperto “bilueddu” nel 2007 non caricando nessun video, non curandolo, né portandolo avanti, inserendo in passato video di ogni sorta, senza mai guardare alla qualità e alla logica della fruizione. Il mio mondo deve esser un canale, poi se ne gestisco altri, devono essere un semplice richiamo, un esperimento, oppure un deposito per i video “non elencati” da mettere in questo blog come contenuti speciali.
Un canale musicale aggiornato sporadicamente che dovrebbe essere il primo, ma che di fatto diventa il secondo.
Quindi…perché no…inserire le canzoni nel canale “Sputacanzoni”, ma facendo una selezione accurata dei video e delle incisioni di ottima qualità, tralasciando video fatti con il cellulare, canzoni postate con una foto sola, cattivi missaggi ecc.
La nuova direttiva deve essere: qualità, non quantità…selezionare quindi severamente.
L’altro canale potrei utilizzarlo per inserire video musicali, senza farmi problemi di copyright per le basi, ecc.
In ogni caso, portare sempre avanti, un unico canale, che sia Vlog, che sia musica.
Al massimo differenziare i contenuti tramite playlist.

 

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