Un album moderno: non solo ritmi in levare per la KRIKKA REGGAE

Un album moderno: non solo ritmi in levare per la KRIKKA REGGAE

A CURA DI FRANCESCO LENZI

KRIKKA REGGAE “In viaggio” (autoproduzione)

Con colpevole ritardo,oggi vi parlerò di questo interessante disco uscito il 30 luglio,con la speranza di portare un po’ di sole nelle vostre giornate,già segnate dal freddo autunno incombente.

I Krikka Reggae si sono formati nel 2001,e si sono subito distinti per il loro particolare sound,una rielaborazione del reggae-e non poteva essere altrimenti-con il dialetto delle loro parti;questo disco è il loro quarto lavoro (completamente autoprodotto,grazie alla campagna di music raiser),e segna un ulteriore passo in avanti per il gruppo,che ha saputo rinnovarsi e “guardare oltre” la musica in levare,che rimane sempre comunque il punto di riferimento più evidente (e ci sono anche delle collaborazioni importanti nel mezzo!).

La musica di “Lukania”,il brano in apertura,è di Roy Paci,collaboratore di vecchia data della band (e sempre attento a ciò che succede nell’ambito della musica alternativa):”Vengo dalla Lucania,per chi non la conosce o non l’ha ancora visitata/al centro tra la puglia,la calabria e la campania/c’è la basilicata,bellezza inesplorata” canta Manuel su tenui melodie solari,che sfociano anche in un vero e proprio ragamuffin nel centro del pezzo;un vero inno che sicuramente ha potenziali da grande hit,e mi auguro che lo diventi!

5314_10153211499836664_4922783215867912042_n

“Memoria storica” è un bel brano in levare (con qualche sottile influenza blues nei fiati) che racconta una grande verità che condivido in pieno (“C’è chi non ha memoria storica(..) si sa,la storia è ciclica,chi ha già sbagliato poi di nuovo sbaglierà/chi non conosce la storia non sa/che ogni errore fatto in passato,poi ripeterà”) in maniera semplice e scorrevole.

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

“S’adumm u’ fuok” è il primo brano del disco in dialetto,ed è una canzone insolita,influenzata dall’elettronica (e che potrebbe piacere anche all’ascoltatore mainstream per la propria orecchiabilità);poi è la volta di “Crisi”,primo singolo estratto da “In viaggio”,con Luca dei 99 Posse ospite alla voce:la canzone è un perfetto spaccato sull’attualità (“Sento solo blah,blah blah/i fatti stanno a zero(…)la gente è depressa,va fuori di testa”),mentre musicalmente il reggae si tinge nuovamente di riverberi elettronici in salsa “dub”.

E le influenze dub si ritrovano pure su “Na cos importand”,dal cantato veloce e accattivante (ci sono pure influenze pop e rock-un bell’assolo di chitarra nel finale,e mi riallaccio al discorso che dicevo prima:è il tipo di brano che potrebbe “allargare” il pubblico);”Royalties” presenta influenze hip hop (e perfino R&B, musicalmente) e si torna a parlare di attualità a briglia sciolta.

La title-track è un brano estremamente catchy,in cui tornano ancora venature electro:è un invito al viaggio come conoscenza,come incontro di culture diverse e come abbattimento delle frontiere;”Quello che mi passa” è una nuova,parziale immersione nell’hip hop grazie alla presenza del rapper Patto Mc ed è un nuovo inno,stavolta alla consapevolezza di sé (“io non aspetto l’occasione,faccio e basta”).

“Life Ova Money” è reggae adornato da una chitarra liquida e “vintage”,ed è uno dei miei brani preferiti del disco;”La mia strada” è un’altra canzone significativa,che si riallaccia parzialmente a quanto espresso sulla title-track:come spiega il testo “c’è chi dice che la vita sia come una lunga strada da percorrere/piena di insidie,piena di difficoltà,piena di rischi/ma gli stessi rischi,le stesse difficoltà/sono quelle che ti formano,che ti rendono più forte,più ambizioso,che disegnano il percorso,che segnano la tua strada,la mia strada”.

La traccia finale vede la partecipazione di Fyah George,per un brano “internazionale” e scintillante,che chiude degnamente un disco solare,che sa far ballare ma anche riflettere.

La Krikka Reggae ha davvero molte cose da dire,e con questo disco dimostra di “allargare” le proprie influenze:questo è positivo,infatti sono convinto che “In viaggio” potrà piacere anche a chi di solito non ascolta questo genere di musica! Per i patiti,invece….un ottimo modo di vedere il reggae,in maniera diversa e sicuramente al passo coi tempi.

Rispondere qui
Salve, come possiamo essere d'aiuto?
Powered by