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UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA:Rock & Roll is alive (and here to stay!)

UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA:Rock & Roll is alive (and here to stay!)

UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA “Rocknado” (Autoproduzione)

Un giorno di Ordinaria Follia:no,non è la rimembranza di una  vostra giornata-tipo,ma il nome di una frizzante rock & roll band proveniente da Padova!

Il gruppo si è formato nel 2011,ma prima tutti i componenti della band avevano già avuto importanti esperienze alle spalle con altre formazioni;a suggellare un certa amicizia tra i componenti della band,tutti loro si sono “dati” come cognome acquisito “Fumaro”-che sta a sottolineare un certo caratterino! (o almeno credo)-un po’ come nelle gang italoamericane o,se preferite,come i “fratelli immaginari “Ramones.

“Rocknado” è un breve album,ma fulmineo:un torrente in piena,pura dinamite che esplode nelle vostre orecchie!

Il disco si apre con “Polar”,puro rock & roll tra punk e hard classico,dritto,sparato  senza fronzoli e con un ghigno beffardo in faccia (“tra una coccola e un mojito,indovina dove ho messo questo dito”):è una canzone di odio verso un dj modaiolo che la band conosce bene!

“Macigno mobile” prosegue nel sentiero del rock sanguigno:una traccia che coniuga un feeling “alla ac/dc” e rifferama stoner,senza dimenticare un ritornello accattivante ed “alternativo”;liricamente,è un invito a essere sé stessi e affrontare la vita con coraggio e determinazione,senza farsi attrarre da false attitudini e senza farsi stroncare dalle varie difficoltà.

L’odio ed il disgusto verso le facilonerie ed i modaioli ritorna anche su “Hipster Killer” (il testo non ha pietà-a ragione-verso questi personaggi falsamente “trendy”,che usano perfino il termine hipster senza sapere in realtà da dove deriva questo termine!),dotata di riff al fulmicotone:”sarò un dio anarchico” canta il Reverendo Fumara con convinzione sulle note di un hard al passo coi tempi (che si tinge lievemente di southern nelle strofe e di visionarietà onirica nelle parti strumentali a metà brano),e c’è da credergli!

Si ritorna al puro rock & roll diretto su “The Fonz”,un altro anthem alla presa di coscienza di sé stessi:è anche il primo singolo tratto dall’album,e non è un caso,data la sua estrema efficacia (l’attitudine sfrontata ricorda vagamente gli MC5 nelle strofe,ma traghettati ai giorni nostri!).

“Mostro Joe” è un cadenzatissimo brano su di un personaggio poco raccomandabile ma allo stesso tempo affidabile,un abile risolutore di problemi (“fai in modo che alla fine dei tuoi guai,Mostro Joe non manchi mai”):musicalmente è un melodico macigno hard- stoner con qualche ricordo seventies (e non mancano nemmeno delle sequenze più “meditative”).

Storie di vita realmente vissuta s’intrecciano su “Cotton club”,perfetto spaccato della vita on the road che trasuda sesso e alcool (ed è una storia vera,giurano loro stessi!);musicalmente è un rock notturno,dalle trame introspettive,qui maggiormente evidenziate che in altri momenti dell’album.

Chiusura affidata a “La città del peccato”,ed il titolo è tutto in programma:torna lo stoner,stavolta con sembianze quasi blueseggianti (immaginate una jamsession tra Zen Guerrilla,Nebula e Leaf Hound per avere una vaga idea del contenuto!),mentre le parole sembrano amplificare quel famoso detto di Wilde (“Il modo migliore per liberarsi di una tentazione è cedervi”)…Ovviamente alla maniera della band!

Un ottimo disco,quindi,che mantiene vivo il sacro fuoco del rock & roll,con genuino entusiasmo e passione “palpabile”;la band è impeccabile,poi,sia dal punto di vista  esecutivo che da quello compositivo!

Il disco perfetto da consumare nei vostri sfrenati party orgiastici!!!!!!! Come disse qualcuno:stay hungry,stay rock!

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