UNIVERSAL SEX ARENA: Romancitysm (La Tempesta dischi)

A cura di Francesco Lenzi

Gli Universal Sex Arena nascono nel 2010 ed arrivano in questi giorni al secondo album,un concept (registrato interamente dal vivo in studio,o meglio,in un’officina per riparazioni di autocarri pesanti!) che ruota intorno al concetto di “città”,vista come metafora femminile.

“Romancitysm” è,difatti,un album molto fisico:e se è vero che il rock & roll è sesso,qui-in queste sudatissime 7 tracce-ve n’è ulteriore dimostrazione.

Basterebbe la traccia d’apertura per spiegare come sarà il viaggio dentro questa donna-città:”Breathe the light” è un rock & roll spericolato,con la mente a Detroit e il cuore nel blues…Ma non di questi soli ingredienti è fatto questo brano:in oltre 9 minuti ne succedono di cose,e la seconda parte trasuda funk psichedelico,e sembra di venire risucchiati in un film “di genere” degli anni ’70,come mood (grazie anche a delle percussioni ficcanti).

Si prosegue con “The last detroit’s urbanist”,un titolo che è tutto un programma:immaginate la Blues Explosion di Jon Spencer alle prese con la destrutturazione del funk,e avrete una vaga idea del brano,come sempre molto entusiasmante ed originale nella sua andatura schizoide,ma pur sempre accattivante…..

La Tv di Biluè di Giovanni D'Iapico

“Sudden donna” è una ballata notturna e riflessiva,di risplendente bellezza psichedelica,che ci permette di tirare un po’ il fiato per un attimo (ma le ruvide chitarre sono sempre dietro l’angolo,anche se più “controllate”!);”Take my shirt off” è un viaggio lungo quasi 10 minuti,sempre tra rock&roll abrasivo,improvvisi momenti ipnotici d’atmosfera ed incessanti percussioni roventi.

“Eyes yelling the future” è un breve brano dal sapore indie/alternative contemporaneo (con tenui echi psych sullo sfondo),mentre “The ghost town” è funkeggiante,con echi tribali (e si continua con le lunghe durate-8’02”-ma in realtà senza mai annoiare!),adornata da un’armonica blues tra una schitarrata e l’altra….Ma la seconda parte,quando tutto rallenta,offre anche momenti più riflessivi ed onirici.

“The Legendary healer” è il gran finale,una traccia riflessiva e soulful,ma con qualche elemento volutamente dissonante di contorno.

Interessante album,ed una formazione che è pura energia! Da tenere d’occhio!

CV_USA

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