Sette tracce che compongono “Descending Patterns ” questo bellissimo disco degli EpisThemE band metal di Catania, con influenze chiaramente “death” e “prog”, uscito ad aprile quest’anno, formata da: Riccardo Liberti al basso, Daniele Spagnulo alla batteria, Francesco “Seven” Coluzzi alla chitarra, Luca Correnti alla voce, Enrico Grillo alla chitarra.Registrato da Graziano Manuele (Ueickap Studios) e daFabio Trombetta e mixato da Graziano Manuele al Ueickap home studio.
Senza fare un elenco interminabile di paragoni, i primi riferimenti musicali che mi vengono in mente sono i Tool, Korn, System of Down.
“Erase that frame” ha una struttura piuttosto variegata e complessa, aree musicali piuttosto “rocciose” che si alternano ad episodi estremamente lirici, melodici, per poi soffermarsi in vie di mezzo, il tutto con uno stile compositivo, mai lasciato al caso: curatissime le parti ritmiche ed estremamente graffianti le chitarre distorte. Senz’altro ottime le registrazioni, i missaggi, il mastering.
In “Eyeland” si evince l’aspetto più prog con alternanze ritmiche a bpm elevatissimo con pennellate “death” senza sconfinare nel “trash”, non trascurando quelle parti ariosissime dove gli arpeggi di chitarra acustica la fanno da padrona.
“Silent Screaming” già dal titolo sembra essere una dichiarazione d’intenti e i contrasti nel corso del disco si fanno sempre più evidenti, sembrerebbe ricordare un titolo cinematografico alla Ingmar Bergman: “Sussurri e grida”.
Addirittura le parti ultra-melodiche si sovrappongono alle parti ultra-ritmiche, sfociando in un miscuglio direi quasi trascendentale.
La ricchezza compositiva di questo disco non è affatto trascurabile, c’è una ricerca minuziosa in ogni aspetto: dai suoni alle armonie, dalle ritmiche all’espressività vocale, dagli assoli di chitarra (che non sono meri riempimenti, ma incastri ben studiati), all’equilibrio tra pieni e vuoti.
“Shades of May” con un intro assai evocativo trasuda America, telefilm, thriller, azione e meditazione…una delle tracce a bpm più basso del disco, con un tocco a tratti “epic”, ma senza esagerare. Nella seconda parte dell’arrangiamento si sovrappongono più timbriche di chitarre e le parti ritmiche non disdegnano fantasiosi giochi ad incastro, sfruttando anche un panning creativo che va a chiudere la traccia.
Il discorso della traccia precedente viene continuato in “Blindside”, ma in una direzione sicuramente più spinta, come in uno “split-screen” dopo una parentesi acustica a bpm leggermente più elevato e dalle timbriche più taglienti, arriva la svolta death che va a progredire con una struttura sempre più complessa con evidenti cambi di tempo.
Interessanti gli inserti di “bending” in punti ben precisi della composizione, come dei “marker” che riassumono i vari “episodi” della traccia. Stessa logica di commistione va a chiudere il progetto.
“Endles Apaty” sfoggia un’andatura frenetica, sincopata, irregolare con delle soluzioni sorprendenti nella seconda metà del brano quasi a sfociare in un attento contrappunto verso la coda.
“Nemesis”, ultima traccia che nell’intro ricorda un po’ “Eyeland”, la prima traccia del disco: probabilmente nemmeno la logica ciclica è un elemento casuale; sembra riassumere alla perfezione tutti gli elementi tipici del disco: ricerca compositiva non convenzionale, strutture ritmiche complesse e variegate, alternanza tra andature frenetiche ed estremamente ariose, un sound “drammatico” e curatissimo in ogni minimo dettaglio. Audiofollia consiglia di prenotare il disco attraverso il sito della band: http://www.epistheme.it/ e pertanto di ascoltarne almeno una traccia dal Soundcloud sotto indicato.
