KARENINA “Via Crucis” (autoprodotto)
Proprio ieri scrivevo della validità della scena rock bergamasca:una scena,mi ripeto,che considero un po’ la Seattle italiana,un po’ per la varietà dei gruppi stessi e un po’ per l’incredibile qualità della musica proposta da essi.
I Karenina sono una di queste fantomatiche realtà:nati anni fa come Triste Colore Rosa,cambiano nome nel 2011;questo è il loro secondo album,che conferma la validità del loro “feeling” musicale,sempre all’insegna di un rock cangiante e inedito.
E c’è di più:per scelta della band,questo disco sarà in free download nei vari “portali” web del gruppo,ma ne sarà venduta una copia in vinile ai loro concerti,con il cd-r allegato….Adesso andiamo ad analizzare insieme il contenuto musicale.
Apre il disco“26 novembre 2010”,un bellissimo brano avvolto da struggente malinconia,con le tastiere a disegnare una melodia che sembra provenire da un carillion;ma quando entra il resto della band,il brano si evolve in un rock moderno eppure sempre melodico,in bilico tra riusciti chiaroscuri,con robuste chitarre e melodie stranianti,che adornano le liriche dal fare introspettivo.
“Ovest” è un brano fresco e diretto,che indaga su ricordi e pensieri personali (“pensi ancora a loro/a chi per l’ultima volta ti ha visto davvero?”);come sempre il rock della band è venato da elementi insoliti (bellissimo il pianoforte e le solcature tastieristiche,che donano un tocco progressive).
“Nel centro del paese” è un brano più “pop” se vogliamo,ma stratificato e niente affatto banale,con un testo che esemplifica una voglia di rivalsa e di andare via (”Adesso pensaci un altro po’/e dopo che ci hai riflettuto ancora/dì di no/la penisola lasciala nel cassetto insieme alle collane”);anche la malinconica “la sapienza” ha un tocco lieve e morbido,che si sposa quasi subito a chitarre arroventate,in un bel mix di spleen,rock corposo e-nuovamente-ricordi lontani che riaffiorano (e le sorprese non finiscono,in quanto ci sono dei riusciti cambi di tempo che spezzano l’andatura della canzone,donandoci suggestioni a metà tra la psichedelia ragionata e il prog più minimale).
Il gusto per i tappeti sonori insoliti si ritrova anche su “811 Km il sudore in nota spese”,a partire fin dal titolo:se il brano precedente “suggeriva” scenari psichedelici,qui la connessione è esplicita e dichiarata,con un’introduzione misteriosa e “floydiana” che si evolve in una jam acida e strumentale,con secche e tese incursioni ritmiche.
“Per vederti ancora” è un brano più potente,dalle trame hard rock settantiane che si mescolano nuovamente a slanci psycho-prog inconsueti:la sfera personale è sempre al centro dell’universo lirico dei nostri,stavolta con fare decisamente enigmatico(“fidati di me/non fidarti di nessuno/Sara,guardati le spalle ma non voltarti”).
“E l’universo” è una ballata notturna dall’incedere misterioso,e suggerisce riflessioni ardite (“Immagina la struttura dell’universo/non assomiglia un po’ a qualcosa che ci appartiene molto più di quanto noi non si possa vedere?”);a metà brano c’ è una bordata sonora quasi stoner,”spezzata” da slanci melodici (torna il tipico suono a carillion che appare qua e là nell’album e che è una caratteristica accattivante e tipica del sound dei Karenina) e da introspezioni tastieristiche che prendono il sopravvento nel finale.
“hey tu” è un brevissimo tassello acustico “a reading” che scava su inquietudini personali (“se proprio cerchi un colpevole,non serve camminare,basta che stai fermo lì sai?/(…)(se non trovi il colpevole,fatti qualche domanda e datti una sola risposta”);”Non si muove” va nella direzione opposta,difatti è un rock energico e robusto,abbastanza diretto anche nel testo,che narra della fine di una relazione in maniera ironica (talvolta dolceamara ironia) ed inedita.
“L’italia è bellissima” è una ballata acustica che svela insolite influenze cantautorali (ma tornano anche suggestioni prog a metà brano,e perfino frammenti jazzistici),mentre la finale “26 febbraio 2011” è altamente suggestiva,e coniuga ritmiche spigolose a riff portentosi,mentre le parole sono enigmatiche (probabilmente un ulteriore spaccato su riflessioni personali della band).
Concludendo,posso tranquillamente affermare che i Karenina sono un vero portento,una band originalissima che sa scrivere e suonare dannatamente bene,con dalla loro parte delle canzoni stupende ed altamente evocative che fanno veramente la differenza;la cura per gli arrangiamenti è poi decisamente notevole e porta “Via crucis” ad un livello nettamente superiore rispetto ad altre produzioni indie.
Una rivelazione,davvero;ascoltateli e procuratevi assolutamente questo disco, perchè ne vale davvero la pena.

