A cura di Giovanni Graziano Manca

lesina

Stefano (voce), Alan (chitarra), Alex (batteria) e Chiara (basso) sono i

quattro giovanissimi musicisti bergamaschi che formano la rock band de Il

Granaio, uscita recentemente con il CD d’esordio intitolato Lesina.

Fautrice di un progetto che viene definito di post punk e noise , la band

predilige la dimensione live e, quanto a preferenze musicali dei suoi

componenti, gravita nell’orbita del rock di derivazione anglosassone più

corposo e virulento pur non disdegnando appartenenze musicali

differenti e più moderate. Le canzoni dell’album (11 le tracce, per poco

meno di quaranta minuti di ascolto) sono generalmente essenziali, veloci,

dirette e non concedono spazi di sorta alla melodia e/o alla musica vera e

propria. In un miscuglio di grunge, punk e di suoni decisamente heavy e

spacca timpani, sono la chitarra elettrica, la distorsione degli accordi e il

modo (piuttosto convenzionale, tutto sommato, per una punk band) di

“urlare” le canzoni, ad avere la parte maggiore nel CD. Apprezzabile,

invece, la scelta del gruppo di cantare le proprie canzoni in italiano. I testi

e il loro contenuto meritano una nota a parte. In una intervista al gruppo

che risale al mese di Luglio dello scorso anno (rilasciata al sito

blog.Wickitesti.com, leggibile su: http://blog.wikitesti.com/2015/07/il-

granaio-lintervista-alla-rock-band-bergamasca/) alla domanda: Quali

argomenti ricorrono maggiormente nelle vostre canzoni?, il paroliere del

gruppo, Stefano, spiega:

Un pessimismo generale soprattutto, non ce la faccio a scrivere in toni del tutto

ottimistici nemmeno quando sono felice, risulto troppo forzato. I miei testi trattano

anche di inadeguatezza al mondo circostante, malessere sociale e amori andati a

vuoto. Non parlo mai direttamente di politica, prendo l’argomento sempre molto

alla larga, mi sta sul cazzo il populismo.

Rappresenta, la dichiarazione di Stefano, una mirabile sintesi di ciò che

effettivamente potete ascoltare in questo disco: atmosfere (anche quelle

che, per così dire, hanno a che vedere con la parte musicale) cupe,

frequentissimi richiami alla morte, all’assenza di un futuro, e via di questo

passo. Un ascolto decisamente impegnativo, insomma, quello richiesto da

questo disco, un ascolto che potrà risultare facile facile, forse, solo ai più

entusiasti amanti del genere.

TRACKLIST

1)Terapia #2

2) Millecinquecento

3) Lei

4) Il fiume

5) Ikaro

6) Indienapolis

7) Clarisse

8) Kathia

9) Terapia #6

10) Buonanotte

11) Rock it

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