
1)Come è nata la vostra band?
Io e mio fratello suoniamo da sempre assieme. Sono cambiati i musicisti che ci hanno accompagnato in questi anni e i nomi dei progetti, come pure i generi con i quali ci siamo confrontati, ma abbiamo sempre continuato a comporre come un’unica entitá. Di fatto gli Hermanos esistono da sempre ed ecco anche perché il nome di questo nuovo progetto.
2)Potete parlarmi dei vostri generi musicali preferiti? Quale è l’ultimo album che avete ascoltato?
Qui la questione si fa ardua, come forse si intuisce dal disco, i generi che abbiamo ascoltato sono sempre stati vari, non nascondiamo una nostra preferenza per la musica degli anni ’80 ed in particolare per i primissimi U2, ma anche Cure e Depeche Mode, ma, come detto, ci siamo sempre lasciati affascinare da tutti quei gruppi che in qualche modo riuscivano a mescolare i generi o che semplicemente non si riusciva ad inquadrare in un genere preciso.
3)Come avete cominciato a fare musica?
A casa nostra si è sempre ascoltata tanta musica e tutti i nostri amici suonavano qualcosa. Così, ad un certo punto, nostro padre ha deciso che era meglio utilizzare il garage come sala prove piuttosto che come rimessa dell’auto. Avevamo 16 anni e da allora non ci siamo più fermati.
4)Chi si occupa del songwriting?
Come già detto, componiamo veramente come un’unica persona, non abbiamo quasi più bisogno di parlarci, ognuno di noi due sa già dove l’altro vuole andare a parare appena comincia a suonare. I pezzi sono per lo più frutto di improvvisazione, mentre i testi vengono dopo. Li scrivo io (Giorgio) lasciandomi influenzare molto dal mood del pezzo.
5)Ho letto che c’è tanto spleen nella vostra musica…
Come detto, negli anni siamo passati attraverso vari generi, ma quello che non ci ha mai abbandonato è sempre stata una sorta di “malinconica vitalità” che ha quasi sempre pervaso le nostre composizioni. In parte dovuta ad un certo modo di vivere la musica e in parte sicuramente legata alle nostre influenze musicali. In questo nuovo lavoro, che nasce dopo un lungo periodo di inattività dovuto ad un motivo doloroso, questo sentimento, probabilmente, traspare in maniera più evidente. Non manca però anche una sana dose di ironia nelle nostre composizioni
6)Da dove traete ispirazione per le vostre canzoni?
In questo caso specifico, ci siamo lasciati trasportare dall’ immaginario che soprattutto i registi italiani ci hanno lasciato del west. Chiaramente questa è solo una traccia perché poi la musica e i testi si muovono anche in altre direzioni. Le immagini del deserto, la solitudine , la lontananza e il silenzio sono state dei punti dai quali lasciar fluire musica e parole.
7)Dove vi vedete fra 5 anni?
E’ talmente tanto tempo che suoniamo che fra cinque anni immagino saremmo ancora a comporre.
8)Riuscite a bilanciare la vostra carriera musicale con la vostra vita?
Devo dire che, da quando ci siamo affidati alla Metalmorfosi, che dobbiamo onestamente ringraziare, Come dobbiamo ringraziare la redazione di Audiofollia per averci ospitato, effettivamente la visibilità e gli impegni sono di molto aumentati e non eravamo così pronti. Però, fortunatamente ci occupiamo di musica anche nella vita, perciò direi che per noi è tutto un po’ più facile.
9)Per finire, cosa proponete di nuovo rispetto ad altre band?
Credo sarebbe presuntuoso da parte nostra dire che proponiamo qualcosa di nuovo, però di sicuro non ci siamo mai preoccupati e non ci preoccuperemo sicuramente in futuro se ci verrà in mente qualcosa di diverso anche se questo difficilmente potrà essere inquadrato in un genere preciso.
