Ben dieci inediti per il progetto Bob Balera dal titolo “E’ difficile trovarsi” a cura di Romeo Campagnolo.
Un cantautorato maturo dalle ottime sonorità e che prende ispirazione da disparatissime direzioni musicali, risultando nel complesso molto radiofonico e leggero, ma non superficiale.

“Bruciare”: bellissima la ritmica molto sinuosa, con colpi sul “bordo” del rullante.

“Serena”: strofa elettronica con ritornello rock-acustico, avvolgente schizofrenia sonora.
Avvolgenti accordi appergiati di chitarra elettrica pulita, non distorta. Molto orecchiabile.

“Dove si va”: le strofe ricordano molto il ritornello di “Serena”, come a voler creare un filo conduttore tra un brano e l’altro. Molto bella la linea di basso, assolutamente non banale.

“Roma – Berlino”: influenze vagamente new-wave, ritornello energico ed itinerante.
Interessante linea di violino quasi ipnotica.

“Tempi che cambiano”: ritornello dai respiri melodici molto ampi, coniugando tutto a una ritmica sostenuta ed accattivante.

“Giorni da cicala”: intro interessante che sfocia con un funky dall’irresistibile ironia.

“Playboy”: un sound estremamente avvincente, voci effettate e arrangiamento funzionalissimo alla tematica trattata.

“Celentano”: brano che starebbe benissimo cantato da un Celentano inselvaggito.
Ritmica che non può far a meno di farti battere il piede.

“Rimbalzi”: amo i brani che richiamano a un genere, con questo riferimento alla “dance”, ma che ha un che di rock con un cantato che ricorda vagamente i Baustelle.
“A te ti gusta la dance” è bellissimo!

“Bologna”: melodie vagamente tiromanciniane con un arrangiamento struggente, chitarre e un pianoforte “antico”. Melodia ricercata con un testo che è pura poesia.

Un disco che ci sa fare, che affascina con le sue sonorità, dove “Bologna” raggiunge sicuramente le vette più alte dell’album.

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