3 FINGERS GUITARS “rinuncia all’eredità “ (Snowdonia dischi/DreaminGorilla/Neverlab dischi/Rude records)
Ci sono dei dischi che ti catturano fin dalle prime note,per la loro potenza e per la loro personalità travolgente e si fanno apprezzare da subito per l’originalità di chi li compone/esegue.
E’ quello che mi è successo con questo “Rinuncia all’eredità”,un disco non come tanti altri,e per questo di indubbio valore artistico,ad opera di 3 Fingers guitar.
3 Fingers guitar è lo pseudonimo dietro il quale si cela il cantautore savonese Simone Perna:questo è il suo terzo lavoro da “solista” (in passato è stato batterista di Viclarsen e Affranti),ed il primo ad essere cantato in italiano,un concept album enigmatico sul rapporto tra un padre e un figlio;da qui l’eredità del titolo…..(Simone,oltre a essere il compositore fa quasi tutto da solo anche strumentalmente,alternandosi alla voce,alla chitarra e alle percussioni,ma partecipa anche Simone Brunzu alla batteria).
Il disco si apre con l’abrasiva “Ingresso”,un brano nervoso e carico di tensione,in cui un riff caloroso si tramuta ben presto in un’orgia di aspre sonorità al limite del post-punk e del noise,tra chitarre taglienti e percussioni laceranti,in un mix totalmente inedito che non somiglia a nient’altro ascoltato prima:le liriche lanciano uno sguardo sull’introspezione (“è la paura il mio solito porto/dove chiedere calore e sempre comodo conforto”).
“P.”,subito dopo,è anch’essa una traccia tesissima,dalle cadenze allucinate (quasi una versione spartana di ricordi “industriali” ) e originali:un brano in cui il noise diventa il tappeto di un rock d’autore;la personalissima voce di Simone fa il resto,fendendo l’aria come un coltello,puntando su liriche misteriose che hanno ampie chiavi di lettura (“mi hai creato e mi appartieni ormai/e tu mi ami”).
“Riproduzione” è una canzone ombrosa (“Valuta il prezzo del tuo orgoglio
investi in nuove libertà/scegliendo di esser manovrato”)in cui la carica introspettiva si ancora più darkeggiante,eppure più psichedelica,complici anche delle bellissime ed oniriche chitarre;ma l’album vive di vari,sorprendenti momenti,ed ecco arrivare la title-track,un blues notturno e acustico (ed il finale è una jam psichedelica decisamente riuscita,ricca di colori e svisate acide della 6 corde) ,in cui le asprezze dei precedenti brani vengono lasciate da parte,per lasciare spazio ad una melodia rarefatta,ma sempre scura,amplificata dalle parole del testo (“ Sei un riflesso e vedo già/ogni errore e tutti i limiti/questa è la mia eredità/di cui tu hai goduto fino a qui””).
L’amore per le atmosfere acustiche e “notturne” continua con “Fuga”,un folk-blues ruvido e roccioso,eppure allo stesso tempo carico di venature psych:è una riflessione amara dal taglio meditabondo (“Ripulisci le tue scorie/fallo in fretta e lucida /la tua anima in macerie/
sai può esser l’ultima”).
“L’unica via” è una traccia riflessiva ed è anche la più lunga del disco:dopo una lunga introduzione strumentale dal grande fascino strumentale,arriva la voce a commentare la sfera personale,con un tocco di poesia (“e l’oro che galleggia lì ai tuoi piedi/è un dono che non cerchi, che non chiedi e rivorrai.”) ;il finale si riallaccia idealmente all’introduzione,con l’ariosa chitarra che si libera sulle ali della fantasia visionaria.
“Fuga” è l’ultimo segmento,un’ultima finestra sulle ferite interiori,un brano doloroso eppure liberatorio (“Non c’è più niente più non ho da dirti nulla ed ora so/l’indifferenza è il mio rimedio per sentirmi libero. “) :fascinose spirali chitarristiche ed una possente batteria avvolgono l’ascoltatore e chiudono il brano con fare deciso e corposo.
Un bell’album catartico,ricco di poesia umbratile e talvolta spettrale,volutamente noir,ma carico anche di speranza e di intensità:3 fingers guitar è un progetto che stupisce e che merita molta attenzione,per la sua originalità e bellezza artistica.
Complimenti davvero!




