TONY BORLOTTI & I SUOI FLAUERS ”Aperitivo da Tony ” (Discos Jaguar, Ep in vinile)

Per chi scrive, il beat ed in generale la musica rock (e pop) degli anni ’60 / primi’70 ha rappresentato il meglio della creatività in campo musicale: di più, penso che anche i generi in qualche modo più ”moderni” che mi piacciono, vengano in qualche modo da lì.

Lo ripeto, a costo di sembrare pedante: io amo gli anni Sessanta e le sonorità di quel periodo; sarà perché fin da bambino mi sono appassionato ad un certo tipo di sound, ma anche perché per me quel magico decennio simboleggia vitalità, spensieratezza, anni felici in pieno boom economico (che per motivi anagrafici hanno vissuto i miei genitori, ma che fanno parte del mio DNA culturale)… 

In altre parole, sensazioni positive che il tipico sound beat rispecchia in tempo!

Per questo mi riempie di gioia sapere che esistono ancora oggi delle formazioni che  amano il ”verbo” e continuano quindi a suonare beat, con vera passione e divertimento,  aderendo alla filosofia dei ”complessi” in tutti i sensi, come succedeva una volta.

Tony Borlotti e i suoi Flauers sono una di queste formazioni; essi non suonano semplicemente questo tipo di musica, ma sono essi stessi dei ”BEAT” fino al midollo.

Per chi non li conoscesse ancora, diciamo brevemente che il loro curriculum musicale è vasto; si sono formati nel 1995 a Salerno (inizialmente come coverband, ma presto cominceranno a comporre anche materiale inedito), hanno partecipato a numerosi festival beat di importanza nazionale ed internazionale facendo anche da supporto a numerosi nomi “storici” del genere (da Mal dei Primitives a Rudi Protrudi dei Fuzztones, solo per citarne un paio, ma la lista sarebbe lunga), oltre a pubblicare diversi dischi che sono diventati autentici cult per gli amanti del genere (ricordiamo che l’attuale line-up è composta oltre dal leader Tony Borlotti alla voce e alla chitarra, da Gabriele Di Capri-organo Farfisa, voce; Johnny Dago-basso e voce; Mick Coppola-chitarra solista, voce e Vincenzo Criscuolo – batteria).

Quello di cui vi parlerò oggi è il loro quinto lavoro, ed è un EP spumeggiante e ottimamente suonato,pubblicato rigorosamente in vinile (al prezzo di 7 euro), con 4 brani, 2 inediti e 2 cover (come succedeva nei Sixties!).

Il lato a si apre con una fantastica cover di Pino Donaggio, ”Non ne ho colpa”, che dà subito l’idea del sound scintillante del gruppo:chitarra corposa (e talvolta farcita di wha wha) e organo farfisa in evidenza, con la bella voce di Tony al centro; gli anni ’60 rivivono alla grande, ma I Flauers non fanno del semplice revival, anzi la loro versione pur mantenendo lo spirito ed il sound originale è anche rivista in maniera totalmente personale e perfino più grintosa.

Subito dopo la frizzante “Anna”, uno dei due brani inediti: con un’atmosfera tra Byrds, Beatles e New dada (magnifica la 12 corde dal sapore folk rock ), è un brano contagioso, al quale è impossibile resistere e la musica si sposa bene al testo, in pieno stile Sixties beat (“E quei momenti io non scordo più/di due ragazzi tanti anni fa/ma questa notte io ti cerco / Anna come stai?”).

Il lato b si apre con”Droga”, la seconda cover del disco, presa dal repertorio dei Fuggiaschi ,band di culto del beat italiano(ma a sua volta”Droga”era una cover di un brano di Cliff Richards e gli Shadows,”I’m gonna get you”): anche in questo caso i Flauers rendono pienamente giustizia alla canzone, aggiungendo qualche sfumatura più aggressiva  (e un’andatura più veloce) rispetto all’originale (sia dell’inglese,che della versione italiana) ….e questo fa sì che anche in questo caso il compito sia riuscitissimo,al 100%, con una band in grande forma (impossibile stare fermi ascoltandola!).

La title-track chiude il lavoro con garbo e decisione ed è un brano lounge-beat dalle venature”shake”, strumentale (eccetto i vocalizzi che sono un po’ come strumenti”aggiunti”); adornata da un’ottima chitarra in preda ad un wha wha dinamico, è un bel pezzo dalle atmosfere perfino un po’ psichedeliche e velatamente oniriche ,perfetto per un film “vintage” (e pare proprio di vederli ballare davanti agli occhi, i “capelloni”e le giovani con le ”minigonne”,magari al Piper).

Un ottimo EP che conferma Tony Borlotti e i suoi Flauers come un’eccellente punta di diamante della scena beat nazionale:la loro personalità e la grinta fanno il resto, oltre alla padronanza sugli strumenti….e questo è importante,perchè come dicevo prima, la band non è solo fedele al sixties sound,ma ne dà una personale, entusiasmante visione.

Il beat è vivo, viva il beat!E finchè ci saranno gruppi come questo, la nostra musica preferita godrà sempre di ottima salute!

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