ESAFASE”esafase”(EP autoprodotto)

Oggi molte barriere in musica sono state abbattute;questo si riflette anche nella musica rock,se pensiamo ai vari “incroci”che ci sono stati,che ci sono e che ci saranno anche in futuro.

Questo secondo me è un bene,perchè il mescolare influenze diverse non può che portare all’originalità e ad una proposta peculiare.

Ed è un po’ quello che fanno gli Esafase,gruppo nato a Roma del 2012 e formato da Emanuele De Marzi(voce),il misterioso Asettico(tastiere,programming),Francesco Mattaioli(basso),Roberto De Alessandris(chitarre)e Aurora Di Rocco(batteria);la band,difatti,dopo essersi fatta le ossa in numerosi live(di supporto anche ad artisti affermati)ha affinato un proprio stile compositivo ed esecutivo che coniuga rock,elettronica e ritmi ballabili..e non è certamente poco,data la recente formazione!

I 4 brani di questo EP sono decisamente accattivanti ed al passo coi tempi;l’apertura,affidata a”Vivo”,mescola insieme un rock robusto e deciso a sonorità electro(che fanno da tappeto)e a melodie pop….le liriche sono introspettive e parlano di alienazione(“vivo perchè scrivo come diversivo/esco,parlo ma sono lascivo/ogni volta distraggo le mie ore(..)scrivo perchè vivo senza un motivo/come foto che resta in negativo”),mentre il tappeto sonoro è decisamente moderno.

“8 bit”coniuga ancora di più alla perfezione questi due aspetti:quello più elettronico e ballabile a quello rock(in questo caso funkeggiante);un brano personalissimo,che affonda le parole nella sfera dei ricordi,con un pizzico di sana follia giovanile(“ricordo il nintendo(…)qualche volta giocavo a supermario/giravo con i tacchi a spillo/andavo sempre avanti con qualche cosa”)e che piacerà sicuramente ai fans della prima ora dei Bluvertigo e dei Subsonica più sperimentatori(ovviamente gli Esafase non richiamano nessuna delle due band,perchè hanno una propria personalità,ma il loro sound potrebbe non sfigurare stilisticamente davanti a questi gruppi famosi).

“Tempo di crisi”è il brano sull’attualità,tra modernità sincopata(sempre il funk al centro dell’attenzione,in versione”futuristica”)e delle tastiere velatamente vintage che richiamano gli anni ’80(traghettati nello spazio);il testo non nasconde dei punti ironici(“oggi è tempo di crisi/le puttane non vanno più”),ma è anche uno spaccato perfetto del disorientamento dei giorni nostri dovuti appunto alla fatidica”crisi”(“l’economia nazionale da risollevare/la benzina costa troppo/ed io mi sono perso”).

Il titolo del brano conclusivo,”Punkabbestia”,potrebbe trarre in inganno:in realtà non si tratta di un brano punk rock o hardcore,ma semmai riminiscente di sonorità”disco”anni ’70(con una chitarra che spara dei riff suadenti e carichi di groove)incrociate a qualche ricordo new wave e a un po’ di sperimentazione qua e là…le liriche sono nuovamente(e velatamente)ironiche(“L’unica soluzione è fare il punkabbestia/per le strade di pechino senza cazzi per la testa/non è perchè fa rima con la parola cresta/non è la soluzione/ma è tutto quel che resta”),ma in realtà nascondono un argomento serissimo,ovvero il riappropiarsi della propria vita a qualunque costo(ovviamente la situazione è metaforicamente estremizzata:“l’unica soluzione è fare l’eremita/chiudersi in un bunker/Sbarrandone l’uscita(…)senza social network/fino a miglior vita”).

Direi che si tratta di un ottimo esordio che ha il merito enorme di spezzare le barriere tra generi musicali differenti;ma gli Esafase vincono la sfida,creando brani estremamente catchy che ti fanno muovere il culo e si fanno memorizzare velocemente(e solo apparentemente semplici,dato che il lavoro di rifinitura c’è ed è enorme)….senza dimenticare che i musicisti coinvolti sono tutti ottimi e la voce personale ed interessante;un lavoro che unirà gli amanti di certo rock alternativo cantato in italiano con i fans dell’elettronica ballabile ma con”intelligenza”….ne sentiremo parlare ancora,e tanto!

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