Salve audiofolli, tenetevi pronti perché vi proporremo tantissimi ascolti d’ora in avanti. Procediamo con un avvincente track by track. 

Non Ti Credo – Introduzione sonora tratta dal film “Straziami ma di baci saziami” di Dino Risi, 1968.  Primo brano dal sapore pop-rock non troppo commerciale, non troppo indipendente.  Timbro del cantante chiaro, pulito, incisivo.

Ci Hanno Fregato Tutto – Ed ecco il brano che dà il titolo all’album, qui troviamo tutte le caratteristiche sonore del disco “in sintesi” musicale, teorica, semantica. Atmosfere anni Settanta e anni Novanta che si fondono, qualcosa che ricorda da una parte gli Afterhours, dall’altra i Velvet, passando per Lo Stato Sociale.

Ma Non Sarebbe Stato Meglio – La terza traccia dell’album comincia a dare una concreta spinta, schitarrando e martellando tra cassa, rullante, hi-hat. Una ventata di freschezza che istiga al pogo.

Pianeta Rosso  – Traccia introspettiva, con un bel pianoforte in primo piano, delle chitarre acustiche soffuse e un’atmosfera cantautorale alla Dario Brunori, Diego Mancino, Roberto Dell’Era. Bellissimo sound.

La Festa Dell’Indipendenza – In questa traccia emerge tutta “l’indipendenza” del progetto, insomma quel marchio “indie” e meno commerciale. Testo sicuramente esilarante, ricordiamo una delle perle come: “Come masturbarsi con un piede e non riuscire a venire”.  Bella ritmica e…”una gran recensione” sta per esser scritta. “Za za za!”

Gianni – Brano narrativo, molto divertente con un arrangiamento electro-pop-rock, tra il cantautorale ed il demenziale e il farsesco. Dopo “Gianna” di Rino Gaetano, crediamo che sia una valida alternativa.
Anche se questo Gianni…in realtà si chiama Ugo!

Vacanza Breve – Un altro brano “intimo”, ma meno rarefatto di “Pianeta Rosso”.
Una riflessione ben accurata e armonica sul concetto del tempo; suggestiva la scelta degli archi, un cantato fascinoso ed avvolgente.

E’ Tutto Suo – Grande energia a cui siamo già stati abituati in brani come “La Festa Dell’Indipendenza”.
Anticonformismo, rivoluzione, voglia di ribellione, auto-affermazione.
Un sound avvincente che ricorda i Verdena più esplosivi e radiosi.

Gli Stessi Sorrisi Di Sempre – Qui le atmosfere intime raggiungono i livelli più intensi del disco.
Un pianoforte quasi “ambient”, dove gli accordi si fanno dilatatissimi, con una chitarra che ricama in maniera assai lieve, sospesa, quasi ipnotica.  Il tutto esplode in un ritornello che quasi implode, come se sottintendesse una ritmica sfrenata, ma che rimane comunque frenato, compresso in un’atmosfera onirica dilagante.
Il brano perfetto per concludere un album.

Davvero una rivelazione questo Olden, meriterebbe un posto sia nel panorama “indie” che “commerciale”, insomma il connubio perfetto per un progetto musicale.

CREDITS

Voce, chitarra Acustica: Olden

Piano, Sytnh: Enrico Giovagnola

Chitarra elettrica: Andrea Foreschi

Batteria, percussioni: Francesco Miceli

Basso elettrico: Giacomo Rossetti

Prodotto da:

Olden, Beta Produzioni

Registrazione mixaggio: Enrico Giovagnola presso Rokkaforte Studio.

Mastering: Eleven Mastering

Edizioni: MArteLabel

Foto: Renzo Chiesa

Progetto Grafico: Ana Gil

Sitografia:

Web: www.oldenmusica.com

Fb: https://www.facebook.com/oldenmusic/

Youtube: https://www.youtube.com/user/Lennonino

BIOGRAFIA

Davide Sellari, in arte Olden, nasce a Perugia nel 1978 ma vive da anni a Barcellona.

Risale al gennaio del 2008 la decisione di di trasferirsi a Barcellona dove matura l’idea di costruire un progetto solista sotto il nome Olden e dove nel 2012 esce il suo primo album da solista, che ottiene subito ottime recensioni, e il singolo “Jim & Jane”, che viene trasmesso da molti network italiani, tra cui Radio 2. Nel frattempo Olden continua a scrivere, ma alla alla sua lingua “materna”, l’italiano.

Nel 2013 viene ingaggiato per far parte del cast di uno spettacolo musicale dedicato alle “canzoni anarchiche”. In “Canzoni d’Amore e d’Anarchia”, Olden duetta con Joan Isaac, canta “La canzone del maggio” di De André, “Addio Lugano bella” ed altre canzoni della tradizione anarchica europea. Insieme ad Olden si esibiscono artisti come Juan Carlos Biondini, Vittorio De Scalzi, Beppe Voltarelli, Joan Isaac e tanti altri. Nel 2014 collabora con Cose di Amilcare ed è proprio durante le registrazioni del nuovo disco che gli viene comunicata la notizia della partecipazione al Premio Tenco.

Il 20 novembre 2015 esce il suo secondo album “Sono andato a letto presto”, un album autoprodotto e ditribuito da Goodfellas. Dall’Lp vengono estratti i singoli “Perla Nera”, “Senatore Bailey” e “La casa che non c’e’”. A febbraio 2015 parte il “A Letto Presto Tour”, per una serie di concerti che toccano tutta la penisola e che portano Olden a cantare in molti importante live club italiani. Nello stesso anno partecipa di nuovo al Premio Tenco. Il 22 ottobre esce l’EP “L’Amore Occidentale”, sei brani dedicati al tema del pacifismo e dell’anarchia, atraverso un viaggio nella storia della canzone popolare; seguirà poi un minitour di presentazione dell’Ep che tocca le principali città italiane. Il 23 ottobre partecipa nuovamente al Premio Tenco e durante gli eventi pomeridiani della rassegna si esibisce cantando le canzoni pacifiste di Francesco Guccini, al quale è dedicato il Tenco 2015 e l’album “Tra la Via Aurelia e il West” uscito il 24 marzo 2017 (Ala Bianca/Club Tenco), omaggio al cantautore nel quale Olden canta “L’atomica cinese”.

Il 22 maggio uscirà per Beta Produzioni l’ultimo lavoro di Olden, “Ci hanno fregato tutto”.

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