FALLEN “No love is sorrow” (aosmosis records)
Torna Fallen,il progetto dietro il quale si cela l’instancabile Lorenzo Bracaloni (di cui avevo già parlato in passato…sia di questo progetto,sia dell’altro-forse più conosciuto- che lo vede coinvolto,The Child of a Creek)….
“No love is sorrow” è un album molto bello e ricco,che continua il lavoro sulle trame dark ambient che già facevano capolino sul precedente lavoro,ma che qui risultano ulteriormente evolute e che indicano la via per un nuovo percorso.
E difatti proprio di una nuova strada artistica si tratta:non che il nostro artista abbia intenzione di tralasciare l’altro progetto,ma anzi,pare che i due monicker vadano ormai avanti di pari passo e che si influenzino a vicenda,in maniera speculare;va da sé che Fallen rimane la parte ‘strumentale’ del nostro (ricordiamo che Lorenzo suona tutto da sé,alternandosi alle varie tastiere,chitarre e quant’altro) e quella più sperimentale…..ma veniamo al contenuto del cd.
“Echoes and sin” apre il lavoro ed è un brano misterioso e notturno:le trame tastieristiche disegnano scenari ambient meditativi,con delle belle melodie dal sapore di folk ancestrale….il tutto però riportato ai giorni nostri…..anche perchè la seconda parte svela un’anima improvvisamente più moderna e ‘spaziale’ anche se sempre molto quieta.
Le influenze paiono provenire da certa scena ‘post-kraut’ tedesca (i Popol Vuh più misteriosi….ma l’influenza del progetto di Florian Fricke è celata anche nell’ultima traccia,come vedremo),ma filtrata da un’attitudine più misteriosa e,naturalmente,personale (bellissime in questo senso le chitarre darkeggianti che fanno capolino nella seconda parte,così come i sibili elettronici del synth).
“Eyes like windows” racchiude due anime in sé,una ipnotica-sognante (l’intro) e l’altra più sperimentale (l’evolversi del pezzo):la vena è più malinconica del precedente brano,e vengono accentuati i passaggi ‘scuri’,anche se mai in maniera fine a sé stessa,anzi….. gli elementi elettronici vengono usati come sfondo ideale per un viaggio introspettivo,in un cangiante trip sonoro che alterna vari tipi di tastiere (dall’organo al synth che “mima” l’arpa,in un curioso,oscuro contrappunto che mescola ombrosità e riflessione) per sfociare poi in un finale classicheggiante nei minuti finali….
E’la volta poi della tenebrosa title-track che potremmo definire “space-dark”:torna l’elettronica analogica,con ipnotici squarci glaciali di synth che fanno da sfondo a malinconici rintocchi di pianoforte,alternati a melodie quasi ‘medievali’ (è sempre la tastiera a trasportarci dentro questi curiosi passaggi sonori),in cui fanno capolino pure dei riverberi Floydiani…..il finale alterna passaggi riflessivi (i cluster del piano) ad improvvisi ‘agganci’ solari,grazie anche ai giochi di volume delle chitarre.
Si continua a scavare nei meandri dell’introspezione più scura con “Soft skin,eternal verses”,perfetta soundtrack d’inquietudine;i tratti sperimentali qui sono più accentuati e proiettati verso il futuro.
“Shimmering” è una traccia,per contro,molto più distesa e rilassata:immaginate Satie alle prese con tessiture ambient moderne,e avrete una leggera,vaga idea della bellezza eterea di questa composizione (potrei definirlo quasi un pezzo di musica classica contemporanea,ma anche questo non renderebbe giustizia appieno alla composizione,forse….difatti,nella seconda parte tornano dei tratti elettronici sperimentali,anche se in questo caso,morbidi e melodici,ma non banali!).
Chiude il lavoro “A new beginning”,e manco a dirlo,mai titolo fu più azzeccato:difatti,questo pezzo evidenzia chiaramente una nuova direzione,quella a cui accennavo nell’introduzione,col suo incedere dolce e rarefatto che non si fa mancare però dei momenti di riflessione …..La sensazione che questo brano mi dà è quella,appunto,di un nuovo inizio,non solo artistico,ma un’ideale chiusura con il passato e uno sguardo verso il futuro…..Musicalmente mi ha riportato alla mente le colonne sonore dei Goblin più pacati,così come il Burzum strumentale e ‘ambient’ degli ultimi dischi e certi dischi teutonici dei ’70 ma è solo un tenue appiglio,perchè tutto è filtrato attraverso la personalità del Bracaloni,e difatti il finale è una nuova sorpresa,che alterna chitarre taglienti ma melodiche a misteriose timbriche tastieristiche che sembrano voler mimare lo scorrere del tempo….
Dunque,un ottimo lavoro:la dimostrazione-se ce ne fosse ancora bisogno-che nell’undeground genuino ci sono talenti veri….D’altronde Lorenzo ci ha da sempre abituati a prodotti di grande qualità anche in passato;questo “No love is sorrow” è un ulteriore,eccellente tassello che è anche un passo in avanti,oltre che uno sguardo gettato direttamente sul futuro della (sua) musica…
Spero che molta gente scopra questo cd,perchè è davvero un gran bel lavoro:ma d’altro canto, sono convinto che Lorenzo è già impegnato a guardare ‘oltre’ a questo,e a comporre nuovo materiale,incurante (per fortuna!) di tutto il resto e di tutta la mediocrità che ci circonda…….Musica vera per gente vera e menti vere!
