“L’ultimo capitolo di una trilogia che è stata un crescendo continuo
da ogni punto di vista”

di Andrea Martella

il giudizio: 9/10

GENERE: noise-rock, math-rock, neo-psichedelia.1891015_523808461050429_1087847301_n

PROTAGONISTI: i Füsch! sono Maria Teresa Regazzoni (voce, tastiera,
synths, piano), Mario Moleri (chitarre), Alessandro Dentico (basso),
Pier Mecca (batteria, percussioni, cori, loops).

SEGNI PARTICOLARI: come promesso, la band bergamasca ritorna a calcare
la scena musicale regalando il terzo ed ultimo atto della trilogia dal
titolo ‘Mont Cc 9.0’ a distanza di pochi mesi dalla pubblicazione del
secondo (che a sua volta è uscito dopo non molto tempo dal primo),
tutti editi dalla Jestrai Records.

INGREDIENTI: nulla togliendo ai primi due step della trilogia, grazie
ai quali i Füsch! hanno mosso i primi passi, è da ammettere che
quest’ultimo atto tocca livelli davvero alti. Il fatto che predominino
lunghi scorci strumentali (pur trattandosi di una caratteristica già
presente nel restante materiale discografico) è un punto a favore
della band che esprime al meglio l’idea alla base della loro musica,
brani come ‘Iuston’ (che apre il disco) o ‘Il Gran Sasso’ ne sono la
conferma. Le forti incursioni noise che padroneggiano in ‘Family Tree’
richiamano tutta quella cultura musicale anni novanta, quella da cui
in tanti casi risulta difficile allontanarsi, un brano che rende
chiaro il concetto di appartenenza ad uno stile che detta legge ormai
da diverso tempo. Un cantato più presente rispetto al resto lo si
scorge in ‘La Convenzione’, cover del grande Battiato, in cui la
Regazzoni e co. propongono una versione non eccessivamente stravolta
rispetto all’originale: se i restanti brani insistono più che altro
sulla velocità, in questo caso i suoni si riassestano vertendo molto
più verso atmosfere al limite tra la psichedelia e il prog. La fine
del disco è la parte che sorprende di più: la chitarra acustica di
‘L’Ines Atto Finale’, che imperversa per quasi cinque minuti, fa in
modo che chi ascolta rinvenga tornando con i piedi per terra dopo il
trip a cui si giunge in automatico ascoltando il disco nella sua
integrità.

DENSITÀ DI QUALITÀ: stando a quanto si è letto sul web nei mesi
successivi alla pubblicazione del secondo atto, non si può dire che le
aspettative per il terzo non siano state alte da parte di chi ha
creduto nei Füsch! dagli esordi della loro breve ma intensa carriera.
Effettivamente, avendoli seguiti dal principio, possiamo dare conferma
del fatto che quest’ultimo è l’ennesimo crescendo di un percorso che
ha reso la band bergamasca tra le realtà più innovative di cui la
scena underground italiana può andare fiera. I Füsch! viziano chi li
segue con fiducia proponendo suoni ed atmosfere che riconducono agli
Swans, ai Fugazi, ai Led Zeppelin e chi più ne ha più ne metta, una
band con un livello di preparazione tale da ricordarci una parentesi
nella discografia di Battiato ingiustamente non venerata. Le movenze
new-wave vengono leggermente messe da parte nella fase finale della
trilogia, in compenso si spiana la strada verso pezzi come
‘Quadrifonia Lemon’, in cui si da adito ai sintetizzatori in maniera
incontrollata e quindi altrettanto piacevole. Si compie la trilogia
con quest’ultimo atto, (nella speranza che in cantiere ci sia un
quarto capitolo che verrà pubblicato a nostra insaputa!), un progetto
ambizioso e al contempo caleidoscopico, uno di quelli da ascoltare
tutto d’un fiato in quanto ampiamente rappresentativo del microcosmo
sonoro dei Füsch!.

VELOCITÀ: un album che oscilla tra la velocità e la lentezza
esattamente come tra l’istintività e la riflessione.

IL TESTO: “centinaia di anni fa l’uomo viveva sulla terra, fra
grattacieli e autostrade sopra il mare, poi nel 2000 la convenzione.
Molti andarono su Giove fra pianeti artificiali e altri su Venere in
cerca di spazio, un po’ restammo quaggiù sotto il mare” da ‘La
Convenzione’.

LA DICHIARAZIONE: “visioni di azzurre giornate,di notti infiammate di
stelle,suoni silenziosi che lasciano respiro alla calura, cori sottili
di un mondo sommerso, odori e profumi dell’aria arsa dal sole, bocche
avide nell’abbraccio di Bacco” racconta Maria Teresa Regazzoni
parlando del disco.

UN ASSAGGIO: La convenzione

IL SITO: facebook.com/weare.fusch

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