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Da un Piemonte goliardico, folkloristico, legato alle tradizioni di una terra che ha dato e continua a dare tanto, nasce un progetto musicale a km zero che intende rendere omaggio proprio al nostro Pianeta da troppo tempo martoriato (e ferito dall’homo sapiens) e ai nostri territori prodighi di doni inestimabili come cultura, storia, musica e, perchè no, ottimo cibo.

I Garcino presentano Mother Earth’s Blues, loro ultima autoproduzione in stile fusion ove non esistono confini alla bella musica ma solo grande passione e voglia di esprimere sentimenti e pensieri attraverso sonorità rock, blues e funk.

L’album sorge su di un pilastro fondamentale, regola d’oro per una vita sana e corretta: gustarsi ciascun giorno, e i preziosi momenti che regala, con la giusta tranquillità e nel pieno rispetto della nostra Madre Terra, come faremmo a tavola di fronte a del buon cibo da assaporare lentamente per poterne percepire ogni sfumatura di gusto. It’s a slow food talk, seconda traccia dell’album e singolo/videoclip di presentazione, rende perfettamente l’idea di questo mantra.

Otto brani a ricordare un cantautorato d’altri tempi, dall’auditing retrò alla voce di Nicola Garassinola cui impronta bacciniana graffia l’animo, nelle intonazioni non sempre eccelse ma proprio per questo calde e dirette.

Affinato grazie anche a collaborazioni eccelse le cui radici affondano in una provata esperienza musicale, Mother Earth’s Blues è decisamente un prodotto interessante da valutare ascolto dopo ascolto; non è possibile consigliare questa o quella canzone in quanto i Garcino hanno saputo spaziare oltre confine fondendo più culture in una sola produzione. Non facile, obiettivo centrato.

Giuseppe a.k.a B-Traxx

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