Tracklist:

01 – Death Row Information
02 – Mercenary
03 – For a Relief/My Name
04 – Pay My Dues

Bonus Tracks:

05 – Suzanne (Leonard Cohen)
06 – Waves of Mutilation (Pixies)
07 – What Makes You (Joe Lally)
08 – Change, In The House Of Flies (Deftones)

 

Una ragazzina davanti ad una croce di legno. A vedere la copertina di Things We Lost la prima cosa che può saltare in mente è il confronto con la morte, la lotta con essa anche se consapevolmente sappiamo di perderla in partenza.

Questo Ep nasce da un percorso introspettivo del cantante e chitarrista della band, Carlo Natoli, Un viaggio dove quello che conosciamo e non conosciamo si scontrano ed entrano in contrasto, come appunto la morte che è la protagonista della prima traccia, Death Row Information, le cui liriche sono in realtà le registrazioni delle ultime parole di alcuni condannati a morte rese note dal Dipartimento di giustizia del Texas. Il pezzo è una presa di posizione contro la facilità di rendere noti certi momenti così privati.

Il secondo pezzo è  Mercenary. la trama è fitta e il tessuto sonoro è lento e oscuro, Sebastiano Cataudo alla batteria e Sergio Occhipinti al basso tengono il ritmo della voce di Carlo che ricorda tantissimo David Sylvian, Il testo è una fiaba in cui l’approvazione degli altri è descritta come una dea mercenaria e i personaggi del testo vanno dietro ad essa come in una processione.

(Un estratto dei loro live)

Terzo brano del lotto è For a Relief/My Name. Qui, insieme a Carlo, si uniscono alla voci Fabrizio Cammarata, e Fabio Parrinello. Il tema è la fede e la spiritualità. Dice Carlo Natoli sul brano: “Abbiamo tutti bisogno di dare dei nomi alle persone o alle cose che conosciamo, ma siamo noi, e poco altro.”

Chiude l’Ep Pay My Dues, Interessantissimo l’aspetto musicale: Fabrizio Cammarata suona la sua Weissenborn guitar e Fabio Parrinello accompagna alla voce Carlo che suona la Lapsteel e il banjo nella coda finale del pezzo.

Sicuramente meno interessanti sono le 4 cover(a disposizione solo di chi compra fisicamente il disco), che sembrano un pò statiche e non portano da nessuna parte anche se le composizione sono sempre buone.

Things We Lost è sicuramente un buon lavoro che affascina sia nell’aspetto musicale che nelle liriche, dove si riescono a trovare ombre anche quando la luce sembra che sta per uscire fuori.

 

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