IL COTONE DI FUKUSHIMA”Scie”(cd autoprodotto)

La musica sperimentale,secondo me,è la chiave per capire meglio il suono e per fare evolvere la musica stessa,di qualsiasi genere…perchè è proprio sperimentando che si mantiene vivo l’interesse,e si trovano nuove soluzioni sonore inedite e mai pensate prima.

E’ per questo che ho accolto col massimo entusiasmo la proposta sonora di questo duo,chiamato Il cotone di Fukushima:partendo da una struttura legata al rock sperimentale,il combo propone una musica di difficile catalogazione,affascinante e pure rarefatta,ma che sa catturare l’attenzione proprio per il suo addentrarsi in sonorità dal mood inedito.

“Scie”è uscito due mesi fa in un numero esiguo di copie(una decina scarsa),ed è scaricabile gratuitamente su bandcamp(qua:http://ilcotonedifukushima.bandcamp.com/ );le 5 tracce contenute su questo lavoro sono registrate live in studio e ”sposano”in maniera perfetta strumenti rock”classici” ad altri meno convenzionali…difatti Carlo Saiu e Stefano Muscas si alternano a vari strumenti(il primo alla chitarra,agli effetti e alla”bottiglia di plastica”,il secondo a batteria,hank,glockenspiel,al guiro,al cembalo e a percussioni ottenute con una scatola di viti e con una”campana per capra”).

Il mix tra destrutturazione di tematiche rock d’avanguardia(o post rock,se preferite)e “suoni trovati”è decisamente intrigante e delinea nuovi sentieri sonori:questo viene fuori subito esplicitamente nella prima traccia,”Fra menti”che mette insieme un sound misterioso e lieve,quasi sussurrato-complice l’improvvisazione tra chitarra e batteria-a suoni percussivi inusuali,talvolta atonali e vicini alla sperimentazione di matrice noise(ma senza esagerazioni ed estremizzazioni di sorta).

“Baumwolle-sweaterjacket”è il brano più lungo dell’intero lavoro,in cui la matrice”free”si sviluppa ulteriormente:le percussioni sono più incisive e la chitarra più ombrosa;lo scenario è se vogliamo più riflessivo ed in un certo senso più complesso,eppure allo stesso tempo scorrevole…il brano vive di vari momenti,la prima parte inizia sperimentale e spericolata,la seconda più pacata ed umbratile,con una bellissima chitarra meditabonda e notturna;ma la voglia di sperimentazione non si esaurisce,ed ecco quindi apparire un terzo segmento in cui l’improvvisazione libera torna a farsi sentire in maniera più presente e possente….quasi una destrutturazione della psichedelia,smontata e rimontata alla maniera del Cotone di Fukushima e quindi assolutamente originale (Potremmo addirittura coniare una definizione nuova,”progressive post-noise”,per rendere l’idea delle sonore spirali fascinose del brano).

Dominata dal glockenspiel “preparato”e da una chitarra riflessiva è”Donquixote donflamingo”,che coniuga avanguardia e rarefatti momenti melodici ,insieme ad alcuni”detriti”leggermente jazzati e blueseggianti…il tutto velatamente accennato,quasi a non voler esagerare,sempre in maniera morbida e godibile.

“Verso bologna”è un brano più spiritato e dall’anima totalmente libera da schemi e strutture:la chitarra è effettata e”spaziale”e le percussioni-di ogni sorta-sono al centro del pezzo,lo solcano con istinto e tenacia,disegnando uno scenario assolutamente non prevedibile.

“Impeto di montagna”è la traccia conclusiva ed è un brano tortuoso ed impeccabile,tra atonalità ed improvvisi lampi melodici:il rincorrersi tra dinamiche diverse-tra voraci vampate percussive e riff ora melodici,ora più secchi e crudi-che sta alla base del lavoro del Cotone di Fukushima,qui è ulteriormente sviluppato e portato all’ennesima potenza….la parte finale presenta una struttura più definita e nitida,ma non sono esenti le scorie”rumoriste”che donano impredivibilità al pezzo(e lo traghettano quindi su momenti carichi di tensione emotiva e d’inquietudine).

Davvero un ottimo lavoro ed un progetto degno di nota,questo del Cotone di Fukushima:per tutti gli amanti delle sonorità inusuali e”non allineate”e per tutti quelli che ricercano originalità e “cose”totalmente nuove nella musica sperimentale.

L’improvvisazione del duo sardo è davvero interessante e la registrazione spontanea,”diretta”,rende il tutto ancora più vero,onesto e affascinante….questo”Scie”mi è piaciuto un sacco e merita davvero di essere ascoltato e goduto…..dedicato alle menti aperte,creative ed affamate di nuove sonorità:qui c’è pane per i vostri/nostri denti!

 

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