GELFISH “Hungry (EP)”

I Gelfish si formano nel 2012 ed arrivano oggi a questo primo EP;la line-up è composta da Etnegres (Stefano Sergente) alla voce, Polci (Lorenzo Polci) al basso ,Iezzi (Alessandro Gizzi) alla batteria e Francesco Martelloni alla chitarra.

Fin dall’inizio il quartetto si è distinto per un post-punk abrasivo,con il basso iperdistorto in primo piano:se il primo nome al quale la band sembra rimandare con le loro caratteristiche possono essere i Death From Above 1979,è anche vero che il sound del gruppo è assolutamente originale ed inedito,molto personale e ben curato.

“Inside the everything” è la prima traccia,un brano lacerante eppure dotato di melodia catchy:come dicevo poco fa è il basso distorto l’asso portante del pezzo,ma non sono da meno anche gli altri strumenti e la voce,che innestano sul brano direzioni diverse e inaspettate;il tutto si snoda tra ricordi stoner,feeling darkeggiante e stralunata attitudine R&R.

“No powers,no responsability” continua su sentieri ombrosi,con una melodia curiosamente tortuosa eppure fiammeggiante;i cambi di tempo amplificano l’aggressività del brano,oltre che la sua intensità,talvolta ricorrendo anche a parti volutamente dissonanti.

“Night of the living dead” è fin dal titolo uno sguardo aperto su un’altra passione del gruppo,i fumetti (il titolo è esplicativo):musicalmente si tratta di una roccia sonica,cadenzatissima ed ipnotica,con una melodia oscura in evidenza ed un “wall of sound” creato dagli stop and go ritmici (chitarra,basso e batteria si incastrano perfettamente tra di loro);”Arkham asylum” chiude il disco con un mood altrettanto roccioso ed impenetrabile,ma con un cantato ancora più orecchiabile,che ben si sposa al feeling corposo del tappeto sonoro (che è sempre senza attimi di cedimento e scava ancora di più su sentieri plumbei,seppur al tempo stesso leggermente più “diretti”).

Un interessante EP per una band decisamente caratteristica per la quale la definizione “personale” non è certo spesa a caso.

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