1. Benvenuto! Puoi raccontare ai nostri lettori il tuo percorso artistico?

Ciao a tutti i lettori di Audiofollia, il mio percorso artistico è piuttosto variegato, da piccolissimo inizio a suonare la chitarra, qualche classica esperienza con band di amici poi nel 2006 mi trasferisco a Bologna, lì frequento i corsi della Music Academy 2000 diplomandomi in chitarra dopodiché inizio a suonare in giro in situazioni molto diverse tra loro, prima punk, tenendo concerti in quasi tutti i pub o centri sociali dell’Emilia, poi entro nel giro delle tribute band cosa che mi dà la possibilità di stare su alcuni dei palchi dei live club più belli di Italia come il Vox a Nonantola, il Fillmore a Cortemaggiore, il Demodè di Bari ecc… Una vita che faccio per quasi 5 anni alternandola ad altri progetti musicali, sempre chitarra alla mano, con i quali riesco a conoscere meglio quello che è il mondo discografico. Passati questi 5 anni decido di fermarmi un attimo e inizio a produrre musica con un computer rendendomi conto che, nonostante io abbia un passato tra rock, punk e pop, quello che mi viene fuori più naturalmente è quello che oggi potete sentire nei lavori targati Cosmic Falls.

2)E ora qualcosa riguardo il tuo background musicale..

Credo di essere un buon ascoltatore, mi piace girovagare su internet in cerca di cose nuove da ascoltare, sono sempre abbastanza attento alle nuove uscite musicali anche se una delle mie più grandi infatuazioni musicali sono sicuramente i Beatles, ho letteralmente consumato tutti i dischi, visto ogni film o documentario e letto ogni libro, poi tanta musica dai 60/70, parecchio funk, blues e poi tanta elettronica di ogni tipo.

3) Come è nato Hyperrealistic?

Hyperrealistic è nato quasi per caso, uscito a pochi mesi di distanza dal mio precedente lavoro “Borealis”, è un album che avevo pronto già da molto tempo, in qualche mese l’ho perfezionato, ho aggiunto qualche dettaglio, insomma, l’ho ritoccato e così facendo mi sono trovato con un lavoro pronto da fare uscire senza nemmeno accorgermene.

4) La tua traccia preferita dell’album appena uscito…

Non sei il primo che mi chiede di indicare una mia traccia favorita e ogni volta non ci riesco, del resto è un pò come chiedere ad una mamma quale figlio sia il suo preferito. Ogni traccia si trova all’interno dell’album per una sua qualità che riesce a trasmettermi qualcosa ogni volta che la ascolto, per questo credo non ci sia una che preferisco in particolare.

5) Come è il tuo concerto perfetto?

Nel tempo, suonando in giro e nelle situazione più disparate, mi sono reso conto di quanto sia vero quando si dice che “il concerto lo fa la gente che assiste al concerto” tante volte mi sono trovato a suonare in posti che non promettevano nulla di buono ma che poi, grazie alla partecipazione di chi era lì, si sono trasformati in location fantastiche, quindi, in primis che ci sia tanta bella gente partecipe, dopodiché mi piacciono un sacco i live in location inusuali…chessò…vecchie fabbriche dismesse, vecchi teatri ormai abbandonati…cose di questo genere…

6) Dove ti vedi fra 5 anni?

Mah, non saprei, mi piace la vita che ho ed in fondo non mi vedo tanto lontano da dove mi trovo ora, spero che le cose seguano il loro corso naturale, spero di poter suonare tanto in giro e tanto dentro casa, spero che la musica mi continui a dare l’opportunità di fare nuove esperienze e conoscere nuova gente.

7) Riesci a bilanciare la tua carriera musicale con la vita privata?

Certo che si, ho il privilegio di avere una vita che ruota tutta attorno alla musica, le mie giornate, al di fuori del mio progetto Cosmic Falls, si dividono tra i corsi di musica che tengo in alcune scuole dalle mie parti, concerti, dj-set e altri progetti musicali. Insieme a Filippo Tirincanti, un caro amico, gestisco una piccola etichetta discografica che si chiama Vibe Records (www.viberecords.net), che poi è anche la label sul quale è uscito Hyperrealistic, con la quale ci occupiamo di distribuzione e produzione musicale ed organizzazione di eventi. Non mi posso lamentare insomma.

8 )Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio Hyperrealistic in mezzo ad una concorrenza così vasta?

Purtroppo viviamo in un epoca in cui, musicalmente parlando, chi si trova ad ascoltare può contare su una scelta pressoché infinita purtroppo però spesso si inciampa in progetti musicali senza un anima, figli di una moda o impacchettati a dovere proprio per essere perfetti e appetibili a chiunque. Ascoltate Hyperrealistic perché a modo suo, invece, credo sia un esempio di musica genuinamente vera, creata senza preconcetti di sorta o obbiettivi pre-impostati, frutto di un processo creativo libero e passionale.

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